Vaclav Fomič Nižinskij

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Nižinskij nel 1907.

Vaclav Fomič Nižinskij (Вацлав Фомич Нижинский, traslitterato anche come Vaslav Fomich Nijinsky, Nijinski o Nijinskij; in polacco: Wacław Niżyński) (Kiev, 12 marzo 1890Londra, 8 aprile 1950) è stato un ballerino e coreografo ucraino di origine polacca. Considerato uno dei ballerini più dotati della storia, divenne celebre per il suo virtuosismo e per la profondità e intensità delle sue caratterizzazioni. Fu uno dei pochi uomini capaci di danzare sulle punte e la sua danza, apparentemente in grado di negare la legge di gravità, è diventata parte della sua leggenda.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque a Kiev da una famiglia di ballerini polacchi emigrata in Russia e considerò sua madre e patria sempre la Polonia, nonostante la sua non perfetta conoscenza della lingua.
Si iscrisse alla Scuola di Ballo Imperiale di San Pietroburgo nel 1900, dove studiò con Enrico Cecchetti, Nicholas Legat e Paul Gerdt. A 18 anni si esibì sul palco del teatro Mariinskij in ruoli da protagonista.

[modifica] La relazione con Diaghilev

Nižinskij in Schéhérazade, Parigi, 1910. Disegno di George Barbier, 1913.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sergej Diaghilev.

Il punto di svolta nella vita di Nižinskij è il suo incontro con Sergej Diaghilev, membro dell'élite di San Pietroburgo e ricco mecenate, che promuove le arti visive e musicali russe all'estero, in special modo a Parigi. Nižinskij e Diaghilev diventano amanti e Diaghilev prende in mano la direzione della carriera artistica di Nižinskij. Nel 1909 organizza la tournée parigina di una compagnia di ballo di cui Nižinskij e Anna Pavlova sono le étoiles. Lo spettacolo riscuote un grande successo che accresce la reputazione dei tre attraverso i circoli artistici europei. Sulla scia del successo Diaghilev crea la compagnia Les Ballets Russes che il coreografo Michel Fokine renderà una delle compagnie di ballo più famose dell'epoca.

Dal 1909 al 1913 la relazione personale e quella professionale fra i due procedettero sempre di pari passo (sia pure attraverso momenti tempestosi, oggetto di pettegolezzi non sempre benevoli nella "buona società" letteraria e artistica). Fino alla fine: la decisione di Nijinsky di sposarsi e quella di porre fine alla collaborazione con Diaghilev coincisero.

Vaslav Nijinsky in Le Spectre de la rose (1911). Disegno di George Barbier

Il talento di Nižinksij fu evidenziato in diversi allestimenti di Fokine, tra cui "Le Pavillon d'Armide" (musiche di Nikolaj Čerepnin), "Cleopatra" (musiche di Anton Arenskij ed altri compositori russi) e il divertissement "La festa". La sua esecuzione di un pas de deux da "La bella addormentata" di Pëtr Il'ič Čajkovskij fu un grandissimo successo.

Nel 1910 si esibì in "Giselle" e nei balletti "Il carnevale" e Sheherazade, basati su una suite orchestrale di Nikolaj Rimskij-Korsakov.

Rientrato al teatro Mariinskij, ne fu espulso presto a causa di uno scandalo omosessuale. Divenne allora membro fisso della compagnia di Diaghilev, le cui realizzazioni furono da quel momento centrate sul suo ruolo e le sue capacità. Fu così protagonista dei nuovi allestimenti di Fokine, "Lo spettro della rosa" di Carl Maria von Weber e Petruška di Igor Stravinskij.

Col supporto e l'incoraggiamento di Diaghilev, che ne intuì le doti fin lì inespresse in questo campo, Nižinskij iniziò a lavorare egli stesso come coreografo, influenzato dall'euritmica di Emile Jaques Dalcroze, e produsse tre balletti, Il pomeriggio di un fauno (L'après-midi d'un faune), su musica di Claude Debussy (1912), Jeux (1913) e La sagra della primavera su musiche di Stravinskij (1913).

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Il pomeriggio di un fauno (balletto).

Nei suoi spettacoli Nižinskij introduce forti innovazioni, prendendo le distanze dallo stile del balletto dell'epoca. I suoi radicali movimenti angolari, uniti alla forte carica di sottintesi sessuali, causano disordini al teatro degli Champs-Elysées quando "La sagra della primavera" debutta a Parigi. In Il pomeriggio di un fauno viene accusato di "masturbarsi" nella sciarpa di una ninfa.

[modifica] Il matrimonio

George Barbier (1882-1932), Vaslav Nižinskij (1913).

Nel 1913 la compagnia de Les Ballet Russes parte per un tour in America del Sud senza Diaghilev, per via della sua paura dei viaggi trans-oceanici. Senza la supervisione del suo mentore, Nižinskij sposa Romola de Pulszky, una contessa ungherese. Secondo le memorie della sorella Bronislava Nižinskaja la de Pulszky, grande ammiratrice del ballerino, fece di tutto tramite i propri contatti per potersi avvicinare a Nižinskij, fino al riuscire a viaggiare sulla sua stessa nave in occasione di un trasferimento.
Numerose furono le ipotesi sulle vere ragioni che stavano dietro a questo matrimonio: la più diffusa vuole che Nižinskij vide nella ricchezza e nel titolo nobiliare della de Pulszky un mezzo per affrancarsi dalla dipendenza da Diaghilev.
Romola è stata successivamente criticata da molti come la donna che forzò Nižinskij ad abbandonare la propria arte per il cabaret, e le cui maniere pragmatiche e decise spesso si scontravano con la natura sensibile dell'artista. Molti vedono in questo fatto un contributo allo scivolamento di Nižinskij nella follia. E nel suo diario Nižinskij annota che "mia moglie è una stella che non splende...".

Si sposarono a Buenos Aires ed al ritorno in Europa furono immediatamente licenziati da Diaghilev in preda alla gelosia. Nižinskij cercò di fondare una propria compagnia, ma un cruciale ingaggio londinese fallì per problemi amministrativi.

[modifica] Il declino

La tomba di Nižinskij.

Durante la prima guerra mondiale Nižinskij, cittadino russo, fu internato in Ungheria.
Diaghilev riuscì a farlo espatriare per un tour in America del Nord nel 1916, dove fu coreografo e protagonista del balletto "Till Eulenspiegel".
I segni della sua dementia præcox iniziarono a manifestarsi allora agli altri membri della compagnia. Nižinskij aveva paura degli altri ballerini e temeva che le botole del palcoscenico venissero lasciate volutamente aperte per farlo cadere dentro.

Con un esaurimento nervoso nel 1919, la carriera di Nižinskij giunse di fatto alla fine. Gli fu diagnosticata la schizofrenia e la moglie lo fece ricoverare in Svizzera, affidandolo alle cure dello psichiatra Eugen Bleuler.

Nižinskij avrebbe trascorso il resto della sua vita entrando e uscendo da ospedali psichiatrici.

Morì in una clinica di Londra l'8 aprile 1950 e fu sepolto a Londra, dove rimase fino al 1953, quando la salma venne traslata al Cimitero di Montmartre a Parigi, in una tomba accanto a quelle di Gaetano Vestris, Theophile Gautier e Emma Livry.

[modifica] Documenti e citazioni

[modifica] Diari

Dei suoi anni successivi alla rottura della relazione omosessuale con Diaghilev, Nižinskij ha lasciato un diario, in due parti, in cui la figura dell'impresario/amante appare come da un lato potente e soccorritrice e dall'altro (e molto più spesso) minacciosa, malefica, sadica e persecutoria.
La sessualità è un elemento ossessivamente presente in questo testo (che invece dice deludentemente poco della carriera artistica del ballerino), tanto che la prima edizione (condotta sulla traduzione in inglese curata dalla moglie, con la collaborazione di Jennifer Mattingly, nel 1936) fu pesantemente censurata soprattutto nelle parti che parlano di argomenti connessi alla sessualità. Solo la più recente edizione ha superato il veto dei famigliari, reintegrando le parti soppresse.

Da questo diario sorge inevitabilmente nel lettore la domanda di quanto abbia contribuito, nel crollo psichico di Nižinskij, l'incapacità di accettare e integrare con il resto della personalità il suo orientamento omosessuale.

[modifica] Canzoni

Nižinskij è menzionato nella canzone "Lydia the Tattooed Lady" composta da Harold Harlen & Yip Harburg e interpretata da Groucho Marx nel film Tre pazzi a zonzo.

È citato inoltre nella canzone di Franco Battiato "Prospettiva Nevski", apparsa nell'album "Patriots" del 1980 ("Poi guardavamo con le facce assenti / La grazia innaturale di Nižinskij / E poi di lui s'innamorò perdutamente il suo impresario, / e dei Balletti russi"), e nella poesia "1º settembre 1939" di W. H. Auden.

È citato anche nella canzone dei Bauhaus "Dancing", quarta traccia dell'album "Mask" del 1981. Sempre nell'album "Mask" Nižinskij è citato nel brano "Muscle in plastic", un'auto parodia del cantante P. Murphy il quale ritrae se stesso: "I'm muscle in plastic / Nyjinski's bad move / Just a white show piece / I've got nothing to lose"

È citato nella canzone "Chanson Ethylique" dei Folkabbestia, traccia dell'album del 1998 "Breve saggio filosofico sul senso della vita": "[...] Ma nonostante si agitasse con impegno, / più che Nijinsky aveva il passo di un bisonte.[...]"

[modifica] Film

Nel 1970 Tony Richardson iniziò a produrre un film sulla vita di Nižinskij. La sceneggiatura fu scritta da Edward Albee e furono scritturati Rudolf Nureyev nel ruolo di Vaclav, Claude Jade come Romola e Paul Scofield come Diaghilev. La produzione tuttavia fu cancellata da Albert R. Broccoli e Harry Saltzman.

Herbert Ross girò nel 1980 Nijinsky; nel cast del film figurarono George de La Pena nel ruolo di Vaclav, Leslie Browne come Romola, Alan Bates come Diaghilev e Jeremy Irons come Fokine.

I diari di Nižinskij sono stati infine adattati a film nel 2001 da Paul Cox con il titolo The Diaries of Vaslav Nijinsky. La sceneggiatura è stata scritta dallo stesso Cox partendo dai diari, in cui Nižinskij descrive la propria malattia e le sue relazioni con Diaghilev e la moglie. La voce narrante è quella di Derek Jacobi, Romola è interpretata da Delia Silvan, Diaghilev da Kevin Lucas.

[modifica] Teatro

Nel 1995 l'editrice Giuntina di Firenze pubblica Nijinskij. Nel 1983 l'attore, coreografo, regista nonché ballerino Lindsay Kemp mette in scena "Sogno di Nijinskij o Nijinskij il Matto", opera incentrata soprattutto sulla seconda parte della vita del celebre ballerino ucraino. Lo spettro della rosa, pièce teatrale di Maura Del Serra, poi pubblicata anche in "Hystrio", n°1, 1996, pp. 100-107; quindi tradotta in svedese da Vibeke Emond, "Rosens Ande", Lund, Ellerstrom, 1996, pp. 32. In Svezia lo spettacolo ha debuttato il 21 settembre 1996 nel Lilla Teatern di Lund, con la regia di Jesper Hall e l'interpretazione di Christer Strandberg. Il debutto dell'allestimento italiano ha avuto luogo il 6 giugno 2003, presso il "Jack and Joe Theatre" di Cerbaia (Firenze) con regia ed interpretazione di Adriano Miliani (Vaslav Nijinskij) e con l'intervento dei musicisti Massimo Barsotti (pianoforte), Roberto Cecchetti (violino) e la partecipazione in voce di Giuseppe Battiston, Massimiliano Speziani, Silvia Guidi e Alessandra Pagliai. In grecia lo spettacolo ha debuttato nell'aprile 2005, nella traduzione di Maria Cornarou-Malathraki, con la Regia di Tereza Louizou e l'interpretazione di Ioannis Trampidis nel ruolo di Nijinskij. Nel 2010, ad Alghero, viene messa in scena la prima di “Nijinsky, il ballerino di Dio”, dramma in tre atti di Enrico Fauro, il quale cura la regia ed interpreta il protagonista; in occasione della prima viene allestita una Mostra Biografica su Vaslav Nijinskij, nella quale espone la sua collezione privata di fotografie, documenti, preziose prime edizioni raccolte negli anni e una locandina originale di Nijinsky. Nella primavera del 2011, ad Atene, debutta una nuova produzione del Nijinskij di Maura Del Serra ancora con l'interpretazione di Ioannis Trampidis. Il 23 dicembre 2011 debutta il lungometraggio "Nijinsky il ballerino di Dio", tratto dall'omonimo spettacolo teatrale portato in scena nel 2010 dalla compagnia AnalfabElfica, per la regia di Enrico Fauro.

[modifica] Varie

Con molta probabilità, il famoso cavallo da corsa Nižinskij II deve il nome a lui.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Bibliografia

  • Vaslav Nijinsky, Diari, Adelphi, Milano 2000 (da evitare la precedente edizione del 1979, condotta sull'originale censurato dalla moglie).
  • Daniel Albright, Modernism and music: an anthology of sources, p. 19. University of Chicago Press, 2004. ISBN 0-226-01267-0.

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