Valerio Anziate

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Valerio Anziate (in latino Valerius Antias; Anzio, ... – ...) è stato uno storico romano.

Scrisse alla fine del I secolo a.C. un'opera voluminosa dal titolo di Annali (Annales) o Storie (ab urbe condita), in settantacinque libri, dalla fondazione di Roma fino al 78 a.C. data della morte di Silla. Fu contemporaneo di Quinto Claudio Quadrigario.

Nonostante fosse molto criticato da Tito Livio, la sua opera fu da lui particolarmente utilizzata. Infatti la sua opera, quasi tutta perduta tranne che brevi citazioni, era spesso corrotta da esagerazioni e falsificazioni sia nella narrazione dei fatti che nel numero[1]. Per esempio: dice che le vergini sabine erano esattamente sette. In alcuni anni dove le altre fonti greche e latine tacciono, pone battaglie con enormi numeri di caduti.

Inoltre, nella trattazione, cerca di glorificare più che altro le gesta della sua Gens Valeria

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tito Livio, Ab Urbe condita libri, III,5.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Edizione[modifica | modifica sorgente]

  • H. Peter, Historicorum Romanorum Reliquiae, Leipzig, 1914 (II ed.)

Testi[modifica | modifica sorgente]

  • Forsythe, G. (2002). Dating and Arranging the Roman History of Valerius Antias articolo a pp, 99-112 in MNEMOSYNE -LEIDEN- SUPPLEMENTUM, (Olanda), ISSN 0169-8958

Controllo di autorità VIAF: 41732015 LCCN: nr95029635

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie