Margot Fonteyn

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Margot Fonteyn

Margot Fonteyn (Reigate, 18 maggio 1919Panamá, 21 febbraio 1991) è stata una danzatrice inglese, tra le più grandi dei suoi tempi.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Fonteyn nacque con il nome di Margaret Evelyn ("Peggy") Hookham da padre inglese e madre irlandese, figlia illegittima dell'uomo d'affari brasiliano Antonio Fontes. I primi anni li trascorre in Cina, dove la famiglia si era trasferita per seguire il lavoro del padre. All'inizio della sua carriera, Margaret trasformò il cognome Fontes in Fonteyn (lo stesso fece suo fratello) e il nome Margaret in Margot, da qui il nome d'arte.

Studiò a Londra con l'insegnante russa Seraphina Astafieva. A 14 anni superò un'audizione per il Vic-Wells Ballet (in seguito Sadler's Wells Ballet e poi Royal Ballet).

Nel 1935 si ritirò dalle scene Alicia Markova, che era la tempo prima ballerina del Royal Ballet, e Fonteyn diventò, di lì a poco, la star della compagnia e la musa ispiratrice di tanti balletti del coreografo Sir Frederick Ashton: Ondine, Daphnis and Chloe, e Sylvia. È rimasta nella storia la sua interpretazione, a 26 anni, di Aurora ne La bella addormentata di Čajkovskij.

Rudolf Nureyev e gli altri partner[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni quaranta, Margot e il ballerino australiano Robert Helpmann formarono una coppia artistica molto acclamata. Insieme andarono in tournée per molti anni.

Negli anni cinquanta, danzò con Michael Somes, ballerino inglese del Royal Ballet e co-direttore della compagnia.

Ma la vera coppia artistica emerse negli anni in cui molti (compresa la direttrice del Royal Ballet, Dame Ninette de Valois) pensavano che Margot stesse per ritirarsi. Nel 1961, il ballerino russo Rudolf Nureyev, in tournée per la prima volta in Europa con il Balletto Kirov, chiese asilo politico alla Francia e abbandonò l'Unione sovietica.

Il 21 febbraio 1962, Nureyev e Margot Fonteyn apparvero sul palco, per la prima volta insieme, in una rappresentazione di Giselle a Londra. Fu un grande successo. Durante le chiamate alla ribalta, Nureyev si inginocchiò davanti alla Fonteyn e le baciò la mano, cementando un'unione che durò una vita, sia sul palco che fuori. Nonostante la differenza di storia personale, temperamento ed età (quasi 20 anni), furono amici e leali l'uno all'altra fino alla fine. La coppia diventò famosa per le ripetute chiamate alla ribalta e per i lanci di bouquet di fiori sul palco da parte del pubblico ad ogni rappresentazione.

Ashton fu coreografo del loro Marguerite and Armand e nessun'altra coppia danzò questo balletto fino al XXI secolo. Debuttarono nel Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan anche se il coreografo l'aveva concepito per Lynn Seymour e Christopher Gable. Fonteyn e Nureyev danzarono insieme per la versione filmata de Il lago dei cigni, così come Les sylphides e il pas de deux dello schiavo da Il Corsaro.

Fonteyn era famosa per la sua professionalità e la lealtà verso colleghi e amici. Il suo modo di danzare emergeva per il lirismo, la grazia, la passione e la musicalità. Non era tecnicamente molto dotata (i suoi piedi non erano eccezionali) ma aveva in sé qualcosa di magico che, in palco, la rendeva speciale.

Nel 1954 fu nominata “Dame” (DBE Ordine dell'Impero Britannico).

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '40 ebbe una lunga storia d'amore con il compositore inglese Constant Lambert. Nel 1955, Fonteyn sposò Roberto Arias, un diplomatico panamense. Il matrimonio fu piuttosto burrascoso a causa delle infedeltà del marito e della sua attività politica contro il governo. Nel 1965, un rivale politico gli sparò, lasciandolo paralizzato. Per pagare le spese mediche del marito Margot fu costretta a danzare fino ai 60 anni, nonostante un'artrosi al piede. Quando si ritirò dalle scene, nel 1979, fu nominata dal Royal Ballet prima ballerina assoluta, un titolo che poche volte è stato attribuito ad una ballerina. Andò a vivere a Panamá per stare accanto al marito paralizzato. Ammalatasi di cancro, vi morì nel 1991.

È stata anche rettore dell'Università di Durham dal 1981 al 1990.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daneman, Meredith, 2005. Margot Fonteyn: A Life. The biography.

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