Gaio Asinio Pollione

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Gaio Asinio Pollione
Roman SPQR banner.svg Console della Repubblica romana
Nome originale Gaius Asinius Pollio
Gens Asinia
Consolato 40 a.C.

Gaio Asinio Pollione (Chieti, 76 a.C.4 d.C.) è stato un politico, oratore e letterato romano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio di una ricca famiglia di Teate, fu un seguace di Giulio Cesare e poi di Marco Antonio, console nel 40 a.C. e proconsole l'anno successivo. Ritiratosi dalla vita politica, mantenne durante il principato di Augusto una posizione di notevole indipendenza.

Pollione è presentato come persona abominevole che approfittava della sua ricchezza e posizione per tiranneggiare i suoi sottoposti e incensare chi avrebbe potuto ancor più aumentare il suo prestigio. Si era ritirato a vita privata dopo i trionfi militari e le vicende che lo avevano portato anche in Africa e in Spagna. La fama raggiunta come militare non fu certamente scalfita dalla sua vita lussuriosa e ciò è dimostrato dal fatto che riuscì, senza subire conseguenze, a mantenere sempre una posizione politica di equilibrio, pronto a legarsi e ad appoggiare di volta in volta chi conquistava il potere. Benché fosse uscito quasi sempre vincitore nelle battaglie e guerre intraprese dai Romani, Pollione raggiunse fama ancora maggiore come uomo di cultura. Grande ed erudito oratore, era secondo solo a Cicerone. E se come letterato in un primo momento Virgilio negò a Pollione la sua amicizia, beffeggiandolo dopo che aveva scritto carmi licenziosi, in seguito le sue tragedie furono lodate dallo stesso poeta e con lui da Orazio e Tacito. Tuttavia il suo più importante lavoro furono le Storie, 17 libri andati perduti, a scrivere i quali aveva certo dedicato gran parte della sua vita. Vi erano descritte le guerre civili che avevano dilaniato il popolo romano fra il primo triumvirato e la battaglia di Filippi e furono citate da Appiano, Svetonio e Plutarco.

Nel 39 a.C. creò per primo una biblioteca pubblica, andata perduta, e restaurò in forme grandiose l'Atrium Libertatis.[1] Introdusse la pratica delle recitationes, ovvero della lettura in pubblico in apposite sale, di prosa e poesia. Conobbe e fu amico di Virgilio, Cornelio Gallo e Cicerone.

Ad Asinio Pollione infatti, Virgilio dedicò le Egloghe III, IV e VIII. Con Asinio Gallo, figlio di Pollione, potrebbe essere inoltre identificato il Puer divino, portatore della nuova età dell'oro, "profetizzato" da Virgilio nell'Egloga IV.

Giovanni Ponticelli rappresentò il suo trionfo sul sipario del Teatro Marrucino di Chieti.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tina Squadrilli,Vicende e monumenti di Roma, Staderini Editore,1961,Roma,pag.98

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Biagio Lanzellotti, Della vita e degli studj di Cajo Asinio Pollione Marrucino, Prato, tip. Aldina F. Alberghetti e F.i, 1875;
  • Giuseppe Aurelio Lauria, Caio Asinio Pollione ed il suo trionfo dipinto da Giovanni Ponticelli, Napoli, R. Avallone, 1875;
  • Carlo Pascal, Asinio Pollione nei carmi di Vergilio, nota del dr. Carlo Pascal, Napoli, tip. e stereotipia della Regia Università nel già Collegio del Salvatore, 1888;
  • Giovanni Pansa, L' epoca del preconsolato in Asia di C. Asinio Pollione e le leggende eponimiche sulle monete, Milano, L. F. Cogliati, 1909, estratto da "Rivista italiana di numismatica e scienze affini", 22(1909), fasc. 3;
  • Riccardo Scarcia, Asinio Pollione e le pubbliche letture in Roma, in "Abruzzo", anno 5 (1967), pp. 83-98;
  • Marcella Carulli, Asinio Pollione e la realtà politico-sociale del suo tempo, Roma, Edizioni dell'Ateneo, 1972;

Jacques André, "Vita e Opere di Asinio Pollione",traduzione in italiano di Mario D'Alessandro. Lanciano, Casa Editrice Carabba, 2012; in Patrizio Domenicucci (a cura di), "Atti del Convegno 'Asinio Pollione e la Gens Asinia fra Teate Marrucinorum e Roma' ", Lanciano, Casa Editrice Carabba, 2012;

Predecessore Console romano Successore Consul et lictores.png
Publio Servilio Vatia Isaurico II,
Lucio Antonio
(40 a.C.)
con Gneo Domizio Calvino
Lucio Cornelio Balbo (suffectus)
Gaio Calvisio Sabino,
Lucio Marcio Censorino

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