Idiofoni

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Negli strumenti musicali idiofoni il suono è prodotto con la vibrazione del corpo stesso dello strumento, senza l'utilizzo di corde o membrane e senza che sia una colonna d'aria a essere fatta vibrare. La marimba e il guiro sono dei classici idiofoni.

Questa famiglia è una delle cinque principali nella famosa divisione dei pionieri Erich von Hornbostel e Curt Sachs per la classificazione degli strumenti musicali. Gli idiofoni sono stati ulteriormente suddivisi in quattro sottocategorie: percussione, concussione, scuotimento e raschiamento.

Molti strumenti a percussione che non sono tamburi sono idiofoni e la maggior parte di questi hanno origini occidentali. Questi strumenti sono classificati come idiofoni a percussione e vengono suonati colpendoli direttamente, con una o più bacchette (come il triangolo) o con le mani (come il ghatam indiano), o indirettamente a seguito di scuotimento (come maracas o cabasa). Tra gli strumenti detti a concussione figurano i piatti, i legnetti, le nacchere e la frusta. Gli idiofoni sono realizzati in materiali diversi, come il metallo, il legno, l'osso e le materie plastiche. Gli strumenti a suono determinato sono suonati controllando la nota prodotta, e rispettando le regole dell'armonia come per gli altri strumenti con la stessa caratteristica. Gli strumenti a suono indeterminato sono utilizzati invece per la scansione dei ritmi, o con funzione di abbellimento.

Classificazione di Hornbostel-Sachs[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione in base a materiale e altezza sonora[modifica | modifica wikitesto]

Idiofoni in osso[modifica | modifica wikitesto]

Idiofoni in metallo o legno[modifica | modifica wikitesto]

A suono determinato[modifica | modifica wikitesto]
Costituito da un unico elemento[modifica | modifica wikitesto]
Costituito da più elementi[modifica | modifica wikitesto]

La Zanza è anche chiamata Kalimba, Sanza, Sansa, Mbira (Zimbabwe), Chitata (Mozambico), Likembe (Congo, Zaire e Uganda).

Lo strumento è abbastanza diffuso in tutta l’Africa equatoriale, oltre che in America, e nelle Antille, dove è giunto probabilmente con la tratta degli schiavi. La parola Zanza vuol dire “il legno” e indica il materiale di cui è fatto lo strumento, mentre Nsimbi significa invece “il ferro” ed è così che viene chiamata la Zanza sulle rive dello Zambesi, dove le linguette vibranti dello strumento sono appunto fatte di ferro. Strutturalmente lo strumento è piuttosto semplice, composto da una tavoletta di legno, piena o scavata, oppure di alcune canne di bambù incollate tra loro e ricoperte da un sottile foglio di fibra, su cui sono disposte un certo numero di lamelle, di metallo, di canna o di giunco, di diversa lunghezza, fermate ad un’estremità da una barretta trasversale e sollevate dal telaio/cassa armonica da un’altra barretta che funge da ponticello. Spesso alla cassa dello strumento viene associata una zucca vuota allo scopo di amplificarne il suono e favorirne la risonanza. Nel sud Katanga la cassa di risonanza è talvolta formata da una calotta cranica umana, ricoperta da una membrana vibrante in fibra, mentre in Congo può essere un guscio di tartaruga oppure una semisfera di legno. Lo strumento, che può assumere svariate forme, si suona pizzicando le lamelle con i pollici così da essere chiamato pianoforte a pollice.

Anche nella cultura musicale europea è presente un idiofono a pizzico che sfrutta un congegno sonoro analogo a quello della zanza, reso però “automatico” da una molla, analoga a quella degli orologi meccanici: si tratta dei carillons.

A suono indeterminato[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Famiglie di strumenti musicali
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