Frank Sinatra

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« Il pubblico è come una donna: se sei indifferente, sei finito. »
(Frank Sinatra dopo un concerto dal vivo)
Frank Sinatra
Frank Sinatra nel 1960
Frank Sinatra nel 1960
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Genere Swing[1]
Jazz[1]
Big band[1]
Periodo di attività 1932 – 1995
Etichetta Columbia, Capitol, Reprise
Album pubblicati 166
Studio 59
Live 2
Sito web
Statuetta dell'Oscar Oscar al miglior attore non protagonista 1954
Statuetta dell'Oscar Oscar Premio umanitario Jean Hersholt 1971

Francis Albert Sinatra (Hoboken, 12 dicembre 1915West Hollywood, 14 maggio 1998) è stato un cantante, attore e conduttore televisivo statunitense di origine italiana.

Noto in Italia soprattutto come The Voice, in America e nel resto mondo era conosciuto anche con i soprannomi di Ol' Blue Eyes, Frankie, Swoonatra (derivato dal verbo swoon, "svenire", e riferito all'effetto che produceva sulle sue ammiratrici) e molti altri. Fu un personaggio importante e carismatico dell'intrattenimento americano e mondiale, ed entrò nella leggenda per l'eterna giovinezza delle sue canzoni, oltre che della sua voce, riuscendo ad imporsi nel panorama musicale mondiale dal primo dopoguerra fino ai giorni nostri, grazie ad una intensa attività durata ben 63 anni, dal 1932 al 1995, anno in cui tenne il suo ultimo concerto dal vivo.

Con 150 milioni di dischi venduti[2] è considerato uno dei più prolifici artisti musicali, insieme a Chuck Berry, The Beatles, i Rolling Stones, Elvis Presley, Tom Jones, Madonna, Michael Jackson, i Queen e gli U2. Nella sua lunghissima carriera, che ha coperto ben sette decenni, si è aggiudicato due premi Oscar (più un Premio umanitario Jean Hersholt), due Golden Globes, ventuno Grammy Awards, un Emmy Award, il Cecile B. DeMille Award, un Peabody, il Kennedy Center Honors nel 1983.

Nel 1985 ricevette la Presidential Medal of freedom (Medaglia presidenziale della libertà) e nel 1997 gli Stati Uniti lo onorarono con la Congressional Gold Medal (Medaglia d'oro del Congresso). Oltre 2200 brani e più di 60 album di canzoni inedite pubblicati (esclusi i postumi e le raccolte), ne fanno uno dei cantanti con la maggior produzione musicale della storia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La famiglia e l'infanzia[modifica | modifica sorgente]

Frank nasce da padre siciliano e da madre ligure. Il padre Saverio Sinatra (1894-1969), la cui famiglia, a causa delle difficoltà economiche, era emigrata negli Stati Uniti ai primi del Novecento, era originario di Palagonia, in provincia di Catania (durante un concerto a Milano, dichiarò che suo padre era nato lì[3]); Saverio venne registrato anche con i nomi Antonio e Martino e divenne poi confidenzialmente Anthony Martin. La madre era Natalina Garaventa (1894-1977), nativa di Rossi di Lumarzo, nell'entroterra della Riviera ligure di levante, anch'ella emigrata da bambina negli Stati Uniti, dove verrà registrata come Natalie Della e poi detta Dolly.

Dopo aver intrapreso alcuni mestieri, tra cui l'operaio, il calzolaio, e il pugile, Anthony Martin chiede la mano di Dolly. Pur avversati dalla famiglia di lei, contraria al loro matrimonio, i due si sposano il giorno di San Valentino del 1914 a Jersey City. In seguito la coppia si trasferisce a Hoboken, e Frank, loro primo ed unico figlio, nasce il 12 dicembre dell'anno successivo, prendendo il nome dal suo padrino Frank Garrick, un giornalista irlandese amico di famiglia.

Il padre di Frank prosegue col pugilato (arriverà ad accumulare 30 incontri), apre un bar e finisce col diventare capitano dei vigili del fuoco. La madre gestisce un modesto negozio e svolge piccoli lavori per famiglie, diventando influente nel vicinato grazie ad un certo attivismo per il Partito Democratico. Coi genitori sempre al lavoro, il piccolo Frank passa parecchio tempo con la nonna e la zia e cresce in fretta, influenzato dal carattere duro e generoso del padre e da quello determinato e gentile della madre. A scuola, Frank comincia ad imitare comici e stelle del cinema, rendendosi popolare.

Durante la crisi del '29, i Sinatra riescono a non far mancare quasi nulla a Frank, e arriveranno persino a trasferirsi in un appartamento con tre camere da letto, poco distante dal quartiere di Little Italy. Dopo le imitazioni, Frank prova anche a cantare, e a sedici anni, nel 1930, fa il suo "debutto" al liceo, la A.J. Demarest High School, peraltro applaudito dai compagni. La musica sembra stargli a cuore più dello studio, e la scuola lo espelle. Frank dice apertamente ai suoi genitori che vuole provare a fare il cantante: la madre si rassegna ad assecondarlo, ma il padre vuole che si cerchi un vero lavoro e possibilmente torni a scuola.

Comincia così col lavorare di giorno, prima in una libreria, poi come operaio portuale, ma la sua passione rimane cantare, appena possibile. A un certo punto, Anthony Martin caccia il figlio fuori di casa. Frank si trasferisce a New York in cerca di lavoro stabile, ma è costretto a ritornare a Hoboken poco dopo. È a quel punto che a Frank Sinatra viene l'idea di provare a farsi pagare per la sua voce.

Primi anni e primo ciclo di successi[modifica | modifica sorgente]

Da sinistra Frank Sinatra, Jules Munshin e Gene Kelly in Un giorno a New York (1949).

Frank Sinatra decise di diventare un cantante sull'onda dell'ammirazione per Bing Crosby, che ascoltava spesso alla radio. Iniziò a cantare, come da lui stesso raccontato durante svariati concerti, in piccoli locali del New Jersey, come "saloon singer", tra il 1931 e il 1932, facendosi notare dal trombettista Harry James. Nel 1935 costituì il suo primo gruppo, gli Hoboken Four, con il quale vinse nello stesso anno il concorso per giovani talenti emergenti organizzato dal Radio Major Bowes' Amateur Hour.

Si esibiva in una ventina di spettacoli alla settimana, gli introiti totali erano di solamente 70 cents per 7 giorni. Nel 1938 Sinatra arrivò al Rustic Cabin, un saloon che trasmetteva spettacoli dal vivo nella Dance Parade di New York. Fu assunto come intrattenitore ufficiale del locale. Nel novembre di quell'anno venne arrestato e trattenuto per diversi giorni con l'accusa di molestie, nei confronti di una ragazza che sarebbe divenuta la sua prima moglie, Nancy Barbato.

Sinatra intervistato nel corso di un programma radiofonico dell'American Forces Network

Dopo una breve ma intensa collaborazione con l'orchestra di Harry James, con cui, nell'estate del 1939, Sinatra registrò la sua prima canzone, All or Nothing at All, nel 1940 si unì all'orchestra di Tommy Dorsey, grazie alla quale divenne famoso come cantante anche grazie al singolo I'll Never Smile Again per la Victor che raggiunge la prima posizione negli Stati Uniti per dodici settimane e vince la Grammy Hall of Fame 1982. Piaceva molto ai giovanissimi, un pubblico completamente nuovo per la musica leggera, che fino ad allora si era rivolta soprattutto agli adulti. In pratica, Frank Sinatra fu il primo teen idol, un idolo per gli adolescenti.

Dopo un'esperienza nell'esercito statunitense, come intrattenitore delle truppe, tra il 1941 e il 1942, durante la seconda guerra mondiale ritornò a cantare. Sono da ricordare, in questo periodo, alcune sue famose incisioni con l'etichetta V-Disc a favore delle truppe americane in guerra. Proprio nel 1942 lasciò la band di Tommy Dorsey e siglò un contratto con la Columbia Records; conobbe un enorme successo e, a cavallo tra il 1943 e il 1944, entrò ben 23 volte nella top ten delle classifiche americane. Ben presto venne considerato il più grande cantante statunitense dopo Bing Crosby, il suo idolo giovanile.

In questo periodo si afferma come "The Voice" (semplicemente "la Voce"), un soprannome prestigioso riconosciuto in tutto il mondo. Altri suoi soprannomi meno noti, almeno fuori dagli Stati Uniti, erano "Ol'Blue Eyes" (vecchi occhi azzurri), "Swoonatra" (da to swoon= svenire, per l'effetto che aveva sulle ammiratrici) o "Chairman of the Board (of Show-Business)" (il presidente del consiglio di amministrazione dello spettacolo). Dopo un paio di film minori nel 1940 e 1942, nel 1944 è protagonista al cinema con la commedia musicale Higher and Higher; l'anno dopo è in Due marinai e una ragazza (Anchors aweigh), accanto a Gene Kelly, che gli insegnerà a ballare.

Negli stessi anni è la voce più popolare anche alla radio. Nel 1946 viene invitato ad un gala-party all'Avana, sull'isola di Cuba; in quell'occasione sembra siano nati i suoi oscuri rapporti con la mafia, di cui si parlerà in seguito. Tra il 1947 e il 1948 lavora senza sosta a New York City, al Madison Square Garden, al Waldorf Astoria e al Capitol Theater. Il 13 ottobre 1947 a Hoboken, nel New Jersey, venne istituito il Frank Sinatra Day. Nel 1949 è interprete assieme a Gene Kelly, Ann Miller e Betty Garrett, di Un giorno a New York (On the town), film di enorme successo, che ad oggi è considerato uno dei migliori musical della storia del cinema.

La crisi[modifica | modifica sorgente]

Sinatra, inizio anni cinquanta

Nel 1950 la scadenza del contratto cinematografico con Louis B. Mayer venne a fargli mancare una parte consistente del suo reddito. Sinatra dovette allora cercare quante più scritture possibili come cantante, e si vide costretto ad accettare anche ingaggi-capestro, come quello al Copacabana Club di New York che prevedeva ben tre concerti per sera: all'inizio fu un grande successo, ma in seguito questo produsse degli effetti deleteri sulle sue performance e sul suo stato generale di salute, tanto che una sera, all'inizio del suo terzo show, la sua voce collassò: una emorragia sottomucosa aveva messo fuori uso le sue corde vocali, e sui giornali si cominciò a sostenere che Sinatra fosse finito come cantante.

Per fortuna, smentendo i più infausti pronostici, la guarigione arrivò presto, e nello stesso anno tenne una splendida esibizione al Palladium di Londra; nei successivi due anni riprese ad incidere e prese parte a due film: Quei dannati quattrini (Double Dynamite) e Lasciami sognare (Meet Danny Wilson). Queste due pellicole ebbero un pessimo risultato al botteghino; intanto era venuto a mancare il supporto sia della MCA, sua agenzia da molti anni, sia della Columbia Records, che aveva lasciato scadere il contratto. A tutto ciò si aggiunse la persecuzione da parte dell'ufficio delle imposte americano, che chiedeva il recupero di arretrati non pagati.

In campo sentimentale, dopo la separazione dalla prima moglie, la successiva tormentata relazione con l'attrice Ava Gardner lo aveva messo in serie difficoltà: i continui litigi durante la tournée che lo aveva portato per tre mesi in Europa, toccando anche Roma e Napoli, avevano alimentato il gossip delle riviste specializzate, e lo stress lo aveva portato più di una volta a tentativi di suicidio.

Il rilancio[modifica | modifica sorgente]

Snobbato dalla RCA e dalla Decca, venne scritturato dalla Capitol Records, che aveva allevato artisti come Nat King Cole, Peggy Lee e Stan Kenton. Il 14 marzo 1953 firmò quello che sembrava un contratto per sette anni, ma in realtà si trattava di un contratto per un anno con sei opzioni annuali di rinnovo. Nelle condizioni in cui versava in quel momento, si trattava di un'offerta abbastanza generosa, e Frank decise di accettare.

Alan Livingston – all'epoca vice direttore vendite della Capitol – fu uno degli artefici dell'ingresso di Frank Sinatra nella scuderia; altre due persone si proposero di curare l'operazione-Sinatra: Dave Dexter e Voyle Gilmore. Il primo si offrì come produttore, ma Sinatra scelse Gilmore. Dexter rivelò il motivo di questa scelta solo qualche anno più tardi: Sinatra non aveva dimenticato la sua recensione negativa, pubblicata dalla rivista Downbeat, di un suo vecchio disco uscito per la Columbia.

Come arrangiatore fu scelto Nelson Riddle, un emergente che aveva già firmato numerosi successi di Nat King Cole, fra i quali Mona Lisa e Unforgettable. Ma Sinatra, nell'intento di ricreare l'atmosfera delle sue hits con la Columbia, a dirigere l'orchestra che lo avrebbe accompagnato richiamò il suo amico Axel Stordahl. Il 2 aprile 1953, con un'orchestra di 20 elementi, vennero incisi quattro brani. Uno di essi, I walking behind you, entrò subito in classifica e vi rimase dieci settimane, arrivando al settimo posto.

Per le successive incisioni, e contro le insistenze della Capitol, che voleva ancora imporre Riddle come arrangiatore, Sinatra scelse Billy May, un artista che non utilizzava archi, ma solo una big band di fiati (otto tromboni, cinque sax più la sezione ritmica di 4 elementi) che gli diede l'opportunità di sfoderare il suo potente senso dello swing. South of the Border fu il brano che entusiasmò il pubblico con questo nuovo stile. I've got the world on a string fu la prima canzone ad uscire con il nome di Nelson Riddle come direttore d'orchestra. Frank si convinse finalmente ad utilizzarlo come arrangiatore quando Axel Stordahl si trasferì a New York per lavorare con Eddie Fisher.

In quegli anni, accanto al fragile 78 giri di gommalacca, l'industria discografica cominciava a proporre il più moderno microsolco, e fu proprio grazie a questo supporto che avvenne il grande rilancio discografico di Sinatra. L'LP Songs For Young Lovers, che aveva allora un diametro di 25 cm e conteneva otto brani, è considerato il primo esempio di concept album, cioè di raccolta di brani aventi un tema comune, e fu un enorme successo sia per il cantante sia per il nuovo formato, che fino a quel momento era stato accolto con indifferenza.

A questo album ne seguirono altri, quasi sempre proposti come raccolte di brani con uno stile e un argomento comune. Tutti furono grandissimi successi di pubblico e di critica, e ancora oggi gli album incisi da Sinatra per la Capitol sono considerati quelli meglio riusciti artisticamente. Sinatra bussò ancora alla porta del cinema, usando ogni possibile mezzo per ottenere il ruolo del soldato Angelo Maggio nel film di Fred Zinnemann, uno dei più celebri registi dell'epoca, Da qui all'eternità del 1953, accanto a Deborah Kerr, Burt Lancaster e Montgomery Clift, accontentandosi di una paga di soli mille dollari alla settimana.

Frank Sinatra nel trailer di Pal Joey (1957)

La stampa insinuò in seguito che il contributo definitivo alla sua scrittura nel film provenisse da John Roselli, famoso mafioso italo-americano, in realtà Sinatra convinse il produttore grazie alla sua gentilezza, senza l'aiuto della mafia. Per Sinatra la pellicola segnò il grande ritorno alla celebrità: durante la serata degli Academy Awards del 1954 l'attrice Mercedes McCambridge pronunciò il suo nome quale assoluto vincitore dell'Oscar come miglior attore non protagonista. Il successo cinematografico gli fece ottenere un nuovo contratto con l'agenzia William Morris, e rilanciò definitivamente la sua carriera di cantante.

Nel 1955 sfiorò il secondo Oscar grazie alla nomination per l'intensa interpretazione di un drogato nel film di Otto Preminger L'uomo dal braccio d'oro in cui era protagonista con Kim Novak. Due anni dopo, nel 1957, ottenne un altro grande successo con Pal Joey, in cui recitava a fianco di Rita Hayworth e ancora Kim Novak e cantava The Lady Is a Tramp, che divenne un classico del suo repertorio.

È proprio intorno alla metà degli anni cinquanta, parallelamente alla sua rifiorita carriera cinematografica, che Sinatra registra alcuni dei brani considerati punte di diamante della sua carriera di cantante, contenuti in album come il già citato Songs for Young Lovers, che conteneva My Funny valentine, I Get a Kick Out of You e They Can't Take That Away from Me, capolavori dei compositori Lorenz Hart, Richard Rogers e i fratelli George e Ira Gershwin, arrangiati da Nelson Riddle, In the Wee Small Hours, del 1955, in cui erano contenuti In the We Small Hours of the Morning, Last Night When We Were Young e This Love of Mine e, nel 1956 Songs for Swingin' Lovers!, che racchiudeva la celebre I've Got You Under My Skin, You Make Me Feel So Young, Pennies from Heaven e Too Marvelous for Words. Nel 1957 uscirono addirittura quattro album, e tra il 1958 e il 1960 ben sette, inclusi Only the lonely e Nice n' Easy. Frank Sinatra era ormai divenuto leggenda.

Il "Rat Pack"[modifica | modifica sorgente]

Frank Sinatra insieme a Dean Martin nel 1958

Tra la fine degli anni cinquanta e sessanta Sinatra lavorò molto a Las Vegas. A quel periodo risale la formazione del Rat Pack: un gruppo di amici, che "accidentalmente" erano anche famosi uomini di spettacolo. Oltre a Sinatra, facevano parte del gruppo Dean Martin (il miglior amico di Sinatra), Sammy Davis Jr., Peter Lawford e Joey Bishop a cui, saltuariamente, si univa anche l'attrice Shirley MacLaine. Il Rat Pack divenne celebre grazie al film Colpo grosso (Ocean's eleven), che racconta di una rapina in un casinò di Las Vegas, e di cui verrà girato un remake nel 2001.

Sinatra e gli altri membri del Rat Pack giocarono un ruolo importante nella lotta alla segregazione razziale negli alberghi e casinò del Nevada, evitando di frequentare quelli che si rifiutavano di servire Sammy Davis Jr. in quanto nero. Vista la popolarità del gruppo, molti locali adottarono un atteggiamento più tollerante, pur di poter vantare la presenza di ospiti così celebri. Nel 1960 Frank Sinatra era quasi da 25 anni una stella dello spettacolo mondiale, e poteva permettersi di fondare la propria etichetta, la Reprise Records.

Indicando ad un amico la Capitol Tower, la sede della Capitol Records, disse «La vedi? Io li ho aiutati a costruirla. Adesso è ora di costruirne una mia». L'aneddoto potrebbe essere vero, ma la torre della Capitol era già stata costruita quando Sinatra venne ingaggiato, e i cronisti sanno che il vero artefice della fortuna commerciale della Capitol non fu tanto Sinatra quanto Nat King Cole. Come già accennato, Sinatra fu spesso accusato di essere coinvolto con la mafia, che lo avrebbe aiutato a fare carriera. J. Edgar Hoover, leggendario direttore dell'FBI, sospettò di Sinatra per anni, al punto che il fascicolo su di lui arrivò a 2.403 pagine.

Sinatra negò sempre pubblicamente le accuse, anche durante un processo del 1981 nel quale venne chiamato a testimoniare e, pur indagato, non fu mai ufficialmente incriminato per reati di tipo mafioso. In questo processo emerse, tra le altre prove, una inequivocabile foto che ritraeva un Sinatra sorridente, già avanti negli anni ed attorniato da un gruppo di uomini tra i quali si riconoscevano alcuni esponenti della criminalità organizzata, in particolare Carlo Gambino, in quegli anni il numero uno della mafia italo-americana. A proposito di quella foto, Sinatra affermò che, come per tutti gli artisti, anche per lui era una consuetudine farsi fotografare con chiunque venisse a visitarlo in camerino dopo gli spettacoli: di certo sarebbe stato imbarazzante, si giustificò Sinatra, chiedere informazioni a ciascuno sulla propria fedina penale.

La seconda giovinezza[modifica | modifica sorgente]

Frank Sinatra con Grace Kelly in Alta società (1956)

Nel 1965 vince il Grammy Award alla carriera. Tra il 1965 e il 1969 apparve in molti special televisivi, dove cantò in coppia con la figlia Nancy, Ella Fitzgerald, il cantante e compositore brasiliano Antonio Carlos Jobim, The Fifth Dimension e Diannah Carroll, e nel 1971 si esibì al Royal Festival Hall di Montecarlo, alla presenza Di Sua Altezza la principessa di Monaco Grace Kelly, sua vecchia partner in Alta società (High Society), il suo ultimo film. Attorno alla fine del decennio, Sinatra stava meditando seriamente di ritirarsi dal mondo dello spettacolo, sotto i colpi dell'avanzata della Beat Generation, del rock e delle nuove culture che si stavano diffondendo dopo il '68.

"The Voice" non aveva nascosto, negli ultimi anni, un profondo rispetto ed ammirazione per la voce di Mina, già allora notissima cantante, conosciuta anche all'estero. E proprio per l'eventuale ritiro aveva in mente di esibirsi in diversi concerti in coppia con lei, a cui avrebbe lasciato il testimone dei suoi successi. La stessa Mina compì una tournée, con successo, negli Stati Uniti, e si rese conto dell'enorme macchina dello spettacolo e del business che girava intorno, enormemente più ampio di quello in Italia. Ne rimase profondamente impressionata e, quando fece ritorno in Italia, cadde ammalata per qualche tempo. Pare che Joe Adonis, legato agli ambienti mafiosi americani, si sia recato a Milano per conto di Sinatra con il contratto già pronto da consegnare al padre di Mina, allora manager della figlia; tuttavia, vedendola ammalata, Adonis preferì rinunciare al progetto e tornò a Los Angeles.

Sinatra, anche grazie al successo mondiale che ottenne da lì a poco, tra il 1967 e il 1969 con altri album in cui erano contenuti leggendari brani come Strangers in the night e My Way oltre a diverse e nuove sonorità, almeno per un paio di anni ancora continuò ad esibirsi dal vivo. Nel marzo 1971, durante un'intervista rilasciata dopo la Notte degli Oscar, stupì i giornalisti, affermando che per almeno un anno avrebbe interrotto ogni attività e si sarebbe dedicato alla famiglia e al tempo libero (decisione dettata, secondo alcuni, da un esaurimento nervoso). Si esibì, quindi, in un concerto d'addio, o comunque così lui lo volle chiamare, all'Ahmanson Theatre di Los Angeles, durante una emozionante serata estiva, il 13 giugno 1971.

Dopo due anni di completo relax, nell'aprile del 1973 ritornò a cantare con una strepitosa acclamazione alla Casa Bianca, per la festa degli italo-americani, alla presenza del presidente americano Richard Nixon e del presidente del consiglio italiano Giulio Andreotti. Nello stesso anno partecipò allo spettacolo televisivo a scopo benefico Telethon, cosa che ripeté per diversi anni. In un'occasione riuscì addirittura a riunire sul palco la coppia Jerry Lewis (mattatore del programma) - Dean Martin, scioltasi diversi anni prima.

Nel gennaio 1974 rientrò anche a Las Vegas, con diverse serate al Caesars Palace, e, ad ottobre dello stesso anno, fece un trionfante ritorno a New York con un paio di concerti al Madison Square Garden, durante i quali trascinò letteralmente la folla, facendola scatenare come da tempo non avveniva. I due concerti presero il nome di The Main Event e furono trasmessi in televisione e seguiti da circa 100 milioni di persone negli Stati Uniti. Il 1977 fu un anno triste per Sinatra: la madre scomparve in un incidente aereo mentre lo raggiungeva in Nevada dove lui si sarebbe dovuto esibire.

A settembre, durante un concerto di beneficenza che tenne a Las Vegas per ricordarla, raccolse la cifra record di 6 milioni di dollari. In quella occasione onorò anche il cantante Elvis Presley, scomparso pochi mesi prima, chiedendo un minuto di silenzio in suo ricordo. Nel 1979 venne festeggiato, a sorpresa, in occasione dei quarant'anni di carriera (iniziata nel 1935, ma ufficialmente nel 1939, con la registrazione della prima canzone, All or nothing at all), al Caesars Palace di Las Vegas.

Alla serata di festa intervennero star internazionali e vecchie glorie dello Star System, come Glenn Ford, Lucille Ball, Orson Welles, Dean Martin, Tony Bennett, James Cagney, Paul Anka, Milton Berle, Sammy Davis Jr., Peter Falk, Robert Mitchum, Dionne Warwick, Gene Kelly, Cary Grant, (il quale si era ritirato da tempo), i suoi arrangiatori Jimmy Van Heusen e Sammy Cahn, i tre figli e la moglie Barbara. Nel 1980 tenne un grandioso concerto allo stadio Maracanã di Rio De Janeiro, che entrò nel Guinness dei primati: mai ad un concerto di un singolo cantante erano accorse così tante persone: secondo stime ufficiali, allo spettacolo assistettero, pagando il biglietto, circa 175.000 persone.

Trilogy: Past, Present and Future[modifica | modifica sorgente]

Nel 1980, sei anni dopo l'ultimo disco, Sinatra registra in sala d'incisione l'album Trilogy: Past, Present and Future, che lo rilancia nell'immagine e nello stile, con nuove canzoni e arrangiamenti. Tra le canzoni contenute nella raccolta, composta da tre dischi, ci sono la celeberrima Theme from New York, New York, Something, scritta da George Harrison, You and Me e It Had to Be You. Grazie al lavoro dei collaboratori di lunga data di Sinatra Billy May, Gordon Jenkins e Don Costa, l'album viene candidato al Grammy Award e lo vince nel 1981.

Nel gennaio 1982, ad un concerto di beneficenza organizzato dai Rockefeller a New York City, canta per la prima volta accanto al tenore Luciano Pavarotti. Tra i due nasce una grande amicizia, coltivata negli anni successivi e culminata col duetto di My Way nell'ultimo disco ufficiale di The Voice, Duets II, del 1994.

Importantissimi nella carriera di Frank furono le presenze dei suoi amici d'infanzia: i chitarristi Tony Mottola e Al Viola, gli arrangiatori Don Costa, Gordon Jenkins, Quincy Jones, il direttore d'orchestra e pianista Bill Miller, che lo accompagnò nei suoi concerti per quasi cinquant'anni, e l'arrangiatore Nelson Riddle. Negli anni ottanta Sinatra intensifica l'attività, innanzitutto moltiplicando i concerti a Las Vegas, poi esibendosi in tutti i continenti, dal Canada e USA al Brasile, dall'Argentina alla Svezia, dall'Inghilterra all'Irlanda, dalla Francia alla Germania, dalla Spagna all'Italia, al Sudafrica fino alle Filippine e al Giappone, terminando con l'Australia.

In particolare si ricordano i concerti del 1983 al Radio City Music Hall di New York, a Detroit, Dallas e Los Angeles, quelli giapponesi a Tokyo del 1985, quelli a Milano nel 1986, quelli di Atlantic City al celebre Golden Nuggett, nel 1988 i concerti australiani di Sydney e, tra il 1987 e il 1989 i duetti con Sammy Davis Jr. e Liza Minnelli. La sua esibizione del settembre 1985 alla Carnegie Hall di New York venne definita dai critici un capolavoro, il vertice della sua potenza vocale.

Il ritorno in Italia[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver cantato a Madrid, il 26 settembre 1986 Sinatra con il proprio jet privato arrivò all'aeroporto di Milano Linate. Si rinchiuse poi nella suite dell'hotel Principe di Savoia di Milano, rifiutando interviste e conferenze stampa. La sera del giorno successivo, 27 settembre, entrò trionfalmente all'appena inaugurato ex palazzetto dello sport Palatrussardi per un concerto; ci fu il tutto esaurito, 9000 spettatori, tra cui personalità dello spettacolo e della politica; in prima fila Bettino Craxi, allora Presidente del Consiglio.

Erano quasi venticinque anni, dal 1962, che The Voice non cantava dal vivo in Italia. Il concerto venne trasmesso in diretta dalla RAI e visto da 8 milioni di italiani. Sinatra fu talmente entusiasta dell'accoglienza ricevuta, che ritornò nel giugno del 1987, per ben cinque concerti: prima tappa fu allo Stadio della Favorita di Palermo (ora Stadio Renzo Barbera) il 13 giugno, poi al Teatro Petruzzelli di Bari, al Palazzo dello Sport di Roma, all'Arena di Verona, e infine l'esibizione al palazzetto dello sport di Genova. Dalle date ufficiali, normalmente riportate, manca quella del Covo di Nord Est (il sesto concerto) un locale culto degli anni sessanta tra Portofino e Santa Margherita Ligure.

La data fu recuperata in extremis per sostituire quella in programma al Casino Municipale di Campione d'Italia che non ebbe luogo a causa di una forte raucedine di Frank Sinatra, provocata dalla pioggia che il cantante prese durante tutto il concerto all'aperto all'Arena di Verona alcuni giorni prima. Tutti e sei concerti citati furono presentati da Marco Facchini allora giovane artista dell'accademia 'Al Fellini' di Roma che con voce profonda e pacata esordiva: "Ladies and Gentleman Mister Frank Sinatra".

L'impresario teatrale Pier Quinto Cariaggi organizzò, dopo quello del grande rientro, vari tour italiani di Sinatra, fra cui la serie di concerti del 1987 e il "Diamond Jubileè world tour" nel 1991.[4] Sinatra ritornò poi nel 1989 con Liza Minnelli e Sammy Davis Jr. per un concerto a Milano, e infine, nel settembre 1991, cantò ancora a Milano, a Roma al Palaghiaccio di Marino e all'anfiteatro di Pompei, dal quale salutò per sempre i suoi sostenitori italiani.

Leggenda vivente[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio 1988 l'orchestra ufficiale di The Voice fino ad allora diretta da Bill Miller, che in seguito proseguirà come pianista, viene affidata al figlio Frank Sinatra Jr., che lo accompagnerà fino alle ultime esibizioni nel 1995. Ricordando a memoria tutte le registrazioni del padre, Frank Jr. lo aiuta sul palco quando non ricorda le parole delle canzoni, e suggerisce i nomi degli autori e degli arrangiatori delle canzoni proposte nei concerti. Proprio la presenza del figlio è probabilmente una delle ragioni per cui Sinatra senior continuò ad esibirsi fino a 80 anni.

Nel 1990 festeggia trionfalmente i 75 anni di vita e i 60 di carriera. Nel giorno della ricorrenza, il 12 dicembre dello stesso 1990, si esibisce in concerto alla Byrne Meadowlands Arena di East Rutherford, nel nativo New Jersey, davanti a sessantamila persone in delirio, che alla fine intonano in coro "Happy Birthday", facendo commuovere Old blue eyes Video. Nel party successivo al concerto, Sinatra intrattiene gli ospiti duettando per l'ultima volta con Ella Fitzgerald in The Lady Is a Tramp, prima del ritiro di quest'ultima per gravi motivi di salute. Lo stesso cantante annuncia, durante una conferenza stampa tenuta nei giorni successivi alla sua residenza di Malibù, che avrebbe inaugurato, a partire dal gennaio 1991, il Diamond Jubilee Tour, ovvero una serie di concerti tenuti in tutto il mondo per festeggiare appunto i cinquant'anni di carriera.

Prima tappa sarà Miami e, a seguire, tutti gli Stati Uniti a gennaio e in febbraio, poi Sydney, Brisbane e Melbourne (in Australia), e Yokohama (Giappone) a marzo, poi ritorno negli States a Las Vegas, dove ha contratti con diversi casinò, e nuovamente in Europa in autunno: prima in Belgio, poi i tre concerti italiani di Milano, Roma e Pompei, le successive tappe scandinave a Oslo e al palazzo del ghiaccio di Malmö in Svezia, a Parigi, a Francoforte, in Olanda e le 3 date a Dublino, in Irlanda, ad ottobre. A novembre ritorna in America e si divide tra il Canada, Toronto, il Radio City Music Hall di New York e ancora l'amatissima Las Vegas, al "Desert Inn e al "Riviera Hotel".

Tra il maggio e il giugno 1992 conclude ufficialmente il Diamond Jubilee Tour, con 6 concerti "tutto esaurito" alla Royal Albert Hall di Londra, e singole esibizioni ad Atene e allo stadio Camp Nou di Barcellona[5]. Nel 1993 è in tour nuovamente nei casinò di Las Vegas e Atlantic City, esibendosi, nel mezzo, in gran parte degli Stati Uniti. In giugno ritorna per l'ultima volta in Europa con un concerto in Svezia, a Goteborg, e ben cinque date in Germania, a Dortmund, Amburgo, Berlino, Stoccarda e Colonia, in modalità open air. Ritorna poi definitivamente negli Stati Uniti e, alla fine dell'anno, si esibisce tra la California e l'Arizona, canta anche al nuovo Casinò-Hotel MGM Grand di Las Vegas.

Sempre negli anni novanta Sinatra incide, per la sua vecchia casa discografica Capitol Records, due album di duetti che vendono milioni di copie, con altre star internazionali, come Barbra Streisand, Neil Diamond, Tony Bennett e Stevie Wonder. Straordinario successo avranno anche i video dei duetti tra Frank Sinatra e Bono Vox degli U2, che si esibiscono con la canzone di Cole Porter I've Got You Under My Skin, che Sinatra aveva registrato per la prima volta nel 1946, e quelli con Aretha Franklin in What now my love e con Anita Baker in Witchcraft. Tra il 1990 e il 1994, complice anche il Diamond Jubilee World Tour, colleziona quasi 350 performance in tutto il globo.

Gli ultimi acuti[modifica | modifica sorgente]

Con il passare degli anni, il successo è funestato da continui lutti: nel 1990 muoiono il fidato paroliere Jimmy Van Heusen, l'amico Sammy Davis Jr. e Ava Gardner; nel 1992 muore in un incidente d'auto Jilly Rizzo, suo grande amico, famoso ristoratore e ogni tanto presente anche negli spettacoli del Rat Pack; nel 1993 scompare l'altro paroliere Sammy Cahn. Nel 1994 Antônio Carlos Jobim e l'altro celebre paroliere Jule Styne, compositore, tra le altre di Guess I'll Hang My Tears Out to Dry. Sinatra la cantò in lacrime in un concerto che tenne pochi giorni dopo la morte.

Il 1994 è l'anno della fine dei concerti veri e propri dal vivo. Continuò imperterrito a calcare i palcoscenici di mezza America, prediligendo comunque ancora i due centri del divertimento e della spensieratezza che proprio lui aveva contribuito in larga misura a creare, Las Vegas e Atlantic City. Ad aprile entrò per l'ultima volta a New York, sul palco del Radio City Music Hall per 3 serate di tutto esaurito, a giugno si imbarcò nuovamente in un concerto dall'altro capo del mondo, nelle Filippine, dove, nel caldo equatoriale, cantò per 4 date consecutive. Tra l'estate e l'autunno ancora negli Stati Uniti, e ancora al Sands di Atlantic City, al Foxwoods Casino di Ledyard, nel Connecticut, in Missouri a Saint Louis e nell'amata città di Chicago, allo United Center, che registrò il tutto esaurito con 18.000 spettatori, alla fine di ottobre.

Nel frattempo maturò la decisione di un probabile ritiro dalle scene, convinto dalla crescente fatica nel tenere ritmi così alti di lavoro. Così a dicembre, poco dopo aver compiuto 79 anni, per l'ultima volta varcò i confini nazionali volando in Giappone, a Fukuoka dove cantò per l'ultima volta in concerti veri e propri, in due date, il 19 e 20 dicembre 1994. Furono serate nelle quali sembrava avesse ritrovato la grinta dei tempi migliori; magistrale fu la sua interpretazione di My Way alla fine dell'ultimo spettacolo. Dopodiché, tra le lacrime, annunciò che sarebbe stata l'ultima volta che lo avrebbero visto cantare su un palco.

Dal pubblico partì una standing ovation che durò parecchi minuti, e The Voice, nel frattempo uscito di scena, dovette rientrare tre volte per congedarsi definitivamente. Da citare poi il patriottico concerto tenuto a luglio, in occasione dell'inizio dei mondiali di calcio americani al Dodger Stadium di Los Angeles. Si esibì davanti a una folla sterminata, tra cui: Gene Kelly, Luciano Pavarotti, José Carreras, Placido Domingo, Bob Hope, Gregory Peck, Tom Cruise, Nicole Kidman, Jon Bon Jovi, l'ex presidente George Bush, Henry Kissinger, Robert Redford, Elizabeth Taylor e Johnny Depp.

Nel febbraio 1995 si esibì in un breve concerto davanti a 1200 ospiti selezionati, per la serata di chiusura della stagione del Frank Sinatra Desert Classic golf tournament, nel quale eseguì alcune delle sue più celebri canzoni. Alcuni giornalisti della rivista americana Esquire Magazine riferirono che Sinatra cantò con voce chiara, intonata e forte, qualità che, data l'età, erano mancate sempre più spesso. Nel marzo 1995 gli venne consegnato il Grammy per l'album Duets II, riconoscimento che sanciva anche una carriera ineguagliabile[6].

Il "valletto", in quella occasione, fu Bono Vox, che dopo un'appassionata introduzione ricca di elogi, introdusse The Voice, accolto da una valanga di applausi. Sinatra tenne un discorso di ringraziamento molto sentito, condito da qualche lacrima e tanta commozione, consapevole che la sua carriera stava terminando. Una sera, Bill Miller, pianista ufficiale e direttore d'orchestra, era ospite a casa Sinatra, a Rancho Mirage. Guardando in televisione un cantante, che si esibiva in un suo successo, Frank gli disse: «Adoro questa canzone... chissà se un giorno potrò ritornare a cantarla». Miller rispose: «Cosa aspetti, Frank, vai e fatti valere!». Sinatra, sommesso, affermò: «Ormai è troppo tardi, credo di avere già dato abbastanza...».

Nel novembre dello stesso anno si tenne una grande festa all'auditorium di Los Angeles, per i suoi ottant'anni. Vi parteciparono tra gli altri: Tony Bennett, Bob Dylan, Bruce Springsteen, Gregory Peck, Bono Vox, Angela Lansbury, Johnny Depp, Tom Cruise, Arnold Schwarzenegger, Little Richard, Debbie Reynolds, Tom Selleck, Steve Lawrence, Eydie Gormé e Robert Wagner. L'evento, intitolato Sinatra: 80 Years My Way, fu trasmesso sui canali televisivi statunitensi e fu seguito da quasi 150 milioni di persone. Gli autobus di Chicago, New York e Los Angeles esibirono lo striscione con la scritta Happy birthday Frankie, e i teatri di Broadway si fermarono per un minuto.

Sinatra non volle invitare alla festa in suo onore l'amico Dean Martin, oramai malato e prossimo alla morte, che avvenne poche settimane dopo, nel giorno di Natale del 1995. The Voice da quel momento cadrà in una progressiva forma di depressione che lo accompagnerà negli ultimi anni della sua vita. Secondo un'altra teoria i rapporti tra i due si incrinarono proprio in occasione della morte del figlio di Dean: Sinatra, Martin e Sammy Davis jr. erano in tournée ed alla notizia della tragedia Martin la interruppe, contro il volere di Sinatra che non lo perdonò.

Il declino fisico e la morte[modifica | modifica sorgente]

Frank Sinatra è vissuto per quasi ottantatré anni. Non lo avevano provato né i frenetici ritmi di lavoro a Las Vegas, nei primi anni sessanta, quando di giorno lavorava sui set cinematografici e alla sera si esibiva fino alle 2 di notte con gli spettacoli del Rat Pack, dormendo meno di tre ore a notte, né i due pacchetti di sigarette che fumò ogni giorno per quasi settant'anni, né la bottiglia di whisky che assumeva quotidianamente, né le tournée in giro per il mondo, specialmente negli ultimi vent'anni di carriera.

Nonostante avesse avuto banali problemi di memoria, per cui a partire dal 1987 aveva dovuto farsi installare video wall durante i concerti per ricordare i testi delle canzoni, e fisici (nel 1986 gli fu asportato un tumore benigno all'intestino e, nel marzo 1994, quando, durante un finale di concerto a Richmond in Virginia, mentre intonava l'ultima strofa di My Way, per il caldo subì un brusco abbassamento di pressione, si girò verso il figlio che dirigeva l'orchestra e gli urlò, radunando le ultime forze "Get me a chair! ", "datemi una sedia!", prima di collassare per alcuni minuti) dalla fine del 1996 incominciò a soffrire di gravi problemi cardiovascolari.

Dopo un'ultima apparizione pubblica, il 26 ottobre 1996, e la definitiva uscita dalle scene, Frank si ritirò a Malibù in una casa sulla spiaggia, con vista sull'oceano. Venne colpito da tre infarti tra il dicembre 1996 e i primi mesi del 1997, (il primo dei quali poche settimane dopo l'ultima apparizione in pubblico), da un ictus e infine, secondo alcune voci mai confermate, gli sarebbe stato diagnosticato un cancro. Ormai gravemente debilitato da un anno e mezzo di agonia, nella tarda serata del 14 maggio 1998 un quarto infarto lo stroncò per sempre. Assistito dai familiari nella camera del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles, a modo suo, come recita My Way, si dice che abbia chiesto di staccare la spina della macchina che lo teneva in vita, sorridendo per l'ultima volta alla moglie Barbara.

Sul sito della famiglia Sinatra gli stessi figli comunicarono che le ultime parole del padre furono queste: "I'm losing", "Sto perdendo".[7] Tutte le principali reti tv americane interruppero le trasmissioni con edizioni speciali dedicate alla morte di Sinatra. Milioni nel mondo versarono lacrime di commozione e seguirono gli approfondimenti nei giorni successivi. Il funerale fu trasmesso da quasi 100 canali televisivi in tutto il mondo.[8] La sua morte segnò la fine di un'era e di una vita irripetibile che lo portò a diventare una delle più grandi star del XX secolo. Per rendere onore alla sua gigantesca figura d'artista, nella notte tra il 14 e il 15 maggio tutte le luci di Las Vegas si spensero, per la prima e unica volta. A New York, l'Empire State Building si illuminò di blu, in omaggio a Old Blue Eyes.

Il funerale fu celebrato il pomeriggio del 20 maggio, nella chiesa cattolica di Beverly Hills[9], alla presenza di 400 amici. Gregory Peck, Diahann Carroll, Don Rickles, Milton Berle, Debbie Reynolds, Tony Bennett, Joey Bishop, Kirk Douglas, Jack Nicholson, Sophia Loren e molti altri gli resero omaggio un'ultima volta. La bara di Sinatra (scortata in chiesa da una Guardia di Militari, avendo egli ricevuto nel 1997 la prestigiosa Medal of Freedom and the Congressional Gold Medal) venne ornata con una corona di gardenie, mentre per allestire l'intera chiesa furono usati 30.000 fiori. Fu sepolto a fianco dei suoi genitori nel piccolo cimitero di Cathedral City il Desert Memorial Park, sotto una semplice lapide rettangolare di pietra, sulla quale è inciso "The best is yet to come" (Il meglio deve ancora venire), titolo di uno dei suoi maggiori successi.

Tomba di Frank Sinatra a Palm Springs

Successivamente si aprì una astiosa contesa tra la vedova con figlio del primo matrimonio, e i successivi tre figli di Sinatra, Nancy, Frank Jr. e Christina, per impossessarsi dell'ingente patrimonio, all'epoca stimato intorno al miliardo di dollari, più una decina di limousine, un jet privato, ampi terreni sparsi in California e in Florida, lo Stardust, noto casinò di Las Vegas, e molte proprietà immobiliari, tra cui la villa di Rancho Mirage con relativo appezzamento, quella a Barbados e nelle Hawaii [1].

L'immortalità musicale di Frank Sinatra[modifica | modifica sorgente]

Vengono ancora pubblicate molte raccolte di brani che nel corso della carriera di Sinatra hanno avuto grande successo. Una di queste è Nothing but the best, uscita nel 2008, in onore del decennio della morte di Ol'Blue Eyes. Inoltre, iniziativa della Frank Sinatra Enterprises (la società che si occupa della sua musica) è riproporre album rimasterizzati, come ad esempio Sinatra & Company o Sinatra-Basie.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Sinatra si sposò quattro volte, ma molti furono i flirt con donne belle e famose attribuitigli dalla cronaca rosa: Lauren Bacall, Grace Kelly, Angie Dickinson e Victoria Principal. Si parlò anche di una sua relazione con Raffaella Carrà, la quale appariva in una piccola parte nel film Il colonnello Von Ryan, del 1965, dove Sinatra era protagonista. Sinatra fece delle avances anche ad un'altra attrice italiana: Virna Lisi (sua collega di set nel film U-112 Assalto al Queen Mary del 1966), ma l'attrice marchigiana, all'epoca già sposata, le respinse nettamente.

La prima moglie fu Nancy Barbato, che conosceva sin da ragazzo. Il loro matrimonio durò dal 1939 al 1951. Dal matrimonio nacquero i tre figli di Sinatra: Nancy Sinatra (1940), Frank Sinatra Jr. (1944) e Tina Sinatra (1948). Il 7 novembre 1951, appena nove giorni dopo aver ottenuto il divorzio dalla Barbato, Sinatra si sposò con l'attrice Ava Gardner, con la quale viveva già da un paio d'anni e che era stata la causa della rottura del suo matrimonio. La loro chiacchieratissima unione, costellata di violenti litigi e clamorosi tradimenti sia da una parte che dall'altra, non durò molto a lungo: si separarono poco tempo dopo, sempre nel 1953, e divorziarono ufficialmente nel 1957.

La terza moglie di Frank Sinatra fu l'attrice Mia Farrow, più giovane di lui di trent'anni. I due si sposarono nel 1966, ma divorziarono due anni dopo. Secondo dichiarazioni della Farrow, ripresero a frequentarsi anche anni dopo, tanto che Ronan, figlio di Mia e Woody Allen, nato nel 1987, potrebbe in realtà essere figlio di Sinatra, e non del regista newyorchese, come dichiarato in precedenza.[10] Nel 1976 Sinatra sposò Barbara Blakely e il loro matrimonio durò oltre vent'anni, fino alla morte di Sinatra. Sembra che fino all'ultimo Sinatra abbia cercato di convincere la seconda moglie Ava Gardner a tornare con lui. Durante il party successivo allo show televisivo per i suoi 80 anni, ci fu un chiacchierato episodio venuto alla luce solamente di recente, con la top-model Kate Moss. La Moss, ai tempi solamente ventunenne e fidanzata con Johnny Depp, ha dichiarato: «Stavo seduta a fumare una sigaretta e sono rimasta sorpresa nel notare che lui mi stava fissando. A quel punto, improvvisamente, mi sono ritrovata circondata dalle sue guardie del corpo che impedivano al mio fidanzato di raggiungermi dove mi trovavo. Nel frattempo Frank Sinatra si era avvicinato a me. Ero così imbarazzata che a stento mi è venuto in mente di fargli gli auguri di buon compleanno. Lui non ha detto una parola, ma mi ha stretto tra le sue braccia e mi ha baciato sulle labbra. Per un attimo mi sono persa nei suoi occhi blu. Che dire? È stato il miglior bacio della mia vita»[11].

Frank Sinatra (a sinistra) scherza con il presidente Usa Ronald Reagan e la moglie Nancy Reagan alla Casa Bianca nel 1981.

Amici[modifica | modifica sorgente]

Frank Sinatra è stato, fin dalla presidenza di Franklin Delano Roosevelt, un personaggio che ha potuto influenzare, in diversa misura, le elezioni americane, grazie alla presa "magnetica" che aveva sui numerosissimi ammiratori. Una delle campagne elettorali alle quali si dedicò con maggior impegno fu quella dell'amico John Fitzgerald Kennedy. Fu lui a presentare al presidente l'attrice Marilyn Monroe, con cui strinse amicizia. La notizia della morte del presidente, nel 1963, raggiunse Sinatra sul set di un film che girava con il Rat Pack; il cantante si chiuse nel suo camper per diversi giorni, preso da un enorme sconforto per l'amico perso.

Richard Nixon fu un grande ammiratore di Sinatra. Nei 5 anni di presidenza i due cenarono insieme alla Casa Bianca almeno 5-6 volte ogni anno. Di grande amicizia è stato anche il rapporto tra Sinatra e Ronald Reagan. I due si erano conosciuti negli anni quaranta a Hollywood, quando entrambi lavoravano per il cinema. Nel 1976 Reagan volle interrompere la campagna elettorale per essere presente al matrimonio del suo amico con Barbara. Tra il 1980 e il 1988 Sinatra si esibì più volte alla Casa Bianca, chiamato dal presidente in occasione di visite di capi di stato e importanti personaggi della politica.

Lo scandalo della porta sbagliata[modifica | modifica sorgente]

Sinatra fu moltissime volte al centro di critiche pubbliche e di scandali. Ad esempio, mentre accompagnava Judy Garland, nel 1954 aggredì l'addetto stampa Jim Byron solo perché gli aveva chiesto chi fosse la donna che accompagnava. Questo caso divenne prestissimo di dominio pubblico. Ancora più famoso è lo scandalo cosiddetto "della porta sbagliata", in cui fu coinvolto insieme a Joe DiMaggio.

DiMaggio stava soffrendo per via del divorzio con Marilyn Monroe, ed era venuto a sapere dal suo investigatore che Marilyn si drogava e si stava intrattenendo con una relazione lesbica. Voleva coglierla sul fatto, e chiese a Sinatra (noto per la fortissima solidarietà nei confronti degli amici) di accompagnarlo in un palazzo di West Hollywood dove, secondo l'investigatore, si svolgevano i fatti. I due irruppero in un appartamento terrorizzando una povera donna, che poi sporse denuncia, senza trovare traccia né di droga, né di Marilyn. Sinatra dichiarò di non essere entrato nella stanza e di aver aspettato in macchina. Il fatto fu gonfiato enormemente dalle riviste scandalistiche, prima fra tutte Confidential.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • La scaletta di canzoni selezionate nei concerti dal vivo di Sinatra ha sempre subito variazioni durante i vari decenni. Durante gli ultimi anni però, dal 1990 al 1991, si stabilizzò in questi canoni:
    • La fanfara con introduzione dell'orchestra;
    • Performance di un intrattenitore/comico
    • Introduzione di Frank Sinatra: "Ladies and Gentlemen, Francis Albert Sinatra" oppure "Ladies and Gentlemen, Old Blue Eyes";
    • Canzone di avvio, a scelta tra "Come fly with me" o "I've got the world on a string"
    • Vecchi classici e cover, "All or nothing at All", "You make me feel so young", "Come rain or come shine", "For once in my life"
    • Parte centrale, la più suscettibile di variazione, con "Fly me to the moon", "I've got you under my skin", "Strangers in the night", "Embreaceable you", "My funny valentine", "Luck be a lady", "Mack the knife", "What now my love", "Where or when", "The best is yet to come", "Moonlight in Vermont", "I've got a crush on you", a rotazione;
    • Parte finale, con una saloon song a scelta tra "Angel eyes", "One for my baby" o "Guess i'll hang my tears out to dry" che precede poi i pezzi da novanta, "My way" e "New York, New York", solitamenti intervallati da "Summer wind".
  • Nel corso della sua lunghissima carriera, Frank Sinatra incise all'incirca 2200 canzoni, vendendo, secondo un comunicato ufficiale, circa 600.000.000 di dischi in tutto il mondo.[12] Stranamente, però, arrivò al primo posto nella classifica dei singoli pochissime volte: nel 1965 con Somethin' Stupid, cantata in coppia con la figlia Nancy, nel 1966 con Strangers in the Night, nel 1969 con My Way. I veri grandi successi di Sinatra sono stati i suoi Concept album fin dagli anni cinquanta.
  • Nel 1984 Sinatra si apprestava a registrare uno degli ultimi album della sua carriera, L.A. Is My Lady. Durante le prove di un brano entrò in studio Michael Jackson. L'incontro fu organizzato dal musicista e discografico Quincy Jones, collaboratore fin dagli anni cinquanta di Sinatra ed in buona parte il fautore del successo della carriera dello stesso Jackson. Il cantante di Billie Jean assistette alla registrazione dal vivo di un brano da parte di Sinatra. Michael disse: "Ho voluto assistere a questa sessione perché è un momento speciale in cui non voglio mancare, un'occasione unica, ne ho approfittato ed è come un sogno diventato realtà".
  • Come attore, Frank Sinatra interpretò cinquantatré film. Il primo fu Higher and Higher del 1944, mentre l'ultima partecipazione fu in La corsa più pazza d'America 2 nel 1984. Da citare, come curiosità, un suo cameo nel film Il giro del mondo in 80 giorni, con David Niven, dove appare per qualche istante nel ruolo di un pianista, e la sua partecipazione nel 1987 come guest star ad un episodio di Magnum, P.I., con Tom Selleck.
  • Gli ultimi concerti di Sinatra in Italia si tennero, con la collaborazione di Steve Lawrence e Eydie Gormè, tra il 21 e il 26 settembre del 1991, durante il Diamond Jubiliee Tour. Il 21 si esibì al Mediolanum Forum, vicino Milano, il 24 al Palaghiaccio di Marino, Roma, e il 26 si concluse con una trionfale Standing ovation al termine del concerto al Teatro Grande di Pompei, nei pressi di Napoli.
  • In occasione dei suoi tour italiani, Sinatra amava frequentare Genova che sentiva come la città delle sue origini, soprattutto per questioni familiari, ed era tifoso del Genoa[13]. Chiese infatti espressamente di essere sepolto con indosso una cravatta del Genoa.
  • Nel 1992 Sinatra insultò pubblicamente la collega cantante Sinead O'Connor, che durante un'esibizione aveva rifiutato di cantare l'inno americano, e inoltre colpevole di aver strappato in diretta una foto del Papa. The Voice dichiarò che l'avrebbe presa volentieri a calci nel culo.
  • Il cantante britannico Robbie Williams, che ha pubblicato un album, Swing When You're Winning, dove sono presenti le migliori canzoni jazz e swing degli anni cinquanta, sessanta e settanta, ha dichiarato di avere poteri soprannaturali, e che può mettersi in contatto con Frank Sinatra. Infatti, ha dichiarato l'artista, prima di pubblicare l'album ha chiesto il permesso a The Voice[14].
  • Il cantante Holly Johnson del gruppo musicale Frankie Goes to Hollywood dichiarò che il nome fu dato in merito ad una notizia trovata su una vecchia copia della rivista The New Yorker. Il titolo dell'articolo era appunto Frankie (Sinatra) va a Hollywood.[15]

Riferimenti a Sinatra[modifica | modifica sorgente]

Le impronte di Frank Sinatra sul piazzale del Grauman's Chinese Theatre, Los Angeles (California)

Frank Sinatra oggi viene citato in numerose canzoni, film e programmi televisivi. Eccone alcune:

  • Dimmi un po' Sinatra del Quartetto Cetra.
  • L'attore di Adriano Celentano (C'è l'attore che piace a te...Frank Sinatra tu penserai, l'uomo che non tramonta mai...").
  • Figlio di un re, di Cesare Cremonini (Puoi essere uomo, donna, frocio, Lucio Dalla o Sinatra ).
  • Bandiera bianca, di Franco Battiato (A Beethoven e Sinatra preferisco l'insalata).
  • It's My Life, dei Bon Jovi (Like Frank said i did it my way (...) Like Frankie said i did it my way).
  • Empire State of Mind, di Jay-Z feat. Alicia Keys (I'm the new Sinatra).
  • Il film The Clan, regia di Christian De Sica, con Paolo Conticini.
  • I Simpson, stagione 5, puntata 3, Bart dice Anche Sinatra era un cantante sulla cresta dell'onda.
  • In un'altra puntata il personaggio di Disco Stu immagina di essere in paradiso e incontra Frank Sinatra, il quale dice "Ehi, amico, questo per me è l'inferno!".
  • Sugar mice, dei Marillion (I heard Sinatra, calling me down...).
  • Nel gioco Fallout: New Vegas è presente la canzone Blue Moon cantata da Frank Sinatra.
  • Nel film Scarface è presente la canzone Strangers in the Night di Frank Sinatra.
  • Nel film Chi ha incastrato Roger Rabbit è raffigurata una spada canterina con il volto e la voce di Frank Sinatra che canta alcune note di Witchcraft. Peraltro si tratta di un omaggio anacronistico, dato che il film è ambientato nel 1947, 10 anni prima che Sinatra incidesse quella canzone.
  • "La canzone di Frank Sinatra" di Fred Bongusto.
  • "Cazzarola" di Fred Bongusto (nella parte iniziale del brano, il protagonista dice di aver sognato Frank Sinatra mentre gli insegnava le canzoni napoletane).
  • "What are you afraid of?" di Tony Bennett (ad un certo punto il testo dice: ...now the gang is gone, put Sinatra on, what are you afraid of? Tradotto in italiano: ...ora che gli amici sono andati, metti su Sinatra, di cosa hai paura?
  • Nel 1992, Tony Bennett esce con l'album Perfectly Frank, nel quale interpreta esclusivamente brani di The Voice riarrangiati per Trio. Una peculiarità sta proprio nella copertina: Tony Bennett è seduto solo ad un tavolino di un Night Club, mentre ammira un giovane Sinatra sul palco, accompagnato dall´orchestra.
  • Nella nostalgica canzone Where did the magic go?, Tony Bennett cita Sinatra usando il nome originale "Francis Albert".
  • Il personaggio di Johnny Fontane del film Il padrino, pare fosse ispirato a Sinatra e ai suoi suddetti contatti con la malavita (il cantante infatti protestò e diffidò la produzione al riguardo).
  • In una scena del film What women want, Mel Gibson, per trovare l'ispirazione beve un bicchiere di vino e balla sulle note di "I won't dance".

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Film su Frank Sinatra[modifica | modifica sorgente]

È in fase di realizzazione un progetto, da parte del regista Martin Scorsese, di un film biografico su Sinatra. The Voice, secondo i voleri del regista Scorsese, dovrebbe essere interpretato da Leonardo DiCaprio, ma la famiglia Sinatra vorrebbe che Frank fosse interpretato da George Clooney o Johnny Depp. Secondo le ultime notizie, il titolo del film probabilmente sarà Old Blue Eyes. Ultimamente si è venuto a sapere di uno screzio tra la famiglia Sinatra e Martin Scorsese: egli vorrebbe un film basato sugli aspetti più spericolati della vita di the voice come il sesso, l'alcol e le notti brave in compagnia del Rat Pack, mentre la famiglia vorrebbe un film più soft che parli soprattutto dell'abilità vocale del padre[16].

Sinatra e i Beatles[modifica | modifica sorgente]

  • Frank Sinatra e i Beatles sono stati legati dal punto di vista musicale. Infatti,Ol'Blue Eyes ha interpretato vari brani del gruppo musicale britannico, tra i quali Something, Yesterday e altri.
  • Il compositore Bert Kaempfert, autore di alcuni dei grandi successi di Sinatra tra cui Strangers in the Night e The World We Knew, ha avuto un ruolo fondamentale nell'avvio della carriera del gruppo di Liverpool.

Discografia (album principali)[modifica | modifica sorgente]

Columbia Records

Capitol Records

Reprise Records

QWEST Records

Capitol Records

Reprise Records

AMG Review

  • 2002 Christmas with the Rat Pack - Frank Sinatra/Dean Martin/Sammy Davis, Jr., terza posizione nella classifica Jazz Albums

Concord

  • 2009 Live at the Meadowlands (live 1986), prima posizione nella classifica Jazz Albums

Rhino Records

  • 2009 Seduction: Sinatra Sings of Love, prima posizione nella classifica Jazz Albums

PLAY DIGITAL

  • 2011 The Ultimate Collection - 125 Original Recordings - Frank Sinatra - ottava posizione in classifica in Italia

Sinatra autore[modifica | modifica sorgente]

Sinatra è accreditato come autore di alcune canzoni, in cui contribuì principalmente al testo[17]:

  • I'm a Fool to Want You
  • Mistletoe and Holly
  • Mr. Success
  • Peachtree Street
  • Sheila
  • Take My Love
  • This Love Of Mine

Riconoscimenti cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Presidential Medal of Freedom - nastrino per uniforme ordinaria Presidential Medal of Freedom
— 1985
Croce d'Onore di I Classe per le scienze e per le arti (Austria) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'Onore di I Classe per le scienze e per le arti (Austria)

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Sinatra è stato doppiato da:

  • Stefano Sibaldi in Accadde a Brooklyn, Un giorno a New York, Facciamo il tifo insieme, Da qui all'eternità, Tu sei il mio destino, Due marinai e una ragazza/Canta che ti passa, Nessuno resta solo, L'uomo dal braccio d'oro, Bulli e pupe, Alta società, Il fidanzato di tutte, Gangsters in agguato, Johnny Concho
  • Giuseppe Rinaldi in Il bacio del bandito, Pal Joey, Il jolly è impazzito, Cenere sotto il sole, Qualcuno verrà, Sacro e profano, Colpo grosso, Tu sei il mio destino (ridoppiaggio TV 1984), Il diavolo alle quattro, Va' e uccidi, I quattro del Texas, Colpo su colpo, La signora del cemento, Delitti inutili, Inchiesta pericolosa, Alle donne ci penso io, Un uomo da vendere
  • Nando Gazzolo in Orgoglio e passione, Patto a tre, Il colonnello Von Ryan, Can Can
  • Renato Izzo in Dingus, quello sporco individuo
  • Diego Reggente in U-112 - Assalto alla Queen Mary
  • Marco Mete in Il denaro non è tutto (doppiaggio tardivo)
  • Claudio Capone in Due marinai e una ragazza/Canta che ti passa (ridoppiaggio TV 1982)
  • Francesco Prando in Gangster in agguato (ridoppiaggio)
  • Pino Insegno in Johnny Concho (ridoppiaggio)


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c (EN) Frank Sinatra in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Frank Sinatra's Best Classic Recordings for Films Collected for 'Sinatra at the Movies' | Reuters
  3. ^ Frank Sinatra Partiture
  4. ^ Corriere della Sera Mario, Luzzatto Fegiz, "Addio a Cariaggi, l'amico delle star," Corriere della Sera, 29 giugno, 1995. Pagina 37
  5. ^ Corriere della Sera
  6. ^ Video su youtube.com
  7. ^ Le ultime parole di Frank Sinatra lastvisibledog.org
  8. ^ Notizia della morte di Frank Sinatra youtube.com
  9. ^ (EN) Hollywood bids Sinatra last farewell, CNN, 20 maggio 1998. URL consultato il 10-4-2008.
  10. ^ Ronan Farrow figlio di Frank Sinatra?
  11. ^ Kate Moss: A Kiss From Frank Sinatra Made Me "Lightheaded"
  12. ^ indianexpress.com
  13. ^ Gazzetta.it
  14. ^ Robbie Williams: ho poteri paranormali
  15. ^ recensione Welcome To The Pleasuredome (1984) - Foto The New Yorker
  16. ^ Gildo De Stefano, The Voice - Vita e italianità di Frank Sinatra, Coniglio Editore, Roma, 2011
  17. ^ How many songs did Frank Sinatra write in his life

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gildo De Stefano, Frank Sinatra, Prefazione di Guido Gerosa, Marsilio Editore, Venezia 1991 ISBN 88-317-5510-2
  • Gildo De Stefano, The Voice - Vita e italianità di Frank Sinatra, Prefazione di Renzo Arbore, Coniglio Editore, Roma 2011 ISBN 88-317-5510-2
  • Francesco Meli, Il mio nome è Frank Sinatra. Una leggenda italo-americana, Arcipelago Edizioni, Milano 2011.
  • Charles Pignone, Sinatra, White Star Edition, Los Angeles 2004.
  • Filippo Vitanza, "FRANK SINATRA, Le Origini" Palagonia 1997.
  • Deborah Holder, Frank Sinatra the voice 1995.
  • Arnold Shaw, Sinatra 1970.
  • Lauren Bacall, By myself 1979.
  • Sammy Davis jr.,Jane and Burt Boyar, Yes i can:the story of Sammy Davis jr. 1966.
  • Robin Douglas-Home, Sinatra 1962.
  • Ava Gardner, Ava:my story 1990.
  • John Howlett, Frank Sinatra 1980.
  • Derek Jewell, Frank Sinatra:A Celebration 1985.
  • Kitty Kelly, His way:the unauthorized biography of Frank Sinatra 1986.
  • Roy Pickard, Frank Sinatra at the movies 1994.
  • Gene Ringgold, The films of Frank Sinatra 1989.
  • John Rockwell, Sinatra:an american classic 1984.
  • Sam Rubin,Richard Taylor, Mia Farrow 1989.
  • Earl Wilson, Sinatra: An unauthorized biography 1961.
  • George Jacobs & William Stadiem, Mr.S - La vita segreta di Frank Sinatra 2003 (Titolo originale: Mr.S: My Life With Frank Sinatra).

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Oscar al miglior attore non protagonista Successore
Anthony Quinn
per Viva Zapata!
1954
per Da qui all'eternità
Edmond O'Brien
per La contessa scalza

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