Castelfranco Emilia

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Castelfranco Emilia
comune
Castelfranco Emilia – Stemma Castelfranco Emilia – Bandiera
Castelfranco Emilia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Amministrazione
Sindaco Stefano Reggianini (PD) dal 14/06/2009
Territorio
Coordinate 44°35′48″N 11°03′10″E / 44.596667°N 11.052778°E44.596667; 11.052778 (Castelfranco Emilia)Coordinate: 44°35′48″N 11°03′10″E / 44.596667°N 11.052778°E44.596667; 11.052778 (Castelfranco Emilia)
Altitudine 42 m s.l.m.
Superficie 102,51 km²
Abitanti 32 543[1] (31-12-2013)
Densità 317,46 ab./km²
Frazioni Cavazzona (La Cavazauna), Gaggio (Gàz), Manzolino (Manzuléin), Panzano (Panzàn), Piumazzo (Pimàz), Rastellino (Rastléin), Recovato (Arcuè), Riolo (Ariòl)
Comuni confinanti Anzola dell'Emilia (BO), Modena, Nonantola, San Cesario sul Panaro, San Giovanni in Persiceto (BO), Sant'Agata Bolognese (BO), Valsamoggia (BO)
Altre informazioni
Cod. postale 41013
Prefisso 059
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 036006
Cod. catastale C107
Targa MO
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti castelfranchesi
Patrono san Donnino
Giorno festivo 9 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castelfranco Emilia
Posizione del comune di Castelfranco Emilia all'interno della provincia di Modena
Posizione del comune di Castelfranco Emilia all'interno della provincia di Modena
Sito istituzionale

Castelfranco Emilia (Castèl in dialetto Bolognese occidentale[2], Forum gallorum e Castrum Francum in latino) è una città italiana di 32.543 abitanti della provincia di Modena, in Emilia-Romagna, situato ad est del capoluogo.

Prima del 1929, la città apparteneva alla provincia di Bologna. Tale legame culturale è ancora presente, sia per il dialetto parlato,[3], facente parte dei dialetti bolognesi rustici occidentali, che per l'appartenenza alla diocesi stessa.[4]

La superficie del comune risulta essere molto vasta rispetto alla media dei comuni circostanti: ciò è dato dalla decisione, assunta nel 1861, di accorpare a Castelfranco Emilia il territorio di Piumazzo, fino a quel momento comune a sé stante della provincia di Bologna.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco Emilia sorge nella pianura padana, tra Bologna e Modena. Il territorio comunale risulta essere molto ricco di acqua, in particolar modo è diffuso il fenomeno delle risorgive. Il centro storico è sorto lungo la direttrice principale che taglia a metà il paese: la via Emilia. Dagli inizi degli anni novanta, il paese ha conosciuto una rapida crescita demografica che ha portato un'espansione dell'agglomerato urbano in direzione sud, in quanto la zona nord è limitata dal passaggio dell'asse ferroviario. Il vasto territorio comunale è caratterizzato da una campagna intensamente coltivata. Sono presenti aree boschive di modeste dimensioni: Bosco Albergati e Villa Sorra.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lapide ai caduti Partigiani sotto il portico antistante alla chiesa di Santa Maria Assunta

In età romana la zona era conosciuta per i terreni paludosi. Vi sorgeva un centro nelle vicinanze della via Aemilia, nel circondario della più centrale Mutina, denominato Forum Gallorum. Durante la guerra di Modena del 44-43 a.C. la conformazione del territorio ne rese preferibile l'utilizzo come teatro di guerra, avendovi luogo una battaglia tra Antonio e i consoli Irzio e Pansa. Danno notizia del centro di Forum Gallorum Cicerone nelle Lettere ai familiari e Appiano nei Bella Civilia.[5]

In riferimento all'anno di fondazione del Borgo Franco (nome originario di Castelfranco) esistono pareri non concordi: secondo lo storico Leandro Alberti è il 1224, mentre secondo lo storico Alessandro Bacchi è il 1226. Le mura costruite a difesa del paese occupavano l'area delle odierne vie circondarie: alcuni resti, venuti alla luce durante la costruzione di piazza Aldo Moro, sono ancora oggi visibili. Ai nuovi abitanti del paese, Bologna concesse particolari condizioni fiscali in quanto il Borgo Franco si configurava, in senso geografico e politico, come ultimo centro bolognese in prossimità del confine con la nemica Modena e quindi fungeva da avamposto di difesa.[6]

Dal 1322 al 1325 Castelfranco Emilia viene comunque occupata dai modenesi appoggiati dai Visconti, i quali vi rimasero con alterne vicende fino al 1361. Nel 1434 Castelfranco viene espugnata da una compagnia guidata da Brandolino Conte Brandolini, patrizio forlivese, e dal Gattamelata; nel 1443, invece, subisce l'assedio da parte di Niccolò Piccinino e Luigi dal Verme, a cui riesce a resistere. Il 27 ottobre 1542 il senato di Bologna riconosce formalmente il comune di Castelfranco Emilia che potrà così adottare lo stemma attuale con la rocca.

Nel 1506 passa insieme a Bologna sotto lo Stato Pontificio: risulta quindi essere l'unico paese dell'attuale Provincia di Modena che non abbia fatto parte dell'ex Ducato di Modena e Reggio; questo controllo durerà ininterrottamente fino al 1796 con l'arrivo delle truppe di Napoleone per finire definitivamente nel 1859 con l'annessione al regno d'Italia.[6] Nel 1929 il comune venne distaccato dalla provincia di Bologna e aggregato a quella di Modena[7]. Il paese viene liberato dalle forze di occupazione nazifasciste il 22 aprile 1945[8] e nei mesi successivi, la zona fu insanguinata dalle uccisioni, per opera di sedicenti ex partigiani, di molti appartenenti al Partito Fascista e di alcuni civili.

In relazione a questa situazione è stato coniato il termine triangolo della morte con vertici il capoluogo di Castelfranco Emilia e le sue frazioni di Manzolino e Piumazzo. I responsabili delle esecuzioni, che non rientrarono tra i beneficiari dei casi previsti dall'amnistia di Togliatti, riuscirono a fuggire oltre la Cortina di Ferro[9]. Nella frazione Manzolino erano residenti i quattro Fratelli Moscardini caduti durante la Guerra di liberazione. Piumazzo è invece l'attuale residenza dello storico Valerio Massimo Manfredi. Fra Modena e Castelfranco Emilia si trova la frazione Gaggio di Piano. Nel 1997 viene stretto il gemellaggio con il comune bavarese di Marktredwitz.

Nel novembre del 2005 viene conferita la Medaglia d'argento al Valore Civile nel sessantunesimo anniversario dell'uccisione di 11 castelfranchesi da parte di soldati tedeschi durante il secondo Conflitto Mondiale. Nel 2006 è stato conferito al comune il titolo di "Città di Castelfranco Emilia" dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Castelfranco è tuttora parte dell'Arcidiocesi di Bologna, il dialetto è di tipo bolognese con qualche termine ritrovato nel dialetto geminiano, e la maggior parte degli abitanti autoctoni si considerano bolognesi, specie le generazioni meno giovani, nonostante la nettissima vicinanza al centro storico di Modena.

Onorificenze conferite alla città[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco Emilia è una delle città decorata con la medaglia d'argento al merito civile in seguito a particolari atti di abnegazione della comunità durante eventi straordinari come guerre o calamità naturali. Durante la seconda guerra mondiale la città fu occupata dalle truppe tedesche e subì feroci rastrellamenti da parte dalle SS. che catturarono numerosi suoi cittadini, in particolare contadini ed allevatori, sottoponendoli a sevizie e torture e massacrandoli brutalmente a raffiche di mitra. Con eroico coraggio e indomito spirito patriottico la cittadinanza partecipò attivamente alla lotta partigiana, pagando un notevole tributo di vite e danni materiali.

  • Merito civile silver medal BAR.svg Medaglia d'argento al merito civile

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Corso Martiri (via Emilia)
Villa Sorra
Chiesa di San Giacomo (particolare)

All'interno dell'area comunale troviamo la Chiesa di Santa Maria Assunta, chiesa principale del capoluogo, in cui è esposto il celebre dipinto dell'Assunzione di Maria di Guido Reni. La Chiesa di San Giacomo Apostolo, a poca distanza dalla chiesa principale, la cui edificazione non è certa. Tra i luoghi di interesse storico, spiccano il Forte Urbano, Villa Sorra, Palazzo Piella e il famoso castello di Panzano

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[10]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti nel comune sono 4.233, ovvero il 13,2% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[11]:

  1. Marocco Marocco, 910
  2. Romania Romania, 578
  3. Albania Albania, 411
  4. India India, 408
  5. Tunisia Tunisia, 351
  6. Turchia Turchia, 180
  7. Moldavia Moldavia, 165
  8. Ucraina Ucraina, 155
  9. Polonia Polonia, 136
  10. Ghana Ghana, 112

Maschera storica[modifica | modifica wikitesto]

La maschera storica del paese è Tabaréin: un oste titolare di un'ipotetica locanda sita nella zona ovest della città. Tale figura è caratterizzata dall'avere una gobba e, per tale motivo, veniva sbeffeggiato dai propri concittadini col detto dialettale Tabréin gubèla cum vèla? (Tabrein, come va con la gobba?).[12]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

In una delle aree maggiormente vocate alla coltivazione intensiva delle piante da frutto in Italia, Castelfranco Emilia è il comune della provincia di Modena con la maggior superficie territoriale dedicata a questa coltivazione (1.073,70 ha, circa 1/10 di tutta le superficie interessata in Provincia), è secondo per numero di giornate/anno di lavoro aziendale in agricoltura (231.178), terzo per numero di aziende agricole (665)[13]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca Comunale
  • Scuola elementare "G.Marconi", costruita negli anni cinquanta. Nel 2007 incorporando anche la scuola media si trasforma nel 2° Istituto Comprensivo del paese.
  • Istituto Agrario e Enogastronomico "Lazzaro Spallanzani": è un istituto superiore che si occupa della tutela dell'ambiente e delle trasformazioni dei prodotti agricoli e caseari. L'offerta formativa si finalizza al raggiungimento della qualifica di Agrotecnico e Perito agrario. Dal 2011 è inoltre un istituto enogastronomico.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

Con 71.166 prestiti la biblioteca di Castelfranco si è posizionata nel 2011 al terzo posto in questa graduatoria nella provincia di Modena.[14]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Teatri[modifica | modifica wikitesto]

Particolare dello stemma sulla facciata del Forte Urbano

Teatro Dadà, gestito dall'Emilia Romagna Teatro, ha sede in piazzale Curiel 26. Di proprietà del comune, ha una capienza di 371 posti, di cui 288 in platea e 88 in galleria.[15]

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Castelfranco Emilia vanta la paternità della più famosa pasta emiliana: i tortellini.[16] Infatti, secondo la leggenda, è qui che furono "creati" per la prima volta da un oste che sbirciando dal buco della serratura vide una dama nuda mentre si lavava. Rimase colpito dall'ombelico e da ciò prese ispirazione per creare tale pietanza. Questa leggenda popolare viene rappresentata ogni anno durante la Sagra del tortellino (o Festa di San Nicola) la seconda settimana di settembre.

Ancora oggigiorno Bologna e Modena si contendono l'invenzione, come si sono contesi per lungo tempo questa terra di confine situata proprio a metà tra i territori delle due province acerrime rivali, sull'antichissima strada costruita dai Romani: la via Emilia. La terra è zona di produzione dei vini Bianco di Castelfranco Emilia e lambrusco, particolarmente il vitigno "Graspa Rossa di Castelvetro".

Persone legate a Castelfranco Emilia[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Santa maria Assunta vista da piazza Garibaldi
  • Guido Guinizelli (Bologna, 1235 – Monselice, 1276), poeta e podestà di Castelfranco Emilia.
  • Giulio Cesare Croce (San Giovanni in Persiceto, 1550 – Bologna, 1609) commediografo, scrittore: abitò a Castelfranco Emilia dai 7 ai 13 anni.[17]
  • Giovanni Cassini, (Perinaldo, 1625 - Parigi, 1712) astronomo e matematico, diresse l'osservatorio di Panzano (frazione di Castelfranco Emilia).
  • Lucia Cremonini (Manzolino, 29 settembre 1686 – Bologna, 22 gennaio 1710) è stata una ragazza italiana impiccata a Bologna per infanticidio.
  • Giovanni Ettore Mattei (Castelfranco Emilia, 10 marzo 1865 – Sciara, 19 dicembre 1943) è stato un botanico italiano.
  • Ugo Cei (Castelfranco Emilia, 1º ottobre 1867 – Cella Monte, 17 aprile 1953) è stato un militare italiano, senatore del Regno nella XXX Legislatura.
  • Silverio Montaguti (Castelfranco Emilia, 1870 – Bologna, 1947) è stato uno scultore italiano.
  • Mons. Luigi Roncagli (Mascarino, 1881 - Castelfranco Emilia, 1951)
  • Alfonsina Strada (Castelfranco Emilia, 16 marzo 1891 – Milano, 13 settembre 1959), ciclista su strada italiana
  • Ruggero Bernardi (Castelfranco Emilia, 17 dicembre 1909) è un ex calciatore italiano, di ruolo terzino.
  • Gabriella Degli Esposti, (Calcara di Crespellano 1912- San Cesario sul Panaro 1944), partigiana antifascista, medaglia d’oro al valor militare.[18]
  • Osvaldo Trebbi (Goggio di Piano, 23 marzo 1914 – Castelfranco Emilia, 29 maggio 1977) è stato un calciatore italiano, di ruolo centrocampista.
  • Roberto Moscardini "Lupo" (Castelfranco Emilia, 1921 – Castelfranco Emilia, Riolo  4 ottobre 1944) comandante partigiano Divisione Modena Pianura, Medaglia d'Argento al valor militare.
  • Mario Tacconi (Castelfranco Emilia, 27 giugno 1924) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.
  • Dina Boldrini (Castelfranco Emilia, 1929) è una cantante e cantastorie italiana, particolarmente attiva in Emilia-Romagna.
  • Dante Bini (Castelfranco Emilia, 22 aprile 1932) è un architetto italiano, noto come l'"architetto delle piramidi", un tipo di struttura che predilige e per la quale ha sviluppato tecniche costruttive innovative
  • Giuseppe Barbieri (Castelfranco Emilia, 19 febbraio 1934) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.
  • Romano Garagnani (Castelfranco Emilia 1937 - Modena1999) medaglia d'argento nel tiro a volo nei giochi olimpici di Città del Messico 1968, commissario tecnico della nazionale italiana di tiro a volo.
  • Piero Dotti (Castelfranco Emilia, 16 maggio 1939) è un ex calciatore italiano.
  • Natalino Gatti (Castelfranco Emilia, 24 dicembre 1939) è un politico italiano, esponente del Partito Comunista Italiano e parlamentare europeo.
  • Valerio Massimo Manfredi (Piumazzo di Castelfranco Emilia, 8 marzo 1943) è un archeologo, scrittore e conduttore televisivo italiano.
  • Paolo Cristoni (Castelfranco Emilia, 9 settembre 1945) è un politico italiano.
  • Cécile Kyenge (Kambove, 28 agosto 1964), medico oculista e ministro dell'integrazione durante il Governo Letta
  • Nunzio Falco (Castelfranco Emilia, 26 novembre 1973) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante. 
  • Elisa Cusma (Bologna, 24 luglio 1981) atleta specialista in mezzo fondo.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Festa di San Nicola[modifica | modifica wikitesto]

Festa agostiniana che celebra, il secondo fine settimana di settembre, il Santo di Tolentino come da tradizione dell’antico convento dei padri agostiniani di cui rimane traccia nella chiesa di San Giacomo S.Giacomo

Sagra del tortellino[modifica | modifica wikitesto]

Celebrazione che si tiene ogni anno la seconda settimana di settembre per celebrare il prodotto gastronomico più noto dell’Emilia che qui ha, per tradizione, la sua culla.

La fiorita[modifica | modifica wikitesto]

Festa religiosa che si tiene l'8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione, per celebrare il voto fatto dalla comunità castelfranchese al tempo della peste: se il paese non fosse stato toccato dall'epidemia si sarebbe onorata la Madonna in perpetuo. Così avvenne e in segno di ringraziamento viene organizzata una processione in cui i bambini portano un fiore alla statua della Madonna adiacente alla chiesa omonima.

Motori e sapori[modifica | modifica wikitesto]

Festa che si tiene la domenica prossima alla ricorrenza di San Giuseppe, per l'occasione viene chiusa la Via Emilia e vengono esposte macchine d'epoca. Vi sono anche stand gastronomici che offrono piatti tipici locali.

Castelfranco Blues Festival[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castelfranco Blues Festival.

Manifestazione che cade un week-end tra la fine di maggio ed inizio di giugno. È un festival dedicato ad artisti blues italiani.

Negli altri centri storici importanti[modifica | modifica wikitesto]

Carnevale dei Ragazzi di Piumazzo[modifica | modifica wikitesto]

Ottavario della Madonna della Provvidenza. Si tiene a Piumazzo, ogni anno, nel periodo compreso tra l'ultima Domenica di Maggio e la prima di Giugno. Per l'occasione l'immagine della Madonna della Provvidenza contenuta nella fioriera, viene portata dal santuario sito nell'omonimo borgo fino a Piumazzo, e qui resta per l'intera settimana. Il Mercoledì dell'Ottavario è il momento culminante della festa. Si celebrano le SS. Cresime al mattino (con un Vescovo di Bologna perché, sebbene amministrativamente Piumazzo appartenga ora alla Provincia di Modena, tuttavia la Curia di pertinenza è rimasta quella di Bologna), la processione con l'immagine sacra all'imbrunire, la festa di piazza la sera.

Palio dei Ciuchi[modifica | modifica wikitesto]

Il palio si tiene l'ultima domenica di settembre in occasione della festa del Ringraziamento e vede contrapposte le contrade della frazione di Manzolino in una sfida a cavallo di asini.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La Polisportiva Virtus Castelfranco Emilia Calcio è la locale squadra di calcio che attualmente gioca in serie D.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La BBS Castelfranco Volley, la locale squadra di pallavolo dilettantistico maschile, è stata promossa in serie B2 il 29 marzo 2014, raggiungendo il risultato più importante nella storia della Polisportiva Castelfranco.

Pattinaggio artistico[modifica | modifica wikitesto]

Dalila Laneve, campionessa europea 2012 di pattinaggio rotelle artistico.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Castelfranco Emilia vanta una rete stradale di circa 216 km. La principale arteria di importanza nazionale è la via Emilia (s.s. n. 9). Le arterie di importanza provinciale sono la s.p. n. 14 e la n. 6. La città ha una stazione ferroviaria sulla linea ferroviaria Milano-Bologna.[19] Il territorio castelfranchese è attraversato dalla linea ad alta velocità Milano-Bologna. Tale tracciato passa a nord del paese.

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Tra le specie che ospitano le acque dolci di Castelfranco c'è l'alborella (Alburnus arborella) alla quale il Comune dedica pure una sagra: la Sagra dell'Alborella.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Castelfranco è stato sempre guidato, dal dopoguerra ad oggi, da formazioni politiche di centro sinistra. L'elenco di chi ha ricoperto l'incarico di primo cittadino è il seguente:

  • 1901-1903 Alessandro Melotti
  • 1903 Raffaele Stagni
  • 1904 Luigi Gaudino (Commissario Prefettizio)
  • 1904-1905 Alessandro Melotti
  • 1905 Alfredo Mazzoli
  • 1906-1907 Alessandro Melotti
  • 1908 Amleto Bettini
  • 1909-1912 Giuseppe Neri
  • 1913 Giuseppe Malaguti
  • 1914-1920 Augusto Pierantoni (Commissario Prefettizio)
  • 1920-1921 Alfredo Galetti
  • 1922 Sante Veronesi (Commissario Prefettizio)
  • 1922-1926 Alberto Cuccoli
  • 1926 Vittorio Amaduzzi (Commissario Prefettizio)
  • 1927-1936 Podestà Sante Veronesi
  • 1937-1938 Podestà Adelchi Simonini
  • 1938 Domenico Morelli (Commissario Prefettizio)
  • 1938-1940 Podestà Mario Boni
  • 1940 Alberto Tagliani (Commissario Prefettizio)
  • 1940-1943 Podestà Mario Boni
  • 1944 Massimo Mazzoli (Commissario Prefettizio)
  • 1945 Gaetano Melotti
  • 1946 Guido Armaroli
  • 1946-1949 Giuseppe Borghi
  • 1949-1951 Adelmo Gnugnoli
  • 1951-1970 Enrico Marchesini
  • 1970-1973 Pietro Drusiani
  • 1973 Giovanni Francesconi
  • 1973-1976 Paolo Cristoni
  • 1976-1980 Roberto Martinelli
  • 1980-1988 Giovanni Righi
  • 1988-2004 Fausto Galetti
  • 2004-2009 Sergio Graziosi
  • 2009 – (in carica) Stefano Reggianini

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1] - Popolazione residente al 31 dicembre 2012
  2. ^ Luigi Lepri, Daniele Vitali (a cura di), Dizionario Bolognese Italiano / Italiano-Bolognese, Bologna, Pendragon, 2007, pp. 348-354, ISBN 978-88-8342-594-3.
  3. ^ www.bulaggna.it
  4. ^ www.bologna.chiesacattolica.it
  5. ^ Appiano, Bella Civilia, III, 9, 66, 70; Cicerone, Ad familiares, X, 30
  6. ^ a b Informazioni tratte dal Sito del comune
  7. ^ Regio Decreto Legge 24 gennaio 1929, n. 106, art. 1
  8. ^ www.anpi.it
  9. ^ Tratto dal Corriere della Sera del 6 maggio 2005
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 21 febbraio 2013.
  12. ^ www.gazzettadimodena.it
  13. ^ Fonte ISTAT - 5º censimento generale agricoltura anno 2000
  14. ^ Fonte: Centro di documentazione provinciale di Modena
  15. ^ www.emiliaromagnateatro.com
  16. ^ Tortellini di Venere
  17. ^ enciclopedia Treccani
  18. ^ Savina Reverberi Catellani, MIA MAMMA GABRIELLA DEGLI ESPOSTI, Storia di una famiglia nella tragedia della guerra. Castelfranco Emilia 2012
  19. ^ Informazione tratta dal sito ufficiale del comune

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Città di Castelfranco Emilia, edito dal Comune di Castelfranco Emilia, 2007.
  • AA.VV., La parrocchia di Castelfranco Emilia, edito da Arbe, Modena 1987.
  • AA.VV., Guida alle Chiese del territorio, Ecclesia, Castelfranco Emilia 2005.
  • Antonio Masini, Bologna perlustrata, 1666
  • Giampaolo Pansa, Il sangue dei vinti, Sperling Bestseller, 2006. ISBN 88-6061-092-3.
  • Saltini Antonio, Salomoni M. Teresa, Rossi Cescati Stefano, Via Emilia. Percorsi inconsueti fra i comuni dell'antica strada consolare, Edagricole, Bologna, 2003. ISBN 88-506-4958-4.
  • Terenzio Ascari, La lunga strada delle libertà, a cura dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, 1994.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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