Le Spectre de la rose

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Le Spectre de la rose è un balletto in un atto di Michel Fokine, su musica di Carl Maria von Weber, con scenografia e costumi di Léon Bakst.

Il libretto di Jean-Louis Vaudoyer si ispirava ad un poema di Théophile Gautier[1].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il balletto, interpretato da Vaslav Nijinski e Tamara Karsavina, fu creato per i Ballets Russes di Serge de Diaghilev il 19 aprile 1911 all'Opéra di Monte-Carlo[2]. Nijinski diede prova in questo balletto delle sue eccezionali doti sia artistiche che tecniche, stupendo il pubblico parigino con il famoso salto attraverso la finestra aperta.

Dal punto di vista stilistico, Fokine mostrò di usare la tecnica classica con una certa libertà, curando soprattutto l'espressività, con un uso innovativo di ports de bras non convenzionali.

Il ruolo particolarmente spettacolare dello Spectre è stato interpretato dalle più grandi figure maschili della danza, in particolare lo ha danzato numerose volte Rudol'f Nuriev dal 1979 a New York, sino al 1987 a Londra. In particolare fu questo il balletto in cui si esibì per l'ultima volta in coppia con Margot Fonteyn (che aveva compiuto sessant'anni), il 23 giugno 1979, a Londra[3].

Tamara Karsavina insegna la parte a Margot Fonteyn nel 1960 ca

Trama[modifica | modifica sorgente]

Al ritorno dal suo primo ballo, una ragazza si addormenta respirando il profumo di una rosa donatale. Nel sogno della ragazza, la rosa si trasforma in un giovane spettro innamorato, vestito di petali di rose. Lo spettro la trascina in un valzer e poi svanisce dalla finestra con un salto. La ragazza si sveglia e vede la rosa caduta ai suoi piedi durante il sonno.

L'esile spunto poetico, evocativo dei primi turbamenti e delle romanticherie dell'adolescenza femminile, è stato colto da Fokine con maestria e delicatezza, senza fare inutile sfoggio di quei virtuosismi a cui erano abituati gli spettatori del balletto classico. Si tratta inoltre di una nuova interpretazione del pas de deux, in cui il ruolo maschile, non solo predomina su quello femminile, contrariamente all'uso instauratosi nell'Ottocento, ma presenta anche un aspetto androgino. Il balletto viene ritenuto uno dei capolavori della danza classica[4].


Altre versioni[modifica | modifica sorgente]

  • Angelin Preljocaj - Opéra de Paris – 1993. Le Spectre de la rose è stato rivisitato da Preljocaj come dramma psicosessuale, nel suo programma Hommage aux Ballets Russes, intervallando la musica di Weber con una colonna sonora contemporanea[5].
  • Ted Brandsen - West Australian Ballet - 1999, con il titolo di Rose Spirit nell'ambito di The Source - Tribute to the Ballets Russes[6].

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alberto Testa, I Grandi Balletti, Repertorio di Quattro Secoli del Teatro di Danza, Gremese Editore, Roma 1991,
  • Michel Fokine Memoirs of a Ballet Master, Little, Brown and company, Boston, 1961

Le Spectre de la rose nelle raffigurazioni artistiche dell’epoca[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Testo del poema di Théophile Gautier Le Spectre de la rose
  2. ^ Mario Pasi, Domenico Rigotti, Danza e Balletto, Jaca Books, 1993
  3. ^ Sito della Fondazione Nouriev
  4. ^ Articolo di Alberto Soave su Informadanza
  5. ^ Biografia di Angelin Preljocaij sul sito del Ballet Preljocaij/
  6. ^ Le Spectre de la rose sul sito Australian Dancing
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