Xilofono

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Xilofono
Mosambik Xylophon Linden-Museum F54669.jpg
Xilofono originario del Mozambico
Informazioni generali
Origine Asia
Invenzione Antichità - almeno IX secolo
Classificazione 111.212
Idiofoni a percussione diretta
Utilizzo
Musica dell'antichità
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Musica pop e rock

Lo xilofono (dal greco ξύλον - xylon, "legno" e φωνή - phone, "suono") è uno strumento musicale a percussione.

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Lo xilofono è costituito da due file di barrette di legno disposte come la tastiera di un pianoforte, cioè le note naturali nella fila inferiore e quelle alterate nella fila superiore. Questo per quanto riguarda la versione moderna dello strumento, perché in passato era dotato di una sola fila.

Al di sotto delle barrette, in corrispondenza di ciascuna di esse vi sono dei tubi aperti che fanno da cassa di risonanza, cioè filtrano il suono. L'altezza delle note dipende dalla lunghezza delle barrette: più sono lunghe e più il loro suono è grave e viceversa.

Tecnica[modifica | modifica sorgente]

Lo xilofono fa parte della categoria delle percussioni a suono determinato e lo si suona con delle mazzuole di legno. Si percuotono ovviamente le barrette di legno e si possono ottenere diversi effetti.

Spesso per prolungare il suono si usa la tecnica del trillo, che consiste nel battere le bacchette sulla stessa barretta in rapida alternanza. Altri effetti ottenibili sono il glissando e le note ribattute.

Timbro[modifica | modifica sorgente]

La sonorità di questo strumento è secca e legnosa ma molto limpida, anche se il suono si spegne subito. Per prolungare il suono si usa la tecnica prima descritta. L'estensione dello xilofono va dal Do3 (261 Hz) al Do6 (1.046 Hz) e cioè tre ottave.

Particolarità[modifica | modifica sorgente]

Pur essendo una percussione, nel XIX secolo alcuni musicisti lo presentarono come strumento solista. Per la sua timbrica Saint-Saëns nella sua Danza macabra lo ha usato per evocare lo scricchiolio degli scheletri.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Lo xilofono era diffuso nell'Asia sud orientale già dal IX secolo[1]. Giunse poi in Africa, dove è chiamato Bala, diffondendosi rapidamente, grazie alla relativa facilità con cui poteva essere costruito. Alcuni modelli africani erano costituiti da due rami di banano su cui erano appoggiate le tavolette. Gli schiavi deportati nelle Americhe lo diffusero poi in quel continente dove, al sud, prese il nome di Marimba.

In Europa lo strumento si diffuse a partire dal XVI secolo, anche se il termine xilofono apparve solo nel XIX secolo. Nel 1830 Michael Jozef Couzikov, grande virtuoso che ne suonava un tipo a quattro file, contribuì senz'altro ad accrescerne la popolarità. Un altro virtuoso fu Charles de Try. Pare che ad un concerto fu ascoltato da Saint-Saëns che decise di impiegarlo nella sua Danza Macabra introducendo, di fatto, lo xilofono nell'orchestra sinfonica.

Nel 1900 Bartok valorizzò ulteriormente lo strumento impiegandolo in varie opere. Nel XX secolo, grazie al musicista Pierre Boulez, lo strumento acquista prestigio al punto da diventare imprescindibile tra le percussioni delle orchestre sinfoniche per essere impiegato anche come strumento solista.

Musicisti significativi nella classica[modifica | modifica sorgente]

Richard Strauss, Sergej Prokofiev e Igor Stravinskij impiegarono lo xilofono in varie opere.

Musicisti significativi nel rock[modifica | modifica sorgente]

Lo strumento, in questo tipo di musica, non è certamente diffuso, ma un certo uso ne hanno fatto alcuni gruppi di rock progressivo, tra i quali spiccano i Gentle Giant.

Il percussionista storico di Elton John, Ray Cooper, è solito suonare lo xilofono durante l'esecuzione del brano I Think I'm Going to Kill Myself, nel corso del particolare show An Evening with Elton John and Ray Cooper.

Nel 2002 (data primo album) è nato un gruppo rock alternativo che si chiama Les Claypool's Fearless Flying Frog Brigade, creato dal bassista dei Primus, in questo gruppo uno dei componenti usa lo xilofono.

Lo utilizza anche Joe Haener dei The Dodos.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) The world of wooden mallet instruments, Vienna Symphonic Library

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