Wanda Osiris

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Wanda Osiris
Un primo piano di Wanda Osiris
Un primo piano di Wanda Osiris
Nazionalità Italia Italia
Genere Musica leggera
Periodo di attività 1923-1977
Etichetta Columbia, Odeon, Durium, Cetra

Wanda Osiris, nome d'arte di Anna Menzio (Roma, 3 giugno 1905Milano, 11 novembre 1994), è stata un'attrice, cantante e soubrette italiana del teatro di rivista nel periodo anni trenta - anni cinquanta.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlia di un palafreniere del Re, sin da piccola aveva un evidente talento nel canto e nella musica. Lasciata la famiglia, e gli studi di violino per seguire la passione teatrale, arrivò a Milano dove debuttò nel 1923 al cinema Eden.

È ricordata per la sua religiosità cristiana cattolica, per la sua avversione verso il colore viola e gli uccelli, sia vivi sia finti, per la sua generosità, così nella vita come sul palcoscenico, per l'amore verso il suo pubblico. I suoi spettacoli sfarzosi erano caratterizzati da una continua ricerca del bello e del coinvolgimento dei più importanti talenti dello spettacolo. Amava discendere scale hollywoodiane e di riproduzioni famose come Trinità dei Monti, attorniata da giovani ballerini che sceglieva lei stessa.

Per lei vennero coniati gli appellativi di Wandissima e di Divina. Le interpretazioni canore molto personali, con quel birignao a vocali estese, le apparizioni sempre più sorprendenti, il trucco tipicamente ocra, i capelli ossigenati, le piume, i tacchi, le paillettes, i fiumi di profumo Arpège, le rose, i ricchi costumi, il lusso soave la consegnarono alla leggenda presentandosi come un sogno di felicità, di ricchezza, di spensieratezza, in un'Italia stravolta dalle cause e dagli effetti della seconda Guerra Mondiale.

È stata la prima Diva dello spettacolo leggero italiano. Involontariamente è divenuta la prima icona gay per un mondo che non poteva rappresentarsi socialmente se non tramite queste manifestazioni composte da un pubblico molto eterogeneo. Era un pubblico genuino e attivo che partecipava dalla platea con battute e considerazioni immediate su quanto avveniva sul palcoscenico.

Durante il fascismo, in ottemperanza alle direttive emanate da Achille Starace per conto del governo, le fu imposto di italianizzare il nome d'arte, che divenne Vanda Osiri.

La carriera[modifica | modifica sorgente]

Nel 1937 fu scritturata da Macario per mettere in scena una delle prime commedie musicali italiane, Piroscafo giallo.

Nel 1938 è in Aria di festa, dove appare in una gabbia d'oro.

A Milano nel 1940 uscì da un astuccio di profumo in Tutte donne; a Roma nel 1944 recitò per la prima volta con Carlo Dapporto, in Che succede a Copacabana, nel 1945 in L'isola delle sirene e La donna e il diavolo.

Dopo la liberazione, tornò a Milano e sempre con Dapporto divenne la regina del Gran varietà.

Nel 1946 entrò a far parte della compagnia teatrale di Garinei e Giovannini: Si stava meglio domani e Domani è sempre domenica, prima rivista italiana dove la Wandissima usciva come Venere da una conchiglia.

Wanda Osiris con il Quartetto Cetra e Gorni Kramer nel 1951

Nel 1948, Al Grand Hotel, sorprese il pubblico in un’opera teatrale al massimo sfarzo e lusso. Conobbe Gianni Agus con il quale ebbe una lunga relazione.

Sul finire degli anni quaranta, la Osiris diventò la regina incontrastata dei salotti e al Teatro Lirico le sue apparizioni erano degne dei botteghini della Scala.

Nel 1951 lavorò in Gran baraonda con il Quartetto Cetra, Turco, Dorian Gray e Alberto Sordi.

Nel 1954 ritornò con Macario in Made in Italy, mentre nel 1955 in Festival, diretto da Luchino Visconti, non ottenne il successo sperato. Il 1955 segnò per Wanda Osiris l’inizio della fine: nella rivista La granduchessa e i camerieri (tra gli attori compariva anche Gino Bramieri) inciampò nell’abito di crinoline; si temette la fine della carriera, ma dopo cinque giorni la Divina calcò di nuovo la scena.

Nel 1956 con il trio comico Vianello-Bramieri-Durano, interpretò Okay fortuna, ma un incidente fece crollare un cornicione di scena sulle ballerine; nulla di grave, ma lo stesso cast si ritrovò per I fuoriserie e la malasorte sembrò volerla fare da padrona: un incendio bruciò i costumi di scena.

Nel 1963 in Buonanotte Bettina, interpretò la parte della suocera a fianco di Walter Chiari e Alida Chelli, poi con la concorrenza della televisione, la decadenza del varietà, il suo percorso teatrale si interruppe.

Recitò in prosa negli anni settanta, la sua parte più celebre fu in Nerone è morto? di Hubay nel 1974 con la regia di Aldo Trionfo.

A Milano, accudita dalla figlia Cicci, la Wandissima si spegne nel 1994, all'età di 89 anni.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Erminio Macario con Wanda Osiris in Non me lo dire!

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

78 giri[modifica | modifica sorgente]

Altre canzoni[modifica | modifica sorgente]

  • 1935 - Stornelli affettuosi (Columbia)
  • 1941 - Quando si sveglia il cuore (Odeon)
  • 1941 - Per te (Odeon)
  • 1941 - A bocca chiusa (Odeon)
  • 1941 - Bruna gitana (Odeon)
  • 1941 - Chi sei tu (Odeon)
  • 1941 - Camminando sotto la pioggia (Odeon)
  • 1941 - Basta un fiore (Odeon)
  • 1942 - Un po' di luna (Columbia)
  • 1942 - Serenata all'imbrunire (Columbia)
  • 1942 - A sera quando piove (Columbia)
  • 1942 - Serenata senza amore (Columbia)
  • 1942 - Gocce di rugiada (Columbia)
  • 1942 - Piccolo ventaglio (Columbia)
  • 1943 - Disperatamente t'amo (Columbia)
  • 1943 - Sono tanto triste (Columbia)
  • 1943 - Canto della solitudine (Columbia)
  • 1943 - Perché non sei gentile con me (Columbia)
  • 1943 - Non sapevo d'amarti tanto (Columbia)
  • 1945 - Io sogno un nido rosa (Columbia)
  • 1946 - I miei baci per te (Columbia)
  • 1946 - Femmine (Columbia)
  • 1948 - Donna di cuori (Durium)
  • 1949 - Il mio saluto (Durium)
  • 1949 - L'ultimo fiore (Durium)
  • 1949 - Prima luna (Durium)
  • 1954 - Ti porterò fortuna (Cetra)
  • 1954 - Festival dell'amore (Cetra)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. Almanacco Letterario Bompiani 1974 Il teatro di rivista italiano.
  • Il Radiocorriere annate varie
  • Le Teche Rai, lo spettacolo televisivo 1954/2006

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]