Ariadne auf Naxos

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Arianna a Nasso
John Vanderlyn 001.jpg
Arianna colta dal sonno nell'isola di Nasso
Titolo originale Ariadne auf Naxos
Lingua originale tedesco
Genere opera lirica
Musica Richard Strauss
Libretto Hugo von Hofmannsthal
Fonti letterarie Le Bourgeois gentilhomme di Moliere
Atti un prologo e un atto
Epoca di composizione 1912-1916
Prima rappr. 25 ottobre 1912
Teatro Teatro di Stoccarda
Versioni successive
Personaggi
  • Nel Prologo:
    • La prima donna (soprano)
    • Il tenore (tenore)
    • Zerbinetta (soprano)
    • Arlecchino (baritono)
    • Scaramuccio (tenore)
    • Truffaldino (basso)
    • Brighella (tenore)
    • Il compositore (mezzosoprano)
    • Il suo maestro di musica (baritono)
    • Il maestro di ballo (tenore)
    • Il parrucchiere (baritono)
    • Il lacchè (basso)
    • Un ufficiale (tenore)
    • Il maggiordomo (parlato)
  • Nell'Opera:

Ariadne auf Naxos (in italiano Arianna a Nasso) è un'opera lirica di Richard Strauss su libretto di Hugo von Hofmannsthal.

La commedia nell'opera[modifica | modifica sorgente]

Nel maggio del 1911 Hofmannsthal presentò a Strauss il progetto di musicare una commedia di Molière, Le Bourgeois gentilhomme. Il compositore mise in musica alcune scene della commedia, rivisitate da Hofmannsthal; alla commedia seguiva la breve opera di Strauss, sempre su libretto di Hofmannsthall, "Ariadne auf Naxos", e la prima debuttò il 25 ottobre 1912 al Teatro di Stoccarda, diretta dallo stesso Strauss.
Il pubblico però manifestò più interesse per l'opera vera e propria che per la commedia, cosa che fece indispettire Hofmannsthal, che volle eliminare la commedia da Molière, nonostante il parere contrario di Strauss. Il progetto fu ritardato nel 1915, a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale e della composizione dell'opera La dama senza ombra. Nel 1916 fu finalmente terminato il progetto, una sorta di teatro nel teatro: la commedia era ambientata nella casa di un signore dove poi si rappresentava l'opera. La versione finale dell'opera andò in scena il 4 ottobre del 1916.

Trama[modifica | modifica sorgente]

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Il prologo è ambientato in una villa viennese nel XVIII secolo, dove un aristocratico vuole intrattenere i suoi ospiti con una rappresentazione del mito di Arianna a Nasso, commissionata ad un giovane compositore entusiasta. A seguire l'opera ci sarà uno spettacolo della commedia dell'arte. Il maestro di musica si oppone, ma il maggiordomo replica che il programma non si cambia.
Seguono i preparativi per l'opera e la commedia: il compositore è affascinato da Zerbinetta, che però è a capo della Commedia dell'arte, e se ne disinteressa. Anche Zerbinetta non è entusiasta, dato che sa di dover divertire un pubblico annoiato da una rappresentazione operistica. A complicare tutto è il maggiordomo che annuncia che il padrone vuole che opera e commedia si rappresentino insieme. Il compositore è disperato, ma Zerbinetta raggiunge un compromesso: i commedianti saranno una compagnia in visita all'isola di Nasso che consoleranno la povera Arianna abbandonata da Teseo. Il compositore si oppone, ma Zerbinetta riesce a sedurlo, per poi allontanarsi. Il giovane rimane solo in scena, e quando sente il fischio che dà inizio alla rappresentazione, fugge dal palazzo.

L'opera[modifica | modifica sorgente]

Arianna è stata abbandonata da Teseo a Nasso, e invano la ninfa Eco, la driade a la naiade cercano di consolarla. Arlecchino, vedendola, intona una canzone in cui la invita ad accettare la realtà. Arianna è più sconvolta e invoca la morte, ma i comici cercano in tutti i modi di farle tornare il buon umore. Zerbinetta li congeda, e parla da sola con Arianna, asserendo di essere stata anche lei abbandonata. Ma Arianna non l'ascolta e si rifugia in una grotta, lasciando Zerbinetta sola nei suoi pensieri, per poi allontanarsi con la sua compagnia.
Improvvisamente arrivano Eco, la driade e la naiade, che raccontano l'arrivo di una nave con a bordo il dio Bacco, e invitano Arianna ad uscire dalla grotta. Arianna lo scambia per Teseo, poi per il dio della morte; Bacco le dà corda, ma poi entrambi sentono di volersi bene, e si allontanano. Entra Zerbinetta, che esplica la sua morale al pubblico: ogni nuovo amante sembra sempre un dio.

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura di Strauss prevede l'utilizzo di:

Riconoscimenti discografici[modifica | modifica sorgente]

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