Armonium

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Armonium o Armonio
Harmonium Alexandre.JPG
Un armonium
Informazioni generali
Origine Europa occidentale
Invenzione XIX secolo
Inventore Debain, Mustel
Classificazione 412.132
Aerofoni a tastiera
Utilizzo
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Musica dell'Asia Meridionale
Genealogia
 Antecedenti
organo a canne

L'armonium o armonio (in francese, harmonium) è un tipo di organo costituito da una tastiera, manuale, e da due pedali per azionare i mantici per l'aria; infatti l'armonium è uno strumento a serbatoio d'aria. L'armonium, inoltre, rientra nella categoria degli strumenti aerofoni ad ancia libera, poiché il suono che esso produce è dovuto a delle ance.

Armonium occidentale[modifica | modifica wikitesto]

L'armonium moderno è stato realizzato da Debain e affinato da Mustel. Come l'organo, l'armonium è utilizzato tipicamente in chiesa, per l'esecuzione di musica sacra.
I registri dell'armonium sono tutti ad ancia (ance libere), e il suo timbro è molto meno ricco di quello organistico, come pure la sua estensione; i suoi effetti meccanici sono il tremolo e la sordina.

Nei modelli più diffusi, l'aria viene immessa dall'esecutore con l'azione dei piedi su due pedali che comandano due mantici. Per regolare l'espressione si utilizzano le guancette poste ai lati delle ginocchia.

Di norma è disponibile almeno un'unione, che funziona meccanicamente e serve a produrre una nota aggiuntiva all'ottava. Quando le unioni sono due, la prima serve per la porzione più bassa della tastiera, la seconda per quella più alta e, rispettivamente, svolgono l'azione verso l'ottava bassa e verso l'ottava alta.

A causa dell'alto costo della manutenzione specializzata necessaria e della relativa difficile reperibilità, nonché dell'avvento dell'organo liturgico elettronico, gli armonium sono progressivamente scomparsi dalle chiese, oppure vi sono rimasti inutilizzati.

Armonium indiano[modifica | modifica wikitesto]

L'armonium indiano è simile a quello occidentale, ma di minori dimensioni. È stato portato in India dall'Occidente dai missionari cristiani, da circa metà Ottocento in poi. Essi avevano bisogno di uno strumento facilmente trasportabile da usare nelle funzioni religiose, e lo trovarono in questo tipo di armonium, grande all'incirca come una fisarmonica, e di funzionamento simile. La forma è quella di un mobiletto rettangolare, vicino al suonatore ha una tastiera (tipo pianoforte) che si estende da due a quattro ottave, e si suona con una sola mano, l'altra mano aziona un mantice a soffietto posto sul lato distante dal suonatore. La versione indiana ha poi la possibilità di mettere in funzione un certo numero di bordoni diversi (note costanti di sottofondo), onnipresenti nella musica classica indiana (viene azionato quello corrispondente alla tonica del pezzo suonato).

La storia dell'armonium in India è strettamente correlata a quella del sarangi.

La caratteristica più importante dell'armonium, rispetto al contesto indiano, è l'intonazione. Essendo uno strumento occidentale, è accordato secondo il temperamento equabile, sviluppato in Occidente per le esigenze della musica armonico-tonale (quindi dell'armonia basata sugli accordi e la modulazione da una tonalità all'altra). Questo tipo di accordatura è del tutto estraneo alla musica indiana, che è modale e non contempla accordi né cambiamenti nella tonica in una esecuzione musicale, ed è fondata su numerose e precise sfumature di intonazione delle note delle varie scale che vengono usate (incompatibili con il nostro temperamento equabile).

Ma altre caratteristiche hanno fatto in modo che si inserisse ugualmente nel contesto della musica indiana (anche di quella "classica"). La principale è che è appunto capace di passare immediatamente da una "tonalità" all'altra. La musica indiana è fondata su una tonica immutabile, ma è anche vero che ogni cantante ha la sua tonica personale, e questo rende l'armonium estremamente flessibile se usato per accompagnare cantanti diversi che usano toniche diverse. Inoltre la tecnica di questo strumento, applicata alla musica indiana, è relativamente semplice.

Tradizionalmente l'accompagnamento dei/delle cantanti classici era affidato al sarangi, strumento ad arco molto importante in India, dalla voce estremamente caratteristica (grazie anche alle numerose corde di risonanza), ma che per una serie di motivi si trovò a perdere in preminenza. Tra questi, la difficoltà tecnica che richiede grande dedizione da parte del musicista, ed il fatto di avere così tante corde di risonanza (che non hanno un ruolo marginale, ma sono molto importanti per la sua sonorità e per la creazione del giusto "sentimento" musicale). Ogni pezzo musicale (raga), basato su una diversa scala, richiede che queste corde vengano riaccordate (cosa che richiede tempo e perizia); inoltre se un medesimo sarangista si trova a dover accompagnare diversi cantanti che usano toniche diverse, deve riaccordare completamente l'intero strumento (quando non sostituire addirittura le corde).

In più, i mutamenti sociali favoriti dalla dominazione coloniale britannica hanno contribuito a spingere nell'ombra i suonatori di sarangi, che si sono visti soppiantare dai nuovi suonatori di armonium: capaci di passare rapidamente da una tonica all'altra, in grado di accompagnare diversi cantanti in rapida sequenza, più adatti al nuovo contesto rapido e "tecnologico" che si stava formando (ad esempio i concerti radiofonici di All India Radio). La gran parte dei cantanti si è adattata a farsi accompagnare nelle loro esecuzioni dall'armonium, nonostante l'irrimediabile fatto di essere fuori intonazione. Fatto musicalmente accettabile se mantenuto in un ruolo marginale, che non si scontrasse con la voce (intonata correttamente) del/della cantante.

Si venne così a creare un circolo vizioso in cui i sarangisti veramente esperti divennero pochi, ed i cantanti cominciarono a preferire i suonatori di armonium (stonati, ma sempre più intonati di un cattivo sarangista).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Perinu, La Musica Indiana, ed. Zanibon, Padova, 1981
  • Ali Akbar Khan, George Ruckert, The Classical Music of North India, Munshiram Manoharlal Publishers, New Delhi, India, 1998
  • David Courtney, Chandrakantha Courtney, Elementary North Indian Vocal, Sur Sangeet Services, Houston, USA, 1995
  • Sandeep Bagchee, Nad – Understanding Raga Music, Eshwar, Mumbai, India, 1998
  • Stuart Isacoff, Temperamento – Storia di un Enigma Musicale, ed. EDT, Torino, 2005

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