Franco Battiato

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Franco Battiato
Franco Battiato
Franco Battiato
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica d'autore
Pop rock
Rock progressivo
Musica sperimentale
Periodo di attività 1965 – In attività
Etichetta Jolly, Philips, R.T.Club, Bla Bla, Dischi Ricordi, Elektra Records, EMI Italiana
Album pubblicati 31
Studio 24
Live 4
Raccolte 3
Gruppi e artisti correlati Gregorio Alicata, Manlio Sgalambro, Giorgio Gaber, Giusto Pio, Giuni Russo
Sito web
« E guarirai da tutte le malattie, perché sei un essere speciale, ed io, avrò cura di te. »
(Franco Battiato, La cura)
Premio Nastro d'argento miglior regista esordiente 2004

Franco Battiato, nato Francesco (Ionia, 23 marzo 1945), è un cantautore, compositore e regista italiano.

Figura tra le più importanti, influenti e innovative di tutto il panorama cantautorale italiano, si è da sempre confrontato con molteplici stili musicali, combinandoli tra loro in un approccio eclettico e originale: si va dagli inizi romantici degli anni sessanta, alla musica sperimentale dei settanta, passando per l'avanguardia colta, la musica etnica, il rock progressivo e la musica leggera, attraversando finanche la musica elettronica e l'opera lirica. Ha sempre conseguito un grande successo di pubblico e di critica, avvalendosi sovente di collaboratori d'eccezione come il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro (coautore di molti suoi brani). Non solo la musica, ma anche i testi riflettono i suoi molteplici interessi, tra i quali l'esoterismo, la teoretica filosofica, la mistica sufi e la meditazione orientale.

Tra il novembre 2012 e il marzo 2013 ha portato avanti una brevissima esperienza come assessore al Turismo della Regione Sicilia dichiarando di non volere ricevere alcun compenso.[1] L'artista si è anche cimentato in altri campi espressivi come la pittura e il cinema.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi: dalla canzone di protesta al periodo romantico (1965-1969)[modifica | modifica sorgente]

L'esordio televisivo di Battiato, nella trasmissione Diamoci del tu

Nasce a Jonia, in provincia di Catania, il 23 marzo del 1945, frazione, che sotto il fascismo, riuniva gli antichi comuni di Riposto e Giarre, tornati politicamente autonomi alla fine della seconda guerra mondiale. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Scientifico "Archimede" di Acireale, e a seguito della morte del padre (camionista e scaricatore di porto a New York), nel 1965 si trasferisce dapprima a Roma per poi stabilirsi successivamente a Milano[2]. In merito al periodo lombardo l'artista ricorda: «Milano allora era una città di nebbia, e mi sono trovato benissimo. Mettevo a frutto la mia poca conoscenza della chitarra in un cabaret, il "Club 64", dove c’erano Paolo Poli, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Renato Pozzetto e Bruno Lauzi. Io aprivo lo spettacolo con due o tre canzoni siciliane: musica pseudobarocca, fintoetnica. Nel pubblico c’era Giorgio Gaber che mi disse: vienimi a trovare. Andai il giorno dopo. Diventammo amici».[2] Attratto fin da adolescente dalla musica interrompe gli studi universitari e verso la metà degli anni sessanta pubblica due singoli pubblicitari per la rivista Nuova Enigmistica Tascabile (NET),[3] che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri, interpretati da cantanti poco conosciuti. In queste due occasioni l'artista appare in copertina col nome di battesimo Francesco Battiato. Il primo singolo contiene un brano presentato al Festival di Sanremo 1965 da Beppe Cardile e Anita Harris, L'amore è partito. Il secondo riprende una canzone portata al successo da Alain Barrière: ...e più ti amo, tradotta in italiano da Gino Paoli. Il brano verrà riproposto, molti anni dopo, in una nuova versione, nell'album di cover Fleurs 2, uscito nel 2008.

Insieme al compaesano Gregorio Alicata, già pianista di Edoardo Vianello e autore di un certo successo (suo il brano Tremarella), forma nel 1967 un duo, denominato "Gli Ambulanti". I due artisti, si esibiscono sovente davanti alle scuole, con un proprio repertorio di canzoni di protesta, destando molta curiosità. In questa fase, sarà proprio l'amico Giorgio Gaber a lanciarli, proponendo i loro brani alla casa discografica di Nanni Ricordi. L'album, però, viene subito scartato dopo un provino in sala d'incisione. Il duo si scioglie e Battiato decide di proseguire singolarmente la carriera di musicista. Proprio Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly, che inserisce la figura dell'artista nel filone di "protesta", all'epoca assai in voga e presente in molte produzioni cantautorali. I primi singoli incisi ufficialmente sono La torre e Le reazioni. A questi seguono Il mondo va così e Triste come me. Il singolo La torre accompagna la prima apparizione televisiva dell'artista, avvenuta, poco dopo l'uscita del disco, il 1º maggio del 1967. Il programma è intitolato Diamoci del tu ed è condotto da Giorgio Gaber, in coppia con Caterina Caselli. Nel corso della puntata, si esibisce un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Francesco Guccini. E proprio in questa occasione Gaber propone a Battiato di cambiare il nome da Francesco a Franco, proprio per non confondersi con Guccini. «Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco, persino mia madre», ricorderà in seguito il cantautore[4].

Qualche mese dopo partecipa alla III edizione della Caravella dei successi, presentata quell'anno da Mike Bongiorno, che si svolgeva al Teatro Petruzzelli di Bari[5]. Tra le sue prime esperienze, c'è anche quella di attore teatrale: recita, infatti, in un piccolo ruolo insieme a nomi del calibro di Tino Carraro ed Elsa Merlini, in Molto rumore per nulla di William Shakespeare. Collabora, inoltre, con lo stesso Gaber scrivendo ...e allora dai!, presentata al Festival di Sanremo 1967, e Gulp Gulp, sigla della già citata trasmissione televisiva Diamoci del tu.

Nel 1968 cambia casa discografica, passando alla Philips, così facendo, decide di abbandonare il genere di protesta per incidere dischi dal sapore romantico, allo scopo di allargare l'orizzonte del suo pubblico con dischi più immediati e di facile consumo. In questo periodo collabora con il chitarrista Giorgio Logiri (alcune canzoni scritte dai due vengono incise da altri artisti della stessa casa, come ad esempio A lume di candela, cantata da Daniela Ghibli). Registra altri due brani che la casa discografica pubblica soltanto nel 1971 (Vento caldo e Marciapiede) e ottiene un discreto consenso con È l'amore, canzone che risulta essere il primo successo commerciale dell'artista con oltre centomila copie vendute[6]. Nel 1969 il musicista partecipa a un Disco per l'estate con il brano Bella ragazza che verrà, inseguito, escluso dalla competizione. Sempre nello stesso anno partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera presentando il brano Sembrava una serata come tante.

Musica sperimentale e avanguardia colta (1971-1974)[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato durante un'esibizione con il suo gruppo, i Battiato Pollution, nel 1972.

A partire dal 1971, l'artista abbandona il formato canzone per dedicarsi completamente alla musica sperimentale facendo costante uso di strumenti e sonorità elettroniche. Così facendo, pubblica, per la prima metà degli anni settanta, numerosi album per l'etichetta indipendente Bla Bla. Il primo di questi è Fetus - recante in copertina l'immagine di un feto, all'epoca censurata - che vende circa 7000 copie[7]; del disco viene anche registrata una versione in lingua inglese intitolata similarmente Foetus. Opera di esplicita rottura rispetto alle mode e tendenze dell'epoca, contiene melodie dal sapore mediterraneo ("Una Cellula", "Energia, Mutazione"), pezzi surreali ( la title-track e la spietata "Cariocinesi") e scontri chitarra-sintetizzatore con contaminazioni campionate ("Fenomenologia", "Anafase" e l'ottima "Meccanica"). Il disco risulta essere un viaggio psichedelico con balzi dal microscopico della cellula all'infinito dello spazio, che trae la sua ispirazione dall'opera letteraria Il Mondo Nuovo di Aldous Huxley. Battiato delinea così un concept album, assolutamente atipico, ibrido e decisamente spiazzante, sospeso fra canzone d'autore e acerba "kosmische musik"[8]. Di lui, il critico musicale Riccardo Bertoncelli ha detto: «È sempre stato inclassificabile, nei 70 entrava in scena, accendeva uno stereo con musica assurda e se ne andava. Il pubblico lo rincorreva inferocito».[2]

Il successivo, Pollution, continua il percorso già tracciato dall'album precedente, e ottiene maggior successo entrando anche in classifica e risultando il 59º album più venduto dell'anno.[9]. Si ricordano brani come: Il silenzio del rumore, 31 Dicembre 1999 - ore 9 e il rock sud europeo di pezzi quali: Areknames, Beta e Plancton. Forte delle nuove esperienze internazionali che sta accumulando in questo periodo, come i concerti in supporto di Brian Eno, Magma, Tangerine Dream, Ash Ra Tempel, John Cale e Nico, e soprattutto in base alle lezioni fattegli privatamente dal maestro e amico Karlheinz Stockhausen, già dallo stesso 1973 Battiato si converte a una forma d'avanguardia persino più intellettuale e intimista. Verso il finire dell'anno pubblica uno dei suoi lavori più riusciti, Sulle corde di Aries. Convergono in questo nuovo LP la sperimentazione ripetitiva, un'elettronica alquanto sofisticata e soprattutto una particolare forma di musica acustica che si rifà notevolmente alla tradizione araba[8]. Battiato, continuando il suo percorso di incessante sperimentatore, priva l'album dei classici strumenti rock quali chitarre, bassi e batteria in favore di fiati, oboe, violoncello, mandola, calimba e piano preparato. Canzoni da segnalare sono l'ipnotica Sequenze E frequenze, la strumentale Aries e il dittico Aria Di Rivoluzione e Da Oriente Ad Occidente.

I disco seguente, Clic, è interamente dedicato al musicista e amico Karlheinz Stockhausen e contiene le canzoni: I Cancelli Della Memoria, Il Mercato Degli Dei, Nel Cantiere Di Un'Infanzia, No u turn e Propiedad prohibida, brano ancora oggi utilizzato come sigla del programma Tg2 Dossier. L'album Clic viene inoltre stampato in Inghilterra nel 1974, con l'aggiunta di Aria di rivoluzione (tradotta in copertina dalla Island come Revolution in the air). Il disco successivo, M.elle le "Gladiator", presenta circa dieci minuti di campionamenti e sovraincisioni (molto più duri e disarmonici di quelli di "Clic"), che danno spazio a circa venti minuti di suoni d'organo, registrati nella cattedrale di Monreale[8].

Esperimenti d'avanguardia in collaborazione (1971-1978)[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato nel 1972

Nello stesso periodo, il nome di Franco Battiato appare in molti album scritti e lanciati da altri artisti, e tutti sempre riconducibili al circuito produttivo dell'etichetta Bla Bla. Nel 1971 presenzia come coautore del singolo Tarzan, brano lanciato dal complesso Capsicum Red, nello stesso periodo fonda la band degli Osage Tribe, il suo primo gruppo musicale, in cui figura come leader e voce solita. Con questi incide, sempre nel 1971, il 45 giri Un falco nel cielo, la cui copertina, raffigurante una testa di bambola con la bocca sanguinante, diviene ben presto molto conosciuta. La canzone viene subito scelta come sigla del quiz televisivo Chissà chi lo sa?, entrando finanche a far parte del canzoniere degli scout[10].

L'anno dopo gli Osage Tribe pubblicano un LP di jazz rock progressivo, intitolato Arrow Head; Battiato non fa più parte del gruppo, ma compare nel disco in veste di coautore del brano Hajenhanhowa. Collabora al disco Area di servizio, inciso sempre nel 1972 da Riccardo Pirolli usando lo pseudonimo Genco Puro & Co.; in questo LP Battiato canta in tre canzoni: Giorno d'estate, Nebbia e Biscotti e the. In seguito, il musicista ha realizzato altre produzioni minori dell'etichetta Bla Bla, con le denominazioni Springfield, Ixo e Colonnello Musch (in quest'ultimo caso collaborando con il musicista Pino Massara).

Nel 1973 collabora con i Jumbo nel loro album intitolato Vietato ai minori di 18 anni?, aggiungendo gli effetti sonori nel brano Gil tramite il suo EMS VCS3. Fondamentale la partecipazione al disco di Juri Camisasca, dal titolo La finestra dentro (1974), album tra i più noti della musica d'avanguardia di quegli anni.

Nel 1975 partecipa al progetto progressivo/sperimentale Telaio magnetico, per la durata di un piccolo tour nel Sud Italia, insieme a Juri Camisasca, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza e a Lino Vaccina. Di questo tour rimane testimonianza in un rarissimo album, Live '75, uscito in pochissime copie. Infine, nello stesso anno, presenzia al Festival del proletariato giovanile tenutosi a parco Lambro, sotto l'organizzazione della rivista Re Nudo. Il nome di Battiato compare assieme a quelli dei più grandi artisti della musica italiana, quali Francesco Guccini, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori e Antonello Venditti. Lo stesso Battiato, più avanti, ricorderà il periodo della controcultura giovanile con queste parole: «Trent’anni fa era molto più facile. Pollution è stato in classifica ai primi posti. Oggi non troverei chi me lo pubblichi. Ai miei tempi nei festival se vedevano un bollino di Coca Cola si sfasciava tutto. Oggi siamo all’apologia del marchio».[2]

Nel 1976 con la chiusura della Bla Bla passa alla Dischi Ricordi e si dedica alla scoperta delle avanguardie colte con tre album dalla scarsa eco commerciale e non del tutto apprezzati dalla critica. Il primo di questi è Battiato del 1977. In questi anni il cantautore siciliano conosce il musicista Giusto Pio, con il quale stringerà un proficuo sodalizio artistico; lo stesso Giusto Pio gli impartirà, negli anni seguenti, lezioni di violino.[11] Una delle prime collaborazioni con il violinista è rappresentata dall'album Juke Box, pensato come colonna sonora del film tv Brunelleschi (in seguito rifiutato dai produttori). Infine l'ultimo album pubblicato con la Dischi Ricordi è L'Egitto prima delle sabbie (1978). Con l'omonima canzone (brano di 14 minuti di pianoforte "zen", con un solo accordo ripetuto), si aggiudica, nel 1979, il Premio Stockhausen di musica contemporanea. In questo periodo, insieme a Pio, Battiato assume la direzione musicale dello spettacolo di Giorgio Gaber Polli d'allevamento: il duo si occupa, in maniera prevalente, degli arrangiamenti, utilizzati anche nel disco live, tratto dallo spettacolo.

Il ritorno alla canzone e il grande successo (1978-1982)[modifica | modifica sorgente]

« Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare. »
(Franco Battiato, Bandiera bianca)
Franco Battiato presenta il brano Bandiera Bianca, tratto dall'album La voce del padrone.

Nel 1978 pubblica un nuovo 45 giri usando lo pseudonimo Astra: i due brani, scritti con Pio, si intitolano: Adieu e San Marco (entrambi con un testo in francese). L'anno dopo, riprende la stessa musica di Adieu per una nuova canzone dal titolo Canterai se canterò, incisa da Catherine Spaak (presente nel retro del 45 giri Pasticcio), e nel 1989 per la canzone Una storia inventata (contenuta nel disco Svegliando l'amante che dorme di Milva). Questa serie di canzoni porranno le basi per la definitiva ascesa cantautorale del musicista, che da qui in avanti ritornerà in maniera definitiva alla forma tradizionale della canzone.

Nel 1979, grazie all'interessamento di Angelo Carrara, che sarà il suo manager e produttore fino al 1986, passa alla EMI Italiana, imponendo definitivamente il suo ritorno alla canzone, senza dimenticare la sua fascinazione verso gli echi della musica orientale. Infatti, nell'autunno dello stesso anno, registra, presso gli Studi Radius, L'era del cinghiale bianco, che contiene riferimenti alle idee filosofiche di René Guenon. Dell'album viene registrata una prima versione, assai diversa da quella definitiva, in cui spicca l'assenza di strumenti tipicamente rock come il basso e batteria, e che lascia decisamente insoddisfatti gli autori.[12] Vengono quindi chiamati per la realizzazione di una seconda registrazione i musicisti Tullio De Piscopo e Julius Farmer. Una volta completata la nuova incisione, il disco viene presentato ai dirigenti della EMI, che si rivelano, fin da subito, parecchio reticenti alla sua pubblicazione.[13] Bruno Tibaldi, presidente della casa discografica, decide ugualmente di procedere all'immissione dell'album su tutto il territorio nazionale.[13] Nonostante il modesto riscontro di vendite e varie critiche provenienti da alcuni ambienti della carta stampata,[13] il disco viene riconosciuto da una commissione costituita da varie personalità del mondo della musica, tra cui Renzo Arbore, come il miglior album italiano dell'anno.[14] L'opera, infatti, reca in sé, numerosi elementi che in futuro formeranno lo stile e la poetica di Battiato: fatta di suggestioni esotiche, citazioni letterarie e scanzonati giochi linguistici. Ne sono un esempio i brani: Strade dell'est, Magic shop, Il Re del mondo e la celebre title-track. Segue un tour di quindici date, caratterizzato da una discreta presenza di pubblico,[15] in cui partecipa il tastierista Filippo Destrieri, che collaborerà con Battiato, per tutti gli anni ottanta e novanta. Dopo appena un anno viene pubblicato il nuovo LP, Patriots, che in origine doveva chiamarsi I telegrafi del martedì santo. Il disco, a differenza del precedente ottiene un buon successo, arrivando fino alla trentesima posizione in classifica. Del disco fanno parte numerosi brani divenuti nel tempo autentici classici del musicista catanese, come la trascinante Up Patriots to Arms, l'intensa Prospettiva Nevski e la sognante Le Aquile.

La definitiva consacrazione avviene nell'ottobre del 1981, con la pubblicazione dell'album La voce del padrone, titolo che richiama le teorie esoteriche del filosofo Georges Ivanovič Gurdjieff e, al tempo stesso, ironica allusione all'omonima casa discografica. Il nuovo LP viene promosso al programma musicale Discoring, e prima ancora alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, attraverso il singolo Bandiera Bianca, dove Battiato canta da un palco elettorale, con tanto di megafono, attorniato da uno stuolo di madrigalisti (vestiti per l'occasione da gondolieri), atti a cantare le strofe del celebre ritornello. Il refrain in questione è mutuato dalla poesia "Ode a Venezia" di Arnaldo Fusinato, e rappresenta un esplicito segno di resa nei confronti della società contemporanea oramai aperta al riflusso, dove la rincorsa al denaro ed al benessere sembra l'unica felicità possibile[8]. L'intero LP reca canzoni, ancora oggi, molto popolari, diventate ben presto veri classici della musica italiana, basti pensare alla già citata Bandiera bianca, Cuccurucucù, Centro di gravità permanente, Gli uccelli , Summer on a solitary beach e la carnale ed esotica Sentimiento Nuevo. Dopo un timido successo,[16] nel febbraio del 1982 l'album inizia a scalare la classifica discografica, raggiungendo la prima posizione nel mese di marzo, e mantenendo il primato ininterrottamente fino a inizio autunno, insidiato solamente da Bella 'mbriana di Pino Daniele. A fine anno, risulterà essere il primo album italiano a oltrepassare, tra settembre e ottobre, il milione di copie vendute,[17] superando ogni aspettativa dell'autore e della casa discografica.[17] Da ultimo, riceve il premio Gondola d'oro a Venezia come miglior album dell'anno.[18]

Il disco è collocato al secondo posto, dalla celebre rivista Rolling Stone, nella lista dei 100 album italiani più belli di ogni tempo. Si impone così una nuova figura di cantautore, eclettica e personale dove il tessuto sonoro si nutre di numerose pozioni musicali (dalla campionatura elettronica alla partitura classica), e i testi divengono il centro di un vero pastiche letterario dove si affastellano citazione colte, versi nonsense, terminologie pop e svariate suggestioni filosofiche[8].

La successiva produzione discografica (1982-1987)[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato con la cantante Alice, negli anni ottanta.

La stima di cui gode il musicista catanese, nella sua nuova veste cantautorale, viene, altresì, confermata nei lavori successivi. Risultati simili all'album precedente vengono raggiunti da L'arca di Noè, pubblicato nel 1982, che in poche settimane vende circa 550.000 copie[19], risultando l'album italiano più venduto dell'anno, preceduto unicamente dal celebre Thriller di Michael Jackson.[20] La prima canzone del LP, Radio Varsavia, fa molto discutere i critici e Gianfranco Manfredi, dalle colonne del quotidiano La Stampa, accusa impropriamente Battiato di avere inserito nel disco «la cultura della nuova destra».[19]. Anche in questo caso sono molte le canzoni da ricordare: Voglio vederti danzare, (sempre richiesta ad ogni suo concerto), Scalo a Grado, usata da Nanni Moretti nella colonna sonora del film Bianca (1983), New Frontiers, L'esodo e Clamori, su testo di Tommaso Tramonti.

Un buon successo ottiene l'album seguente denominato Orizzonti perduti, dove spicca una delle sue canzoni più popolari: La stagione dell'amore. Degni di nota anche i brani: Mal d'Africa e Un'altra vita. Nel 1984 il cantante siciliano decide di ridurre notevolmente l'attività concertistica.[21] Fa eccezione la sua partecipazione all'Eurovision Song Contest in coppia con Alice. I due artisti si esibiscono cantando la canzone I treni di Tozeur, che si piazza al quinto posto, ottenendo un elevato successo di vendite in tutta Europa.[21] Lo stesso anno è impegnato in un progetto messo in atto al programma televisivo Mister Fantasy, che prevede un concerto telematico con l'esecuzione del brano Propiedad Prohibida eseguita in contemporanea dell'artista catanese e da cinque suoi collaboratori situati in cinque luoghi diversi.[21] Già in estate, però, annuncia l'uscita di tre nuovi album, rispettivamente per il mercato italiano, spagnolo e inglese.[22] Il disco per il mercato italiano, Mondi lontanissimi, esce nell'aprile del 1985. Questo nuovo lavoro si caratterizza per lo scenario fantascientifico, tipico dell'allora nascente letteratura cyberpunk, presentando un elevato uso di suoni computerizzati ed elettronici.[23] Anticipato dai due singoli No Time No Space/Il re del mondo e Via Lattea/L'animale, raggiunge il terzo posto in classifica risultando il ventitreesimo LP più venduto in Italia.[24] Una dei motivi trainanti del disco, No Time No Space è una sorta di rappresentazione dei misteri dell'Universo, allo stesso modo del brano Via lattea. Da menzionare anche i brani: Risveglio di primavera, Temporary Road e Chan-son egocentrique, quest'ultima già incisa con Alice nell'album Azimut (1982).

Con la raccolta Echoes Of Sufi Dances, Battiato tenta una personale avventura nei rispettivi mercati spagnoli e in inglesi. Mentre in Spagna il cantautore ottiene un buon riscontro di vendite, negli Stati Uniti il disco non supera le diecimila copie vendute.[25] Battiato, dopo un iniziale entusiasmo per l'ingresso nel mercato statunitense,[26] non dedicherà più attenzione al progetto, anche a causa delle condizioni impostigli dal produttore della EMI americana, che avrebbe preteso il suo trasferimento a Los Angeles per oltre sei mesi al fine di promuovere il nuovo LP.[25] Memore del monito del maestro Stockhausen, che anni prima aveva invitato il musicista a dismettere i panni del cantante pop, Battiato dà inizio a una carriera parallela di compositore colto, che porterà alla pubblicazione di numerose opere musicali di matrice squisitamente sacra e accademica. L'occasione per inaugurarla è l'originale opera classica in tre atti Genesi (1986), in realtà caratterizzata in gran parte da sonorità sintetiche ed elettroniche. Il progetto viene curato da Battiato stesso, già dal 1983.[27] Dopo aver eseguito saltuariamente in concerto alcuni pezzi dell'opera,[28] la prima rappresentazione ufficiale avviene presso il Teatro Regio di Parma il 26 aprile 1987.

Da Fisiognomica al primo live Giubbe Rosse (1988-1990)[modifica | modifica sorgente]

In alto l'esibizione di Franco Battiato, tenuta in Vaticano, nel 1989.

Il ritorno alla canzone pop è segnato dall'uscita dell'album Fisiognomica, che apre a un' impostazione musicale classica e accademica, sorretta da un crescente desiderio di spiritualità e isolamento, a tal punto da evolvere il musicista in una sorta di cantautore-filosofo, assai distante dai clamori e dal successo fino allora ottenuto[8]. L'album ha molti spunti notevoli, su tutte le ballate E ti vengo a cercare e Secondo Imbrunire, che fondono la canzone d'amore tradizionale a tematiche prettamente esistenziali. Di rilievo l'arrangiamento variopinto de Il Mito dell'Amore, che parte da sequenze per tastiera per sprofondare in passaggi pianistici, il tutto cesellato da possenti cori lirici, in un finale che vede protagonisti chitarra elettrica e organo da chiesa. Uno dei risultati più alti del disco consiste nel brano Oceano Di Silenzio, che unisce tastiere e orchestra in un andamento calmo e ipnotico, che anticipa le sacrali sonorità del successivo album Come un Cammello In una Grondaia. Altri brani da citare sono senz'altro la dialettale Veni l'autunnu e Nomadi, quest'ultima scritta dal musicista Juri Camisasca. Nonostante le canzoni si pongano, in modo esplicito, al di fuori di ogni logica commerciale, il disco vende oltre 300.000 copie, divenendo uno dei maggiori successi dell'anno a cui fa seguito un tour svoltosi anche al di fuori dei confini nazionali[29]. Grazie a questo nuovo LP, nel 1989 viene chiamato da Papa Giovanni Paolo II ad esibirsi in Vaticano, divenendo il primo cantante di musica leggera a tenere un concerto nello Stato pontificio[30].

Il successivo Giubbe rosse, uscito nel 1989, è il primo album live del musicista e raccoglie registrazioni effettuate nella sezione invernale del Fisiognomica Tour[31] nei rispettivi teatri d'Italia, Francia e Spagna. Il disco attraversa tutta la carriera del cantautore, dalla sperimentazione rock anni settanta al periodo pop degli anni ottanta. L'opera contiene l'inedito Giubbe Rosse, Alexander Platz (già cantata da Milva), Mesopotamia, versione modificata del brano Che cosa resterà di me (scritto per l'album Dalla/Morandi) e Lettera al governatore della Libia, anch'essa modificata e già scritta nel 1980 per Giuni Russo. La cantante siciliana comparirà come seconda voce anche in questa nuova versione. La collaborazione tra Giuni Russo e Battiato risale ai primi degli anni ottanta, lo stesso musicista compone per la giovane artista l'intero album Energie, uscito nel 1981 e contenente, oltre alla stessa Lettera al governatore della Libia, altre canzoni degne di nota come: Il sole di Austerlitz, Una vipera sarò e L'addio. Il successo commerciale del duo Russo-Battiato arriva l'anno seguente con l'orecchiabile Un'estate al mare, canzone vincitrice del Festivalbar del 1982. Infine, nel 1990 compone le musiche del film TV incentrato sulla figura dell'artista fiorentino Benvenuto Cellini, dal titolo Una vita scellerata.

Gli ultimi album da solista (1991-1994)[modifica | modifica sorgente]

« Tra i governanti / quanti perfetti e inutili buffoni, / questo paese devastato dal dolore / ma non vi danno un po' di dispiacere quei corpi in terra senza più calore... »
(Franco Battiato, Povera Patria)
Nella foto Franco Battiato con Lucio Dalla, nel 1993

Il decennio si apre con un nuovo lavoro denominato Come un cammello in una grondaia, che in breve tempo vende oltre 25.000 copie.[32]. Il titolo del disco allude a una citazione di al-Biruni, scienziato persiano vissuto nel XII secolo, che era solito pronunciare tale frase per indicare l'inadeguatezza della propria lingua nel descrivere argomenti di carattere scientifico. Registrato agli Abbey Road, è ancora una volta, dal punto di vista formale, un album di pura rottura. Abbandonata l'originale varietà di musica e testi che fino ad allora aveva unito pubblico e critica, Battiato sviluppa in modo profondo tutta la sua religiosità laica, alimentata da un incessante desiderio intellettuale di fondere il mondo della musica leggera con quello più adulto della sinfonia classica[8]. Ne risulta un album di difficile fruizione, dove il canto è accompagnato dalla malinconia del pianoforte, oltre che da rari e impercettibili accordi di tastiera che confluiscono nel procedere continuo e ipnotico dell'orchestra nazionale di Londra. Nell'album sono presenti quattro lieder classici di grandi musicisti del passato come Wagner, Martin, Brahms e Beethoven, uniti ad altrettanti nuovi brani del cantautore. Spicca, in una vera e propria antitesi, rispetto alla funzione sacrale e intima degli altri brani, la dura invettiva politica di Povera Patria: vero e proprio J'accuse artistico-intellettuale che anticipa la deriva istituzionale e sociale degli anni novanta: rappresentata dai fatti di Tangentopoli e dagli attentati di matrice mafiosa ai giudici Falcone e Borsellino. Il brano si aggiudica nel 1992 la Targa Tenco come miglior canzone dell'anno.[33] Chiude il disco il dittico: Le sacre sinfonie del tempo e la mistica invocazione de L'ombra della luce.

Dopo l'affermazione personale al "concerto di Baghdad" tenuto con l'orchestra nazionale irachena nel 1992 (trasmesso in mondovisione e ancora reperibile in Vhs), l'autore torna in Italia presentando un nuovo LP di inediti recante il titolo Caffè de la Paix, che riprende le innovazioni del Battiato pop degli anni ottanta, filtrandole con tematiche di natura teologica, già affrontate nei lavori precedenti. Batteria, basso, chitarre, tastiere e computer, definitivamente reintegrati, vanno a incrociare gli strumenti classici e talvolta persino quelli tradizionali arabi, formando così un valido esempio di world music in formato canzone. Alle ormai solite espansioni tastieristico-orchestrali con testi onirici (Sui Giardini Della Preesistenza, Ricerca Sul Terzo, Haiku) si intervallano una serie di efficaci ballate, variamente arrangiate fra tradizione e modernità. Oltre al richiamo arabo di Fogh in Nakhal, vi sono la colorata title-track, e lo slancio religioso di Lode All'Inviolato, con andamento incalzante, sovente dettato da sonorità rock. Altre canzoni da segnalare sono il dittico storico-mitologico: Atlantide e Delenda Carthago. L'opera si classifica Miglior Disco dell'Anno nel referendum di Musica e dischi e risulta il trentaseiesimo album più venduto in Italia relativamente all'anno 1993.[34] Dell'anno successivo sono il live Unprotected e il nuovo classico Messa Arcaica, composizione religiosa per soli, coro e orchestra, portata in giro nelle più affascinanti chiese d'Italia e di non trascurabile successo.

Il sodalizio artistico con Manlio Sgalambro (1994-2000)[modifica | modifica sorgente]

Nella foto, il filosofo e scrittore Manlio Sgalambro

A partire dal 1994 inizia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, conosciuto l'anno precedente nella sua Sicilia, durante una presentazione, assieme all'editore Scheiwiller, di una raccolta di poesie del poeta Angelo Scandurra. I primi frutti di questa collaborazione sono l'opera teatrale Il cavaliere dell'intelletto e l'album L'ombrello e la macchina da cucire, l'ultimo ad essere edito dalla casa discografica EMI. Generalmente dimenticato e quasi mai riproposto nei concerti dal vivo, l'album presenta molte canzoni intellettualmente difficili, assai ricercate e proprio per questo lontane anni luce da qualsiasi intento di carattere commerciale. Il titolo del disco riprende una frase contenuta nel poema epico in prosa Canti di Maldoror, del poeta francese Lautréamont. Sicuramente da menzionare i brani: Piccolo pub, Breve invito al suicidio, Fornicazione e l'enfatica e magniloquente Gesualdo da Venosa, brano sostenuto dalla presenza di un cantato/recitato, quasi dance, con voce e coro perfettamente amalgamati.

Nel 1996, pubblica per la nuova casa discografica Mercury, L'imboscata , che ottiene molto successo, sia di pubblico che di critica, tanto da restituire a Battiato la popolarità raggiunta in passato. Il disco si piazza al secondo posto nella classifica FIMI Artisti[35] divenendo, per il mercato italiano, il nono disco più venduto dell'anno[36] L'Imboscata, rinnova il percorso sperimentale del cantautore, grazie ad un massiccio impiego di sintetizzatori e chitarre elettriche. I testi, scritti per la maggior parte da Sgalambro, introducono, nel mondo della canzone, un italiano spesso aulico ed elevato, non disdegnando affatto soluzioni vicine al plurilinguismo (alcune tracce, infatti, recano passaggi in inglese, francese, portoghese e tedesco)[8]. Pubblicato anche in Spagna, l'album contiene una delle sue canzoni manifesto: La cura, considerata da molti critici una delle composizioni d'amore più belle dell'intera musica italiana (anche se, in realtà, dotata di un significato mistico e trascendente, non certo riconducibile alle sole contingenze terrene). Il brano viene certificato, lo stesso anno, disco di platino con oltre 30.000 copie vendute[37].

Altre canzoni di successo e degne di nota sono: Di passaggio, presentata al Festivalbar del 1997, Strani giorni (cantata anche in coppia con la cantautrice Carmen Consoli), Amata solitudine e la ballata dal sapore iberico Segunda Feira. Sull'onda del rinnovato successo partecipa come ospite principale al Concerto del Primo Maggio a Roma, dove viene inaspettatamente fischiato da un gruppo di persone a seguito di un guasto avvenuto ai cavi degli amplificatori presenti sul palco.

Non pago, l'artista siciliano continua la sua esplorazione nel mondo della chitarra elettrica, adottandone la sua componente più aspra e radicale. Il risultato è il sorprendente Gommalacca, uscito nell'autunno del 1998, che rappresenta uno dei massimi successi di vendita dell'artista, e al tempo stesso, uno dei suoi più arditi esperimenti musicali[8]. Ricco di suoni duri e spigolosi, di contaminazioni elettroniche, distorsioni e sovraincisioni, Battiato conia una sorta di "techno hard-rock intellettuale", di notevole e spiazzante impatto sonoro[8]. Ne sono la conferma canzoni come Il mantello e la spiga, l'apparentemente soave Casta Diva (in cui "acuti" di chitarra elettrica accompagnano gli acuti campionati di Maria Callas) e Auto Da Fe', incentrata sull'interazione fra la stessa chitarra elettrica e il sintetizzatore. Le canzoni di punta del disco sono certamente: Il Ballo del potere e Shock In My Town. La prima unisce percussioni d'andamento tribale con impressionanti cori campionati, aprendo al contempo a melodie anni trenta. La seconda, si struttura secondo un riff di chitarra dove in sottofondo si sovrappongono numerosi suoni e distorsioni, cori spettrali, e spunti elettronici; il testo, poi, è un autentico "viaggio psichedelico", fra oscure visioni e deliranti descrizioni urbane, ampiamente sintetizzato nella celebre "falsa rima": "shock in my town... Velvet Underground"[8]. Altre canzoni da segnalare sono Vite parallele (titolo ripreso dalla famosa opera di Plutarco), Quello che fu e La preda. Nel corso dell'anno, l'album viene promosso in molte trasmissioni musicali quali Taratatà e 105 Night Express.

Nello stesso anno scrive per Patty Pravo Emma Bovary, contenuta nell'album Notti, guai e libertà. Con l'arrivo del nuovo millennio, l'artista catanese rifugge ancora una volta il formato canzone e su commissione del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino incide per la Sony i sette movimenti sperimentali che compongono il disco Campi Magnetici. L'opera è un momentaneo ritorno alle tendenze avanguardiste dei primi anni settanta, ora filtrate dall'uso della moderna tecnologia analogica. Nell'album si alternano a continui flussi elettronici e campionamenti impazziti, improvvisi attacchi di percussioni che lasciano spazio a languidi incisi lirici e pianistici. Non mancano parti recitate che trattano in special modo di scienza empirica[8].

Ferro Battuto, Dieci stratagemmi, Il vuoto (2001-2009)[modifica | modifica sorgente]

In alto i Trentasei stratagemmi del filosofo Sun Tzu, titolo ispiratore dell'album Dieci stratagemmi.

In costante equilibrio tra pop e musica sperimentale, Battiato affronta il nuovo millennio con un nuovo lavoro, dal titolo Ferro battuto, uscito per la casa discografica EMI, nella primavera del 2001. L'artista catanese si avvale ancora una volta della collaborazione ai testi del filosofo Manlio Sgalambro. Nel disco è presente un duetto con il leader e cantante Jim Kerr dei Simple Minds, presente nella canzone di lancio Running against the grain, segue Bist du bei mir, un' accattivante melodia latineggiante dove Battiato affronta vari registri linguistici cantando sia in italiano che in tedesco, così come in Personalità empirica, dove alterna italiano e francese, con una parte recitata dal filosofo Sgalambro. Il testo di Sarcofagia è invece ispirato all'opera dello scrittore e filosofo greco Plutarco Del mangiar carne[38]. Trova campo anche un omaggio al grande chitarrista Jimi Hendrix con un omaggio della sua Hey joe. Chiude il disco Il potere del canto dove si accentuano ancor di più i vari suoni da campionatura, proprio come era accaduto in Gommalacca, nell'ultima traccia Shakleton.

A tre anni di distanza dall'ultimo album di inediti, nell'autunno del 2004 esce Dieci stratagemmi, prodotto dalla Sony Music. Il musicista catanese per la scelta del titolo ha preso spunto da I 36 stratagemmi, libro di Gianluca Magi (ispirato a sua volta da L'arte della guerra, un trattato di strategia militare attribuito al generale cinese Sun Tzu). Il sottotitolo dell'album Attraversare il Mare per ingannare il Cielo è il primo dei 36 stratagemmi che compongono il libro di Gianluca Magi. I 10 stratagemmi del disco sono, naturalmente, le dieci canzoni presenti in esso. Dall'album sono stati estratti i singoli discografici Tra Sesso e Castità, Le Aquile Non Volano a Stormi, Ermeneutica e Odore di Polvere da Sparo.

Tra i collaboratori dell'album (tracce 5, 8 e 9), vi sono i Krisma, amici di lunga data dell'artista (di Battiato sono alcuni pezzi scritti per Maurizio Arcieri alla fine degli anni '60). Inoltre, partecipa all'album Cristina Scabbia, cantante dei Lacuna Coil intervenendo nel brano I'm That e la cantante giapponese Kumi C. Watanabe: sua la voce nei brani Le Aquile Non Volano a Stormi, Ermeneutica e Apparenza e Realtà. Degno di nota il pezzo Fortezza Bastiani, diretta citazione del romanzo Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Chiude il disco La Porta dello Spavento Supremo (Il Sogno) , con parte recitativa interpretata dal filosofo Sgalambro.

Nel 2005 viene, inoltre, pubblicato il live Un soffio al cuore di natura elettrica registrato al Nelson Mandela Forum di Firenze il 17 febbraio 2005. Mentre il 9 febbraio 2007 viene pubblicato Il vuoto, che vede ancora la collaborazione ai testi del filosofo Manlio Sgalambro. Dal disco vengo estratti i singoli radiofonici Il vuoto, Aspettando l'estate, Niente è come sembra. Il vuoto, presenta la collaborazione delle Mab, complesso tutto al femminile, tuttora residente a Londra e di origini sarde, squisitamente votato all'Hard rock. Il 13 novembre 2009 è la volta di Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti, antologia contenente due inediti, alcune cover e soprattutto nuove versioni di brani editi in precedenza. In un'intervista rilasciata subito dopo l'uscita dell'album, alla domanda: Che significa “Inneres Auge”?, Battiato ha risposto: "Occhio interiore. Ma lo preferisco in tedesco. In italiano si dice “terzo occhio”, ma non mi piace, fa pensare a una specie di Polifemo. I tibetani hanno scritto cose magnifiche sull’occhio interiore, che ti consente di vedere l’aura degli uomini: qualcuno ce l’ha nera, come certi politici senza scrupoli, mossi da bassa cupidigia; altri ce l’hanno rossa, come la loro rabbia"[39].

La canzone è un nuovo atto d'accusa del musicista nei confronti del potere politico. L'occasione è servita anche per ribadire il concetto di "cantautore impegnato" che Battiato, nella medesima domanda esemplifica con queste parole: "Per il tipo che dovrei essere, no. Ma non sopporto i soprusi e ogni tanto coercizzo il mio strumento. Il pretesto di “Inneres Auge”, che ha origini più antiche, è arrivato quest’estate con lo scandalo di Bari, delle prostitute a casa del premier. E con la disinformazione di giornali e tiggì che le han gabellate per faccende private. Ora, a me non frega niente di quel che fanno i politici in camera da letto. Mi interessano quelli che influenzano la vita pubblica, con abusi di potere, ricatti, promesse di candidature, appalti, licenze edilizie in cambio di sesso e di silenzi prezzolati. Questa è corruzione, a opera di chi dovrebbe essere immacolato per il ruolo che ricopre"[39]. La canzone dialettale U cuntu, altro brano inedito scritto con Manlio Sgalambro, è stata una delle 5 canzoni finaliste al Premio Mogol del 2010.

La trilogia dei Fleurs (1999-2008)[modifica | modifica sorgente]

« Non voglio sentirmi intelligente guardando dei cretini, voglio sentirmi cretino guardando persone intelligenti »
(Franco Battiato, da Che tempo che fa del 6 novembre 2004)

Nel 1999 Battiato pubblica un nuovo album, dal titolo Fleurs, disco interamente di cover, eccezion fatta per 2 inediti scritti con Manlio Sgalambro, Medioevale e Ti invito al viaggio, direttamente ispirato alla poesia di Charles Baudelaire, dall'omonimo titolo. Le varie cover riguardano 2 canzoni di Fabrizio de André (all'epoca da poco scomparso), Amore che vieni, amore che vai e La canzone dell'amore perduto, di Trenet, di Sergio Endrigo, la splendida Era de maggio di Di Giacomo e un rifacimento di Ruby Tuesday dei Rolling Stone. L'album ebbe successo, anche per il fatto che fu la prima volta che il cantautore catanese si misurava con un disco prevalentemente di cover. Il titolo è un chiaro omaggio alla dolcezza e poesia delle canzoni stesse.

Il 30 agosto del 2002 esce Fleurs 3, numerato in maniera curiosa, infatti il successivo Fleurs porterà bizzarramente il numero 2. Anche in questo disco sono presenti 2 inediti: Come un sigillo, cantata con Alice e Beim Schlafengehen, dall'omonima composizione di Richard Strauss con un testo di Hermann Hesse. Sigillata con un bacio è la versione italiana di un brano americano originariamente intitolato Sealed With a Kiss. Molte le canzoni da ricordare: Perduto amor, di Salvatore Adamo, Se mai, versione italiana del brano Smile di Charlie Chaplin, Insieme a te non ci sto più, di Paolo Conte e portata al successo da Caterina Caselli, Ritornerai, di Bruno Lauzi, Impressioni di settembre della PFM e Il cielo in una stanza, di Gino Paoli.

Nel 2008 si ha la temporanea conclusione di quella che parrebbe essere una vera trilogia, con l'uscita di Fleurs 2, dove troviamo l'inedito Tutto l'universo obbedisce all'amore, cantato con Carmen Consoli. Tra le cover da ricordare si annoverano It's five o' clock, degli Aphrodite's Child, Bridge over troubled water, di Simon & Garfunkel, Sitting on the dock of the bay, di Otis Redding e Steve Cropper, La musica muore di e con Juri Camisasca e ancora un rifacimento di un brano di Sergio Endrigo, dal titolo Era d'estate.

L'ultima collaborazione con Sgalambro e altri progetti (2010- 2014)[modifica | modifica sorgente]

Proseguendo con le esibizioni live, il 29 luglio 2012 Battiato termina il suo Short Summer Tour 2012 a Cagliari all'Arena Sant'Elia con 3500 spettatori.[40] Il 23 ottobre dello stesso anno, dopo cinque anni dall'ultimo album di inediti, esce il lavoro intitolato Apriti sesamo,[41] grazie al quale si aggiudica il disco d'oro.

Il 6 agosto 2013 si esibisce in un concerto/tributo in ricordo di Lucio Dalla nell'anfiteatro di Milo, paese caro ad entrambi i cantautori. Al concerto partecipano anche Noemi (con cui canta La cura), Enrico Ruggeri, Erica Mou, Gianluca Grignani, e Luca Carboni.[42][43]

Il 29 novembre 2013 è stato presentato fuori concorso, nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, il film Temporary Road. (una) Vita di Franco Battiato, diretto da Giuseppe Pollicelli e Mario Tani. Distribuito nelle sale cinematografiche italiane, in un'unica data, l'11 dicembre 2013, è il primo documentario dedicato all'artista siciliano.

Franco Battiato e la pittura[modifica | modifica sorgente]

Attorno al 1990, Franco Battiato inizia a cimentarsi nella pittura, mediante una specie di esperimento di autoanalisi e miglioramento di sé stesso. Dipingendo, Battiato vuole verificare che l'abilità nel disegno e nella pittura non siano caratteristiche innate nella persona umana, come molti critici invece sostengono. Dopo un periodo di ricerca, adotta quindi l'ideale pratica artistica associata alla sua facoltà pittorica.

Dal 1993 la sua attività nella pittura lo porta ad organizzare mostre personali in Italia e nel mondo: Roma, Catania, Comiso, Firenze, Stoccolma, Miami e Göteborg; una delle sue mostre è stata organizzata in collaborazione con Piero Guccione. Dall'inizio della sua attività ha prodotto circa ottanta opere firmandosi con lo pseudonimo di Süphan Barzani. Nei suoi lavori, eseguiti su tele o tavole dorate, predilige tecniche di pittura ad olio e utilizzi di terre e pigmenti duri. Le copertine e i libretti di Fleurs, Ferro battuto e dell'opera lirica Gilgamesh sono alcuni esempi della pittura di Battiato.

Giudizi critici[modifica | modifica sorgente]

« […] la pittura di Battiato, qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l'hobby d'un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell'autore e in quest'alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un'anima. »
(Gesualdo Bufalino)
« […] In questi ultimi anni Battiato ha concentrato la sua ricerca, per riscoprire i poteri dell’anima che sono latenti in noi, su un figurativismo, dalla perfetta sintesi espressiva, che evoca una dimensione spirituale. Fedele solo ed esclusivamente al proprio mondo interiore, l’artista riesce a conferire ai suoi lavori, eseguiti con la lucidità intellettuale di chi vuole avere un approccio del tutto mistico “con la realtà”, una penetrazione filosofica-poetologica. Il suo talento riesce a esprimersi al meglio nel “costruire” una narrazione volutamente discontinua, costellata di riferimenti alle culture esotiche e al sufismo, che rappresenta una ricerca d’illuminazione interiore, ma anche un voluto gesto di rottura nei confronti di nuove direzioni interpretative. La sua arte coinvolge il fruitore in una sfida intellettuale vivamente stimolante…” »
(Fortunato Orazio Signorello)

Franco Battiato e il cinema[modifica | modifica sorgente]

Il rapporto di Franco Battiato con il cinema ha inizio negli anni settanta, dopo l'unica esperienza come attore teatrale, avvenuta nel 1967. Nel 1973 appare occasionalmente e non accreditato come attore nel film di Corrado Farina Baba Yaga, interpretato da Carrol Baker: la scena principale in cui compare è quella dell'happening al cimitero, quasi completamente eliminata nella versione uscita nelle sale italiane (ma recuperata nell'edizione in DVD edita dalla Blue Underground).

Compone diverse colonne sonore, collaborando soprattutto col veronese Giacomo Battiato (omonimo ma non parente) nel film Una vita scellerata (1990), imperniato sulla figura di Benvenuto Cellini, e quindi con il conterraneo Pasquale Scimeca, firmando le musiche del film Il giorno di San Sebastiano (1994). Alcuni suoi brani vengono utilizzati da Antonello Aglioti nel film Il giardino dei ciliegi (1992), dove l'attrice Marisa Berenson esegue Luna indiana, e soprattutto Nanni Moretti, che lo cita esplicitamente in Bianca (1983, con il brano Scalo a Grado), La messa è finita (1985, con il brano I treni di Tozeur), Palombella rossa (1989, con il brano E ti vengo a cercare). Nel 2006 il regista Alfonso Cuarón utilizza la versione di Battiato di Ruby Tuesday dei Rolling Stones nella colonna sonora del film I figli degli uomini (Children of Men). Collabora inoltre a numerosi film dell'amica Elisabetta Sgarbi, tra cui Deserto Rosa nel 2009.

Le sue aspirazioni di regia iniziano già nel 1979, quando comincia a dirigere tutti i suoi videoclip, raccolti in gran parte nella VHS Dal cinghiale al cammello (1992) e ristampata in DVD con il titolo Dal cinghiale al cammello - The Video Collection (2004). Nel 2003 scrive, dirige e sceglie le musiche per il suo primo film a soggetto: Perdutoamor, in larga parte autobiografico, con il quale si aggiudica il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente. Nel 2005 ha presentato alla Mostra del cinema di Venezia il suo secondo film (uscito poi nelle sale con una precaria distribuzione nel marzo 2006): Musikanten, imperniato sugli ultimi quattro anni di vita di Ludwig van Beethoven, interpretato da Alejandro Jodorowsky.

Sempre nel 2006 firma la regia del videoclip Amara Terra Mia dei Radiodervish (cover di Domenico Modugno) (2006 - RadioFandango, distribuito Edel). Nel giugno dello stesso anno, alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, annuncia il suo terzo film, sempre scritto con Manlio Sgalambro: Niente è come sembra, interpretato da Giulio Brogi e che vede anche la partecipazione straordinaria di Sonia Bergamasco ed Alejandro Jodorowsky, che, dopo essere stato presentato nel 2007 alla Festa del Cinema di Roma, uscirà direttamente in dvd il 31 ottobre dello stesso anno per Bompiani insieme al libro In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza. Nel 2007 firma la regia del docufilm dedicato alla vita e all'opera di Giuni Russo per il titolo La Sua figura.

Nel 2010 viene presentato il quarto lavoro di Battiato come regista: si tratta del lungo docufilm Auguri Don Gesualdo, prodotto dalla Regione Siciliana con Kasba Comunicazioni, ed incentrato sulla figura dell'intellettuale siciliano Gesualdo Bufalino. Battiato ha presentato il suo nuovo lavoro con un ciclo di conferenze sulla figura di Bufalino e con una serie di anteprima. Nella giornata del 4 marzo 2010 si è tenuta la prima anteprima del docufilm a Palermo, con un ottimo riscontro di critica e di pubblico.

Il cantautore catanese ha annunciato la prossima uscita di una sua nuova pellicola, che a suo dire, sarebbe molto influenzata dai suoi studi a proposito della musica del '700. Il film dovrebbe chiamarsi Viaggio nel regno del ritorno e all'interno della trama dovrebbero essere inserite le vicende biografiche di Haendel e Scarlatti.

Franco Battiato sta girando Attraversando il Bardo (uscirà nel 2014) un documentario dedicato al tema della morte nelle diverse tradizioni spirituali d'Oriente e d'Occidente. Lo fa con un linguaggio che alterna gravità e leggerezza e che dalla fine prende spunto per indagare il senso più profondo della vita e della ricerca esistenziale.

Franco Battiato e la politica[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato non ha mai voluto confondere l'attività musicale con quella politica, affermando più volte che l'artista non deve necessariamente essere un artista "impegnato", tanto meno "politicizzato". Questo non ha impedito, comunque, all'artista catanese, attraverso varie dichiarazioni rilasciate su giornali e televisioni, di esprimere più volte le sue posizioni politiche, dimostrandosi, nel corso degli anni, sempre vicino all'area di centro-sinistra. Il 20 maggio del 2005, a titolo di esempio, sul Corriere della Sera, ribadisce la sua idea di votare per le comunali di Catania a favore di Bianco, il candidato di centrosinistra sfidante di Umberto Scapagnini, sindaco uscente e candidato di centro-destra. La frase pronunciata giorni prima: «Se vince Scapagnini me ne vado da Catania» fece molto scalpore.

Della vicenda si occupò anche il Secolo d'Italia che registrò la delusione di quest'ultimo per le parole rilasciate dal cantautore, credendolo vicino alle posizioni di An; a Milano, infatti, aveva suonato alla festa di Alleanza Nazionale alla palazzina Liberty. Battiato replicò prontamente: «Io di destra? Ma se non sono mai stato di destra in vita mia». Nell'ottobre dello stesso anno, in un'altra intervista al Corriere, ritorna sull'argomento dichiarando: «Berlusconi? Già le sue TV erano un segno premonitore del disprezzo per la serietà di essere artisti» e ancora prima: «Qualcuno si è inventato la storia per cui sarei di destra, non è vero. Se uno legge bene le mie cose sa da tempo che sono un proletario dello spirito. Sono sempre stato vicino a una certa sinistra; non certo quella sovietica; la sinistra dei diritti e delle libertà». In occasione del suo sessantunesimo compleanno, il 23 marzo 2006, in un'intervista a Radio Radicale annunciò il suo voto per la lista Rosa nel Pugno in vista delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile seguenti. Nel maggio 2009 dichiarò che in occasione delle elezioni europee 2009 avrebbe votato per la Lista Emma Bonino.[44]

Nell'ottobre 2010, intervistato da Lilli Gruber, Battiato dichiarò: «Non sono né di destra né di sinistra, sto in alto. E sono per l'essere umano e per gli esseri umani. Che mi piacciono, attenzione».[45] Salvo, poi, ad una domanda successiva, affermare di aver votato Bersani alle primarie del Partito Democratico e poi ancora che non lo avrebbe più votato, ma avrebbe scelto Vendola, confermando una simpatia per il centrosinistra.

Il 6 novembre 2012, in una conferenza stampa, annunciò la sua disponibilità a far parte della Giunta regionale siciliana di centrosinistra, guidata da Rosario Crocetta. Viene nominato lo stesso giorno assessore al turismo, allo sport e allo spettacolo, precisando che avrebbe rinunciato al relativo compenso.[1] Giorni addietro, ospite del programma Otto e mezzo, aveva già confermato il suo ingresso in politica affermando, tra l'altro, che alle nuove primarie del centrosinistra avrebbe votato Bersani, auspicando inoltre la riconferma di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d'America in vista delle elezioni presidenziali americane del 6 novembre 2012[46]. Il 26 marzo 2013 al Parlamento europeo dichiarò: «Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È una cosa inaccettabile, sarebbe meglio che aprissero un casino» destando molte polemiche e scatenando l'indignazione del Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini. L'indomani il Presidente della Regione Siciliana Crocetta gli revocò l'incarico di assessore al Turismo nella giunta regionale[47] e nominando al suo posto qualche giorno dopo la segretaria, Michela Stancheris[48].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Legatissimo alla madre Grazia, scomparsa nel 1994, Battiato non ha mai amato la vita mondana, preferendo il suo eremo siciliano di Milo alle pendici dell'Etna[7], dove tra l'altro ebbe per molti anni come vicino di casa, il collega Lucio Dalla. Ha un fratello, Michele, ex consigliere comunale repubblicano di Milano[49] e una nipote che di professione fa l'avvocato a Milano. Battiato è un vegetariano convinto[50]. A questo proposito, la canzone Sarcofagia, contenuta nell'album Ferro Battuto, è ispirata al trattato Del mangiar carne di Plutarco.[38]

Le varie collaborazioni negli anni[modifica | modifica sorgente]

  • Una delle prime collaborazioni è quella con Donatella Moretti, per cui scrive la canzone La filovia, inclusa nel suo album Conto terzi del 1972.
  • Scoperto e lanciato, fra gli altri, da Giorgio Gaber, collabora con quest'ultimo varie volte. Di rilievo il suo apporto nella direzione musicale dello spettacolo dell'artista milanese andato in scena nella stagione 1978-1979, denominato Polli di allevamento, di cui cura assieme a Giusto Pio, tutti gli arrangiamenti. Gaber, inoltre diverrà uno dei suoi primi produttori.
  • Determinante è il suo contributo al lancio di Alice, che vince il Festival di Sanremo 1981 con Per Elisa (scritta con la stessa e Giusto Pio) e per la quale firma numerosi altri successi, a partire da Il vento caldo dell'estate (1980), Messaggio (1982), Chan-son egocentrique (1983), I treni di Tozeur (1984), collaborando agli arrangiamenti di ben due album (Capo Nord e Alice tra il 1980 e il 1981). Nel 1985 la cantante forlivese dedica alle canzoni di Battiato un altro album di successo, dal titolo Gioielli rubati in cui è contenuta una versione di Prospettiva Nevskij. Nel 2002 torneranno a duettare insieme nel brano Come un sigillo, unico inedito dell'album di cover Fleurs 3. Nel 2012 è di nuovo autore per Alice di un brano insieme a Sgalambro che farà parte dell'album Samsara.
In alto Giorgio Gaber, uno dei primi produttori e scopritori di Battiato, con cui collaborò più volte.
  • Come già affermato, con Giuni Russo ottiene un grande successo con Un'estate al mare (1982). Il momento più importante della collaborazione con questa artista è comunque la realizzazione dell'album Energie (1981), lampante esempio dei fermenti innovativi dei primi anni ottanta. Con Giuni Russo collabora fino alla sua prematura scomparsa, firmando l'arrangiamento del suo testamento musicale, la canzone Morirò d'amore con la quale partecipa al Festival di Sanremo 2003.
  • Non è poi da trascurare la decisiva collaborazione agli arrangiamenti di Giusto Pio, un ex violinista nell'orchestra di musica leggera della Rai, che realizza in proprio alcuni album strumentali prodotti da Battiato, cogliendo un buon successo con Legione straniera (1982). Con la versatile Milva realizza due album di grande fascino: Milva e dintorni (1982) e Svegliando l'amante che dorme (1989), conosciuto anche con il titolo Una storia inventata. Inoltre nel 2011 è produttore, sempre per Milva, del suo ultimo disco prima del ritiro ufficiale dell'interprete dal titolo Non conosco nessun Patrizio. Altri artisti che hanno interpretato canzoni di Franco Battiato sotto la sua diretta supervisione sono stati Juri Camisasca, Sibilla (partecipazione al Festival di Sanremo 1983 con Oppio), Farida, Michele Pecora con il brano Dormirai canterai ballerò e Ombretta Colli. Come arrangiatore ha lavorato con Giorgio Gaber per Polli d'allevamento, con Francesco De Gregori per Amore nel pomeriggio e con Eugenio Finardi.
  • Nel 1992 collabora all'album L'amore nuovo del cantautore catanese Vincenzo Spampinato, cantando più strofe nella relativa title-track
  • Nel 1996 Franco Battiato canta insieme al gruppo CSI (ex CCCP Fedeli alla linea), nell'album Linea Gotica, un suo successo, E ti vengo a cercare, un arrangiamento cupo, ma che non perde il messaggio originale dell'autore.
  • Sempre nel 1996 interpreta insieme all'amico Roberto Cacciapaglia il brano Generazioni, nell'album Tra cielo e terra del compositore milanese.
  • Nel 1998 propone a Ginevra Di Marco (ex dei PGR nonché CSI) di collaborare ad un album storico, Gommalacca, cantando la canzone Vite parallele (che Battiato presenterà anche a Sanremo '99). Canterà sempre con Ginevra Di Marco La stagione dell'amore incentrata sul rimpianto e sulle occasioni perdute. In quest'ultimo collaborerà anche con il cantante-bassista dei Bluvertigo, Morgan. Appare inoltre con lo stesso gruppo nel 2001, nel video L'assenzio. Poi partecipa, con gli amici Saro Cosentino e Morgan all'album-tributo per Robert Wyatt The Different You col brano Alifib.
  • Nel 1999 canta il pezzo Il vento dell'est, nell'album Tandem (Ricky Gianco & ...)|Tandem, un lavoro di duetti di Ricky Gianco.
  • Ancora nel 1999 interpreta il brano Finnegan's Wake (dal titolo della celebre opera sperimentale di James Joyce) insieme a Pippo Pollina, col quale appare anche nell'omonimo videoclip.
  • Nel 2000 collabora all'album L'infinitamente piccolo di Angelo Branduardi con il brano Il sultano di Babilonia e la prostituta; inoltre duetta, dimostrando molta ironia, nel pezzo L'astronauta di Federico Stragà.
  • Nel 2001 collabora all'ultimo album di Francesco De Gregori, curando gli arrangiamenti della canzone Il cuoco di Salò.
  • Nel 2002 partecipa all'album Wish You Were India del gruppo Govinda, cantando nel brano Yasomati e interviene nel brano La consuetudine, pezzo dell'album omonimo dell'amico Luca Madonia.
  • Del 2003 è la collaborazione con Tony Esposito nell'album Viaggio tribale del percussionista napoletano, in cui canta il pezzo For me, scritto assieme allo stesso Esposito.
  • Nel 2004 collabora nell'album benefico a favore dell'infanzia Sette veli intorno al re e interviene, assieme a Michele Fedrigotti, Ares Tavolazzi e Carlo Sinigaglia, nel brano Ninna Nanna del Violino recitando "ieraticamente" dei fonemi in sanscrito. Nel medesimo anno lavora nuovamente con un ex-membro dei CSI, Gianni Maroccolo, nel pezzo Night and storms.
  • Un'altra collaborazione è stata quella con il gruppo pugliese Folkabbestia nell'album 25-60-38. Breve saggio sulla canzone italiana del 2006, dove reinterpreta L'avvelenata di Francesco Guccini, in un risultato a metà fra combat folk e lo stile d'avanguardia di Battiato. Poi presta la propria voce, pesantemente filtrata e resa quasi spettrale, per il brano Sento che sta per succedermi qualcosa, contenuto nell'album Toilette memoria di Moltheni.
Franco Battiato e Giusto Pio, nel 1988
  • Il 22 giugno 2007 esce l'album di Ivan Segreto a cui Franco Battiato collabora duettando nel pezzo Ampia.
  • Nel novembre 2008 collabora al brano Il tempo stesso con Tiziano Ferro, canzone presente nell'album di quest'ultimo Alla mia età.
  • Nel 2008 scrive, assieme a Manlio Sgalambro, e canta con Fiorella Mannoia il pezzo: Il movimento del dare, dell'album omonimo della cantante romana.
  • Sempre nel 2008 collabora con Mango nell'album Acchiappanuvole, in una cover de La stagione dell'amore.
  • Ancora nel 2008 canta nel brano Corro con te, duetto tratto dall'album Il fiore splendente dell'artista, conterranea di Battiato, Etta Scollo.
  • Torna a cantare con Luca Madonia nell'album Parole contro parole: il pezzo è Quello che non so di te.
  • Ha partecipato a scopo benefico, per raccogliere fondi per l'Abruzzo colpito dal terremoto, all'incisione del brano Domani 21/04.2009, insieme ad altri cinquantasei famosi artisti italiani, riunitisi per l'occasione in un gruppo battezzato Artisti uniti per l'Abruzzo.
  • Nel 2009 il brano Tutto l'universo obbedisce all'amore, in duetto con Carmen Consoli, è stato tra i sei candidati al Premio Mogol e ancora con la cantautrice è co-autore e co-interprete del pezzo Marie ti amiamo, inserito nell'album Elettra.
  • Sempre nello stesso anno, è presente nel disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Sembra il primo giorno.
  • Giunge poi la collaborazione con Mario Venuti, duettando nel pezzo Spleen #132, contenuto nell'album Recidivo.
  • Il 2010 è un anno di grandi collaborazioni e produzioni. Interviene nel brano Qualsiasi spinta del cantautore Lorenzo Palmeri, tratto dal suo album d'esordio Preparativi per la pioggia. Realizza e produce ConFusione, album contenente 10 remix di canzoni dei PGR, da lui stesso eseguiti con il consenso della band. Reinterpreta il suo successo Shock in my town nella cover della band acustica Solis String Quartet.
  • Il 28 settembre dello stesso anno esce Non conosco nessun Patrizio, album della cantante Milva, nel quale l'artista, che annuncia per l'occasione il suo ritiro dalle scene, interpreta dieci canzoni scritte dal cantautore siciliano, tra le quali grandi classici del suo repertorio, ed un'inedita title-track Non conosco nessun Patrizio, scritta a quattro mani da Battiato e Manlio Sgalambro.
  • Collabora con Francesco Renga nel suo album Un giorno bellissimo, duettando nel brano La strada.
  • Sempre nel 2010, collabora con il gruppo messinese Isola, prestando la sua voce ed arrangiando il brano Selinunte, che apre il loro quarto lavoro Porta d'Oriente. Ancora nel 2010, anno davvero prolifico nell'ambito delle collaborazioni, duetta con Pino Daniele nel pezzo Chi tene 'o mare, nell'album Boogie Boogie Man del cantautore partenopeo.
Franco Battiato con Giuni Russo, alla fine degli anni Ottanta
  • Partecipa al Festival di Sanremo 2011 supportando l'amico Luca Madonia, nel brano L'alieno, che raggiunge il 5º posto, nella classifica finale[51].
  • Il 29 marzo 2011 viene pubblicato il progetto postumo dell'amica Giuni Russo, A casa di Ida Rubinstein 2011, un cofanetto contenente un CD e un DVD, distribuito dalla Edel Music, contenente il sample del brano Le crépuscule feat. Franco Battiato, e altri brani, sempre da A casa di Ida Rubinstein (1988), con altri artisti come Brian Auger, Uri Caine e Paolo Fresu. Il DVD, contiene un Official Bootleg Video del concerto, tenuto da Giuni Russo, al Teatro Manzoni di Monza il 10 luglio 1991.
  • Sempre nel 2011 collabora con Edoardo De Angelis nel brano Spasimo, contenuto nell'album del cantautore romano Sale di Sicilia, insieme ad Andrea Camilleri.
  • Partecipa alla cover di Up patriots to arms che il gruppo dei Subsonica inserisce nella nuova edizione del loro fortunato album Eden. Giunge, poi, il cameo vocale nel brano Cosa ti aspetti da questa notte della sofisticata band padovana Versus.
  • Le ennesime, e forse più prestigiose, collaborazioni del 2011 giungono verso la fine dell'anno: nella prima Battiato presta la sua voce, per un duetto virtuale, nel brano Anime salve dell'album, ovviamente postumo, Sogno n.1 di Fabrizio De Andrè, un progetto che vede coinvolta la London Symphony Orchestra di Geoff Westley, la quale rielabora alcuni classici del compianto cantautore genovese.
  • Nella seconda il cantautore siciliano collabora nell'album Facciamo finta che sia vero di Adriano Celentano: interpreta con il Molleggiato (firmando anche il testo insieme a Manlio Sgalambro) il brano che dà il titolo all'album, musicato dal premio Oscar Nicola Piovani, inoltre presta la sua voce, insieme a quelle di Jovanotti e Giuliano Sangiorgi, in un altro pezzo del disco, Non so più cosa fare.
  • Nella terza partecipa assieme da altri artisti come Lucio Dalla, Ivano Fossati, Fiorella Mannoia, Massimo Ranieri, Gianni Morandi e tanti altri ad una campagna benefica per il sostegno alla donazione degli organi. Il progetto ideato da Roberto e Marinella Ferri vede la pubblicazione di un disco dal titolo Ti amo anche se non so chi sei, contenente 12 tracce, il cui ricavato verrà devoluto alla ricerca delle malattie epatiche. Nell'occasione la voce di Battiato compare nelle canzoni Come è profondo il mare di Dalla e Anime Salve di De Andrè.[52]
  • Nel 2012 collabora nell'album Black tarantella di Enzo Avitabile, interpretando la canzone No è no.
  • Nel 2013 collabora con Nathalie nell'album Anima di vento, duettando nel brano L'Essenza.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Franco Battiato.

Studio album (in italiano)[modifica | modifica sorgente]

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazioni teatrali[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Scritti[modifica | modifica sorgente]

  • Tecnica mista su tappeto, Conversazioni autobiografiche con Franco Pulcini. EDT, 1992.
  • Evoluzione evoluzione evoluzione, Bonanno, 1998.
  • Parole e canzoni, Giulio Einaudi Editore, 2004.
  • Ideogrammi, Mondadori, 2005.
  • In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza, libro allegato al film DVD Niente è come sembra, 2007.
  • Niente è come sembra, Bompiani, 2007.
  • Musica e spiritualità, con Ovadia Moni e Angelo Branduardi, Sufi Jerrahi-Halveti, 2008.
  • Io chi sono? Dialoghi sulla musica e sullo spirito, con Daniele Bossari, Mondadori, 2009.
  • Auguri Don Gesualdo, Bompiani, 2010.
  • Sowa rigpa. La scienza della guarigione per un'alimentazione consapevole, con Coco Giuseppe, Infinito, 2010, ISBN 88-89602-75-9.

Dipinti (lista parziale)[modifica | modifica sorgente]

La lista che segue presenta solo alcuni dei circa ottanta dipinti realizzati dal cantautore ("attribuiti a Süphan Barzani").[53][54] I titoli delle opere sono stati elencati in ordine alfabetico.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1996 il comune di Gangi (PA) gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
  • Ha vinto quattro volte, durante tutta la sua carriera, la Targa Tenco; è stato autore di testi premiati per Milva ed Alice.
  • Nel 2012 vincitore della XX edizione del Premio Tributo ad Augusto, dedicato alla memoria di Augusto Daolio.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte
— Roma, 2 aprile 2003[55]
Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 26 maggio 2004[56]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Franco Battiato ha detto sì in Livesicilia.it, 6 novembre 2012. URL consultato il 6 novembre 2012.
  2. ^ a b c d Sebastiano Messina, Franco Battiato - Biografia Correre della Sera. URL consultato il 22 aprile 2014.
  3. ^ Gigi Vesigna, Sorprese VIP in Oggi, 5 giugno 2013, p. 74-80.
  4. ^ Festival del Vittoriale - Francesco Battiato. URL consultato il 22 aprile 2014.
  5. ^ Di recente, Battiato ha ricordato quest'esperienza, facendo qualche piccola confusione sulle date, come riportato in Battiato: Petruzzelli, amore interrotto, di Anna Puricella e Paolo Russo, pubblicato da La Repubblica del 15 luglio 2009 - http://bari.repubblica.it/dettaglio/battiato-petruzzelli-amore-interrotto/1675081
  6. ^ Battiato: "Io mai innamorato, che bello dormire da soli" - Repubblica.it
  7. ^ a b Sebastiano Messina, Franco Battiato dalla A alla Zeta in Repubblica.it, 05 agosto 1989. URL consultato il 4 marzo 2009.
  8. ^ a b c d e f g h i j k l Domenico Ruoppolo, Franco Battiato - alla ricerca di un oceano di silenzio in Onda Rock. URL consultato l'11 marzo 2014.
  9. ^ ALBUM 1973. URL consultato il 21 maggio 2008.
  10. ^ Il Falco - ScoutWiki
  11. ^ Franco Pulcini, Io, Wagner e Alice in La Repubblica, 08 maggio 1992, p. 38.
  12. ^ La Posta, op. cit., pag. 77.
  13. ^ a b c La Posta, op. cit., pag. 78.
  14. ^ Settimana 20 gennaio 1980. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  15. ^ La Posta, op. cit., pag. 86.
  16. ^ La Posta, op. cit., pag. 85.
  17. ^ a b Retroterra, p. 24. URL consultato il 2 agosto 2009.
  18. ^ Storici - Riconoscimenti. URL consultato il 2 agosto 2009.
  19. ^ a b Settimana 4 marzo 1983. URL consultato il 5 settembre 2008.
  20. ^ Gli album più venduti del 1983. URL consultato il 2 agosto 2009.
  21. ^ a b c La Posta, op. cit., pag. 130.
  22. ^ La Posta, op. cit., pag. 131.
  23. ^ La Posta, op. cit., pag. 132.
  24. ^ Gli album più venduti del 1985. URL consultato il 30 luglio 2009.
  25. ^ a b La Posta, op. cit., pag. 138.
  26. ^ La Posta, op. cit., pag. 135.
  27. ^ Battiato serio. Arriva Genesi in La Stampa, 23 aprile 1987, p. 25.
  28. ^ Enzo Gentile, Battiato offre un assaggio di Genesi in Stampa sera, 30 dicembre 1985, p. 6.
  29. ^ Battiato e 'Fisiognomica' alla conquista dell'Europa in Repubblica, 11 novembre 1988, p. 34.
  30. ^ Battiato dal papa. In programma le sue composizioni in repubblica.it, 12 marzo 1989. URL consultato il 5 settembre 2008.
  31. ^ La Repubblica, novembre 1988
  32. ^ Luca Dondoni, Un disco e la colonna sonora per Ghezzi Battiato al <Cafe' con un nuovo naso in Lastampa.it, 04 maggio 1993, p. 24. URL consultato il 5 settembre 2008.
  33. ^ Stasera le Targhe del Tenco in LaStampa.it, 16 aprile 1993, p. 23. URL consultato il 5 agosto 2008.
  34. ^ Gli album più venduti del 1993. URL consultato il 30 luglio 2009.
  35. ^ name=ClassificaFIMI
  36. ^ Gli album più venduti del 1995. URL consultato il 30 luglio 2009.
  37. ^ name=platino
  38. ^ a b Intervista a Franco Battiato
  39. ^ a b Template:Cita news=http://notes-bloc.ilcannocchiale.it/2009/10/30/lultimo pezzoinvettiva inneres.html
  40. ^ Battiato emoziona l'Arena S.Elia
  41. ^ Franco Battiato "Apriti sesamo": il nuovo disco a ottobre. URL consultato il 14 settembre 2012.
  42. ^ Lucio Dalla, concerto omaggio a Milo con Noemi e Battiato | Velvet Music Italia
  43. ^ Noemi e Franco Battiato a Milo in concerto per Lucio Dalla, | Velvet Music Italia
  44. ^ Le personalità che hanno inviato una dichiarazione di voto per la Lista Emma Bonino Radicali.it
  45. ^ La7
  46. ^ Battiato: “Stimo Vendola, voterò Bersani. E negli Usa tifo Obama”, 7 novembre 2012 - http://www.blitzquotidiano.it/agenzie/battiato-vendola-bersani-tifo-obama-1387335/
  47. ^ Sicilia: revoca per Battiato e Zichichi Ansa.it
  48. ^ http://www.meridianamagazine.org/20130403/sicilia-al-posto-di-battiato-crocetta-nomina-assessore-al-turismo-la-sua-segretaria-michela-santcheris/
  49. ^ Case ai politici, la nuova lista di Milano
  50. ^ Fabio Vento, Franco Battiato: dalla Sicilia un vegetariano illustre, La Palermo Vegetariana, 14 novembre 2011. URL consultato il 22 dicembre 2011.
  51. ^ http://www.rai.it/dl/docs/1298231154632VOTAZIONI_SANREMO_2011_def.pdf
  52. ^ Battiato, Dalla e co per la donazione di organi in sAlute.it. URL consultato il 27/12/2012.
  53. ^ Franco Battiato | Official Website
  54. ^ I collegamenti delle immagini che seguono sono stati ripresi dal sito ufficiale e le informazioni correlate a ciascuna opera di Battiato (titoli, dimensioni, tecnica, e datazione) sono state ottenute dal libro Prove d'Autore (Elisa Gradi, Skira, 2010).
  55. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  56. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Pulcini, Franco Battiato. Tecnica mista su tappeto Torino, EDT, 1992.
  • Maurizio Macale, Mentre ascoltavo un disco di Battiato. Bastogli Editrice Italiana, 1996.
  • Enzo Di Mauro, Roberto Masotti, Fenomenologia di Battiato. Auditorium, 1997.
  • Maurizio Macale, Franco Battiato: Centro di gravità permanente. Dalle origini a "Gommalacca". Bastogli Editrice Italiana, 1998.
  • Luca Cozzari, Franco Battiato. Pronipote dei padri del deserto. Zona, 2000.
  • Maurizio Macale, Franco Battiato. Una vita in diagonale. Bastogli Editrice Italiana, 2002.
  • Paolo Jachia, E ti vengo a cercare. Franco Battiato e il sacro. Ancora, 2005.
  • Alessandro Pomponi, Franco Battiato - Discografia Illustrata. Coniglio Editore, 2005.
  • Guido Guidi Guerrera, Battiato. Another link. Verdechiaro, 2006.
  • Autori Vari (a cura di Enrico Deregibus), Dizionario completo della canzone italiana, Giunti editore, 2006.
  • Federico Guglielmi, Voci d'autore. La canzone italiana si racconta. Arcana, 2006. ISBN 88-7966-416-6.
  • Lovato Vanna, Franco Battiato 1965-2007. L'interminabile cammino del Musikante, Editori Riuniti, 2007.
  • Falzone Michele, Franco Battiato. La sicilia che profuma di oriente, Flaccovio Editore, 2009, ISBN 978-88-7804-440-1
  • Daniele Bossari, Battiato io chi sono?, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-59662-2
  • Annino La Posta, Franco Battiato. Soprattutto il silenzio, Giunti Editore, 2010.
  • Pulina Giuseppe, La cura. Anche tu sei un essere speciale, Editore Zona, 2010.
  • Degl'Innocenti Fulvia, Il primo concerto, rueBallu edizioni, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 51877865 LCCN: n82230802 SBN: IT\ICCU\CFIV\038648