Diapason
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Il termine diapason in musica ha diversi significati, ma comunemente indica uno strumento per generare una nota standard.
Il diapason è costituito da una forcella di acciaio con un manico, anch'esso di acciaio, saldato alla base. Quest'ultimo consente di tenere lo strumento senza ostacolare l'oscillazione della forcella, e di trasmettere le vibrazioni ad un altro corpo elastico, per potenziare l'intensità del suono emesso: ad esempio, può essere messo a contatto con la cassa di risonanza in legno di un altro strumento, quale un violino o una chitarra.
La sua invenzione può essere ascritta al musicista John Shore nel 1711.
La frequenza alla quale il diapason oscilla dipende dalle proprietà elastiche del materiale di cui è costituito, dalla lunghezza e dalla distanza fra i rami della forcella: è possibile reperire in commercio diapason tarati per emettere note diverse. Il più comune è il diapason in La, che oscilla ad una frequenza di 440 Hz, corrispondente al La della terza ottava del pianoforte, ed è utilizzato per l'accordatura degli strumenti. Il diapason è detto anche corista, perché largamente utilizzato dai direttori di coro per ricavare le note di partenza da fornire alle diverse sezioni nelle esecuzioni senza accompagnamento strumentale (dette "a secco" o "a cappella").
Il diapason è usato in medicina per trasmettere le vibrazioni per via ossea ed effettuare in questo modo diversi esami acustici: la prova di Rinne, la prova di Weber, la prova di Schwabach, la prova di Bonnier, la prova di Gellé e la prova di Bing.
Piccoli diapason sono stati usati come generatori di frequenza standard in alcuni orologi.
Particolari oscillatori a diapason sono utilizzati per la generazione di frequenze fisse in alcuni sistemi di sicurezza per la circolazione dei treni sulla rete ferroviaria italiana.
[modifica] Altri significati
I greci utilizzavano il termine diapason per indicare quella che oggi è detta ottava, ovvero l'intervallo compreso tra una nota e un'altra di frequenza doppia. L'etimologia del termine infatti deriva dal greco διά πασῶν ("diá pasôn") col significato di attraverso tutte (le note).
Da questo originale significato deriva l'uso che si fa del termine in liuteria per indicare la metà della distanza tra il capotasto e il ponte. La corda toccata in questo punto produce infatti un suono armonico un'ottava sopra la corda suonata a vuoto. Negli strumenti a tastiera divisa da tasti, come la chitarra e il mandolino, al fine che l'intonazione sia precisa, il dodicesimo tasto deve praticamente coincidere col diapason. Anche la nota prodotta al dodicesimo tasto è un'ottava sopra la corda a vuoto. Al dodicesimo tasto, perciò, l'armonico e la nota tastata sono omofoni.
[modifica] Registro d'organo
Il diapason è anche un registro dell'organo. È, sostanzialmente, un principale di taglio molto largo e dal suono forte, profondo e pronto. È il registro fondamentale degli organi inglesi.
[modifica] La frequenza
Nella Roma del '500 e '600 era l'organo a dare il La utilizzando quello della sua quarta ottava (la4). In quell'epoca ogni chiesa aveva quindi il suo che era generalmente di 400 Hz ma scendeva anche a 390.
Nel 1859 il valore di riferimento dei concerti sinfonici era 448,8Hz. Nello stesso anno a Parigi una commissione composta da noti musicisti (Berlioz, Rossini ecc.) stabilisce con decreto imperiale la normalizzazione per tutto il territorio francese il diapason a 435 Hz.
Il matematico e musicologo Alexander Ellis nel 1880 catalogò l'accordatura dei diapason in varie città europee.
| Luogo | Anno | Frequenza |
|---|---|---|
| Berlino (concerti) | 1721 | 421,9 |
| Berlino (concerti) | 1859 | 451,8 |
| Bologna (concerti) | 1869 | 443,1 |
| Bruxelles (teatro lirico) | 1859 | 442,5 |
| Firenze (opera) | 1845 | 444,9 |
| Liegi (concerti) | 1859 | 448 |
| Londra (opera) | 1857 | 456,1 |
| Londra (opera) | 1880 | 435,4 |
| Londra (concerti) | 1826 | 423,3 |
| Londra (concerti) | 1877 | 455,1 |
| Madrid (opera) | 1858 | 444,5 |
| Milano (Teatro alla Scala) | 1857 | 451,7 |
| Milano | 1849 | 446,6 |
| Napoli (Teatro San Carlo) | 1857 | 444,9 |
| Vienna (opera) | 1823 | 433,9 |
| Vienna (opera) | 1862 | 466 |
Nel 1885 a Vienna si discute la possibilità di seguire l'esempio francese del '59 per adottare un diapason europeo. C'è voluto più di un secolo per normalizzare l'accordatura a 440Hz con la risoluzione europea numero 71 del 30 giugno 1971.
La frequenza della nota di riferimento per l'accordatura degli strumenti musicali, in Italia, è stabilita dalla legge 3 maggio 1989, n. 170, pubblicata sulla gazzetta ufficiale n. 109 del 12/05/1989: "Normalizzazione dell'intonazione di base degli strumenti musicali", che all'art. 1 recita: "Il suono di riferimento per l'intonazione di base degli strumenti musicali è la nota la3, la cui altezza deve corrispondere alla frequenza di 440 hertz (hz), misurata alla temperatura ambiente di 20 gradi centigradi"
Attualmente si usa abbassare il diapason a 415 o 430 Hz per eseguire musica antecedente il classicismo.

