Leitmotiv

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Leitmotiv associato con il Sigfrido di Richard Wagner
Leitmotiv dell'Atto III del Sigfrido di Wagner. Come si può notare, il tema è più lungo, ampio ed organizzato rispetto a prima (vedi l'immagine sopra). Ciò suggerisce la comparsa del protagonista Sigfrido

Il leitmotiv o leitmotif (pronuncia IPA: ['laitmoti:f])[1], in italiano motivo conduttore, è un tema musicale ricorrente associato ad un personaggio, un sentimento, un luogo, un'idea, un oggetto.

È usato soprattutto nell'ambito dell'opera lirica.

La parola è il risultato di un prestito della lingua tedesca che ha mutuato dal francese il significato di motiv (FR: motif) come tema. Aggiungendo il prefisso leit- (dal tedesco leiten, "condurre") si ha Leitmotiv (plurale: Leitmotive).

Il leitmotiv è in genere costituito da una breve melodia, ma può anche essere un accordo e semplicemente una figura ritmica. L'uso di diversi leitmotiv legati, ad esempio, ai diversi personaggi, aiuta ad amalgamare un lavoro in un tutt'uno coerente e facilita il compositore nel raccontare una storia senza l'uso di parole.

Per estensione, il termine è usato per indicare ogni tipo di tema ricorrente, anche nella letteratura e nel cinema.

Opera lirica[modifica | modifica wikitesto]

Leitmotiv associato con la Salomè di Richard Strauss

Carl Maria von Weber è stato uno dei primi compositori ad utilizzare estensivamente il leitmotiv. Friedrich Wilhelm Jähns, un critico musicale, ha utilizzato per primo la parola "leitmotiv" nel 1871 proprio descrivendo l'opera di Weber.

Il compositore più spesso associato alla tecnica del leitmotiv è Richard Wagner. Nel ciclo Der Ring des Nibelungen (L'anello del Nibelungo) ben 74 leitmotive vengono continuamente utilizzati e variati per rappresentare personaggi, cose o situazioni. Molti temi, inoltre, vengono ripresi attraverso l'intero ciclo, costituendo un elemento unificatore. Wagner usò la parola Grundthema (idea base) per definire il leitmotiv. Fu Hans Paul von Wolzogen, l'editore del Bayreuther Blätter, ad utilizzare per la prima volta nel 1887 il termine leitmotiv in riferimento a Wagner commentando molti altri compositori. Tra questi ricordiamo Richard Strauss, Sergei Prokofiev (che utilizzò il leitmotiv nell'opera Pierino e il lupo in cui ogni personaggio viene associato a uno strumento musicale), Giacomo Puccini.

L'uso del leitmotiv trova spazio anche in generi musicali diversi dalla musica classica. Tra gli utilizzatori troviamo Frank Zappa nel doppio album Uncle Meat; gli Who nelle 'opere rock' Tommy e Quadrophenia; i Pink Floyd in svariati album tra i quali The Wall, The Dark Side of the Moon e The Final Cut; Mike Oldfield; Neal Morse nell'album One.

Cinema e televisione[modifica | modifica wikitesto]

L'uso del leitmotiv è molto comune nel cinema: un esempio è il tema della marcia imperiale che John Williams ha scritto per il film Guerre stellari. Anche i vari personaggi Luke Skywalker, Leila Organa, Palpatine e Yoda hanno il loro tema ricorrente durante tutta la saga. Altri esempi dello stesso autore sono la colonna sonora dei film Lo squalo e Indiana Jones.

Altro esempio molto noto è il tema di Lara composto da Maurice Jarre per il film Il dottor Zivago.

Il regista Fritz Lang, alla sua prima esperienza con il sonoro, nel 1931, utilizzò un motivo tratto dal Peer Gynt di Edvard Grieg come tema ricorrente di M - Il mostro di Düsseldorf.

Tra i tanti esempi possibili citiamo Via col vento (musiche di Max Steiner), Mary Poppins, la saga di James Bond, per concludere con un film di Sergio Leone: C'era una volta il West, con musiche di Ennio Morricone.

Anche per la televisione gli esempi sono numerosi, tra essi citiamo la soap opera Dynasty, il tema di Laura Palmer in Twin Peaks scritto da Angelo Badalamenti, e la colonna sonora di Star Trek, in cui un suono di chitarra elettrica accompagnava ogni scena in cui il Signor Spock cadeva in meditazione profonda (curiosamente, in una successiva serie di Star Trek i leitmotiv furono eliminati per esplicita volontà del produttore Rick Berman).

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

In letteratura il leitmotiv può riferirsi alla rappresentazione ripetitiva di alcuni temi o emozioni attraverso un lavoro di tipo letterario. Si può trattare di un evento, un oggetto o un personaggio. Lo scopo è sempre quello di dare unità all'opera.

Un esempio viene dato da James Joyce, che utilizza questa tecnica nell'Ulisse, nel capitolo delle Sirene, e poi anche in Ritratto dell'artista da giovane. In questo caso l'utilizzo del tema della Vergine Maria, poi del mito greco di Dedalo, e poi di altri temi ricorrenti servono a dare unità dal romanzo a mano a mano che il carattere di Stefano matura.

Un uso ricorrente del leitmotiv è riscontrabile nell'opera di Thomas Mann, per esempio nei Buddenbrooks o in La montagna incantata.

In campo drammaturgico si può prendere ad esempio Samuel Beckett, che è stato a contatto con James Joyce e usa il leitmotiv in tutta la sua produzione. Beckett usa molto le ripetizioni e utilizza le "voci" come strumenti musicali.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Nel panorama dei videogiochi, il leitmotiv viene utilizzato per indicare un determinato personaggio o evento speciale;[2] brani come Dancing Mad e Balance is Restored, composti da Nobuo Uematsu per il videogioco Final Fantasy VI, sono un perfetto esempio dell'utilizzo del leitmotiv nell'ambito dei videogiochi.[3]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Leitmotiv - Dizionario Treccani
  2. ^ (EN) Glenn McDonald, A History of Video Game Music in GameSpot. URL consultato il 5 agosto 2014.
  3. ^ (EN) Final Fantasy VI's 'Dancing Mad', a critical analysis in Destructoid. URL consultato il 5 agosto 2014.