Organo portativo
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L’organo portativo, chiamato anche organetto o ninfale, è un organo di piccole dimensioni, anche se strutturalmente analogo agli strumenti più grandi.
Ebbe la sua massima diffusione nei secoli XIII-XV in Europa, dove veniva impiegato per l’insegnamento o per piccoli accompagnamenti.
Era, come dice il nome, trasportabile e poteva essere suonato senza bisogno di un appoggio stabile, a differenza dell’organo positivo[1]: l'iconografia suggerisce che fosse in genere appoggiato al ginocchio sinistro. L'organo portativo non veniva suonato con tutte e due le mani, ma con una sola, la destra, mentre la sinistra si occupava dell'azionamento del mantice.
Il somiere portava un numero variabile di canne (in genere circa due ottave) disposte su più file; talvolta aveva una o due canne più grandi che venivano usate come bordone. I tasti avevano spesso la forma di bottoni; talora non erano presenti tutte le note della scala cromatica. Lo strumento aveva in genere una sola canna per nota, quindi erano assenti i registri. Le canne potevano essere di stagno, piombo o lega metallica, di legno o anche di cartone.
Diversamente dagli organi più grandi, nei quali la pressione dell'aria è prodotta da un peso (in genere un blocco di pietra) posto sulla tavola del mantice, e chi aziona il mantice ha solo il compito di sollevarlo quando esso sta per svuotarsi, nell'organo portativo il mantice non ha un peso sulla tavola (in alcuni esemplari lo stesso mantice è posto verticalmente) ed è il suonatore che determina con la mano sinistra la pressione dell'aria. Ciò permette piccole variazioni di intensità sonora a fini espressivi (compatibilmente con gli effetti della variazione di pressione sull'intonazione delle canne), come si potrebbero ottenere in uno strumento a fiato.
Diversi erano i compositori che venivano raffigurati mentre suonavano questo tipo di strumento, come ad esempio Francesco Landini e Guillaume Dufay. Inoltre l’organo portatile (altro termine con cui veniva chiamato in Italia) compare spesso nei dipinti italiani e fiamminghi del XV secolo, dove comparivano, ad esempio, nei cori d'angeli. Anche le raffigurazioni allegoriche della Musica (come arte liberale) presentano spesso un organo portativo.
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ in alcune raffigurazioni dell'epoca, in cui la prospettiva e i rapporti di scala non sono accurati, è difficile dire se lo strumento rappresentato è un portativo o un positivo: alcuni organi positivi avevano infatti l'aspetto di grossi portativi, e probabilmente uno stesso organo poteva essere suonato appoggiato alle ginocchia o posato su un tavolo.
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