Lucio Cincio Alimento

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Lucio Cincio Alimento (III secolo a.C.; ... – ...) è stato un annalista, storico e politico romano. Sua unica opera furono gli Annales in lingua greca.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lucio Cincio Alimento, di origine plebea, divenne senatore e poi pretore in Sicilia nel 210 a.C. Nel 208 a.C. assediò senza successo Locri. Una dopo l'altra le città dell'Italia meridionale conquistate dai Cartaginesi o ribellatesi a Roma erano state riprese dai Romani. Dopo aver riconquistato Taranto i Romani rivolsero il loro sguardo su Locri, l'ultima grande città dell'antica Magna Grecia ancora nelle mani di Annibale.

L'impresa, però, si dimostrò subito ardua per i Romani tant'è che le truppe terrestri inviate a supporto di una spedizione navale guidata da Cincio Alimento vennero annientate presso Petelia soffrendo la perdita di quasi tremilacinquecento uomini (duemila morti e quasi millecinquecento prigionieri).[senza fonte] Poco tempo dopo persino i due consoli romani, Marco Claudio Marcello e Tito Quinzio Crispino, trovarono la morte durante una ricognizione nei pressi degli accampamenti cartaginesi.

Nel frattempo, comunque, la spedizione navale di Cincio Alimento raggiunse Locri assediandola. Subito Annibale radunò le sue truppe e si mise in marcia verso Locri. All'interno della città assediata si trovava il presidio cartaginese comandato da Magone, il quale, vedendo giungere il suo comandante per dargli man forte, decise di lanciare un furioso attacco contro le truppe assedianti romane, le quali, stupite dalla reazione di Magone ed intimorite dal sopraggiungere di Annibale, si diedero alla fuga a bordo delle navi con le quali erano giunte. Lo stesso Cincio Alimento fu preso prigioniero, ed ebbe l'occasione di conoscere personalmente Annibale.

Annales[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Annales (Alimento).

Tornato a Roma dopo la prigionia nelle mani dei Cartaginesi, Cincio Alimento scrisse, con l'intento di celebrare la grandezza di Roma,[1] degli Annales in lingua greca, di cui rimangono pochissimi frammenti.[1] Nell'opera narra delle leggendarie origini della storia di Roma, giungendo sino al periodo della seconda guerra punica durante il quale visse. Mostra un notevole interesse per le tradizioni e i riti legati alla sfera religiosa. Nonostante la ricchezza di contenuto, gli antichi tennero in scarsa considerazione gli Annales di Alimento, notata l'opera del contemporaneo Quinto Fabio Pittore. A differenza di quest'ultimo Cincio Alimento, per le sue origini plebee, mostra una minore tendenza filoaristocratica, invividualista e nazionalista, ponendosi comunque fini propagandistici.

Sembra che Cincio Alimento non debba essere confuso con un omonimo Cincio, autore di libri antiquari.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pontiggia; Grandi, p. 155.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Pontiggia, Maria Cristina Grandi, Letteratura latina. Storia e testi, Milano, Principato, marzo 1996, ISBN 978-88-416-2188-2.

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