Gustav Mahler

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Gustav Mahler nel 1909

Gustav Mahler (Kalischt, 7 luglio 1860Vienna, 18 maggio 1911) è stato un compositore e direttore d'orchestra austriaco.

Firma di Mahler

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gustav Mahler nacque nel 1860 a Kalischt, nella regione austriaca di Boemia[1], da Bernhard e Marie Hermann. La sua famiglia era di origine ebraica-ashkenazita e di lingua tedesca. A pochi mesi dalla nascita, si trasferì ad Iglau. La sua infanzia fu molto triste, costellata dalla morte di diversi dei suoi fratelli. Aiutato dal padre, che in giovinezza strimpellava il violino, e dal pianista Julius Epstein, nel 1875 riuscì a entrare al conservatorio di Vienna, che frequentò per tre anni, ottenendo consensi e suscitando gelosie, probabilmente a causa del suo brutto carattere. In questo clima strinse una buona amicizia con Hugo Wolf, Hans Rott, i fratelli Rosè, il violinista Krizianovskij. Il sodalizio intellettuale e artistico con il compositore Anton Bruckner si rivelò utile anche in campo lavorativo.

La prima composizione conosciuta di Gustav Mahler, risalente al 1876, è un Klavierquartett in la minore, nato come saggio per il conservatorio, di cui si possiede il primo tempo e 27 battute del secondo. A parte le composizioni distrutte o incomplete del periodo giovanile, ci sono pervenuti Lieder per tenore e pianoforte su testi composti dallo stesso Mahler, dedicati alla giovinetta Josephine Poisl. Del 1880 è Das klagende Lied (Canto di lamento), ancora su testo proprio. A seguire compose i cinque Lieder und Gesänge aus der Jugendzeit (Canti della giovinezza, 1880-1883 e 1887-1890) e i Lieder eines fahrenden Gesellen (Canti di uno in cammino o "Canti di un viandante", 1884).

Dopo aver completato gli studi al conservatorio, Mahler ebbe le prime esperienze nella direzione d'orchestra a Bad Hall nell'estate 1880 dove il repertorio era l'operetta. Negli anni seguenti continuò la sua carriera di direttore presso altri importanti teatri d'opera dell'Europa centrale: Lubiana nel 1881 dove diresse anche Il trovatore, Olomouc nel 1883 dove diresse anche Carmen, Vienna e Kassel nell'agosto 1883 dove diresse Der Freischütz, Praga nel 1885, Opera di Lipsia dal 1886 e Budapest nel 1888. Nel 1887 Mahler fu chiamato a sostituire il celebre direttore Arthur Nikisch per il ciclo l'Anello del Nibelungo di Richard Wagner a Lipsia; il grande successo ottenuto contribuì ad accrescere la sua fama ed il suo prestigio come direttore sia fra i critici musicali sia presso il pubblico.

Casa di Mahler a Lipsia, dove compose la sua Sinfonia n. 1

Analoga fortuna non ottennero invece le sue composizioni: risalgono a questo periodo il completamento dell'opera teatrale Die Drei Pintos di Carl Maria von Weber, che nel gennaio 1888 riscosse critiche altalenanti e non è riuscita ad entrare stabilmente nel repertorio operistico, e la Prima sinfonia in re maggiore Il Titano, ispirata all'omonimo romanzo di Jean Paul, che fu più volte riveduta dall'autore anche a causa della fredda accoglienza ricevuta. Sempre nel 1888 torna a Praga per dirigere Die Drei Pintos e Der Barbier von Bagdad di Peter Cornelius e grazie al suo amico Guido Adler dal mese di ottobre lavora al Teatro dell'Opera di Budapest che in quel periodo è coinvolto nella magiarizzazione culturale dirigendo Das Rheingold e Die Walküre in ungherese nel gennaio 1889. In questo periodo Mahler soffre di emorroidi ed emicrania.[senza fonte]

Dopo aver diretto con successo Don Giovanni a Budapest dal maggio 1891 lavora all'Opera di Amburgo dove nella prima stagione dirige per la prima volta Tristan und Isolde, poi Tannhäuser e Sigfrido e nel 1892 la prima tedesca di Evgenij Onegin alla presenza di Čajkovskij e il 21 ottobre Djamileh.

Dal 1893 al 1896 Mahler trascorse i periodi di vacanza estivi a Steinbach am Attersee in Alta Austria, località in cui continuò la revisione della Sinfonia n. 1 (Mahler) (la prima esecuzione era stata il 21 novembre 1889 a Budapest e la seconda il 27 ottobre 1893 ad Amburgo), compose la Seconda Sinfonia che ha la prima assoluta con successo a Berlino il 13 dicembre 1895, abbozzò la Terza Sinfonia, e scrisse la maggior parte dei Lieder del ciclo Des Knaben Wunderhorn (in italiano Il corno magico del fanciullo), basato su un famoso ciclo di poesie curato da Achim von Arnim e Clemens Brentano.

Ancora ad Amburgo nel 1894 introdusse Falstaff e Hänsel e Gretel e diresse la Sinfonia n. 9 di Beethoven.

Nel 1897 Mahler, che aveva allora trentasette anni, ricevette l'incarico di direttore della K. u K. Hofoper (Imperial Regia Opera di Corte oggi Wiener Staatsoper), vale a dire la posizione musicale più prestigiosa dell'Impero austriaco; poiché si trattava di un "ufficio imperiale" secondo la legge austro-ungarica in vigore l'incaricato non poteva essere di religione ebraica. Mahler, che mai era stato un ebreo devoto e praticante, si convertì, per ragioni pragmatiche, al cattolicesimo[2], religione che comunque non gli era estranea: da ragazzo infatti era stato corista in una chiesa cattolica, dove il maestro del coro gli aveva anche insegnato a suonare il pianoforte[3]. Malgrado ciò, quella di Mahler non fu una conversione sincera e aveva acconsentito con riluttanza al battesimo[4], dopo il quale non andò mai in chiesa, eccetto che per il suo matrimonio, né si confessò mai[5][6], e fu spesso descritto come un agnostico[7][8][9], ma la sua produzione musicale mostra elementi vicini ad un panteismo naturalistico con ascendenze nietzscheane, rappresentate, per esempio, dal I movimento della Terza Sinfonia (una sorta di marcia per il risveglio del dio Pan o della Natura) e nell'utilizzo, nel IV movimento, di un testo tratto dallo Zarathustra; o ancora in uno dei suoi ultimi capolavori, Das Lied von der Erde; anche l'uso dell'inno cattolico Veni creator spiritus nella prima parte della sua Ottava Sinfonia, congiuntamente alle scene faustiane della seconda parte, sono declinati più in senso panteistico che confessionale[10] In ogni caso lo spirito e lo stile ebraici rimangono ampiamente presenti in tutta la sua musica, per esempio l'uso di temi in stile Klezmer nel terzo movimento della Prima Sinfonia.

Nei dieci anni di direzione all'Opera di Vienna, Mahler rinnovò profondamente il repertorio di quell'istituzione musicale e ne migliorò la qualità artistica, riuscendo a piegare sia gli esecutori sia gli ascoltatori alla sua visione della musica e dell'arte. Quando egli ricevette l'incarico, le opere più popolari erano il Lohengrin, la Manon di Massenet, e Cavalleria rusticana; il nuovo direttore decise un nuovo corso più concentrato verso il repertorio del periodo classico, cominciando dalle opere di Christoph Willibald Gluck e di Wolfgang Amadeus Mozart, avvalendosi anche della collaborazione del pittore Alfred Roller[11] per la messa in scena di originali produzioni del Fidelio, di Tristan und Isolde, e del ciclo L'anello del Nibelungo. A Vienna nel 1897 diresse L'Africaine, La sposa venduta, Le prophète, Die Walküre, Sigfrido, Il crepuscolo degli dei, Dalibor, Evgenij Onegin e Der Fliegende Holländer, nel 1898 Djamileh, Aida e Donna Diana di Emil von Reznicek, nel 1899 Lo speziale, Die Opernprobe di Albert Lortzing, Der Bärenhäuter di Siegfried Wagner, Mignon ed Il demone, nel 1900 la prima assoluta di Es war einmal di Alexander von Zemlinsky, Iolanta e Così fan tutte, nel 1901 Rienzi e Le allegre comari di Windsor, nel 1902 Feuersnot di Richard Strauss, Der dot mon di Josef Forster, Gli Ugonotti e La dama di picche, nel 1903 Euryanthe e Louise, nel 1904 Der Corregidor di Hugo Wolf e Fidelio, nel 1905 Das war ich di Leo Blech, Die Abreise di Eugen d'Albert e Le donne curiose, nel 1906 Die Entführung aus dem Serail e Der Widerspenstigen Zähmung di Hermann Goetz, nel 1907 Ifigenia in Aulide e nel 1908 Tiefland di d'Albert dirigendo in 346 recite viennesi.

Nell'aprile 1899 dirige la sua Seconda Sinfonia a Vienna.

Nel 1899 e nel 1910 egli diresse le versioni da lui rivedute della Seconda e della Quarta Sinfonia di Robert Schumann[12].

Agli inizi del Novecento Vienna era una delle città più grandi ed importanti del mondo, capitale di una grande impero multinazionale nell'Europa Centrale e centro molto vivace dal punto di vista artistico e culturale; Mahler conosceva molti fra gli intellettuali ed artisti che a quel tempo vivevano a Vienna, fra gli altri i pittori Gustav Klimt ed Egon Schiele.

Mahler lavorava per nove mesi l'anno all'Opera di Stato, gli restava così solo il periodo estivo per dedicarsi alla composizione[13]; egli era solito passare le estati a Maiernigg sul lago Wörthersee ed in questa località idilliaca compose quattro sinfonie (dalla Quinta all'Ottava), i Rückert Lieder, i Kindertotenlieder (Canti per i fanciulli morti)[14], entrambi basati su poesie di Friedrich Rückert, e Der Tamboursg'sell, l'ultimo dei suoi lieder per Des Knaben Wunderhorn.

Nel giugno del 1901 Mahler si trasferì in una nuova villa sul lago sempre a Maiernigg in Carinzia[15]. Il 9 marzo 1902 Mahler sposò Alma Schindler, di vent'anni più giovane e figliastra del noto pittore viennese Carl Moll. Alma era musicista e compositrice, tuttavia il marito le proibì di continuare a cimentarsi con la composizione, anche se appartengono alla mano di Alma delle copie manoscritte di alcune partiture di Gustav.[senza fonte] Mahler interagì in modo creativo anche con altre donne, fra cui la violista Natalie Bauer-Lechner, di due anni più vecchia, che aveva conosciuto durante il periodo di studi a Vienna. Alma e Gustav ebbero due figlie: Maria Anna (detta Putzi, 1902-1907), che morì a quattro anni di difterite nel corso delle vacanze estive a Maiernigg, ed Anna (detta Gucki; 1904-1988), che, pure ammalatasi dello stesso morbo, riuscì a guarirne e divenne da adulta una scultrice[16].

Nel 1908 e per tre anni Mahler mutò il luogo delle vacanze estive e della attività compositiva, e scelse un maso in prossimità di Dobbiaco (Toblach), nota località climatica dell'Alta Val Pusteria, nell'allora regione storica del Tirolo. Ivi sostanzialmente compose la sua Nona Sinfonia, Das Lied von der Erde e l'incompiuta Decima.

Al Metropolitan Opera House di New York debutta il 1º gennaio 1908 dirigendo Tristan und Isolde con Louise Homer poi Don Giovanni con Antonio Scotti ed Alessandro Bonci, Fyodor Chaliapin e Marcella Sembrich, Die Walküre, Siegfried e Fidelio, nel 1909 Le nozze di Figaro con Geraldine Farrar e La sposa venduta e, infine, nel 1910 La dama di picche con Alma Gluck dirigendo in cinquantaquattro recite.

Dal 1909 al 1911 è il direttore musicale della New York Philharmonic.

Nel 1910 Mahler, colpito dalla scoperta del tradimento della moglie, fu consigliato di rivolgersi a Sigmund Freud, il quale lo incontrò una sola volta e quindi poté dargli solo alcuni consigli. I biografi (Quirino Principe e altri) riferiscono di un lungo colloquio di tre, quattro ore; Freud, durante l'incontro, una lunga passeggiata, seppe da Mahler che egli chiamava a volte la moglie Alma col nome della propria madre Marie, e quindi formulò l'ipotesi (non la diagnosi) che Mahler fosse affetto dal cosiddetto "complesso della Vergine Maria". Alma Schindler smentì questo fatto, fortificando la sua tesi con la prova che Mahler aveva difficoltà a pronunciare la "r", e quindi sarebbe stato scomodo per lui chiamarla Marie. Freud, tempo dopo, ricordando l'episodio dichiarò: «Ebbi la possibilità di ammirare le capacità di penetrazione psicologica di quell'uomo di genio. Nessuna luce illuminò ad un certo punto i sintomi della sua nevrosi ossessiva. Era come scavare con un bastoncino in un edificio misterioso»[17].

Malato gravemente di cuore all'incirca dal 1907, Mahler fu più volte costretto a sottoporsi a delicate terapie mediche, e si rivolse invano a celeberrimi specialisti che, però, non poterono far altro che constatare la gravità del suo male, una endocardite maligna ed incurabile. Tra i vari specialisti in cardiologia a cui si rivolse, va ricordato il celebre batteriologo Andrè Chantemesse, il quale fu un pioniere della scienza ma anche un uomo assolutamente privo di tatto, che molto rudemente informò il suo paziente dello stato del suo male dicendo: "Non ho mai visto degli streptococchi svilupparsi in una maniera così meravigliosa, guardi questi filamenti, sembrano alghe marine!", lasciando letteralmente Mahler ammutolito per l'orrore[senza fonte].

Tornato apposta a Vienna dall'America (dove risiedette per circa un anno e dove ottenne strepitosi successi concertistici), Mahler morì nel sanatorio Loew di Vienna nell'anno 1911. I contributi alla sua biografia ci sono dati dalla moglie Alma e dall'amica Natalie Bauer-Lechner.

Il biografo e musicologo Henry-Louis de La Grange ha dedicato gran parte della sua vita a raccogliere materiale su di lui e a riportare la storia della sua vita su dei libri.

Le Sinfonie[modifica | modifica wikitesto]

La Prima Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 1 (Mahler).

Nel 1888 Mahler portò a termine la prima versione della Prima sinfonia in re maggiore Il Titano, ispirata all'omonimo romanzo di Jean Paul. La prima esecuzione a Budapest nel 1889 fu quasi un disastro. La sinfonia, inizialmente concepita in cinque movimenti, in seguito fu ridotta in quattro movimenti dopo che Mahler decise di eliminare l'andante intitolato Blumine[18]. Il più noto dei quattro movimenti è sicuramente il terzo, una sorta di marcia funebre iniziata da un solo di timpani che esegue una spettrale parodia della canzone popolare per bambini Fra Martino.

La Seconda Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 2 (Mahler).

I primi successi per Gustav Mahler arrivarono invece con l'esecuzione della Seconda sinfonia, detta Resurrezione, il cui primo movimento risale al 1888, ma che fu completata solamente sei anni dopo nel 1894. Divisa in cinque movimenti, la Seconda prevede, oltre alla smisurata orchestra tipica di quasi tutti i lavori mahleriani, anche l'intervento di due voci femminili soliste e del coro ed è la prima delle tre sinfonie in cui Mahler rielabora temi tratti dal proprio ciclo di lieder Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo).

La Terza Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 3 (Mahler).

La Terza sinfonia in re minore, composta tra il 1893 e il 1896 a Steinbach, fu eseguita per la prima volta solo nel 1902. La Terza di Mahler con i suoi sei movimenti ed una durata di circa 95 minuti di musica, è la più lunga sinfonia della storia della musica e richiede un organico strumentale di grandi proporzioni. Anche il tema conduttore di questa sinfonia, come della precedente, sembra essere l'immortalità: il quarto movimento cita alcuni testi del Così parlò Zarathustra del filosofo Nietzsche, e il quinto un'altra poetica dal Des Knaben Wunderhorn (Il corno magico del fanciullo), dedicate al tema. Insieme alla successiva Quarta, si mostra dominata da un'attitudine verso la dimensione sognante e naif.

La Quarta Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 4 (Mahler).

La Quarta sinfonia (1900), in sol maggiore concluse la trilogia delle sinfonie vocali (la seconda, la terza e la quarta), tematicamente legate ai lieder in precedenza composti su testi del Wunderhorn, anche se il motivo principale del I movimento è tratto dal II tema della sonata D 568 op. post. 122 in mi bemolle maggiore per pianoforte di Schubert. In questo caso, l'ultimo movimento è costituito proprio da un lied inizialmente composto per la raccolta del Wunderhorn, intitolato La vita celestiale, affidato alla voce di soprano. La Quarta è, dopo la Prima, la meno estesa fra le sinfonie di Mahler ed è anche quella che prescrive l'organico strumentale meno numeroso. Consta di quattro tempi: un allegro (anch'esso ricco di reminiscenze tematiche dal "Wunderhorn"), uno scherzo a cui la presenza di un violino accordato un tono sopra gli altri strumenti conferisce un tono a tratti spettrale, un vasto andante e appunto il lied finale. Theodor Adorno dice del sonaglio che suona all'inizio: "È veramente un campanello birbone, che senza dirlo dice: - Nulla di ciò che state ascoltando è vero".

La Quinta Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 5 (Mahler).

La Quinta sinfonia, in do diesis minore è del 1903. È anche l'unica sinfonia su cui Mahler tornerà più volte fino alla fine della sua vita, perché non era mai del tutto soddisfatto della strumentazione: la scrisse durante le estati del 1901 e 1902, ma la revisionò per ben sei volte, sia prima della "prima" del 1904 a Colonia, sia dopo, ritoccandone continuamente l'orchestrazione. Consta di cinque movimenti, divisi in tre parti. La prima parte è costituita dai primi due movimenti, fra loro tematicamente legati. Il primo è una marcia funebre in cui compare di nuovo in modo prepotente il gusto sardonico di Mahler (con una rielaborazione ironica del tema del destino della Quinta sinfonia di Beethoven); il secondo movimento, in forma sonata e in la minore, è in un tempo agitato e verso la fine presenta un luminoso tema in modo maggiore che tornerà nel finale della Sinfonia. La seconda parte è costituita per intero da un vastissimo Scherzo in re maggiore, in cui le reminiscenze di Wagner si mescolano con quelle del valzer viennese: quasi un compianto anticipato per un mondo (quello della Vienna imperiale) che stava per finire, dieci anni prima de Il cavaliere della rosa di Strauss. L'ultima parte della Sinfonia si apre con il famoso Adagietto, in fa maggiore, forse la pagina più nota di Mahler, utilizzato poi da Luchino Visconti per la colonna sonora del film Morte a Venezia: 103 battute affidate solo agli archi e ad un'arpa. Questa pagina detiene forse un record fra tutti i brani di musica classica: quello della maggiore differenza di durata che è possibile riscontrare fra le varie esecuzioni. Infatti, molti direttori affrontano (metronomo alla mano, più correttamente) questo Adagietto facendolo durare circa otto minuti (probabilmente anche Mahler stesso lo dirigeva così, come possiamo desumere dal raffronto con le incisioni del suo principale allievo, Bruno Walter), ma è possibile ascoltarne esecuzioni incredibilmente dilatate, come quelle di Hermann Scherchen e Bernard Haitink, che sfiorano addirittura i quattordici minuti. La sinfonia si conclude poi con un Allegro che riprende uno dei temi principali dell'Adagietto, eseguendolo in maniera molto più frenetica.

La Sesta Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 6 (Mahler).

La Sesta sinfonia, in la minore, del 1903-1904 è conosciuta comunemente come Tragica (titolo che non si deve però a Mahler). È in quattro tempi e presenta un'unità tonale del tutto inconsueta nell'autore: ben tre movimenti su quattro, infatti, sono nella tonalità di impianto. È anche l'unica sinfonia mahleriana a terminare con un movimento in tonalità minore (tutte le altre sinfonie, anche le più drammatiche, presentano un finale "positivo", come la Prima o la Quinta, o quanto meno sereno, come le tre sinfonie del Wunderhorn o la Nona).

La Settima Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 7 (Mahler).

La Settima sinfonia (1904-1905) presenta, con i suoi cinque tempi, una struttura "simmetrica". La "chiave di volta" è rappresentata dal movimento più breve, lo Scherzo, che sta in terza posizione, preceduto e seguito da due movimenti in tempo moderato, entrambi denominati "Nachtmusik" (Serenata), mentre i due movimenti estremi sono due Allegri di ampie proporzioni. Introdotto da una frase in tempo più lento, affidata a un flicorno, il primo movimento rimane incerto circa la tonalità fondamentale fra mi minore e si minore. La prima Nachtmusik si distingue per il carattere sarcastico e i ritmi a tratti da marcia (quasi una totentanz). Lo Scherzo porta la curiosa indicazione di tempo "Schattenhaft" (Tenebroso) ed è un pezzo di grande virtuosismo per tutta l'orchestra. Nella seconda Nachtmusik compaiono due strumenti non propri della musica orchestrale, una chitarra e un mandolino, che contribuiscono a dare al pezzo momenti di sonorità insolita e quasi surreale. Degno di nota in questo brano è l'incipit affidato al violino solista: si tratta di una citazione quasi letterale del celebre tema "Amami Alfredo" da La traviata di Giuseppe Verdi. Conclude la sinfonia un ampio movimento in tempo veloce, il cui tema principale (una parodistica deformazione dell'incipit dell'ouverture da I maestri cantori di Norimberga) riappare di continuo, quasi come un Leitmotiv, inframmezzato da motivetti giocosi e spesso all'apparenza banali.

L'Ottava Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 8 (Mahler).

L'Ottava sinfonia, in Mi bemolle maggiore, del 1906, detta dei mille, in riferimento al numero degli esecutori (circa mille appunto, tra strumentisti e cantanti) è considerata l'opera più problematica di Mahler. In particolare si critica la definizione di sinfonia per l'Ottava (essendo completamente cantata), rappresentando essa probabilmente il culmine di quel processo di disgregazione della forma sinfonica comune al periodo post-beethoveniano: lo stesso Mahler scrisse che si trattava di un lavoro "talmente singolare e nella forma e nel contenuto che non è possibile scriverne". Con l'Ottava, comunque, Mahler ottenne il suo successo più clamoroso e, successivamente, venne considerato l'apice della sua opera da Anton Webern, Arnold Schoenberg e Alban Berg. È motivo di discussione l'accostamento dell'inno Veni creator spiritus di Rabano Mauro, musicato nella prima parte, e la scena finale del Faust di Goethe. Schoenberg ebbe a definire le due parti "un'unica idea di inaudita lunghezza e poderosa ampiezza, concepita e dominata nello stesso momento".

La prima americana dell'Ottava Sinfonia (1916): Leopold Stokowski dirige la Philadelphia Orchestra
Das Lied von der Erde
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Das Lied von der Erde.

La successiva composizione Das Lied von der Erde (Il canto della terra), sottotitolato Symphonie fur eine tenor- und eine alt- (oder bariton-) Stimme und Orchester, su testi di poeti cinesi, non fu direttamente inserita fra le sinfonie numerate di Mahler.

La Nona Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 9 (Mahler).

La Nona sinfonia, in Re maggiore, considerato vertice delle composizioni sinfoniche del secolo, è del 1909. Il direttore d'orchestra Leonard Bernstein ha paragonato il decisivo, e forse testamentario, ultimo movimento a uno stato di meditazione trascendentale, ove l'ego pare dissolversi in un'ambigua estasi dell'Essere.

La Decima Sinfonia
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sinfonia n. 10 (Mahler).

Mahler morì nel 1911, durante la composizione di quella che avrebbe dovuto essere la sua Decima sinfonia. Di questa sinfonia è stato completato da Mahler solo l'adagio iniziale in Fa diesis maggiore. Fra le numerose ricostruzione della partitura, le versioni del musicologo Deryck Cooke sono le più eseguite. Le ultime due sinfonie e il Canto della Terra vennero composte da Mahler mentre si trovava in soggiorno estivo a Dobbiaco.

Lo stile[modifica | modifica wikitesto]

La musicologia ha avuto a lungo difficoltà ad inquadrare lo stile di Mahler. È risaputo che nelle sue composizioni il profondo si unisce spesso al banale. E proprio l'accusa di banalità è la più frequente fra i suoi detrattori:[senza fonte] nella prima sinfonia, il tema, noto a tutti, di Fra Martino, trasformato in una marcia funebre affidata ai contrabbassi, e in Sant'Antonio di Padova predica ai pesci (uno dei lieder da Das Knaben Wunderhorn, che Mahler trascrive poi per orchestra facendone lo Scherzo della Seconda Sinfonia) si rileva un carattere grottesco e in molte altre opere il materiale tematico deriva dalla musica popolare o addirittura bandistica, genere che il compositore lamentava di non aver indagato a fondo.

Tra i più noti apologeti di Mahler ricordiamo Arnold Schoenberg e Anton Webern, che diresse varie volte le sue sinfonie (è ricordata in particolare la direzione della ottava).

Mahler non rompe il linguaggio tonale, ma lo spinge fino ai limiti delle possibilità. Quirino Principe indica un passo della terza sinfonia: ad un certo punto appare una triade di re minore dei corni che tocca la sensibile. Il do diesis sale alla tonica, ma con molta attesa, e nella nostra mente non c'è la tonica ma la sensibile: addirittura lo stesso passaggio viene riproposto e senza risoluzione. È lo stesso Principe, uno dei più importanti musicologi italiani a dedicarsi al compositore, che con grande acutezza osserva come i Lieder di Mahler siano punto di riferimento e unità di misura. Possiamo battezzarle con un po' di fantasia, dice, gli strambi contadini, la stanza dei giochi, i soldatini di piombo improvvisamente animati, immagini non regressive, né puerili, né reazionarie. Soprattutto, non nostalgia perché non appartengono a nessun passato. L'infantile, il militare, il rurale non appartengono né al passato né al presente del musicista, non rievocano alcun evento della sua vita di piccolissimo borghese ebreo nato in un angolo qualsiasi dell'Austria imperial regia, dove la cultura cristiana, europea, tedesca comincia a diventare estranea; eppure come pochi altri artisti del tempo egli volle risiedere stabilmente all'ombra dei santi cattolici, di Dante, di Goethe, di Novalis, adattandosi persino all'inquietudine sempre più disperata del tramonto, purché fosse tramonto dell'Occidente.[19].

Nel medesimo saggio, Principe precisa i quattro più diffusi errori in cui si cade avvicinandosi a Mahler:

  • la retorica dell'opera incompiuta, secondo cui la vera grandezza di un artistia moderno (non classico) non può essere che nell'opera aperta, nel frammento. Ma Mahler è compositore capace di offrire opere compiute e concluse, che trovano al proprio interno i riferimenti necessari alla comprensione;
  • la retorica dell'opera negativa, per il quale non si deve uscire dall'ascolto di Mahler con un senso di appagamento, il che impedisce di affermare che nell'opera di Mahler esista il meglio e il peggio. Principe non si fa problemi nell'affermare che seguendo questa logica, i critici non ammettono che il famoso Adagietto della Quinta Sinfonia è brutto;
  • il sofisma della bruttura, che afferma che le parti triviali e banali delle partiture del compositore siano parti messe lì, per far saltare in aria il quadro, il che contribuisce a creare il ritratto di un compositore che avrebbe potuto anche fare diversamente, che si è lasciato andare al kitsch pur potendo fare altro, mentre l'unica via è ammettere che il triviale in Mahler sia anche il suo brutto;
  • l'enfasi della crisi, che impone la debolezza come stato di grazia, la sconfitta come ultima meta. Tutto dev'essere in crisi e chi vi sfugge, è colpevole perché non è solidale con chi soffre

Ma questi quattro grossolani errori confliggono con il carattere peculiare delle opere di Mahler, cioè il volontarismo, via scelta dall'artista per rimanere indipendente dalla crisi imperante[20].

Elenco delle opere[modifica | modifica wikitesto]

  1. Tre lieder per tenore e pianoforte, su testi di Gustav Mahler, dedicati a Josephine Poisl, 1880
    1. Im Lenz
    2. Winterlied
    3. Maitanz im Grünen
  2. Das Klagende Lied, su testo di Gustav Mahler. Testo ultimato il 18 marzo 1878, partitura ultimata il 1º novembre 1880.
    1. Waldmärchen
    2. Der Spielmann
    3. Hochzeitsstuck
  3. Cinque Lieder (Lieder und Gesange, vol. I), 1880-1883
    1. Frühlingsmorgen
    2. Erinnerung
    3. Hans und Grethe
    4. Serenade aus «Don Juan»
    5. Phantasie aus «Don Juan»
  4. Lieder eines fahrenden Gesellen, testo di Gustav Mahler, 1884
    1. Wenn mein Schatz Hochzeit macht
    2. Ging heut' morgen übers Feld
    3. Ich hab' ein glühend Messer
    4. Die zwei blauen Augen
  5. Sinfonia n. 1 in re maggiore, 1885(?)-1888
    1. Langsam, schleppend. Immer sehr gemachlich
    2. Blumine (Andante allegretto)[21]
    3. Kräftig, bewegt, doch nicht zu schnell
    4. Feierlich und gemessen, ohne zu schleppen
    5. Stürmisch bewegt. Energisch
  6. Nove Lieder da Des Knaben Wunderhorn, per voce e pianoforte, 1888-1891
    1. Um schlimme Kinder artig zu machen
    2. Ich ging mit Luszt durch einen grunen Wald
    3. Aus! Aus!
    4. Starke Einbildungskraft
    5. Zu Strassburg auf der Schanz
    6. Ablösung im Sommer
    7. Scheiden und Meiden
    8. Nicht wiedersehen!
    9. Selbstgefühl
  7. Dieci Lieder da Des Knaben Wunderhorn, per voce e orchestra, 1892-1896
    1. Der Schuldwache Nachtlied
    2. Verlor'ne Muh'
    3. Trost im Unglück
    4. Wer hat dies Liedlein erdacht?
    5. Dar irdische Leben
    6. Des Antonius von Padua Fischpredigt
    7. Rheinlegendchen
    8. Lied des Verfolgten im Turm
    9. Wo die schönen Trompeten blasen
    10. Lob des hohen Verstandes
    11. Es sungen drei Engel
    12. Urlicht
  8. Sinfonia n. 2, in do minore, per soprano e contralto solisti, e coro misto, 1888-1894
    1. Allegro maestoso
    2. Andante moderato
    3. In ruhig
    4. Urlicht
    5. Im Tempo des Scherzos. Wild herausfahrend. Wieder sehr breit. Ritardando. Maestoso. Wieder zurückhaltend. Langsam. Misterioso. Etwas bewegter. Mit Aufschwung aber nicht eilen.
  9. Sinfonia n. 3, in re minore, per contralto solista, coro femminile e coro di bambini, 1895-1896
    1. Kräftig.Entschieden
    2. Tempo di minuetto: sehr mässig
    3. Comodo. Scherzando. Ohne Hast
    4. Sehr langsam. Misterioso
    5. Lustig im Tempo und keck im Ausdruck[22]
    6. Langsam. Ruhevoll. Empfunden
  10. Sinfonia n. 4, in sol maggiore, per soprano solista, 1899-1900[23]
    1. Bedächtig. Nicht eilen
    2. Im gemachlicher Bewegung, ohne Hast
    3. Ruhevoll''
    4. Sehr behaglich
  11. Due Lieder da Des Knaben Wunderhorn, per voce e orchestra, 1899-1901
    1. Revelge
    2. Der Tamboursg'sell
  12. Cinque Lieder su testi di Friedrich Ruckert, per voce e orchestra, 1901-1902
    1. Blicke mir nicht in die Lieder!
    2. Ich atmet' einen linden Duft
    3. Ich bin der Welt abhanden gekommen
    4. Um mitternacht
    5. Liebst du um Schoenheit
  13. Sinfonia n. 5, in do diesis minore, 1901-1903
    1. Prima parte
      1. Trauermarsch
      2. Stürmisch bewegt mit grösster Vehemenz
    2. Seconda parte
      1. Scherzo
    3. Terza parte
      1. Adagietto
      2. Rondo-Finale
  14. Kindertotenlieder, per voce e orchestra, su testi di Ruckert, 1901-1904
    1. Nun will die Sonn' so hell aufgeh'n
    2. Nun seh' ich wohl, warum so dunkle Flammen
    3. Wenn dein Mutterlein
    4. Oft denk' ich, sie sind nur ausgegangen
    5. In diesem Wetter
  15. Sinfonia n. 6, in la minore, 1903-1904
    1. Allegro energico, ma non troppo
    2. Scherzo. Wuchtig
    3. Andante moderato
    4. Finale
  16. Sinfonia n. 7, in mi minore (o in si minore), 1904-1905
    1. Langsam. Allegro risoluto ma non troppo
    2. Nachtmusik I. Allegro moderato
    3. Scherzo. Schattenhaft
    4. Nachtmusik II. Andante amoroso
    5. Rondo-finale
  17. Sinfonia n. 8, in mi bemolle maggiore, per 3 soprani, 2 contralti, tenore, baritono e basso solisti, coro di bambini e doppio coro misto, 1906 detta anche "dei Mille".
    1. Inno Veni creator Spiritus[24]
    2. Scena finale del Faust di Johann Wolfgang von Goethe
  18. Das Lied von der Erde, su testi di poeti cinesi tradotti da Hans Bethge in Die chinesiche Flöte, 1908.
    1. Das Trinklied vom Jammer der Erde
    2. Der Einsame im Herbst
    3. Von der Jugend
    4. Von der Schönheit
    5. Der Trunkene im Frühling
    6. Der Abschied
  19. Sinfonia n. 9 in re maggiore, 1909
    1. Andante comodo
    2. Im Tempo eines gemachlichen Ländlers
    3. Rondo - Burleske
    4. Adagio
  20. Sinfonia n. 10 in fa diesis maggiore, 1910 (incompiuta)
    1. Andante. Adagio
    2. Scherzo
    3. Purgatorio
    4. Scherzo: Der Teufel tanzt es mit mir
    5. Finale

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ oggi la città si chiama Kaliště ed è nel distretto ceco di Pelhřimov
  2. ^ Jonathan Carr, Mahler: A Life, pp. 8-9
  3. ^ (EN) Gustav Mahler - His life
  4. ^ Norman Lebrecht, Why Mahler?: How One Man and Ten Symphonies Changed Our World, Random House Digital, Inc.. p. 84.
  5. ^ Ibidem, p.84.
  6. ^ Stuart Feder, "Mahler at Midnight" da Gustav Mahler: A Life in Crisis, Yale University Press. pp. 63–64.
  7. ^ Warren Allen Smith, Celebrities in Hell, chelCpress. pp. 76–77.
  8. ^ Joel Martel, Mahler and Religion: forced to be christian, New York Times, 22 agosto 1999.
  9. ^ John Bowden, Christianity: the complete guide, p. 813.
  10. ^ Carl Niekerk, Reading Mahler: German Culture and Jewish Identiti in Fin-de-Siècle Vienna, Camden House, pp. 83-134.
  11. ^ Brno 1864 - Vienna 1935
  12. ^ Queste versioni delle sinfonie di Schumann rivedute da Mahler sono state registrate dalla Gewandhaus Orchestra di Lipsia sotto la direzione di Riccardo Chailly.
  13. ^ (EN) Mahler's Heavenly Retreats dedicato alle località di villeggiatura di Mahler
  14. ^ al mondo poetico di questi due ultimi cicli liederistici (1901-1902 e 1904) per voce ed orchestra si richiamano la Quinta, la Sesta e la Settima Sinfonia.
  15. ^ Gustav Mahler Komponierhäuschen --- Klagenfurt/Maiernigg --- Austria su www.gustav-mahler.at
  16. ^ La lunga vita di Alma Mahler, “musa del secolo”
  17. ^ Quirino Principe, Mahler. La musica tra Eros e Thanatos, Tascabili Bompiani, 1983.
  18. ^ il manoscritto di Blumine fu ritrovato solo molti anni dopo la morte dell'autore ed eseguito per la prima volta nel 1967 sotto la direzione di Benjamin Britten
  19. ^ Q. Principe, Mahler, Rusconi, Milano 1983
  20. ^ Q. Principe, Mahler, Rusconi, Milano 1983
  21. ^ movimento eliminato nella versione finale della sinfonia
  22. ^ In tempo gioioso e sfacciato nell'espressione
  23. ^ Questa opera fu composta in parte mentre l'artista si trovava a soggiornare ad Abbazia (oggi in Croazia), il prestigioso centro turistico del Quarnero.
  24. ^ su un testo attribuito a Rabano Mauro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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