Contrabbasso

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Viste laterale e frontale di un contrabbasso moderno con arco francese. Il cavo tra la cordiera ed il ponte serve per un pickup piezoelettrico. Con il puntale allungato come in foto, è alto circa 2m.
Dettaglio delle corde e della tastiera

Il contrabbasso, o basso classico, è uno strumento musicale della famiglia dei cordofoni ad arco (in parole più semplici è uno strumento che si suona strofinando l'archetto su una delle quattro corde, anche se nel jazz viene suonato ormai quasi esclusivamente pizzicandole).


È lo strumento con il suono più grave di tutti gli archi (se si esclude il rarissimo ottobasso): la 1ª corda (quella più acuta) è un sol, la 2ª è un re, la 3ª è un la e la 4ª è un mi. Per indicare con più precisione la reale altezza di una nota, viene utilizzata una nomenclatura che affianca al nome della nota un numero. Questa numerazione inizia dalla nota più bassa del pianoforte (la−2) fino alla nota più alta (do7). seguendo questo schema, le corde del contrabbasso sono

  • 1ª corda: sol2
  • 2ª corda: re2
  • 3ª corda: la1
  • 4ª corda: mi1

Esistono anche altre accordature, quali quella italiana da concerto (consistente nell'alzare l'intonazione delle corde di un tono) e quella viennese (la2, fa#2, re2, la1)

Esistono anche contrabbassi a cinque corde, in cui l'ultima è generalmente un do1 o un si-1. Questo genere di accordatura è poco utilizzata in Italia e Francia ma molto diffusa nei paesi dell'Est europeo.

In orchestra il contrabbasso ha raramente una funzione solistica, per via del suo suono estremamente basso. Ha però una funzione indispensabile nell'"amalgamare" i suoni e dare sostegno agli strumenti acuti, ed è lo strumento che, di solito, tiene il basso armonico della melodia dell'orchestra.

Indice

[modifica] Le origini

Una delle prime testimonianze sull'uso del contrabbasso è data dal quadro Nozze di Cana (1562-63) del Veronese, in cui Tiziano è raffigurato mentre suona un contrabbasso. Monteverdi nel 1608 richiede un "basso di viola".

Inizialmente il contrabbasso serviva solo a raddoppiare la viola da gamba (o il violoncello) all'ottava bassa. Successivamente, ed in particolare nel periodo in cui fu attivo Beethoven, grazie a virtuosi (Michele Berini e soprattutto Domenico Dragonetti), il contrabbasso si svincola dalla mera funzione d'accompagnamento per raggiungere, con Giovanni Bottesini, le più alte vette espressive.

Le accordature ed il numero delle corde variano in tutta Europa fino alla fine dell'Ottocento.

Nella zona tedesca si utilizzava principalmente il basso a quattro corde, mentre in Italia era più usato il basso a tre corde, dal suono più melodioso ma col difetto di avere un'estensione molto limitata in senso discendente. Il contrabbasso più utilizzato divenne quello a quattro corde non per qualche pregio particolare, ma perché i più grandi compositori del tempo erano tedeschi (vedi Mozart, Haydn, Beethoven). Nelle loro composizioni loro utilizzavano il basso a quattro corde principalmente perché nella loro zona era il più suonato.

Richard Wagner scrisse nelle sue opere anche delle musiche orchestrali in cui compariva il basso a cinque corde (di origine nordica), ma è raramente utilizzato.

[modifica] Ruoli da protagonista

Molto famoso, per contrabbasso, è L'Elefante in Il carnevale degli animali, opera di Camille Saint-Saëns.

Nella prima metà del XX secolo il contrabbassista italiano Isaia Billé fu l'autore di un metodo didattico in sei corsi per contrabbasso e varie composizioni sia per orchestra che per solista:

  • Concerto in la maggiore per contrabbasso e orchestra
  • Concerto in sol maggiore per contrabbasso e pianoforte
  • 18 studi per contrabbasso d'orchestra a 4 e 5 corde
  • 24 capricci per contrabbasso e pianoforte
  • 24 studi-capricci per contrabbasso a 4 corde
  • 6 studi caratteristici per contrabbasso a 4 corde

[modifica] Bibliografia

  • Giampiero Tintori, Gli strumenti musicali, Tomo II, Torino, UTET, 1971, pagg. 712-715
  • Dizionario enciclopedico universale della musica e dei musicisti, diretto da Alberto Basso - Il lessico, vol. II, Torino, UTET, 1983, pagg. 663-669
  • Riccardo Crotti, Il contrabbasso, Dalla Costa, 2005
  • Salvatore Carlin, Il contrabbasso: storia della sua evoluzione tecnica e artistica, Ancona, Bèrben
  • Patrick Süskind, Il contrabbasso: monologo di un contrabbassista che narra del proprio strumento.

[modifica] Voci correlate

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