Teatro Petruzzelli

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Teatro Petruzzelli
Bari Teatro Petruzzelli Epoca.jpg
Foto d'epoca della facciata principale
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Bari
Indirizzo Corso Camillo Benso Conte di Cavour
Dati tecnici
Tipo Sala a ferro di cavallo con due ordini di palchi completi e due laterali, una galleria centrale e un loggione a galleria
Fossa Presente
Capienza 1482 posti
Realizzazione
Costruzione 1903
Architetto Angelo Cicciomessere (poi Messeni)
Fondazione Lirico Sinfonica "Petruzzelli e Teatri di Bari"

Coordinate: 41°07′24.64″N 16°52′23.41″E / 41.12351°N 16.87317°E41.12351; 16.87317 Il Teatro Petruzzelli, di proprietà della famiglia Messeni Nemagna, è il massimo contenitore culturale della città di Bari, il quarto teatro italiano per dimensioni e il più grande teatro privato d'Europa.

Ubicato nel pieno centro della città, si affaccia su Corso Cavour. Sulla sua parete a sud finisce via De Giosa, alle spalle il palazzo dell'Acquedotto Pugliese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita e i fatti[modifica | modifica wikitesto]

La storia del Teatro Petruzzelli di Bari ha inizio quando Onofrio e Antonio Petruzzelli, commercianti e armatori di origine triestina, presentarono presso la sede comunale di Bari.la progettazione del teatro dell'ingegnere bitontino Angelo Cicciomessere (poi Messeni), marito della loro sorella Maria. La proposta dei Petruzzelli venne accettata e nel 1896 stipulato il contratto tra la famiglia e l'amministrazione comunale. Il contratto porta la data del 29 gennaio 1896. Con quel contratto il comune di Bari cedeva il suolo in uso perpetuo ai Petruzzelli perché vi edificassero un politeama. Due anni dopo, nell'ottobre 1898, cominciarono i lavori finanziati esclusivamente dalla famiglia proprietaria, che terminarono nel 1903. Internamente il teatro fu affrescato da Raffaele Armenise, decorato in oro zecchino e, cosa avveniristica per l'epoca, dotato di riscaldamento e luce elettrica per una capienza di 2.192 posti. Il Petruzzelli tolse a Corato il primato del più grande teatro di Puglia. Fu inaugurato sabato 14 febbraio 1903 con il capolavoro di Meyerbeer, Gli Ugonotti.

Fino all'inizio degli anni '60 l'attività del Teatro Petruzzelli è stata gestita direttamente, a proprie cura e spesa, dalla famiglia proprietaria Messeni Nemagna, che poi fino al 27 ottobre 1991, data dell'incendio, si è avvalsa di diversi impresari.

Nel 1954 fu dichiarato "Monumento di interesse storico e artistico" e sottoposto alla legge di tutela. Nel 1973 in riconoscimento dell'alta qualità dell'attività fino ad allora svolta fu dichiarato "Teatro di tradizione" e sottoposto alla legge n. 800.

Una cartolina d'epoca del Teatro Petruzzelli, prima dell'incendio

Fin dalle prime stagioni ospitò i più grandi artisti. Beniamino Gigli, Mario Del Monaco, Alfredo Kraus, Renata Tebaldi, Tito Schipa, Renato Bruson, Mascagni che vi diresse una sua opera, Von Karajan, solo per citarne alcuni. Il teatro proiettò la città nel mondo, rendendola famosa. Come politeama la programmazione spaziava tra i vari generi di spettacolo e accanto alla lirica, andarono di scena musical, balletti e grandi concerti. Grandi artisti italiani e internazionali hanno calcato il palco del Petruzzelli, Wanda Osiris, Totò, Nino Taranto,Macario Joséphine Baker e poi Lucio Battisti, Claudio Baglioni, Milva ne "l'Opera da tre soldi" ancora Herbert von Karajan, Rudolf Nureyev, Frank Sinatra, Ray Charles, Liza Minnelli, Juliette Greco. Eduardo De Filippo, Dario Fo, Riccardo Muti, Carla Fracci, Luciano Pavarotti, Plácido Domingo, José Carreras, Katia Ricciarelli, Raina Kabaivanska, Piero Cappuccilli, Cecilia Gasdia, Giorgio Gaber e molti altri.

Il Petruzzelli ha regalato ai baresi anche importanti concerti di musica leggera. È stato sede fra l'altro della rassegna canora Caravella dei successi, trasmessa dalla Rai, e sede della trasmissione televisiva musicale Azzurro per alcuni anni consecutivi ospitando tra gli altri Lucio Dalla, Paolo Conte, Ornella Vanoni, ed è stato la per quasi tutti gli anni '80.

Negli anni ottanta il teatro ospitò due grandi "prime": quella dell'Ifigenia in Tauride di Niccolò Piccinni, mai più rappresentata dopo il debutto a Parigi nel 1779, e quella della versione napoletana de I Puritani di Bellini, scritta per Maria Malibran e mai rappresentata.

L'interno del teatro è stato anche usato come scenografia da registi come Franco Zeffirelli.

Interno del teatro

Il teatro è ricordato inoltre perché vi è stato girato il film Polvere di stelle di Alberto Sordi.

Il rogo e la ricostruzione[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 1991 il teatro fu devastato da un violentissimo incendio doloso e solo il collasso della cupola che crollando ha soffocato le fiamme ne ha impedito la distruzione. L'ultima opera rappresentata fu la Norma (per ironia della sorte, l'opera termina proprio con un rogo). Fu poi ricostruito ed inaugurato nel 2009.

Il processo penale riguardante il rogo si è concluso con l'assoluzione degli imputati accusati di essere i mandanti e con la condanna degli esecutori materiali del fatto. Un altro procedimento civile che vedeva coinvolti la famiglia Messeni Nemagna ed il gestore temporaneo di allora Ferdinando Pinto accusato di non aver assicurato il Teatro, si è concluso con la condanna di quest'ultimo a pagare un risarcimento di 57 miliardi di lire in favore dei proprietari del Teatro, denari mai percepiti, perché il signor Pinto risulta nullatenente. In compenso i Messeni Nemagna hanno dovuto pagare l'ingente tassa di registrazione della sentenza. Il 21 novembre 2002 presso il Ministero per i beni e le attività culturali, alla presenza dell'allora ministro Giuliano Urbani e del sottosegretario Nicola Bono, fu sottoscritto, sotto la supervisione degli avvocati Ascanio Amenduni, Michele Costantino e Leonardo Patroni Griffi, un "Protocollo d'intesa", tra la famiglia proprietaria del Teatro ed il Comune, la Provincia di Bari e la Regione Puglia che recita nella premessa "soddisfa tutti gli interessi pubblici e privati" e prevedeva che il Teatro sarebbe stato consegnato dalle parti pubbliche, ricostruito, il 22 novembre 2006 alla famiglia proprietaria che lo avrebbe consegnato alla Fondazione.

La cupola illuminata dagli affreschi perduti di Raffaele Armenise

Quest'ultima avrebbe corrisposto, per l'uso del teatro per svolgere le sue attività e per l'uso in esclusiva del marchio, anche per finalità commercialmente rilevanti, un canone determinato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sottostimato ovvero decurtato della quota d'ammortamento della ricostruzione.

I primi lavori, sgombero macerie, prove diagnostiche, consolidamento statico e ripristino delle coperture furono realizzati tra il 1993 ed il 1998 direttamente dalla proprietà con l'utilizzo di un contributo statale. Finiti i soldi e in attesa della definizione dei rapporti con gli enti pubblici territoriali, il cantiere si è fermato per riprendere a opera delle parti pubbliche dopo la sottoscrizione del protocollo d'intesa del 2002. Fu realizzato nel 2005 il recupero del foyer e del suo apparato decorativo fortemente danneggiato dall'incendio ma sostanzialmente integro, il consolidamento delle fondamenta regolarmente collaudato, la predisposizione degli impianti e completato il rustico, poi un inspiegabile fermo. L'idea di una riapertura auspicata per il mese di dicembre 2007 nella seconda metà del 2005 suscitò l'intervento dell'emerito direttore regionale dei Beni Culturali Gian Marco Jacobitti che definì la previsione troppo ottimistica portando l'attenzione su una presunta mancata promessa del sottosegretario Bono riguardo allo stanziamento di 4-5 milioni di euro per il progetto di ristrutturazione[1]. Il 3 ottobre del 2006, il Teatro è stato espropriato in base ad un articolo collegato alla legge finanziaria del 2006 divenendo proprietà del Comune di Bari. Il 30 aprile 2008 la Corte costituzionale con sentenza n. 128/2008[2] ha dichiarato l'incostituzionalità dell'esproprio e ridato la proprietà del Teatro alla famiglia Messeni Nemagna per mancanza dei requisiti di "straordinaria necessità e urgenza" previsti dall'esproprio.

In una veduta dall'alto gli effetti dell'incendio

Durante il breve periodo dell'esproprio una lettera del sindaco pro tempore Michele Emiliano che lamentava presunte criticità statiche,nonostante fossero stati eseguiti e collaudati dalla Soprintendenza ulteriori lavori di consolidamento statico, faceva avviare le procedure della protezione civile. Veniva nominato commissario speciale Angelo Balducci con il suo collaboratore De Santis. Il costo dei lavori aumentava del 156%, con un buco di bilancio di 13milioni di euro (http://bari.repubblica.it/dettaglio/petruzzelli-nessun-buco-il-teatro-riapre-a-dicembre/1511341) che da successive indagini di Ros e Gardia di Finanzia, disposte dalla procura di Roma risulterebbe siano stati utilizzati per creare fondi neri. UIn particolare si legge:" In cambio dell'appalto del Petruzzelli i Cerasi finanziano il film del figlio di Balducci. L'affare conviene perché l'attuale costo di 24milioni e 300mila euro, così come aggiudicato nel maggio del 2007, lievita poi di circa 16 milioni come lo stesso Balducci fa sapere agli enti locali prima di finire nello scandalo chiedendo soldi extra alle amministrazioni locali. Una circostanza che, come testimoniano alcune intercettazioni telefoniche, potrebbe essere stata anche decisa a tavolino" .( http://bari.repubblica.it/cronaca/2014/01/28/news/petruzzelli-77101199/). A distanza di soli due anni dal completamento dei lavori (novembre 2010) sono già stati riscontrati molti icedimenti dell'intonaco e della pavimentazione, visibili infiltrazioni e deterioramento.

Il Petruzzelli, ricostruito interamente con soldi pubblici; come previsto dal Protocollo d'Intesa, contratto di diritto privato sotoscritto dalle parti pubbliche eprivate, è stato riconsegnato al Comune di Bari il 7 settembre 2009 che lo recepiva esclusivamente in qualità di custode, ma poi ne disponeva sulla base di una artificiosa triangolazione di verbali tra soprintendenza ministero e commissario Balducci. Inoltre il comune di Bari ignorando le sentenze che lo vedono parte soccombente e scavalcandone il pronunciamento definitivo invoca l'art, 5 della convenzione di concessione del suolo che prevede che: "Nel caso che l’edificio crollasse per terremoto, per incendio o per qualsiasi altra causa, il concessionario ed i suoi aventi causa avranno il diritto di rimettere il Politeama nello stato primitivo, purché i lavori siano intrapresi fra un anno e siano completati fra tre a contare dal giorno in cui il crollamento sia avvenuto; oppure avranno il dovere di sgombrare il suolo dei materiali e restituirlo libero al Comune fra un anno a contare dal sopra indicato termine".

Il Teatro Petruzzelli oggi

Il comune finge di ignorare che non c'è stato mai un crollo totale, tanto che lui stesso ha rilasciato concessione edilizia per "lavori di straordinaria manutenzione" e la soprintendenza dei beni culturali ha richiesto un "restauro con parziale integrazione". Il protocollo d'intesa contratto di diritto privato sottoscritto tra le parti pubbliche e private nel 2002, ha comunque definitivamente transatto ogni questione. Attualmente sono in atto contenziosi fin qui vinti dalla famiglia proprietaria. In paerticolare il 22 novembre 2014, dopo che ben altri 16 giudici si erano già pronunciati in tal senso, la Corte d’appello di Bari, confermando la sentenza di primo grado del 2009 ha riconosciuto piena validità ed efficacia al Protocollo d'Intesa , qualificato come contratto di diritto privato, vincolante per tutte le parti e non suscettibile di revoca.

Fondazione lirico sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari[modifica | modifica wikitesto]

La Fondazione Lirico Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari è stata infine individuata come l'unico soggetto in grado di assumere la gestione, la manutenzione e l'assicurazione del Teatro Petruzzelli, sulla base di quanto scritto nell'ex art. 23 della legge 800 del 1967, secondo il quale i comuni devono mettere a disposizione degli enti lirici i teatri di proprietà comunale, per dare seguito alle stagioni concertistiche. E così è stato anche se il Petruzzelli non appartiene al comune di Bari ma ai privati proprietari. Il Teatro Petruzzelli riapre ufficialmente domenica 4 ottobre 2009, quasi 18 anni dopo il rogo, sottotono con un concerto organizzato in soli cinque giorni, con l'esecuzione della Nona sinfonia di Ludwig van Beethoven da parte dell'Orchestra della Provincia di Bari, diretta dal maestro Fabio Mastrangelo. Infatti quasi nessun quotidiano nazionale ne dà notizia.

Il 6 dicembre 2009 viene inaugurata la prima stagione lirica nel Petruzzelli ricostruito dopo il rogo con Turandot di Giacomo Puccini, regia di Roberto De Simone e direzione orchestrale del maestro Renato Palumbo, che in settembre aveva concertato Tosca, ultimo titolo in cartellone in trasferta al Teatro Piccinni. Proprio una prova di questa Tosca è stata il primo test acustico per orchestra e cantanti dopo la ricostruzione.

Il Petruzzelli insieme al teatro Piccinni, al Margherita e il Kursaal Santalucia formano il Miglio dei teatri.

Prime delle stagioni operistiche[modifica | modifica wikitesto]

A seguire, le prime delle stagioni operistiche del Teatro Petruzzelli a partire dalla prima stagione di Opera e Balletto dopo la ricostruzione:

2009/2010: Turandot di Giacomo Puccini; direttore Renato Palumbo, regia Roberto De Simone

2010/2011: Il Tabarro di Giacomo Puccini e Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni; direttore Alberto Veronesi, regia Michele Mirabella

2012: Carmen di Georges Bizet; direttore Lorin Maazel, regia William Kerley

2013: Otello di Giuseppe Verdi; direttore Keri-Lynn Wilson, regia Eimuntas Nekrosius

2014: Elektra di Richard Strauss; direttore Jonathan Nott, regia Gianni Amelio

2015: I dialoghi delle Carmelitane di Francis Poulenc; direttore Daniel Kawka, regia Leo Muscato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrica Simonetti, «Il teatro riaperto a dicembre 2007? Pura illusione» in La Gazzetta del Mezzogiorno, 8 ottobre 2005, p. Bari 4.
  2. ^ Sentenza della Corte Costituzionale

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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