Aulo Irzio

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Aulo Irzio
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Aulus Hirtius
Consolato 43 a.C.

Aulo Irzio, in latino: Aulus Hirtius, (Ferentino, 90 a.C.43 a.C.), è stato un militare, storico e politico romano, che ricoprì la carica di console dopo l'assassinio di Gaio Giulio Cesare, per il quale era stato legato.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conquista della Gallia, Guerra civile tra Cesare e Pompeo, Marco Antonio e Guerra di Modena.

Fu legato (legatus) - cioè comandante di una legione in sostituzione del console - durante la conquista della Gallia presso Giulio Cesare dal 54 a.C. e poi servì sotto Pompeo nel 50 a.C. Durante la guerra civile tra Cesare e Pompeo (49 a.C.) si schierò a favore del primo, combattendo prima in Spagna, forse come tribuno militare, e poi in Asia Minore.

Finito il conflitto civile, nel 46 a.C. divenne pretore, proconsole della Gallia Transalpina l'anno dopo e, essendo stato designato da Cesare stesso, console.

Il 15 marzo del 44 a.C. Cesare fu ucciso ed Irzio sostenne Marco Antonio, il quale intendeva vendicarne la morte uccidendo Decimo Giunio Bruto, divenuto nell'aprile dello stesso anno governatore della Gallia Cisalpina, verso la quale Antonio aveva avanzato pretese, finché Cicerone non lo convinse a sposare la causa senatoria. Dovette dunque partire per Modena, dove Antonio si stava dirigendo per combattere Bruto, assieme all'altro console, Gaio Vibio Pansa, e ad Ottaviano.

Combattuta la battaglia di Modena, entrambi i consoli morirono:[1] Irzio prima in battaglia il 21 aprile[2], Pansa per le ferite riportate il 23 aprile. Marco Antonio fu sconfitto lo stesso giorno della morte di Irzio. La tomba di Irzio fu ritrovata a Roma nel 1938, sotto l'attuale Palazzo della Cancelleria, nell'area del Campo Marzio.

Scrittore e storico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi De bello Gallico.
Il De bello Gallico di Giulio Cesare in un'edizione del 1783. (L'ottavo libro è del console Irzio)

Il console Irzio è noto anche per aver scritto l'ottavo libro del De bello Gallico, l'opera più conosciuta di Cesare. Secondo gli antichi [senza fonte] avrebbe scritto altre tre opere: il De bello Alexandrino, il De bello Africo ed il De bello Hispaniensi, ma oggi si crede che, di questi ultimi due, fu solo l'editore.

Opere scritte[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della letteratura latina (78 - 31 a.C.).

Opere attribuite[modifica | modifica sorgente]

Teorie sulla morte del console[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gaio Vibio Pansa#Teorie sulla morte del console.

Assieme ai due consoli Pansa ed Aulo Irzio era partito l'emergente Ottaviano, che era accompagnato dalle legioni che aveva arruolato. Secondo alcune teorie egli non fu soddisfatto dei riconoscimenti, che gli erano stati concessi dal Senato, e, volendo dimostrare a Cicerone, che lo aveva sostenuto pur sottovalutandolo, tutta la sua ambizione, avrebbe ucciso combattendo Irzio il 21 aprile e poi Pansa il 23 dello stesso mese, per poter ambire alla carica di console[3][4][5].

Note[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 100183222 LCCN: n84134395

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Gaio Giulio Cesare V
Marco Antonio
43 a.C.
Suff. Gaio Giulio Cesare Ottaviano

Suff. Quinto Pedio
con Gaio Vibio Pansa
Suff. Gaio Carrina Suff. Publio Ventidio Basso

Marco Emilio Lepido II
Lucio Munazio Planco