Elettra (Strauss)

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Elettra
Elektra strauss.jpg
Caricatura che, giocando sul nome della protagonista, evoca l'impatto della violenza dell'opera sull'ascoltatore.
Titolo originale Elektra
Lingua originale tedesco
Musica Richard Strauss
(spartito online)
Libretto Hugo von Hofmannsthal
(DE) (libretto online)
Fonti letterarie Elettra di Sofocle (circa 413 a.C.)
Atti uno
Epoca di composizione 16 giugno 1906 - 22 settembre 1908
Prima rappr. 25 gennaio 1909
Teatro Königliche Opernhaus, Dresda
Prima rappr. italiana 6 aprile 1909
Teatro Teatro alla Scala, Milano
Personaggi
Autografo Richard-Strauss-Archiv, Garmisch

Elettra (Elektra) è un'opera in un atto di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal, che lo derivò dalla sua tragedia Elettra[1], la quale si rifà alla tragedia omonima di Sofocle.

L'opera fu rappresentata in prima assoluta al Königliches Opernhaus (Semperoper) di Dresda il 25 gennaio 1909, diretta da Ernst von Schuch, raccogliendo scarso successo.

Il seguente 22 febbraio avviene la prima nello Stadttheater di Amburgo diretta da von Schuch con lo stesso cast.

Al Wiener Staatsoper la premiere è stata il 24 marzo 1909 e fino al 2012 ha avuto 314 recite.

Il successivo 6 aprile avviene la prima nel Teatro alla Scala di Milano di "Elettra" nella traduzione di Ottone Schanzer alla presenza del compositore.

Il 1º febbraio 1910 avviene la prima nel Manhattan Opera House (oggi Manhattan Center) di New York di "Électre" nella traduzione di Henry Gauthier-Villars.

La fortuna dell'opera iniziò quando fu eseguita al Royal Opera House, Covent Garden di Londra, diretta da Thomas Beecham il successivo 19 febbraio.

Il 25 aprile 1910 avviene la prima nel Národni Divadlo di Praga.

Il successivo 26 maggio avviene la prima nel Théâtre Royal de La Monnaie/De Munt di Bruxelles di "Électre".

Insieme a Salomè rientra nel primo periodo del teatro musicale di Strauss, caratterizzato in chiave espressionista. L'orchestra, estremamente nutrita, tiene i fili di un discorso musicale caratterizzato da aspre dissonanze e sonorità parossistiche, spesso travolgendo le voci a cui è affidato un canto prevalentemente declamatorio.

Il 7 febbraio 1912 avviene la prima nel Teatro Costanzi di Roma di "Elettra" con Emma Carelli.

Il successivo 26 marzo avviene la prima nel Theatre Royal di Glasgow ed il 1º aprile nel Royal Lyceum Theatre di Edimburgo nella traduzione di Alfred Kalisch per la Denhof Opera Company.

Il 1º gennaio 1930 avviene la prima nel Teatro Regio di Torino diretta da Franco Capuana con Maria Caniglia.

Il 25 febbraio 1932 avviene la prima nel Palais Garnier di Parigi di "Électre".

Al Metropolitan Opera House di New York la premiere è stata il successivo 3 dicembre e fino al 2009 ha avuto 101 recite.

Il 30 aprile 1938 avviene la prima nel Teatro La Fenice di Venezia di "Elettra" con Maria Pedrini.

Il successivo 24 ottobre va in scena al San Francisco Opera con Kerstin Thorborg diretta da Fritz Reiner.

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1956.

Al Festival di Salisburgo va in scena nel 1957 con i Wiener Philharmoniker, Inge Borkh, Lisa Della Casa e Max Lorenz (cantante) diretti da Dimitri Mitropoulos.

All'Opera di Chicago va in scena nel 1975.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena nel 1980 con Rosalind Elias e nel 2000.

A Bilbao va in scena nel 2007.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'azione si svolge nel periodo immediatamente successivo alla fine della guerra di Troia al palazzo degli Atridi a Micene.

Clitemnestra ha assassinato, con l'aiuto dell'amante Egisto, il marito Agamennone, dopo che costui ha fatto ritorno dalla guerra di Troia. Adesso Clitemnestra ed Egisto sono marito e moglie e governano insieme Micene. Le figlie di Clitemnestra, Elettra e Crisotemide, vivono penosamente.

Elettra vive come un animale, camminando sempre nello stesso angolo della corte del palazzo, in silenzio, senza comunicare con nessuno, con l'aspetto trasandato e lo sguardo perso. Per Clitemnestra, la presenza di Elettra è come quella di un fantasma accusatore che la incolpa in ogni istante di essere la causa dell'assassinio di Agamennone e per questo motivo cerca di evitarla.

Le ancelle si burlano della giovane, mentre lei non smette di vegliare al solito posto nella corte. Solamente un'ancella sembra avvertire compassione per la figlia di Clitemnestra e per questo viene malamente percossa dalle compagne. Elettra è l'unica persona del palazzo che sa che proprio in quel luogo è sepolta l'ascia con cui è stato ucciso il padre.

Sopraggiunge la bella e delicata Crisotemide, sorella di Elettra. La giovane è terrorizzata: Egisto e Clitemnestra hanno deciso di recludere Elettra in una torre. Crisotemide vorrebbe soltanto fuggire da lì ed essere felice creandosi una famiglia; per questo motivo incalza la sorella affinché modifichi il suo atteggiamento nei confronti della madre, la quale, è convinta che Elettra sia colpevole della terribile atmosfera che grava sul palazzo.

In risposta, Crisotemide, riceve dalla sorella uno sguardo strano e inquietante. Appare allora Clitemnestra che, accompagnata dai propri sudditi, si incammina verso il tempio senza evitare l'atroce scambio di sguardi con la figlia. L'assassina di Agamennone vuole dedicare alcuni istanti della preghiera per chiedere agli dei di allontanare i fantasmi che popolano i suoi sogni e che la tormentano senza tregua. La notte precedente ha sognato il figlio Oreste, che aveva allontanato dal palazzo quando ancora era in giovane età.

Elettra che piange sulla tomba del padre Agamennone.

Clitemnestra si avvicina al luogo dove si trova Elettra e chiede alla figlia cosa dovrebbe fare perché i suoi incubi la abbandonino definitivamente. Elettra rompe il silenzio dopo tanti anni e replica alla madre che solo un sacrificio molto speciale potrebbe porre fine ai suoi tormenti. Clitemnestra esige di conoscere immediatamente il miracoloso rimedio, al che la figlia le risponde che deve trattarsi di un sacrificio umano: deve morire una donna sposata per mano di un suo famigliare.

Poi Elettra chiede alla madre perché si oppone al ritorno del fratello Oreste. Un brivido turba nuovamente la pace di Clitemnestra, ma proprio in quel momento sopraggiunge un'ancella che le riferisce a bassa voce un messaggio, che la soddisfa enormemente. Dopo aver rivolto l'ennesimo sguardo di odio alla figlia, Clitemnestra entra nel palazzo.

Ma ecco che Crisotemide sopraggiunge correndo e piangendo sconsolatamente: ha ricevuto la notizia che Oreste è morto. Elettra pare commossa: per molto tempo aveva custodito l'arma con cui il fratello avrebbe dovuto uccidere la madre, adesso, dovrà occuparsi personalmente della vendetta. Supplica allora la sorella di aiutarla e, per convincerla, la rassicura che dopo vivranno finalmente in pace. Ma Crisotemide fugge atterrita.

Elettra non può attendere, lo farà senza l'aiuto della sorella e, come impazzita, scava per terra alla ricerca dell'arma criminale. Ma un'ombra misteriosa la coglie di sorpresa e impaurita rivolge lo sguardo verso la presenza inquietante: il misterioso personaggio rivela di essere Oreste; Elettra si lascia trasportare dall'emozione e crolla ai piedi del fratello.

Appaiono tre vecchi servi che si prostrano ai piedi del nuovo arrivato. Elettra avverte una felicità smisurata e finalmente riferisce al fratello le proprie disgrazie e reclama vendetta. Oreste è disposto a fare giustizia, effettivamente è venuto per castigare gli assassini. Entra nel palazzo e, mentre Elettra attende nella corte in uno stato d'animo che rasenta l'isterismo, si odono in lontananza le grida raccapriccianti di Clitemnestra. Le urla della moribonda sono causa di grande scompiglio nel palazzo.

Appaiono Crisotemide e i servi seguiti da Egisto alla ricerca dell'amante, ed è la stessa Elettra che lo guida con una torcia; Oreste uccide anche lui. Elettra sprofonda in uno stato di trance: l'unico sogno che la manteneva in vita ora si è realizzato. Nonostante tutto è dispiaciuta di non aver consegnato al fratello l'arma con la quale i criminali avevano assassinato il padre. Elettra si alza in piedi e, dopo aver fatto alcuni passi, inizia una danza delirante con la quale celebra il suo trionfo fino a che cade a terra esanime. Crisotemide, che ha assistito alla tragica fine della sorella, percuote la porta del palazzo invocando il nome di Oreste.

Organico orchestrale[modifica | modifica wikitesto]

La partitura, che rappresenta l'organico orchestrale più grande nel normale repertorio d'opera, prevede l'utilizzazione di:

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Anno Cast (Elettra, Clitennestra, Crisotemide, Oreste) Direttore Etichetta
1960 Inge Borkh, Jean Madeira, Marianne Schech, Dietrich Fischer-Dieskau Karl Böhm Deutsche Grammophon
1967 Birgit Nilsson, Regina Resnik, Marie Collier, Tom Krause Georg Solti Decca
1989 Éva Marton, Marjana Lipovsek, Cheryl Studer, Bernd Weikl Wolfgang Sawallisch EMI
1995 Deborah Polaski, Waltraud Meier, Alessandra Marc, Falk Struckmann Daniel Barenboim Teldec
Alessandra Marc, Hanna Schwarz, Deborah Vogit, Samuel Ramey Giuseppe Sinopoli Deutsche Grammophon

DVD parziale[modifica | modifica wikitesto]

  • Elettra, Levine/Nilsson/Rysanek/Dunn, regia Paul Mills - 1980 Deutsche Grammophon

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi Fausto Cercignani, Elettra e la prigione dell’io. La tragedia e il “libretto” di Hofmannsthal, in Studia austriaca XIV, Milano, 2006, pp. 43-79. E si veda anche il filmato "Prima delle Prime - Elettra alla Scala" http://wn.com/fausto_cercignani]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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