Teatro Petruzzelli

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Teatro Petruzzelli
Bari Teatro Petruzzelli Epoca.jpg
Foto d'epoca della facciata principale
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Bari
Indirizzo Corso Camillo Benso Conte di Cavour
Dati tecnici
Tipo Sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi completi e due laterali, una galleria centrale e un loggione a galleria
Fossa Presente
Capienza 1482 posti
Realizzazione
Costruzione 1903
Architetto Angelo Cicciomessere (poi Messeni)
Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari"

Il Teatro Petruzzelli, di proprietà della famiglia Messeni Nemagna, è il massimo contenitore culturale della città di Bari, il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d'Europa.

Ubicato nel pieno centro della città, si affaccia su Corso Cavour. Sulla sua parete a sud finisce via De Giosa, alle spalle il palazzo dell'Acquedotto Pugliese.

Storia[modifica | modifica sorgente]

La nascita e i fatti[modifica | modifica sorgente]

La storia del Teatro Petruzzelli di Bari ha inizio quando Onofrio e Antonio Petruzzelli, commercianti e armatori di origine triestina, presentarono la progettazione del teatro di un loro cognato, l'ingegnere bitontino Angelo Cicciomessere (poi Messeni) , presso la sede comunale di Bari. La proposta dei Petruzzelli venne accettata e nel 1896 stipulato il contratto tra la famiglia e l'amministrazione comunale. Il contratto porta la data del 29 gennaio 1896. Con quel contratto il comune di Bari cedeva il suolo in uso perpetuo ai Petruzzelli perché vi edificassero un politeama. Due anni dopo, nell'ottobre 1898, cominciarono i lavori finanziati esclusivamente dalla famiglia proprietaria, che terminarono nel 1903. Internamente il teatro fu affrescato da Raffaele Armenise, decorato in oro zecchino e, cosa avveniristica per l'epoca, dotato di riscaldamento e luce elettrica per una capienza di 2.192 posti. Il Petruzzelli tolse a Corato il primato del più grande teatro di Puglia. Il teatro fu inaugurato sabato 14 febbraio 1903 con il capolavoro di Meyerbeer, Gli Ugonotti.

Una cartolina d'epoca del Teatro Petruzzelli, prima dell'incendio

Fin dalle prime stagioni ospitò i più grandi artisti. Beniamino Gigli, Mario Del Monaco, Alfredo Kraus, Renata Tebaldi, Renato Bruson, Mascagni che vi diresse una sua opera, Von Karajan, solo per citarne alcuni. Essendo un politeama la programmazione spaziava tra i vari generi di spettacolo e sul palcoscenico del Petruzzelli si sono esibiti Wanda Osiris, Totò, Nino Taranto,Macario Joséphine Baker e poi Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Milva ne "l'Opera da tre soldi" e molti altri.

Nel 1954 fu dichiarato "Monumento di interesse storico e artistico" e sottoposto alla legge di tutela. Nel 1973 in riconoscimento dell'alta qualità dell'attività fino ad allora svolta fu dichiarato "Teatro di tradizione" e sottoposto alla legge n. 800.

Negli anni ottanta il teatro ospitò due grandi "prime": quella dell'Ifigenia in Tauride di Niccolò Piccinni, mai più rappresentata dopo il debutto a Parigi nel 1779, e quella della versione napoletana de I puritani di Bellini, scritta per Maria Malibran e mai rappresentata. Il teatro proietta la città nel mondo, rendendola famosa. Accanto alla lirica, vanno di scena musical, balletti, grandi concerti. Grandi artisti internazionali hanno calcato il palco del Petruzzelli: Tito Schipa, Herbert von Karajan, Rudolf Nureyev, Frank Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Greco. E poi grandi artisti italiani: Eduardo De Filippo, Riccardo Muti, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras, Katia Ricciarelli, Raina Kabaivanska, Piero Cappuccilli, Cecilia Gasdia, Giorgio Gaber.

Il Petruzzelli ha regalato ai baresi anche importanti concerti di musica leggera (è stato sede fra l'altro della rassegna canora Caravella dei successi), ospitando tra gli altri Paolo Conte, Ornella Vanoni ed è stato la sede della trasmissione televisiva musicale Azzurro per quasi tutti gli anni '80.

L'interno del teatro è stato anche usato come scenografia da registi come Franco Zeffirelli.

Interno del teatro

Il teatro è ricordato inoltre perché vi è stato girato il film Polvere di stelle, di Alberto Sordi.

Il rogo e la ricostruzione[modifica | modifica sorgente]

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro fu devastato da un violentissimo incendio doloso e solo il collasso della cupola che crollando ha soffocato le fiamme ne ha impedito la distruzione. L'ultima opera rappresentata fu la Norma (per ironia della sorte, l'opera termina proprio con un rogo). Fu poi ricostruito ed inaugurato nel 2009.

Il processo penale riguardante il rogo si è concluso con l'assoluzione degli imputati accusati di essere i mandanti e con la condanna degli esecutori materiali del fatto. Un altro procedimento civile che vedeva coinvolti la famiglia Messeni Nemagna ed il gestore temporaneo di allora Ferdinando Pinto accusato di non aver assicurato il Teatro, si è concluso con la condanna di quest'ultimo a pagare un risarcimento di 57 miliardi di lire in favore dei proprietari del Teatro, denari mai percepiti, perché il signor Pinto risulta nullatenente. In compenso i Messeni Nemagna hanno dovuto pagare l'ingente tassa di registrazione della sentenza. Il 21 novembre 2002 presso il Ministero per i beni e le attività culturali (alla presenza dell'allora ministro Giuliano Urbani e del sottosegretario Nicola Bono) fu sottoscritto, sotto la supervisione dell'illustre Prof. Avv. Michele Costantino, un "Protocollo d'intesa", tra la famiglia proprietaria del Teatro ed il Comune, la Provincia di Bari e la Regione Puglia che recita nella premessa "soddisfa tutti gli interessi pubblici e privati" e prevedeva che il Teatro sarebbe stato consegnato dalle parti pubbliche, ricostruito, il 22 novembre 2006 alla famiglia proprietaria che lo

La cupola illuminata dagli affreschi perduti di Raffaele Armenise

avrebbe consegnato alla Fondazione. Quest'ultima avrebbe corrisposto, per l'uso del teatro per svolgere le sue attività e per l'uso in esclusiva del marchio, anche per quelle commercialmente rilevanti, un canone sottostimato ovvero decurtato della quota d'ammortamento della ricostruzione.

I primi lavori, sgombero macerie, prove diagnostiche, consolidamento statico e ripristino delle coperture furono realizzati tra il 1993 ed il 1998 direttamente dalla proprietà con l'utilizzo di un contributo statale. Finiti i soldi e in attesa della definizione dei rapporti con gli enti pubblici territoriali, il cantiere si è fermato per riprendere a opera delle parti pubbliche dopo la sottoscrizione del protocollo d'intesa del 2002. Fu realizzato nel 2005 il recupero del foyer e del suo apparato decorativo fortemente danneggiato dall'incendio ma sostanzialmente integro, il consolidamento delle fondamenta regolarmente collaudato, la predisposizione degli impianti e completato il rustico, poi un inspiegabile fermo. L'idea di una riapertura auspicata per il mese di dicembre 2007 nella seconda metà del 2005 suscitò l'intervento dell'emerito direttore regionale dei Beni Culturali Gian Marco Jacobitti che definì la previsione troppo ottimistica portando l'attenzione su una presunta mancata promessa del sottosegretario Bono riguardo allo stanziamento di 4-5 milioni di euro per il progetto di ristrutturazione[1]. Il 3 ottobre del 2006, il Teatro è stato espropriato in base ad un articolo collegato alla legge finanziaria del 2006 divenendo proprietà del Comune di Bari. Il 30 aprile 2008 la Corte costituzionale con sentenza n. 128/2008[2] ha ridato la proprietà del Teatro alla famiglia Messeni Nemagna per mancanza dei requisiti di "straordinaria necessità e urgenza" previsti dall'esproprio.

In una veduta dall'alto gli effetti dell'incendio

Durante il breve periodo dell'esproprio una lettera del sindaco pro tempore Michele Emiliano che lamentava presunte criticità statiche, faceva avviare le procedure della protezione civile, veniva nominato commissario speciale Angelo Balducci con il suo collaboratore De Santis. Il costo dei lavori aumentava del 156%, ma a distanza di soli due anni dal loro completamento (novembre 2010) sono già molti i cedimenti dell'intonaco e della pavimentazione, visibili infiltrazioni e deterioramento.

Il Petruzzelli, ricostruito interamente con soldi pubblici nel 2008, è stato riconsegnato al Comune di Bari il 7 settembre 2009 che lo recepiva esclusivamente in qualità di custode, ma poi ne disponeva sulla base di una artificiosa triangolazione di verbali tra soprintendenza ministero e commissario Balducci. Inoltre il comune di Bari ignorando le sentenze che lo vedono parte soccombente e scavalcandone il pronunciamento definitivo invoca l'art, 5 della convenzione di concessione del suolo che prevede che: "Nel caso che l’edificio crollasse per terremoto, per incendio o per qualsiasi altra causa, il concessionario ed i suoi aventi causa avranno il diritto di rimettere il Politeama nello stato primitivo, purché i lavori siano intrapresi fra un anno e siano completati fra tre a contare dal giorno in cui il crollamento sia avvenuto; oppure avranno il dovere di sgombrare il suolo dei materiali e restituirlo libero al Comune fra un anno a contare dal sopra indicato termine".

Il Teatro Petruzzelli oggi

Il comune finge di ignorare che non c'è stato mai un crollo totale, tanto che lui stesso ha rilasciato concessione edilizia per "lavori di straordinaria manutenzione" e la soprintendenza dei beni culturali ha richiesto un "restauro con parziale integrazione". Il protocollo d'intesa contratto di diritto privato sottoscritto tra le parti pubbliche e private nel 2002, ha comunque definitivamente transatto ogni questione. Attualmente sono in atto contenziosi fin qui persi dalla famiglia proprietaria.

La Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari è stata infine individuata come l'unico soggetto in grado di assumere la gestione, la manutenzione e l'assicurazione del Teatro Petruzzelli, sulla base di quanto scritto nell'ex art. 23 della legge 800, secondo il quale i comuni devono mettere a disposizione degli enti lirici i teatri di proprietà comunale, per dare seguito alle stagioni concertistiche. E così è stato anche se il Petruzzelli non appartiene al comune di Bari ma ai privati proprietari. Il Teatro Petruzzelli riapre ufficialmente domenica 4 ottobre 2009, quasi 18 anni dopo il rogo, sottotono con un concerto organizzato in soli cinque giorni, con l'esecuzione della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven da parte dell'Orchestra della Provincia di Bari, diretta dal maestro Fabio Mastrangelo. Infatti quasi nessun quotidiano nazionale ne dà notizia.

Il 6 dicembre 2009 viene inaugurata la prima stagione lirica nel Petruzzelli ricostruito dopo il rogo con Turandot di Giacomo Puccini, regia di Roberto De Simone e direzione orchestrale del maestro Renato Palumbo, che in settembre aveva concertato Tosca, ultimo titolo in cartellone in trasferta al Teatro Piccinni. Proprio una prova di questa Tosca è stata il primo test acustico per orchestra e cantanti dopo la ricostruzione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Enrica Simonetti, «Il teatro riaperto a dicembre 2007? Pura illusione» in La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 ottobre 2005, p. Bari 4.
  2. ^ Sentenza della Corte Costituzionale

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