Franco Battiato

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Franco Battiato
Franco Battiato nel 2005
Franco Battiato nel 2005
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop rock
Rock progressivo
Musica sperimentale
Musica leggera
Periodo di attività 1965 – In attività
Etichetta Jolly, Philips, R.T.Club, Bla Bla, Dischi Ricordi, Elektra Records, EMI Italiana
Album pubblicati 31
Studio 24
Live 4
Raccolte 3
Gruppi e artisti correlati Gregorio Alicata, Manlio Sgalambro, Giorgio Gaber, Giusto Pio, Giuni Russo
Sito web
Premio Nastro d'argento miglior regista esordiente 2004

Franco Battiato, nato Francesco (Ionia, 23 marzo 1945), è un cantautore, compositore e regista italiano.

Figura tra le più importanti, influenti e innovative di tutto il panorama cantautorale italiano, si è da sempre confrontato con molteplici stili musicali, combinandoli tra loro in un approccio spesso eclettico e originale: si va dagli inizi romantici degli anni sessanta, alla musica sperimentale dei settanta, passando per l'avanguardia colta, la musica etnica, il rock progressivo e la musica leggera, attraversando finanche la musica elettronica e l'opera lirica. Ha sempre conseguito un grande successo di pubblico e di critica, avvalendosi sovente di collaboratori d'eccezione come il violinista Giusto Pio e il filosofo Manlio Sgalambro (coautore di molti suoi brani). Non solo la musica, ma anche i testi riflettono i suoi molteplici interessi, tra i quali l'esoterismo, la teoretica filosofica, la mistica sufi e la meditazione orientale.

Tra il novembre 2012 e il marzo 2013 ha portato avanti una brevissima esperienza come assessore al Turismo della Regione Sicilia dichiarando di non volere ricevere alcun compenso.[1] L'artista si è anche cimentato in altri campi espressivi come la pittura, la televisione, la radio e soprattutto il cinema.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Gli anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

Gli inizi: dalla canzone di protesta al periodo romantico[modifica | modifica sorgente]

L'esordio televisivo di Battiato, nella trasmissione televisiva Diamoci del tu

Nasce a Jonia, in provincia di Catania, il 23 marzo del 1945, frazione, che sotto il fascismo, riuniva gli antichi comuni di Riposto e Giarre, tornati politicamente autonomi alla fine della seconda guerra mondiale. Dopo aver conseguito la maturità al Liceo Scientifico "Archimede" di Acireale, nel 1965 si trasferisce dapprima a Roma per poi stabilirsi successivamente a Milano. Attratto fin da adolescente dalla musica interrompe gli studi universitari e verso la metà degli anni sessanta pubblica due singoli pubblicitari per la rivista di enigmistica Nuova Enigmistica Tascabile (NET),[2] che proponeva come allegati dischi di canzoni celebri, interpretati da cantanti poco conosciuti. In queste due occasioni l'artista appare in copertina col nome di Francesco Battiato, suo vero nome di battesimo.

Il primo singolo contiene un brano presentato al Festival di Sanremo 1965 da Beppe Cardile e Anita Harris, L'amore è partito. Il secondo ripropone invece una canzone portata al successo da Alain Barrière: ...e più ti amo. Tradotto in italiano da Gino Paoli, il brano verrà riproposto, molti anni dopo, in una nuova versione, nell'album di cover Fleurs 2, uscito nel 2008.

Insieme al compaesano Gregorio Alicata, già pianista di Edoardo Vianello e autore di un certo successo (suo il brano Tremarella, successo degli anni sessanta), Battiato forma un duo, Gli Ambulanti. I due artisti si esibiscono con un repertorio di canzoni di protesta davanti alle scuole all'uscita degli studenti, suscitando molta curiosità. In questa fase vengono notati da Giorgio Gaber (1967), che propone i loro brani alla casa discografica Dischi Ricordi. L'album, però, è bocciato dalla stessa Ricordi dopo un provino in sala d'incisione. Il duo si scioglie e Battiato decide di continuare da solo.

Proprio Gaber procura a Battiato un contratto con la casa discografica Jolly, che inserisce la figura dell'artista nel filone di "protesta" che in quel momento andava molto di moda. I primi singoli incisi ufficialmente furono La torre e Le reazioni. A questi seguono Il mondo va così e Triste come me.

Il singolo La torre accompagna la prima apparizione televisiva dell'artista: poco dopo l'uscita del disco, il 1º maggio 1967, Giorgio Gaber lo invitò al programma televisivo che presentava insieme a Caterina Caselli, Diamoci del tu. Battiato si esibì proprio con il brano La torre. Ospite del programma, nella stessa puntata, un altro giovane cantautore ancora sconosciuto: Francesco Guccini. E proprio in questa occasione Gaber propone a Battiato di cambiare il nome da Francesco a Franco, proprio per non confondersi con Guccini. «Da quel giorno in poi tutti mi chiamarono Franco, persino mia madre», ricorderà in seguito il cantautore siciliano.

Qualche mese dopo partecipa alla III edizione della Caravella dei successi, presentata quell'anno da Mike Bongiorno, che si svolgeva al Teatro Petruzzelli di Bari[3].

Tra le sue prime esperienze, c'è anche quella di attore teatrale: Battiato recita, infatti, in un piccolo ruolo insieme a nomi del calibro di Tino Carraro ed Elsa Merlini, in Molto rumore per nulla di William Shakespeare. Collabora, inoltre, con lo stesso Gaber scrivendo ...e allora dai!, presentata al Festival di Sanremo 1967, e Gulp Gulp, sigla della trasmissione televisiva Diamoci del tu'

Nel 1968 cambia casa discografica, passando alla Philips, così facendo, decide di abbandonare il genere di protesta per incidere dischi dal sapore romantico, allo scopo di allargare l'orizzonte del suo pubblico con dischi più immediati e di facile consumo. In questo periodo collabora con il chitarrista Giorgio Logiri (alcune canzoni scritte dai due vengono incise da altri artisti della stessa casa discografica, come ad esempio A lume di candela, cantata da Daniela Ghibli). Registra altri due brani che la casa discografica pubblica soltanto nel 1971 (Vento caldo e Marciapiede) e ottiene un discreto consenso con È l'amore, canzone che risulta essere il primo successo del cantautore vendendo oltre centomila copie[4].

Nel 1969 il musicista partecipa a Disco per l'estate con il brano Bella ragazza che verrà, inseguito, escluso dalla competizione. Sempre nello stesso anno partecipa alla Mostra Internazionale di Musica Leggera presentando il brano Sembrava una serata come tante.

Gli anni settanta[modifica | modifica sorgente]

Musica sperimentale e avanguardia colta[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato durante un'esibizione con il suo gruppo, i Battiato Pollution, nel 1972.

Dal 1971 si dedica alla musica sperimentale con ampio uso di elettronica, pubblicando una serie di album per l'etichetta Bla Bla. Il primo di questi è Fetus - con in copertina l'immagine di un feto, all'epoca censurata - che vende circa 7000 copie[5]; del disco viene anche registrata una versione in lingua inglese intitolata similarmente Foetus. Disco di esplicita rottura rispetto alle mode e tendenze dell'epoca, contiene melodie dal sapore mediterraneo ("Una Cellula", "Energia, Mutazione"), pezzi surreali ( la title-track e la spietata "Cariocinesi") e scontri chitarra-sintetizzatore con contaminazioni campionate ("Fenomenologia", "Anafase" e l'ottima "Meccanica"). Il disco risulta essere un viaggio psichedelico con balzi dal microscopico della cellula all'infinito dello spazio, ispirato tra l'altro da "Il Mondo Nuovo" di Aldous Huxley (a cui è dedicato). Battiato delinea così un concept album, assolutamente atipico, ibrido e decisamente spiazzante, sospeso fra canzone e acerba "kosmische musik"[6].

Il successivo, Pollution, continua il percorso già tracciato dall'album precedente, e ottiene maggior successo entrando anche in classifica e risultando il 59º album più venduto dell'anno.[7]. Si ricordano brani come: Il silenzio del rumore, 31 Dicembre 1999 - ore 9 e il rock sud europeo di pezzi quali: Areknames, Beta e Plancton. Forte delle nuove esperienze internazionali che sta accumulando in questo periodo, come i concerti in supporto di Brian Eno, Magma, Tangerine Dream, Ash Ra Tempel, John Cale e Nico, e soprattutto in base alle lezioni fattegli privatamente dal maestro e amico Karlheinz Stockhausen, già dallo stesso 1973 Battiato si converte a una forma d'avanguardia persino più intellettuale e intimista. Verso il finire dell'anno pubblica uno dei suoi lavori più riusicti, Sulle corde di Aries. Convergono in questo nuovo lavoro la sperimentazione ripetitiva, un'elettronica alquanto sofisticata e soprattutto una particolare forma di musica acustica che si rifà notevolmente alla tradizione araba[6]. Battiato, continuando il suo percorso di incessante sperimentatore, priva l'album dei classici strumenti rock quali chitarre, bassi e batteria in favore di fiati, oboe, violoncello, mandola, calimba e piano preparato. Canzoni da segnlare sono l'ipnotica Sequenze E frequenze, la strumentale Aries e il dittico Aria Di Rivoluzione e Da Oriente Ad Occidente.

I disco seguente, Clic, è interamente dedicato al musicista e amico Karlheinz Stockhausen e contiene le canzoni: I Cancelli Della Memoria, Il Mercato Degli Dei, Nel Cantiere Di Un'Infanzia, No u turn e Propiedad prohibida, brano ancora oggi utilizzato come sigla del programma Tg2 Dossier. L'album Clic venne inoltre stampato in Inghilterra nel 1974, con l'aggiunta di Aria di rivoluzione da Sulle corde di Aries (tradotta in copertina come Revolution in the air) dalla Island. il disco successivo, M.elle le "Gladiator", prersenta circa dieci minuti di campionamenti e sovraincisioni (ma molto più duri e disarmonici di quelli di "Clic"), che fanno poi luogo a circa venti minuti di suoni d'organo, registrati nella cattedrale di Monreale[6].

Esperimenti d'avanguardia in collaborazione[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato nel 1972

Il nome di Battiato appare in molti dei dischi pubblicati dall'etichetta Bla Bla (fondata dal produttore discografico Pino Massara) nel periodo che va dal 1971 al 1974. Nel 1971 lo troviamo infatti come coautore del singolo Tarzan dei Capsicum Red, nonché come fondatore e cantante degli Osage Tribe, il suo primo gruppo. Con questi incide, sempre nel 1971, il 45 giri Un falco nel cielo, la cui copertina, raffigurante una testa di bambola con la bocca sanguinante, diviene molto famosa. La canzone viene scelta come sigla del quiz televisivo Chissà chi lo sa? ed è entrata a far parte del canzoniere degli scout[8].

L'anno dopo gli Osage Tribe pubblicano un LP di jazz rock progressivo, intitolato Arrow Head; Battiato non fa più parte del gruppo, ma compare nel disco in veste di coautore del brano Hajenhanhowa. Inoltre collabora al disco Area di servizio, inciso sempre nel 1972 da Riccardo Pirolli usando lo pseudonimo Genco Puro & Co.: in questo LP Battiato canta in tre canzoni: Giorno d'estate, Nebbia e Biscotti e the. Il musicista ha inoltre realizzato altre produzioni minori dell'etichetta Bla Bla, con le denominazioni Springfield, Ixo e Colonnello Musch (in quest'ultimo caso collaborando con lo stesso Pino Massara).

Nel 1973 collabora inoltre con i Jumbo nel loro album intitolato Vietato ai minori di 18 anni?, aggiungendo gli effetti sonori nel brano Gil tramite il suo EMS VCS3. Fondamentale la partecipazione al disco di Juri Camisasca La finestra dentro (1974), album tra i più noti della musica d'avanguardia di quegli anni.

Nel 1975 partecipa al progetto progressivo/sperimentale Telaio magnetico, per la durata di un piccolo tour nel Sud Italia, insieme a Juri Camisasca, Mino Di Martino, Terra Di Benedetto, Roberto Mazza e a Lino Vaccina. Di questo tour rimane testimonianza in un rarissimo album, Live '75, uscito in pochissime copie. Inoltre presenzia al Festival del proletariato giovanile tenutosi a parco Lambro nello stesso anno. Il nome di Battiato compare assieme a quelli dei più grandi artisti della musica italiani quali Francesco Guccini, Lucio Dalla, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori e Antonello Venditti.

Nel 1976 con la chiusura della Bla Bla passò alla Dischi Ricordi che aveva curato la distribuzione delle ultime produzioni dell'etichetta, si dedica alla scoperta delle avanguardie colte con tre album dalla scarsa eco commerciale e non del tutto apprezzati dalla critica. Il primo di questi è Battiato del 1977. In questi anni il cantautore siciliano conosce il musicista Giusto Pio, con il quale stringerà una proficua collaborazione artistica, lo stesso Giusto Pio gli impartirà, negli anni seguenti, lezioni di violino.[9] Con il violinista compone Juke Box, pensata come colonna sonora del film tv Brunelleschi, in seguito rifiutata dai produttori. Infine l'ultimo album pubblicato con la Dischi Ricordi è L'Egitto prima delle sabbie (1978). Con L'Egitto prima delle Sabbie, brano di 14 minuti di pianoforte "zen", con un solo accordo ripetuto, si aggiudica nel 1979 il Premio Stockhausen di musica contemporanea. In questo periodo, insieme a Pio, Battiato assume la direzione musicale dello spettacolo di Giorgio Gaber Polli d'allevamento: i due si occupano, in maniera prevalente degli arrangiamenti, utilizzati anche nel disco live, tratto dallo spettacolo.

Gli anni ottanta[modifica | modifica sorgente]

Il ritorno alla canzone e il grande successo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1978 pubblica un 45 giri inciso usando lo pseudonimo Astra: i due brani, scritti con Pio si intitolano Adieu e San Marco (entrambi con un testo in francese). L'anno dopo Battiato uriprende la stessa musica di Adieu per una nuova canzone dal titolo Canterai se canterò, incisa da Catherine Spaak (presente nel retro di Pasticcio), e nel 1989 per la canzone Una storia inventata (contenuta nel disco Svegliando l'amante che dorme di Milva). Il giovane seduto con in braccio una custodia di violino nella copertina del disco è Stefano, il figlio di Giusto Pio.

Nel 1979, grazie agli sforzi di Angelo Carrara, che sarà il suo manager e produttore fino al 1986, passa alla EMI Italiana, imponendo definitivamente il suo ritorno alla canzone, senza dimenticare la sua fascinazione verso gli echi della musica orientale. Infatti, nell'autunno dello stesso anno, registra, presso gli Studi Radius, L'era del cinghiale bianco, che contiene riferimenti alle idee filosofiche di René Guenon. Dell'album viene registrata una prima versione, assai diversa da quella definitiva, in cui spiccava l'assenza di strumenti quali basso e batteria, e che lascia decisamente insoddisfatti gli autori.[10] Vengono quindi chiamati per la realizzazione di una seconda registrazione i musicisti Tullio De Piscopo e Julius Farmer. Una volta completata la nuova incisione, il disco viene presentato ai dirigenti della EMI, che si rivelano, fin da subito, parecchio reticenti alla sua pubblicazione.[11] Bruno Tibaldi, presidente della casa discografica, decide ugualmente di procedere all'immissione dell'album su tutto il mercato nazionale.[11] Nonostante il modesto riscontro di vendite e varie critiche provenienti da alcuni ambienti della carta stampa,[11] il disco viene riconosciuto da una commissione costituita da varie personalità del mondo della musica, tra cui Renzo Arbore, come il miglior album italiano dell'anno.[12] L'album, infatti, reca già in sé, numerosi elementi propri della poetica di Battiato, fatta di giochi linguisti, suggestivi calembour e richiami filosofici e orientali. Ne sono un esempio i brani: Strade dell'est, Magic shop, il re del mondo e la celebre title-track. Segue un tour di quindici date, caratterizzato da una discreta presenza di pubblico,[13] da cui ha inizio la collaborazione con Filippo Destrieri, tastierista che collaborerà con Battiato, per tutti glia anni ottanta e novanta. Dopo appena un anno viene pubblicato il nuovo Lp, Patriots, che in origine doveva chiamarsi I telegrafi del martedì santo. Il disco, a differenza del precedente ottiene un buon successo, arrivando fino alla trentesima posizione in classifica. Del disco fanno parte numerosi brani divenuti nel tempo dei veri classici dell'intero repertorio del musicista catanese, come Up Patriots to Arms, Prospettiva Nevski e Le Aquile.

Nell'ottobre 1981 pubblica l'album La voce del padrone, titolo ispirato dalle teorie esoteriche di Georges Ivanovič Gurdjieff, ma anche allusione ironica all'omonima casa discografica, promosso in televisione a Discoring, e prima ancora alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, attraverso il singolo Bandiera Bianca, dove Battiato si presenta sopra un ipotetico palco elettorale, con tanto di megafono e uno stuolo di madrigalisti (vestiti per l'occasione da gondolieri) ad arricchire la coreografia. Dopo un timido successo,[14] a febbraio del 1982 l'album inizia a scalare la classifica discografica, raggiungendo la prima posizione nel mese di marzo, e mantenendo il primato ininterrottamente fino a inizio autunno, insidiato solamente da Bella 'mbriana di Pino Daniele. Inoltre è il primo album italiano a superare, tra settembre e ottobre, il milione di copie vendute,[15] superando ogni aspettativa dell'autore e della casa discografica.[15] A fine anno riceve il premio Gondola d'oro a Venezia come miglior album dell'anno.[16] L'intero album reca canzoni, ancora oggi, molto popolari e diventate dei veri classici della musica italiana, basti pensare alla già citata Bandiera bianca, Cuccurucucù, Centro di gravità permanente, Gli uccelli , Summer on a solitary beach e Sentimento Nuevo. L'album è collocato al secondo posto, dalla celebre rivista Rolling Stone, nella lista dei 100 album italiani più belli di ogni tempo. Si impone così una nuova figura cantautorale, ecclettica e personale dove le musiche si nutrono di numerose pozioni musicali (dalla musica elettronica a quella classica), e i testi divengono un vero e proprio pastiche letterario dove si affastellano citazione colte, versi nonsense, termini quotidiani e svariate suggestioni filosofiche.

La successiva produzione discografica[modifica | modifica sorgente]

Il credito e la stima di pubblico e critica vengono confermate anche nei lavori successivi. Risultati simili all'album precedente vengono raggiunti da L'arca di Noè, che risulta ancora una volta l'album più venduto in Italia in un anno, nella fattispecie il 1983, preceduto solamente da Thriller di Michael Jackson.[17] In poche settimane vendette circa 550.000 copie[18] e rimane in classifica per molti mesi. La prima canzone del LP, Radio Varsavia, fa molto discutere i critici e Gianfranco Manfredi, dalle colonne del quotidiano La Stampa, accusa impropriamente Battiato di avere inserito nel disco «la cultura della nuova destra».[18]. Numerose le canzoni da ricordare: Voglio vederti danzare, (sempre richiesta ad ogni suo concerto), Scalo a Grado, usata da Nanni Moretti nella colonna sonora del film Bianca (1983), New Frontiers, L'esodo e Clamori, su testo di Tommaso Tramonti.


Un buon successo ottiene anche l'album successivo Orizzonti perduti, dove spicca una delle sue canzoni più popolari: La stagione dell'amore. Degni di nota anche i brani: Mal d'Africa e Un'altra vita. Nel 1984 il cantante siciliano decide di ridurre notevolmente l'attività concertistica, esibendosi in maniera assai più sporadica.[19] All'inizio di maggio è il rappresentante dell'Italia all'Eurovision Song Contest in coppia con Alice. I due si esibirono cantando la canzone I treni di Tozeur, che si piazza quinto posto, ottennendo un elevato successo di vendita in tutta Europa.[19] Lo stesso anno Battiato è impegnato in un progetto messo in atto al programma televisivo Mister Fantasy, che prevede un concerto telematico con l'esecuzione del brano Propiedad Prohibida eseguita in contemporanea dell'artista catanese e da cinque suoi collaboratori situati in cinque luoghi diversi.[19] Già nell'estate, però, annuncia l'uscita di tre nuovi album, rispettivamente per il mercato italiano, spagnolo e inglese.[20] Il disco per il mercato italiano, Mondi lontanissimi, esce nell'aprile del 1985. Il disco si caratterizza per lo scenario fantascientifico, presentando un elevato uso di suoni computerizzati ed elettronici.[21] Anticipato dai due singoli No Time No Space/Il re del mondo e Via Lattea/L'animale, raggiunge il terzo posto in classifica risultando il ventitreesimo disco più venduto in Italia.[22] No Time No Space è una sorta di rappresentazione dei misteri dell'Universo con vari sottofondi filosofici, allo stesso modo del brano Via lattea. L'animale si caratterizza per essere una delle prime canzoni d'amore del musicista catanese. Il re del mondo è invece un nuovo rifacimento, già presente nell'album L'era del cinghiale bianco. Da menzionare infine Chan-son egocentrique, già incisa con Alice nell'album Azimut (1982).

Con l'album Mondi lontanissimi, Battiato tenta una personale avventura nei rispettivi mercati spagnoli e in inglesi. Mentre in Spagna il cantautore ottiene un buon riscontro di vendite, negli Stati Uniti il disco non supera le diecimila copie vendute.[23] Battiato, infatti, dopo un iniziale entusiasmo per una sua entrata nel mercato discografico statunitense,[24] non dedicherà più attenzione al progetto, a suo dire anche a causa delle condizioni impostigli dal suo produttore della EMI americana, che avrebbe preteso il suo trasferimento a Los Angeles per oltre sei mesi al fine di promuovere il nuovo Lp.[23] L'artista siciliano preferisce, invece, dedicarsi al suo lavoro più ambizioso, ossia Genesi: una sorta di opera teatrale, quasi un libretto operistico, datata 1987, da inquadrarsi in un'ottica squisitamente colta e fuori da ogni logica commerciale. Il progetto viene curato da Battiato stesso, già dal 1983.[25] Dopo aver eseguito saltuariamente in concerto alcuni pezzi dell'opera,[26] la prima rappresentazione ufficiale avviene presso il Teatro Regio di Parma il 26 aprile 1987.

Da Fisiognomica al primo live Giubbe Rosse[modifica | modifica sorgente]

Terminate le rappresentazioni della Genesi, Battiato, decise di tornare alla composizione di un suo secondo lavoro musicale per il teatro, sempre comunque sulla scia del precedente. Il frutto di questo nuovo lavoro fu Gilgamesh, che originariamente doveva essere presentato nel 1989,[27] ma, inaspettatamente fu lasciato in sospeso, per tornare nuovamente alla canzone d'autore, dando alla luce un nuovo disco di canzoni del 1988 con Fisiognomica. L' album che vendette oltre 300.000 copie, divenne uno dei maggiori successi dell'anno e fu seguito da un tour svoltosi anche al di fuori dei confini nazionali[28]. Il motivo dell'uscita del disco fu dovuto, a detta dell'autore stesso, dal fatto che più volte l'artista si ritrovò a scrivere materiale di musica leggera, il quale non poteva essere in alcun modo incluso nell'opera Gilgamesh, decidendo di creare un nuovo album di inediti.[29] Proprio grazie a questo disco, nel 1989 venne chiamato da Papa Giovanni Paolo II ad esibirsi in Vaticano, divenendo il primo cantante di musica leggera a tenere un concerto nello Stato pontificio[30]. A differenza dei precedenti album, Fisiognomica si presentò come un disco molto meno commerciale[31] e questo fu dovuto dalle notevoli influenze arabeggianti e da quelle proprie della musica classica,[31] con la partecipazione in alcuni brani di un soprano e la presenza in vari brani del coro[32]. L'album è orientato verso un discorso di spiritualità che caratterizzerà anche le successive opere del musicista nella prima metà degli anni '90, rappresentando, per l'epoca, un prodotto notevolmente originale.[31] Tra i brani da citare la splendida E ti vengo a cercare, Veni l'autunnu, L'Oceano di Silenzio, Secondo imbrunire e Nomadi, quest'ultima scritta dal musicista Juri Camisasca.

Il successivo Giubbe rosse (1989), fu il primo album dal vivo di Franco Battiato e raccoglie registrazioni della sezione invernale del Fisiognomica Tour[33] nei teatri d'Italia, Francia e Spagna, e attraversa tutta la carriera del cantautore siciliano (anni '60 esclusi), dunque dalla sperimentazione al "periodo pop". Raggiunse il decimo posto in classifica. Il disco contiene l'inedito Giubbe Rosse, Alexander Platz (già cantata da Milva), Mesopotamia, versione leggermente modificata del brano Che cosa resterà di me scritta da Battiato per l'album Dalla/Morandi (1988) di Lucio Dalla e Gianni Morandi e da quest'ultimo cantata, e Lettera al governatore della Libia, anch'essa modificata e già scritta nel 1980 per Giuni Russo che la inserì nel suo primo LP Energie (1981).

Gli anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Gli ultimi album da solista[modifica | modifica sorgente]

Nel 1991 uscì Come un cammello in una grondaia, che vendette oltre 25.000 copie[34]. La canzone Povera Patria ricevette inoltre la Targa Tenco[35] e l'album venne eletto miglior disco dell'anno. L'album è diviso in due parti: i primi quattro brani sono opere di Battiato mentre i restanti quattro sono lieder di autori di musica classica. In copertina vi è un particolare da un dipinto di Süphan Barzani, pseudonimo dello stesso Battiato.

Il titolo del disco è una citazione di Al-Biruni, scienziato persiano vissuto nel XII secolo, che era solito pronunciare tale frase per indicare l'inadeguatezza della propria lingua nel descrivere argomenti di carattere scientifico.[36] Schmerzen è uno dei cinque Lieder del ciclo Wesendonck-Lieder (WWV 91), composto da Richard Wagner nel 1857 su una poesia di Mathilde Wesendonck Il brano Plaisir d'amour (1785) di Johann Paul Aegidius Martin viene citato da Battiato anche nella canzone Shakleton (Gommalacca, 1998). Gestillte Sehnsucht è tratta dall'Op. 91 2 Canti per contralto, viola e pianoforte (1863-1884) di Johannes Brahms. Oh Sweet Were the Hours è tratta dall'Op. 108 Venticinque canzoni scozzesi (1818) di Ludwig Van Beethoven; il testo inglese è attribuito a William Smyth (1765-1849). Il brano fa parte del progetto di Beethoven di ri-arrangiare canzoni del patrimonio popolare britannico.[37][38]

Nel 1993 è la volta di Caffè de la Paix, l'album si classificò Miglior Disco dell'Anno nel referendum di Musica e dischi e risulta il trentaseiesimo disco più venduto in Italia durante l'anno.[39] I testi delle tracce possono essere ritenuti pura espressione del sincretismo culturale e religioso di Battiato, perché vanno dalla mitologia greca (Atlantide) alla società romana (Delenda Carthago), passando per la tradizione popolare irachena (Fogh in Nakhal) e le atmosfere orientali (Haiku), in un insieme costellato di riflessioni sullo spirito, sul trascendente e sulle esistenze ultraterrene (Sui giardini della preesistenza, Lode all'Inviolato).

La collaborazione con Manlio Sgalambro[modifica | modifica sorgente]

Manlio Sgalambro

A partire dal 1994 inizia la collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro, conosciuto per caso nel 1993 mentre presentavano insieme all'editore Scheiwiller una raccolta dell'amico comune, il poeta Angelo Scandurra; i primi frutti di questa collaborazione sono l'opera Il cavaliere dell'intelletto e l'album L'ombrello e la macchina da cucire, l'ultimo ad essere edito dalla casa discografica EMI. Di solito dimenticato e difficilmente riproposto nei vari concerti dal musicista catanese, l'album presenta molte canzoni musicalmente difficili e assai ricercate e proprio per questo il meno commerciale sfornato dalla coppia Battiato - Sgalambro. Il titolo dell'album fa riferimento a una frase contenuta nel poema epico in prosa Canti di Maldoror, del francese Lautréamont.

Il primo album pubblicato per la nuova casa discografica, la Mercury, fu L'imboscata (1996), che ottenne molto successo, tanto da restituire a Battiato la popolarità che aveva negli anni ottanta. Il disco raggiunse il secondo posto nella classifica FIMI Artisti[40] e fu il nono disco più venduto in Italia durante l'anno[41] Pubblicato anche in Spagna, l'album contiene una delle canzoni simbolo del musicista, La cura: considerata una delle canzoni italiane d'amore più belle (anche se, in realtà, probabilmente dotata di un significato mistico o esoterico), venne certificata lo stesso anno disco di platino con oltre 30.000 copie vendute[42].

Altre canzoni di successo furono Di passaggio, presentata al Festivalbar del 1997 e Strani giorni, cantata anche in coppia con la cantautrice Carmen Consoli. Sull'onda del successo dell'album partecipa come ospite principale al Concerto del Primo Maggio a Roma, dove viene inaspettatamente fischiato da un gruppo di persone a seguito di un guasto avvenuto ai cavi degli amplificatori presenti sul palco.

Il successivo Gommalacca (1998), raggiunse il primo posto in classifica e ottenne buoni riscontri di vendite. Considerato uno dei dischi più sperimentali di Battiato[43], l'album presenta vari tipi di sonorità mescolati tra loro, quali quelle techno e hard rock,[43] e l'uso del loop.[44] La caratteristica copertina rappresenta una borsa dell'acqua calda di color blu su sfondo azzurro. Anche per questo disco i testi sono curati dal filosofo Manlio Sgalambro. Nel repertorio di Franco Battiato entrarono ben presto canzoni come Shock in my town, Il ballo del potere, Vite parallele, presentata a Sanremo come ospite d'onore l'anno seguente, Casta Diva e Il mantello e la spiga. L'album fu promosso in molte trasmissioni musicali quali Taratatà e 105 Night Express.

Dello stesso anno è Emma Bovary, canzone scritta dal nuovo duo per Patty Pravo e contenuta nell'album della cantante veneziana Notti, guai e libertà.

Gli anni duemila[modifica | modifica sorgente]

Ferro Battuto, Dieci stratagemmi, Il vuoto[modifica | modifica sorgente]

In costante equilibrio tra pop e musica sperimentale, Battiato affronta il nuovo millennio con un nuovo lavoro, dal titolo Ferro battuto, uscito per la casa discografica EMI, nella primavera del 2001. L'artista catanese si avvale ancora una volta della collaborazione ai testi del filosofo Manlio Sgalambro. Nel disco è presente un duetto con il leader e cantante Jim Kerr dei Simple Minds, presente nella canzone di lancio Running against the grain, segue Bist du bei mir, un' accattivante melodia latineggiante dove Battiato affronta vari registri linguistici cantando sia in italiano che in tedesco, così come in Personalità empirica, dove alterna italiano e francese, con una parte recitata dal filosofo Sgalambro. Il testo di Sarcofagia è invece ispirato all'opera dello scrittore e filosofo greco Plutarco Del mangiar carne[45]. Trova campo anche un omaggio al grande chitarrista Jimi Hendrix con un omaggio della sua Hey joe. Chiude il disco Il potere del canto dove si accentuano ancor di più i vari suoni da campionatura, proprio come era accaduto in Gommalacca, nell'ultima traccia Shakleton.

A tre anni di distanza dall'ultimo album di inediti, nell'autunno del 2004 esce Dieci stratagemmi, prodotto dalla Sony Music. Il musicista catanese per la scelta del titolo ha preso spunto da I 36 stratagemmi, libro di Gianluca Magi (ispirato a sua volta da L'arte della guerra, un trattato di strategia militare attribuito al generale cinese Sun Tzu). Il sottotitolo dell'album Attraversare il Mare per ingannare il Cielo è il primo dei 36 stratagemmi che compongono il libro di Gianluca Magi. I 10 stratagemmi del titolo dell'album sono in realtà le canzoni contenute in esso. Dall'album sono stati estratti i singoli discografici Tra Sesso e Castità, Le Aquile Non Volano a Stormi, Ermeneutica e Odore di Polvere da Sparo.

Tra i collaboratori dell'album (tracce 5, 8 e 9), i Krisma, amici dell'artista (di Battiato sono alcuni pezzi scritti per Maurizio Arcieri alla fine degli anni '60). Inoltre partecipa all'album Cristina Scabbia, cantante dei Lacuna Coil intervenendo nel brano I'm That e la cantante giapponese Kumi C. Watanabe: sua la voce nei brani Le Aquile Non Volano a Stormi, Ermeneutica e Apparenza e Realtà. Degno di nota il pezzo Fortezza Bastiani, diretta citazione del romanzo Il deserto dei Tartari di Dino Buzzati. Chiude il disco La Porta dello Spavento Supremo (Il Sogno) , con parte recitativa interpretata dal filosofo Sgalambro.

Nel 2005 viene, inoltre, pubblicato il live Un soffio al cuore di natura elettrica registrato al Nelson Mandela Forum di Firenze il 17 febbraio 2005. Mentre il 9 febbraio 2007 viene pubblicato Il vuoto, che mostra ancora la continuità della collaborazione di Battiato con il filosofo Manlio Sgalambro. Dal disco vengo estratti i singoli radiofonici Il vuoto, Aspettando l'estate, Niente è come sembra. Il vuoto, presenta la collaborazione delle Mab, complesso tutto al femminile, tuttora residente a Londra e di origini sarde, squisitamente votato all'Hard rock. Il 13 novembre 2009 è la volta di Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti. In un'intervista[46], alla domanda: Che significa “Inneres Auge”?, Battiato ha risposto:

« Occhio interiore. Ma lo preferisco in tedesco. In italiano si dice “terzo occhio”, ma non mi piace, fa pensare a una specie di Polifemo. I tibetani hanno scritto cose magnifiche sull’occhio interiore, che ti consente di vedere l’aura degli uomini: qualcuno ce l’ha nera, come certi politici senza scrupoli, mossi da bassa cupidigia; altri ce l’hanno rossa, come la loro rabbia. »
(Da Il Fatto Quotidiano n°33 del 30 ottobre 2009)

L'album contiene due inediti e alcune cover e soprattutto nuove versioni di brani editi precedentemente. La canzone dialettale U cuntu, brano inedito scritto con Manlio Sgalambro, è stata una delle 5 canzoni finaliste al Premio Mogol 2010.

La trilogia dei Fleurs[modifica | modifica sorgente]

« Non voglio sentirmi intelligente guardando dei cretini, voglio sentirmi cretino guardando persone intelligenti »
(Franco Battiato, da Che tempo che fa del 6 novembre 2004)

Nel 1999 Battiato pubblica un nuovo album, dal titolo Fleurs, disco interamente di cover, eccezion fatta per 2 inediti scritti con Manlio Sgalambro, Medioevale e Ti invito al viaggio, direttamente ispirato alla poesia di Charles Baudelaire, dall'omonimo titolo. Le varie cover riguardano 2 canzoni di Fabrizio de André (all'epoca da poco scomparso), Amore che vieni, amore che vai e La canzone dell'amore perduto, di Trenet, di Sergio Endrigo, la splendida Era de maggio di Di Giacomo e un rifacimento di Ruby Tuesday dei Rolling Stone. L'album ebbe successo, anche per il fatto che fu la prima volta che il cantautore catanese si misurava con un disco prevalentemente di cover. Il titolo è un chiaro omaggio alla dolcezza e poesia delle canzoni stesse.

Il 30 agosto del 2002 esce Fleurs 3, numerato in maniera curiosa, infatti il successivo Fleurs porterà bizzarramente il numero 2. Anche in questo disco sono presenti 2 inediti: Come un sigillo, cantata con Alice e Beim Schlafengehen, dall' l'omonima composizione di Richard Strauss con un testo di Hermann Hesse. Sigillata con un bacio è la versione italiana di un brano americano originariamente intitolato Sealed With a Kiss. Molte le canzoni da ricordare: Perduto amor, di Salvatore Adamo, Se mai, versione italiana del brano Smile di Charlie Chaplin, Insieme a te non ci sto più, di Paolo Conte e portata al successo da Caterina Caselli, Ritornerai, di Bruno Lauzi, Impressioni di settembre della PFM e Il cielo in una stanza, di Gino Paoli.

Nel 2008 si ha la temporanea conclusione di quella che parrebbe essere una vera trilogia, con l'uscita di Fleurs 2, dove troviamo l'inedito Tutto l'universo obbedisce all'amore, cantato con Carmen Consoli. Tra le cover da ricordare si annoverano It's five o' clock, degli Aphrodite's Child, Bridge over troubled water, di Simon & Garfunkel, Sitting on the dock of the bay, di Otis Redding e Steve Cropper, La musica muore di e con Juri Camisasca e ancora un rifacimento di un brano di Sergio Endrigo, dal titolo Era d'estate.

Gli anni dieci[modifica | modifica sorgente]

L'ultima collaborazione con Sgalambro e altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Proseguendo con le esibizioni live, il 29 luglio 2012 Battiato termina il suo Short Summer Tour 2012 a Cagliari all'Arena Sant'Elia con 3500 spettatori.[47] Il 23 ottobre dello stesso anno, dopo cinque anni dall'ultimo album di inediti, esce il lavoro intitolato Apriti sesamo,[48] grazie al quale si aggiudica il disco d'oro.

Il 6 agosto 2013 si esibisce in un concerto/tributo in ricordo di Lucio Dalla nell'anfiteatro di Milo, paese caro ad entrambi i cantautori. Al concerto partecipano anche Noemi (con cui canta La cura), Enrico Ruggeri, Erica Mou, Gianluca Grignani, e Luca Carboni.[49][50]

Il 29 novembre 2013 è stato presentato fuori concorso, nella sezione Festa Mobile del Torino Film Festival, il film Temporary Road. (una) Vita di Franco Battiato, diretto da Giuseppe Pollicelli e Mario Tani. Distribuito nelle sale cinematografiche italiane, in un'unica data, l'11 dicembre 2013, è il primo documentario dedicato all'artista siciliano.

Le varie collaborazioni negli anni[modifica | modifica sorgente]

Una delle prime collaborazioni è quella con Donatella Moretti, per cui scrive la canzone La filovia, inclusa nel suo album Conto terzi del 1972.

Determinante è il suo contributo al lancio di Alice, che vince il Festival di Sanremo 1981 con Per Elisa (scritta con la stessa e Giusto Pio) e per la quale firma numerosi altri successi, a partire da Il vento caldo dell'estate (1980), Messaggio (1982), Chan-son egocentrique (1983), I treni di Tozeur (1984), collaborando agli arrangiamenti di ben due album (Capo Nord e Alice tra il 1980 e il 1981). Nel 1985 la cantante forlivese dedica alle canzoni di Battiato un altro album di successo, dal titolo Gioielli rubati in cui è contenuta una versione di Prospettiva Nevskij. Nel 2002 torneranno a duettare insieme nel brano Come un sigillo, unico inedito dell'album di cover Fleurs 3. Nel 2012 è di nuovo autore per Alice di un brano insieme a Sgalambro che farà parte dell'album Samsara.

Con Giuni Russo ottiene un grande successo con Un'estate al mare (1982). Il momento più importante della collaborazione con questa artista è comunque la realizzazione dell'album Energie (1981), lampante esempio dei fermenti innovativi dei primi anni ottanta. Con Giuni collabora fino alla prematura scomparsa dell'artista, firmando l'arrangiamento del suo testamento musicale, la canzone Morirò d'amore con la quale partecipa al Festival di Sanremo 2003.

Non è poi da trascurare la decisiva collaborazione agli arrangiamenti di Giusto Pio, un ex violinista nell'orchestra di musica leggera della Rai, che realizza in proprio alcuni album strumentali prodotti da Battiato, cogliendo un buon successo con Legione straniera (1982). Con la versatile Milva realizza due album di grande fascino: Milva e dintorni (1982) e Svegliando l'amante che dorme (1989), conosciuto anche con il titolo Una storia inventata. Inoltre nel 2011 è produttore, sempre per Milva, del suo ultimo disco prima del ritiro ufficiale dell'interprete dal titolo Non conosco nessun Patrizio. Altri artisti che hanno interpretato canzoni di Franco Battiato sotto la sua diretta supervisione sono stati Juri Camisasca, Sibilla (partecipazione al Festival di Sanremo 1983 con Oppio), Farida, Michele Pecora con il brano Dormirai canterai ballerò e Ombretta Colli. Come arrangiatore ha lavorato con Giorgio Gaber per Polli d'allevamento, con Francesco De Gregori per Amore nel pomeriggio e con Eugenio Finardi.

Nel 1992 collabora all'album L'amore nuovo del cantautore catanese Vincenzo Spampinato. Nel 1996 Franco Battiato canta insieme al gruppo CSI (ex CCCP Fedeli alla linea), nell'album Linea Gotica, un suo successo, E ti vengo a cercare, un arrangiamento cupo, ma che non perde il messaggio originale dell'autore.

Nel 1996 interpreta insieme all'amico Roberto Cacciapaglia il brano Generazioni, nell'album Tra cielo e terra del compositore milanese.

Nel 1999 canta il pezzo Il vento dell'est, nell'album Tandem (Ricky Gianco & ...)|Tandem, un lavoro di duetti di Ricky Gianco.

Nel 1998 propone a Ginevra Di Marco (ex dei PGR nonché CSI) di collaborare ad un album storico, Gommalacca, cantando la canzone Vite parallele (che Battiato presenterà anche a Sanremo '99). Canterà sempre con Ginevra Di Marco La stagione dell'amore incentrata sul rimpianto e sulle occasioni perdute. In quest'ultimo collaborerà anche con il cantante-bassista dei Bluvertigo, Morgan. Appare inoltre con lo stesso gruppo nel 2001, nel video L'assenzio. Poi partecipa, con gli amici Saro Cosentino e Morgan all'album-tributo per Robert Wyatt The Different You col brano Alifib.

Franco Battiato e Giusto Pio nel 1988

Sempre nel 1999 interpreta il brano Finnegan's Wake (dal titolo della celebre opera sperimentale di James Joyce) insieme a Pippo Pollina, col quale appare anche nell'omonimo videoclip. Nel 2000 collabora all'album L'infinitamente piccolo di Angelo Branduardi con il brano Il sultano di Babilonia e la prostituta; inoltre duetta, dimostrando molta ironia, nel pezzo L'astronauta di Federico Stragà. Nel 2002 partecipa all'album Wish You Were India del gruppo Govinda, cantando nel brano Yasomati e interviene nel brano La consuetudine, pezzo dell'album omonimo dell'amico Luca Madonia. Del 2003 è la collaborazione con Tony Esposito nell'album Viaggio tribale del percussionista napoletano, in cui canta il pezzo For me, scritto assieme allo stesso Esposito.

Nel 2004 collabora nell'album benefico a favore dell'infanzia Sette veli intorno al re e interviene, assieme a Michele Fedrigotti, Ares Tavolazzi e Carlo Sinigaglia, nel brano Ninna Nanna del Violino recitando "ieraticamente" dei fonemi in sanscrito. Nel medesimo anno lavora nuovamente con un ex-membro dei CSI, Gianni Maroccolo, nel pezzo Night and storms.

Un'altra collaborazione è stata quella con il gruppo pugliese Folkabbestia nell'album 25-60-38. Breve saggio sulla canzone italiana del 2006, dove reinterpreta L'avvelenata di Francesco Guccini, in un risultato a metà fra combat folk e lo stile d'avanguardia di Battiato. Poi presta la propria voce, pesantemente filtrata e resa quasi spettrale, per il brano Sento che sta per succedermi qualcosa, contenuto nell'album Toilette memoria di Moltheni.

Il 22 giugno 2007 esce l'album di Ivan Segreto a cui Franco Battiato collabora duettando nel pezzo Ampia. Nel novembre 2008 collabora al brano Il tempo stesso con Tiziano Ferro, canzone presente nell'album di quest'ultimo Alla mia età; scrive, assieme a Manlio Sgalambro, e canta con Fiorella Mannoia il pezzo: Il movimento del dare, dell'album omonimo della cantante romana. Sempre nel 2008 collabora con Mango nell'album Acchiappanuvole, in una cover de La stagione dell'amore. Ancora nel 2008 canta nel brano Corro con te, duetto tratto dall'album Il fiore splendente dell'artista, conterranea di Battiato, Etta Scollo. Torna a cantare con Luca Madonia nell'album Parole contro parole: il pezzo è Quello che non so di te. Ha partecipato a scopo benefico, per raccogliere fondi per l'Abruzzo colpito dal terremoto, all'incisione del brano Domani 21/04.2009, insieme ad altri cinquantasei famosi artisti italiani, riunitisi per l'occasione in un gruppo battezzato Artisti uniti per l'Abruzzo. Nel 2009 il brano Tutto l'universo obbedisce all'amore, in duetto con Carmen Consoli, è stato tra i sei candidati al Premio Mogol e ancora con la cantautrice è co-autore e co-interprete del pezzo Marie ti amiamo, inserito nell'album Elettra. Sempre nello stesso anno, è presente nel disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Sembra il primo giorno.

Franco Battiato con Giuni Russo, alla fine degli anni Ottanta

Giunge poi la collaborazione con Mario Venuti, duettando nel pezzo Spleen #132, contenuto nell'album Recidivo. Il 2010 è un anno di grandi collaborazioni e produzioni. Interviene nel brano Qualsiasi spinta del cantautore Lorenzo Palmeri, tratto dal suo album d'esordio Preparativi per la pioggia. Realizza e produce ConFusione, album contenente 10 remix di canzoni dei PGR, da lui stesso eseguiti con il consenso della band. Reinterpreta il suo successo Shock in my town nella cover della band acustica Solis String Quartet. Il 28 settembre dello stesso anno esce Non conosco nessun Patrizio, album della cantante Milva, nel quale l'artista, che annuncia per l'occasione il suo ritiro dalle scene, interpreta dieci canzoni scritte dal cantautore siciliano, tra le quali grandi classici del suo repertorio, ed un'inedita title-track Non conosco nessun Patrizio, scritta a quattro mani da Battiato e Manlio Sgalambro.

Franco Battiato collabora inoltre con Francesco Renga nel suo album Un giorno bellissimo, duettando nel brano La strada. Sempre nel 2010, collabora con il gruppo messinese Isola, prestando la sua voce ed arrangiando il brano Selinunte, che apre il loro quarto lavoro Porta d'Oriente. Sempre nello stesso anno, davvero prolifico nell'ambito delle collaborazioni, duetta con Pino Daniele nel pezzo Chi tene 'o mare, nell'album Boogie Boogie Man del cantautore partenopeo. Partecipa al Festival di Sanremo 2011 supportando l'amico Luca Madonia, nel brano L'alieno, che raggiunge il 5º posto, nella classifica finale[51].

Il 29 marzo 2011 viene pubblicato il progetto postumo dell'amica Giuni Russo, A casa di Ida Rubinstein 2011, un cofanetto contenente un CD e un DVD, distribuito dalla Edel Music, contenente il sample del brano Le crépuscule feat. Franco Battiato, e altri brani, sempre da A casa di Ida Rubinstein (1988), con altri artisti come Brian Auger, Uri Caine e Paolo Fresu. Il DVD, contiene un Official Bootleg Video del concerto, tenuto da Giuni Russo, al Teatro Manzoni di Monza il 10 luglio 1991. Sempre nel 2011 Battiato collabora con Edoardo De Angelis nel brano Spasimo, contenuto nell'album del cantautore romano Sale di Sicilia, insieme ad Andrea Camilleri. Partecipa alla cover di Up patriots to arms che il gruppo dei Subsonica inserisce nella nuova edizione del loro fortunato album Eden. Giunge, poi, il cameo vocale nel brano Cosa ti aspetti da questa notte della sofisticata band padovana Versus. L'ennesime, e forse più prestigiose, collaborazioni del 2011 giungono verso la fine dell'anno: nella prima Battiato presta la sua voce, per un duetto virtuale, nel brano Anime salve dell'album, ovviamente postumo, Sogno n.1 di Fabrizio De Andrè, un progetto che vede coinvolta la London Symphony Orchestra di Geoff Westley, la quale rielabora alcuni classici del compianto cantautore genovese.

Nella seconda il cantautore siciliano collabora nell'album Facciamo finta che sia vero di Adriano Celentano: interpreta con il Molleggiato (firmando anche il testo insieme a Manlio Sgalambro) il brano che dà il titolo all'album, musicato dal premio Oscar Nicola Piovani, inoltre presta la sua voce, insieme a quelle di Jovanotti e Giuliano Sangiorgi, in un altro pezzo del disco, Non so più cosa fare.

Nel 2012 collabora nell'album Black tarantella di Enzo Avitabile, interpretando la canzone No è no.

Nel 2013 collabora con Nathalie nell'album Anima di vento, duettando nel brano L'Essenza.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

A partire dal 1985, travolto dal successo arrivato improvvisamente (non solo italiano, ma anche spagnolo e in gran parte dell'Europa, mentre nei paesi anglosassoni non viene altrettanto apprezzato) si dedica all'attuazione di numerosi progetti estranei alla musica pop, accolti con interesse.

Nel 1985 fonda una propria casa editrice, L'Ottava, che, in collaborazione con Longanesi, pubblica quattordici libri di autori vari, dei quali alcuni ripubblicati dalla casa editrice Neri Pozza, legati a tematiche esoteriche ed in particolare al pensiero di Georges Ivanovitch Gurdjieff, del cui insegnamento egli è stato un adepto. È il periodo in cui frequenta Henri Thomasson, di cui diverrà allievo, ma anche diversi poeti, anch'essi vicini al pensiero esoterico, alla spiritualità e alla rivisitazione del mito, come Giuseppe Conte, Gian Ruggero Manzoni, Cesare Viviani. Nel 1989 fonda anche un'etichetta discografica omonima della sua casa editrice, che pubblicherà sei titoli di musica etnica e musica colta. Inoltre, egli stesso è scrittore: scrive per Bonanno Evoluzione evoluzione evoluzione, mentre Mondadori nel 2005 pubblica il suo Ideogrammi.

Inoltre è stato il primo artista occidentale a esibirsi in Iraq, nel 1992, sotto il regime di Saddam Hussein (Concerto di Baghdad, pubblicato nel 2006 su DVD), ed è l'autore del balletto Campi magnetici, presentato nel 2000 al Maggio musicale fiorentino.

Franco Battiato e la pittura[modifica | modifica sorgente]

Attorno al 1990, Franco Battiato inizia a cimentarsi nella pittura, mediante una specie di esperimento di autoanalisi e miglioramento di sé stesso. Dipingendo, Battiato vuole verificare che l'abilità nel disegno e nella pittura non siano caratteristiche innate nella persona umana, come molti critici invece sostengono. Dopo un periodo di ricerca, adotta quindi l'ideale pratica artistica associata alla sua facoltà pittorica.

Dal 1993 la sua attività nella pittura lo porta ad organizzare mostre personali in Italia e nel mondo: Roma, Catania, Comiso, Firenze, Stoccolma, Miami e Göteborg; una delle sue mostre è stata organizzata in collaborazione con Piero Guccione. Dall'inizio della sua attività ha prodotto circa ottanta opere firmandosi con lo pseudonimo di Süphan Barzani. Nei suoi lavori, eseguiti su tele o tavole dorate, predilige tecniche di pittura ad olio e utilizzi di terre e pigmenti duri. Le copertine e i libretti di Fleurs, Ferro battuto e dell'opera lirica Gilgamesh sono alcuni esempi della pittura di Battiato.

Giudizi critici[modifica | modifica sorgente]

« […] la pittura di Battiato, qualora pretendessimo di canalizzarla in un comodo alveo di neoprimitivismo, dimenticando la ricchezza operativa e intellettuale che la sorregge, rischierebbe di apparirci l'hobby d'un artista episodico e dimezzato; mentre, viceversa, osservandola con tutti due gli occhi, della natura e della cultura, ne vedremo i colori sposarsi affettuosamente alle note, alle parole, alle meditazioni dell'autore e in quest'alleanza, per non dire connivenza, spiegarci la cifra inconfondibile di un'anima. »
(Gesualdo Bufalino)
« […] In questi ultimi anni Battiato ha concentrato la sua ricerca, per riscoprire i poteri dell’anima che sono latenti in noi, su un figurativismo, dalla perfetta sintesi espressiva, ch’evoca una dimensione spirituale. Fedele solo ed esclusivamente al proprio mondo interiore, l’artista riesce a conferire ai suoi lavori, eseguiti con la lucidità intellettuale di chi vuole avere un approccio del tutto mistico “con la realtà”, una penetrazione filosofica-poetologica. Il suo talento riesce a esprimersi al meglio nel “costruire” una narrazione volutamente discontinua, costellata di riferimenti alle culture esotiche e al sufismo, che rappresenta una ricerca d’illuminazione interiore, ma anche un voluto gesto di rottura nei confronti di nuove direzioni interpretative. La sua arte coinvolge il fruitore in una sfida intellettuale vivamente stimolante…” »
(Fortunato Orazio Signorello)

Franco Battiato e il cinema[modifica | modifica sorgente]

Il rapporto di Franco Battiato con il cinema ha inizio negli anni settanta, dopo l'unica esperienza come attore teatrale, avvenuta nel 1967. Nel 1973 appare occasionalmente e non accreditato come attore nel film di Corrado Farina Baba Yaga, interpretato da Carrol Baker: la scena principale in cui compare è quella dell'happening al cimitero, quasi completamente eliminata nella versione uscita nelle sale italiane (ma recuperata nell'edizione in DVD edita dalla Blue Underground).

Compone diverse colonne sonore, collaborando soprattutto col veronese Giacomo Battiato (omonimo ma non parente) nel film Una vita scellerata (1990), imperniato sulla figura di Benvenuto Cellini, e quindi con il conterraneo Pasquale Scimeca, firmando le musiche del film Il giorno di San Sebastiano (1994). Alcuni suoi brani vengono utilizzati da Antonello Aglioti nel film Il giardino dei ciliegi (1992), dove l'attrice Marisa Berenson esegue Luna indiana, e soprattutto Nanni Moretti, che lo cita esplicitamente in Bianca (1983, con il brano Scalo a Grado), La messa è finita (1985, con il brano I treni di Tozeur), Palombella rossa (1989, con il brano E ti vengo a cercare). Nel 2006 il regista Alfonso Cuarón utilizza la versione di Battiato di Ruby Tuesday dei Rolling Stones nella colonna sonora del film I figli degli uomini (Children of Men). Collabora inoltre a numerosi film dell'amica Elisabetta Sgarbi, tra cui Deserto Rosa nel 2009.

Le sue aspirazioni di regia iniziano già nel 1979, quando comincia a dirigere tutti i suoi videoclip, raccolti in gran parte nella VHS Dal cinghiale al cammello (1992) e ristampata in DVD con il titolo Dal cinghiale al cammello - The Video Collection (2004). Nel 2003 scrive, dirige e sceglie le musiche per il suo primo film a soggetto: Perdutoamor, in larga parte autobiografico, con il quale si aggiudica il Nastro d'Argento come miglior regista esordiente. Nel 2005 ha presentato alla Mostra del cinema di Venezia il suo secondo film (uscito poi nelle sale con una precaria distribuzione nel marzo 2006): Musikanten, imperniato sugli ultimi quattro anni di vita di Ludwig van Beethoven, interpretato da Alejandro Jodorowsky.

Sempre nel 2006 firma la regia del videoclip Amara Terra Mia dei Radiodervish (cover di Domenico Modugno) (2006 - RadioFandango, distribuito Edel). Nel giugno dello stesso anno, alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, annuncia il suo terzo film, sempre scritto con Manlio Sgalambro: Niente è come sembra, interpretato da Giulio Brogi e che vede anche la partecipazione straordinaria di Sonia Bergamasco ed Alejandro Jodorowsky, che, dopo essere stato presentato nel 2007 alla Festa del Cinema di Roma, uscirà direttamente in dvd il 31 ottobre dello stesso anno per Bompiani insieme al libro In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza. Nel 2007 firma la regia del docufilm dedicato alla vita e all'opera di Giuni Russo per il titolo La Sua figura.

Nel 2010 viene presentato il quarto lavoro di Battiato come regista: si tratta del lungo docufilm Auguri Don Gesualdo, prodotto dalla Regione Siciliana con Kasba Comunicazioni, ed incentrato sulla figura dell'intellettuale siciliano Gesualdo Bufalino. Battiato ha presentato il suo nuovo lavoro con un ciclo di conferenze sulla figura di Bufalino e con una serie di anteprima. Nella giornata del 4 marzo 2010 si è tenuta la prima anteprima del docufilm a Palermo, con un ottimo riscontro di critica e di pubblico.

Il cantautore catanese ha annunciato la prossima uscita di una sua nuova pellicola, che a suo dire, sarebbe molto influenzata dai suoi studi a proposito della musica del '700. Il film dovrebbe chiamarsi Viaggio nel regno del ritorno e all'interno della trama dovrebbero essere inserite le vicende biografiche di Haendel e Scarlatti.

Franco Battiato sta girando Attraversando il Bardo (uscirà nel 2014) un documentario dedicato al tema della morte nelle diverse tradizioni spirituali d'Oriente e d'Occidente. Lo fa con un linguaggio che alterna gravità e leggerezza e che dalla fine prende spunto per indagare il senso più profondo della vita e della ricerca esistenziale. Il titolo rimanda al Bardo Todol, il testo più noto della letteratura tibetana che ritorna a ispirare la poetica del carismatico musicista siciliano. Il documentario prevede i contributi, tra gli altri, di Manlio Sgalambro, Stanislav Grof e Geshe Gelek, Lama Monlam a cui si aggiunge una performance di Cristina Coltelli, "donna Arlecchino" del teatro italiano, che introduce una nota di leggerezza nella struttura narrativa. Le riprese sono iniziate a giugno con esterni realizzati in una Sicilia insolita ( le Cave di Cusa e i bellissimi e inconsueti paesaggi dell’altopiano dell’Argimusco, una vasta zona sui Nebrodi segnata dalla presenza di dolmen e menhir di grande suggestione) e sono proseguite in Nepal. Attraversando il Bardo è prodotto dalla Arco Produzioni srl. con il sostegno di alcuni sponsor tecnici e la produzione esecutiva di Fabio Bagnasco e Massimiliano Pollina.

Franco Battiato: la televisione e la radio[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato è apparso molto di rado sul piccolo schermo. Evita con grande accuratezza di essere ospite in trasmissioni leggere (uniche eccezioni, con Fabio Fazio nel programma Che tempo che fa, trasmesso da Raitre, Quelli che il calcio su Rai 2 con Simona Ventura, Chiambretti Night su Italia 1, Brand:New su Mtv con Alex Infascelli e Il Tornasole con Andrea Pezzi). Ha partecipato in veste di accompagnatore a Turisti per caso con Syusy Blady e Patrizio Roversi; concede invece interviste in occasione dell'uscita dei suoi lavori e presta il proprio nome a campagne di solidarietà sociale. Il 21 marzo 2012 è apparso anche nella trasmissione Volo in diretta.

Nel 1988 è apparso insieme ad altri cantanti e musicisti come Gianni Morandi, Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Franz Di Cioccio nel film per la televisione Una donna tutta sbagliata, diretto da Mauro Severino e con protagonista Claudia Koll. Nel 1997 al Festivalbar canta Di passaggio e La cura, nello stesso anno si esibisce in concerto al Night Express, tornandoci anche l'anno successivo per presentare l'album Gommalacca. Nel 1999 è stato ospite al festival di Sanremo dove ha presentato canzoni dall'album Gommalacca come Shock in my Town con coreografie marziali interpretate dalla maestra Li RongMei.

Nel dicembre 2004 ha esordito come presentatore di un programma culturale in sei puntate, del quale è stato anche il curatore: Bitte, keine réclame ("Per favore, niente pubblicità"), andato in onda sul canale satellitare Rai Doc. Battiato è stato uno dei numerosi personaggi imitati da Fiorello nella stagione 2006/2007 di Viva Radio 2; da citare inoltre la sua presenza nell'ultima puntata della stagione, trasmessa su Raisat Extra il 22 giugno 2007; in quell'occasione rivelò di aver partecipato anni fa ad un programma di Rete 4 al fianco di Mike Bongiorno.

Nel 2007 è stato ospite del Festival di Sanremo e di Domenica In, entrambi condotti da Pippo Baudo. Nel 2008 è stato ospite di Che tempo che fa. Nel 2009 è stato ospite anche nel talk show di Piero Chiambretti, il Chiambretti Night. Il 20 dicembre 2010 viene ufficializzata la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2011 in coppia con Luca Madonia col brano L'alieno che si classificherà 5°[51].

Nel 2013 è stato nuovamente ospite di Che tempo che fa dove, accompagnato dalla sua band e da un quartetto d’archi, ha eseguito sette brani del suo repertorio[52].

Franco Battiato e la politica[modifica | modifica sorgente]

Franco Battiato non ha mai voluto confondere l'attività musicale con quella politica, affermando più volte che l'artista non deve necessariamente essere un artista "impegnato", tanto meno "politicizzato". Questo non ha impedito, comunque, all'artista catanese, attraverso varie dichiarazioni rilasciate su giornali e televisioni, di esprimere più volte le sue posizioni politiche, dimostrandosi, nel corso degli anni, sempre vicino all'area di centro-sinistra. Il 20 maggio del 2005, a titolo di esempio, sul Corriere della Sera, ribadisce la sua idea di votare per le comunali di Catania a favore di Bianco, il candidato di centrosinistra sfidante di Umberto Scapagnini, sindaco uscente e candidato di centro-destra. La frase pronunciata giorni prima: «Se vince Scapagnini me ne vado da Catania» fece molto scalpore. Della vicenda si occupò anche il Secolo d'Italia che registrò la delusione di quest'ultimo per le parole rilasciate dal cantautore, credendolo vicino alle posizioni di An; a Milano, infatti, aveva suonato alla festa di Alleanza Nazionale alla palazzina Liberty. Battiato replicò prontamente: «Io di destra? Ma se non sono mai stato di destra in vita mia». Nell'ottobre dello stesso anno, in un'altra intervista al Corriere, ritorna sull'argomento dichiarando: «Berlusconi? Già le sue TV erano un segno premonitore del disprezzo per la serietà di essere artisti» e ancora prima: «Qualcuno si è inventato la storia per cui sarei di destra, non è vero. Se uno legge bene le mie cose sa da tempo che sono un proletario dello spirito. Sono sempre stato vicino a una certa sinistra; non certo quella sovietica; la sinistra dei diritti e delle libertà». In occasione del suo sessantunesimo compleanno, il 23 marzo 2006, in un'intervista a Radio Radicale annunciò il suo voto per la lista Rosa nel Pugno in vista delle elezioni politiche del 9 e 10 aprile seguenti. Nel maggio 2009 dichiarò che in occasione delle elezioni europee 2009 avrebbe votato per la Lista Emma Bonino.[53]

Nell'ottobre 2010, intervistato da Lilli Gruber, Battiato dichiarò: «Non sono né di destra né di sinistra, sto in alto. E sono per l'essere umano e per gli esseri umani. Che mi piacciono, attenzione».[54] Salvo, poi, ad una domanda successiva, affermare di aver votato Bersani alle primarie del Partito Democratico e poi ancora che non lo avrebbe più votato, ma avrebbe scelto Vendola, confermando una simpatia per il centrosinistra.

Il 6 novembre 2012, in una conferenza stampa, annunciò la sua disponibilità a far parte della Giunta regionale siciliana di centrosinistra, guidata da Rosario Crocetta. Viene nominato lo stesso giorno assessore al turismo, allo sport e allo spettacolo, precisando che avrebbe rinunciato al relativo compenso.[1] Giorni addietro, ospite del programma Otto e mezzo, aveva già confermato il suo ingresso in politica affermando, tra l'altro, che alle nuove primarie del centrosinistra avrebbe votato Bersani, auspicando inoltre la riconferma di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti d'America in vista delle elezioni presidenziali americane del 6 novembre 2012[55]. Il 26 marzo 2013 al Parlamento europeo dichiarò: «Queste troie che si trovano in Parlamento farebbero qualsiasi cosa. È una cosa inaccettabile, sarebbe meglio che aprissero un casino» destando molte polemiche e scatenando l'indignazione del Presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini. L'indomani il Presidente della Regione Siciliana Crocetta gli revocò l'incarico di assessore al Turismo nella giunta regionale[56] e nominando al suo posto qualche giorno dopo la segretaria, Michela Stancheris[57].

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Legatissimo alla madre Grazia, scomparsa nel 1994, Battiato non ha mai amato la vita mondana, preferendo il suo eremo siciliano di Milo alle pendici dell'Etna[5], dove tra l'altro ebbe per molti anni come vicino di casa, il collega Lucio Dalla. Ha un fratello, Michele, ex consigliere comunale repubblicano di Milano[58] e una nipote che di professione fa l'avvocato a Milano. Battiato è un vegetariano convinto[59]. A questo proposito, la canzone Sarcofagia, contenuta nell'album Ferro Battuto, è ispirata al trattato Del mangiar carne di Plutarco.[45]

Pseudonimi[modifica | modifica sorgente]

Sin dall'inizio della sua carriera l'artista siciliano ha utilizzato diversi pseudonimi, tra cui in ordine cronologico: Ed De Joy (con Osage Tribe e IXO), Franc Jonia (con Eugenio Finardi), Astra (da solista), Martin Kleist (con Giusto Pio e Manlio Sgalambro), Albert Kui (con Alice, Giusto Pio, Catherine Spaak, Ombretta Colli, Farida), Kilim (A' Sciara), Springfield (da solista), Colonnello Musch in collaborazione con Pino Massara, Süphan Barzani (con Gloria Mundi ed Elisabetta Sgarbi).[60] Quest'ultimo nome è anche la sua firma nei quadri.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia di Franco Battiato.

Studio album (in italiano)[modifica | modifica sorgente]

Videografia[modifica | modifica sorgente]

Rappresentazioni teatrali[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Scritti[modifica | modifica sorgente]

  • Tecnica mista su tappeto, Conversazioni autobiografiche con Franco Pulcini. EDT, 1992.
  • Evoluzione evoluzione evoluzione, Bonanno, 1998.
  • Parole e canzoni, Giulio Einaudi Editore, 2004.
  • Ideogrammi, Mondadori, 2005.
  • In fondo sono contento di aver fatto la mia conoscenza, libro allegato al film DVD Niente è come sembra, 2007.
  • Niente è come sembra, Bompiani, 2007.
  • Musica e spiritualità, con Ovadia Moni e Angelo Branduardi, Sufi Jerrahi-Halveti, 2008.
  • Io chi sono? Dialoghi sulla musica e sullo spirito, con Daniele Bossari, Mondadori, 2009.
  • Auguri Don Gesualdo, Bompiani, 2010.
  • Sowa rigpa. La scienza della guarigione per un'alimentazione consapevole, con Coco Giuseppe, Infinito, 2010, ISBN 88-89602-75-9.

Dipinti (lista parziale)[modifica | modifica sorgente]

La lista che segue presenta solo alcuni dei circa ottanta dipinti realizzati dal cantautore ("attribuiti a Süphan Barzani").[61][62] I titoli delle opere sono stati elencati in ordine alfabetico.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1996 il comune di Gangi (PA) gli ha conferito la cittadinanza onoraria.
  • Ha vinto quattro volte, durante tutta la sua carriera, la Targa Tenco; è stato autore di testi premiati per Milva ed Alice.
  • Nel 2012 vincitore della XX edizione del Premio Tributo ad Augusto, dedicato alla memoria di Augusto Daolio.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro ai Benemeriti della Cultura e dell'Arte
— Roma, 2 aprile 2003[63]
Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 26 maggio 2004[64]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Franco Battiato ha detto sì in Livesicilia.it, 6 novembre 2012. URL consultato il 6 novembre 2012.
  2. ^ Gigi Vesigna, Sorprese VIP in Oggi, 5 giugno 2013, p. 74-80.
  3. ^ Di recente, Battiato ha ricordato quest'esperienza, facendo qualche piccola confusione sulle date, come riportato in Battiato: Petruzzelli, amore interrotto, di Anna Puricella e Paolo Russo, pubblicato da La Repubblica del 15 luglio 2009 - http://bari.repubblica.it/dettaglio/battiato-petruzzelli-amore-interrotto/1675081
  4. ^ Battiato: "Io mai innamorato, che bello dormire da soli" - Repubblica.it
  5. ^ a b Sebastiano Messina, Franco Battiato dalla A alla Zeta in Repubblica.it, 05 agosto 1989. URL consultato il 4 marzo 2009.
  6. ^ a b c Domenico Ruoppolo, Franco Battiato - alla ricerca di un oceano di silenzio in Onda Rock. URL consultato l'11 marzo 2014.
  7. ^ ALBUM 1973. URL consultato il 21 maggio 2008.
  8. ^ Il Falco - ScoutWiki
  9. ^ Franco Pulcini, Io, Wagner e Alice in La Repubblica, 08 maggio 1992, p. 38.
  10. ^ La Posta, op. cit., pag. 77.
  11. ^ a b c La Posta, op. cit., pag. 78.
  12. ^ Settimana 20 gennaio 1980. URL consultato l'8 febbraio 2012.
  13. ^ La Posta, op. cit., pag. 86.
  14. ^ La Posta, op. cit., pag. 85.
  15. ^ a b Retroterra, p. 24. URL consultato il 2 agosto 2009.
  16. ^ Storici - Riconoscimenti. URL consultato il 2 agosto 2009.
  17. ^ Gli album più venduti del 1983. URL consultato il 2 agosto 2009.
  18. ^ a b Settimana 4 marzo 1983. URL consultato il 5 settembre 2008.
  19. ^ a b c La Posta, op. cit., pag. 130.
  20. ^ La Posta, op. cit., pag. 131.
  21. ^ La Posta, op. cit., pag. 132.
  22. ^ Gli album più venduti del 1985. URL consultato il 30 luglio 2009.
  23. ^ a b La Posta, op. cit., pag. 138.
  24. ^ La Posta, op. cit., pag. 135.
  25. ^ Battiato serio. Arriva Genesi in La Stampa, 23 aprile 1987, p. 25.
  26. ^ Enzo Gentile, Battiato offre un assaggio di Genesi in Stampa sera, 30 dicembre 1985, p. 6.
  27. ^ Il mito di Gilgamesh per Franco Battiato in Repubblica, 30 dicembre 1987, p. 28.
  28. ^ Battiato e 'Fisiognomica' alla conquista dell'Europa in Repubblica, 11 novembre 1988, p. 34.
  29. ^ Gino Castaldo, Canto per la mia gente in La Repubblica, 07 giugno 1988, p. 38.
  30. ^ Battiato dal papa. In programma le sue composizioni in repubblica.it, 12 marzo 1989. URL consultato il 5 settembre 2008.
  31. ^ a b c Franco Battiato, ondarock.it. URL consultato il 25 aprile 2011.
  32. ^ name="BatFisio"
  33. ^ La Repubblica, novembre 1988
  34. ^ Luca Dondoni, Un disco e la colonna sonora per Ghezzi Battiato al <Cafe' con un nuovo naso in Lastampa.it, 04 maggio 1993, p. 24. URL consultato il 5 settembre 2008.
  35. ^ Stasera le Targhe del Tenco in LaStampa.it, 16 aprile 1993, p. 23. URL consultato il 5 agosto 2008.
  36. ^ Intervista a Franco Battiato in occasione dell'uscita dell'album (1991)
  37. ^ Beethoven folksong arrangements
  38. ^ Beethoven, Opus list
  39. ^ Gli album più venduti del 1993. URL consultato il 30 luglio 2009.
  40. ^ name=ClassificaFIMI
  41. ^ Gli album più venduti del 1995. URL consultato il 30 luglio 2009.
  42. ^ name=platino
  43. ^ a b Franco Battiato - alla ricerca di un oceano di silenzio, www.ondarock.it. URL consultato il 31 ottobre 2010.
  44. ^ Alberto Bonanno, Tecnologia e meditazione per convivere col progresso in repubblica.it, 08 ottobre 1999.
  45. ^ a b Intervista a Franco Battiato
  46. ^ Da da Il Fatto Quotidiano n°33 del 30 ottobre 2009
  47. ^ Battiato emoziona l'Arena S.Elia
  48. ^ Franco Battiato "Apriti sesamo": il nuovo disco a ottobre. URL consultato il 14 settembre 2012.
  49. ^ Lucio Dalla, concerto omaggio a Milo con Noemi e Battiato | Velvet Music Italia
  50. ^ Noemi e Franco Battiato a Milo in concerto per Lucio Dalla, | Velvet Music Italia
  51. ^ a b http://www.rai.it/dl/docs/1298231154632VOTAZIONI_SANREMO_2011_def.pdf
  52. ^ Rai Tre 25mg13-sabato
  53. ^ Le personalità che hanno inviato una dichiarazione di voto per la Lista Emma Bonino Radicali.it
  54. ^ La7
  55. ^ Battiato: “Stimo Vendola, voterò Bersani. E negli Usa tifo Obama”, 7 novembre 2012 - http://www.blitzquotidiano.it/agenzie/battiato-vendola-bersani-tifo-obama-1387335/
  56. ^ Sicilia: revoca per Battiato e Zichichi Ansa.it
  57. ^ http://www.meridianamagazine.org/20130403/sicilia-al-posto-di-battiato-crocetta-nomina-assessore-al-turismo-la-sua-segretaria-michela-santcheris/
  58. ^ Case ai politici, la nuova lista di Milano
  59. ^ Fabio Vento, Franco Battiato: dalla Sicilia un vegetariano illustre, La Palermo Vegetariana, 14 novembre 2011. URL consultato il 22 dicembre 2011.
  60. ^ Collaborazioni con pseudonimi
  61. ^ Franco Battiato | Official Website
  62. ^ I collegamenti delle immagini che seguono sono stati ripresi dal sito ufficiale e le informazioni correlate a ciascuna opera di Battiato (titoli, dimensioni, tecnica, e datazione) sono state ottenute dal libro Prove d'Autore (Elisa Gradi, Skira, 2010).
  63. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  64. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Pulcini, Franco Battiato. Tecnica mista su tappeto Torino, EDT, 1992.
  • Maurizio Macale, Mentre ascoltavo un disco di Battiato. Bastogli Editrice Italiana, 1996.
  • Enzo Di Mauro, Roberto Masotti, Fenomenologia di Battiato. Auditorium, 1997.
  • Maurizio Macale, Franco Battiato: Centro di gravità permanente. Dalle origini a "Gommalacca". Bastogli Editrice Italiana, 1998.
  • Luca Cozzari, Franco Battiato. Pronipote dei padri del deserto. Zona, 2000.
  • Maurizio Macale, Franco Battiato. Una vita in diagonale. Bastogli Editrice Italiana, 2002.
  • Paolo Jachia, E ti vengo a cercare. Franco Battiato e il sacro. Ancora, 2005.
  • Alessandro Pomponi, Franco Battiato - Discografia Illustrata. Coniglio Editore, 2005.
  • Guido Guidi Guerrera, Battiato. Another link. Verdechiaro, 2006.
  • Autori Vari (a cura di Enrico Deregibus), Dizionario completo della canzone italiana, Giunti editore, 2006.
  • Federico Guglielmi, Voci d'autore. La canzone italiana si racconta. Arcana, 2006. ISBN 88-7966-416-6.
  • Lovato Vanna, Franco Battiato 1965-2007. L'interminabile cammino del Musikante, Editori Riuniti, 2007.
  • Falzone Michele, Franco Battiato. La sicilia che profuma di oriente, Flaccovio Editore, 2009, ISBN 978-88-7804-440-1
  • Daniele Bossari, Battiato io chi sono?, Mondadori, 2009, ISBN 978-88-04-59662-2
  • Annino La Posta, Franco Battiato. Soprattutto il silenzio, Giunti Editore, 2010.
  • Pulina Giuseppe, La cura. Anche tu sei un essere speciale, Editore Zona, 2010.
  • Degl'Innocenti Fulvia, Il primo concerto, rueBallu edizioni, 2013.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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