Celesta
| Celesta | |||||
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| Informazioni generali | |||||
| Origine | Francia | ||||
| Invenzione | 1886 | ||||
| Inventore | Auguste Mustel | ||||
| Classificazione | Idiofoni a percussione indiretta | ||||
| Utilizzo | |||||
| Musica europea dell'Ottocento Musica contemporanea Musica jazz e black music Musica pop e rock |
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| Genealogia | |||||
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La celesta (nota anche come celeste o celestino) è uno strumento musicale idiofono, ossia che produce il suono mediante il materiale stesso di cui è composto senza l'ausilio di parti poste in tensione: nel caso specifico si tratta di uno strumento idiofono a percussione, il cui aspetto è simile a quello di un pianoforte verticale di piccole dimensioni.
Il suono, dal caratteristico timbro simile a quello del carillon, viene prodotto da alcune lamelle di metallo sospese tramite un sistema di martelletti e comandate da una tastiera (lo stesso sistema viene applicato al pianoforte) e da una pedaliera. Quindi le sonorità che è in grado di produrre sono flebili, ovattate nel registro grave, luminose nel medio e brillanti nell'acuto.
In quanto varianti dello xilofono, con lamelle di metallo al posto di quelle di legno, la celesta (come il glockenspiel) è classificata tra i metallofoni.
Indice |
[modifica] Storia
Costruita e brevettata nel 1886 dal francese Auguste Mustel, la celesta fece uno degli sui primi ingressi nel mondo musicale con il balletto Lo Schiaccianoci, di Pëtr Il'ič Čajkovskij, episodio Danza della Fata Confetto. Da ricordare anche le composizioni da camera di Debussy, l'opera di Schoenberg Herzgewachse e Musica per Archi, Percussioni e Celesta di Bela Bartok del 1936. Se Stockhausen esasperò l'aspetto melenso, gli allievi della scuola di Cage, in primis Feldman fecero un ottimo utilizzo della celesta.[1]
La celesta è stata utilizzata anche da musicisti rock e pop, ricordiamo innanzitutto alcune registrazioni degli anni '40, per la Columbia, di Frank Sinatra, tra cui "I'll Never Smile Again", poi i Velvet Underground nella celeberrima Sunday Morning. Tra gli altri gruppi che hanno utilizzato la tipica sonorità dello strumento segnaliamo the Beatles ("Baby, It's You"), The Beach Boys ("Girl Don't Tell Me"), Buddy Holly ("Everyday"), ed i Pink Floyd ("The Gnome" e la versione di "Mother", usata nel film The Wall).
Non si può a questo punto non ricordare che anche la musica d'avanguardia ed il jazz hanno utilizzato e utilizzano tuttora questo strumento, con il quale i musicisti riescono a creare atmosfere di particolare intensità sfruttando le sue particolari sonorità. Vale la pena di citare a questo proposito lavori come "The Survivor's Suite" del 1977, dove Keith Jarrett, affiancato dal suo quartetto americano (Dewey Redman al Sax, Charlie Haden al contrabbasso, Paul Motian alle percussioni) si cimenta in una performance davvero interessante. Altri esempi di utilizzo della celesta li troviamo in alcuni album del musicista svedese Lars Danielsson, "Pasodoble" del 2007", Tarantella" del 2009, in cui lo strumento viene suonato dal pianista polacco Leszek Mozder e accompagnato dalla tromba di Mathias Eick, dalla chitarra di John Parricelli, dalle percussioni di Eric Harland.
[modifica] Note
- ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1965, Vol.III, pag.188
[modifica] Bibliografia
[modifica] Altri progetti
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