Fauno

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Un Fauno mentre suona il flauto di Pan (dipinto di Pál Szinyei Merse, XIX secolo)

Il Fauno è una figura della mitologia romana, una divinità della natura, per la precisione è la divinità della campagna e dei boschi. Il suo aspetto è dalle forme umane, ma con i piedi e con le corna di capra. Più tardi fu fatto corrispondere al Satiro della mitologia greca, benché quest'ultimo fosse legato al culto del dio Dioniso (Bacco per i Romani).

Il mito[modifica | modifica sorgente]

Fauno

Inizialmente era il dio della campagna, contrapposto al dio dei boschi Silvano. È una delle più antiche divinità italiche, nonché l'istitutore dei Salii e dei Luperci, le due solidalitates dedicate al culto iniziatico di Marte.

In alcune versioni del mito è identificato con un antico re del Lazio, nipote di Saturno o di Marte, figlio di Pico e Canente o Pomona e, secondo l'Eneide, padre di Latino, il quale - dopo la morte - fu venerato sia come protettore di raccolti e armenti (Inuus), sia per le sue facoltà di oracolari (Fatuus). Secondo una versione latina, era figlio di Giove e della maga Circe. La sua sposa era Fauna, chiamata anche Fatua; in versioni tarde fu associato al dio greco Pan, oltre che al Satiro. Secondo dei miti romani, ripresi poi nell'Eneide da Virgilio, Fauno era lo sposo di Marica, divinità delle acque, dalla quale ebbe Latino. Insieme a una ninfa siciliana avrebbe generato invece il bellissimo pastore Aci.

Per altri sarebbe stato il terzo re preistorico dell'Italia, e avrebbe introdotto nella penisola il culto della divinità e l'agricoltura; dopo la morte gli vennero dedicati molti onori e venne venerato come dio dei boschi, protettore delle greggi e degli armenti. Secondo altre fonti, i Fauni sarebbero stati antichi pastori, abitanti, ai primordi del mondo, nel territorio sul quale verrà fondata Roma[1].

Il dio Fauno era anche chiamato Luperco, in qualità di difensore delle greggi dagli assalti dei lupi e lupo egli stesso (Lupercus = lupus + hircus).

Nell'Eneide si fa riferimento anche a un Fauno omonimo del dio: è il padre del giovane guerriero italico Tarquito ucciso da Enea in combattimento. Tarquito risulta essere comunque un semidio, in quanto sua madre è la ninfa Driope.

Culto[modifica | modifica sorgente]

Nelle comunità rurali, la sua festa (Faunàlia), ricorreva il 5 dicembre tra danze e processioni.

L'unico tempio a lui dedicato in Roma, il Tempio di Fauno, si trovava sull'Isola Tiberina. Nei pressi di un bosco situato nelle vicinanze della fontana Albunea, esisteva un celebre oracolo, dedicato al dio Fauno.

Dopo i Romani[modifica | modifica sorgente]

Il Fauno (di Carlos Schwabe, 1923)

Nei primi secoli dell'era cristiana, molte divinità pagane vennero demonizzate e i Fauni furono associati ai Satiri e ai Silvani. La figura del Fauno diverrà in seguito quella del diavolo-tipo. Nello stesso periodo, però, i Fauni vennero anche convertiti in esseri non malvagi, simili ai folletti[1].

Nel mondo moderno e nella cultura[modifica | modifica sorgente]

Nell'epoca moderna i Fauni sono stati spesso soggetto di dipinti ed opere d'arte, nonché sono presenti in libri, film e produzioni varie, essendo diventati anche figure ricorrenti del genere fantasy.

Opere d'arte[modifica | modifica sorgente]

Nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

In musica e in danza[modifica | modifica sorgente]

Nel cinema[modifica | modifica sorgente]

Nei videogiochi[modifica | modifica sorgente]

  • Nel secondo capitolo della saga del draghetto Spyro, intitolato Spyro: Ripto's Rage!, sono presenti diversi Fauni femmina. Il principale è senza dubbio Elòra, amica e aiutante di Spyro, che si mostra come una donna con le zampe, gli zoccoli e la coda da cavallo. Nel mondo Colline Frattura invece appaiono, assieme a dei Satiri, altri Fauni di genere femminile, resi curiosi dallo yo-yo con cui giocano continuamente.
  • Appaiono in God of war II dove,a differenza dei Satiri,appaiono come creature con gambe da capra ma con busto da non-morto.

Citazioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b "Dizionario dei mostri", di Massimo Izzi, ediz. L'Airone, Roma, 1997, (alla pag.48 - voce "Faunus/fauni")

Fonti antiche[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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