The Wall

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The Wall
Artista Pink Floyd
Tipo album Studio
Pubblicazione 30 novembre 1979
Durata 81:12
39:14 (Disco 1)
41:58 (Disco 2)
Dischi 2
Tracce 13 + 13
Genere Rock progressivo[1]
Art rock[1]
Album-oriented rock[1]
Hard rock[1]
Etichetta EMI
Produttore Bob Ezrin, David Gilmour, Roger Waters
Registrazione agli Abbey Road Studios, Londra
Formati LP, 2CD, download digitale
Certificazioni
Dischi d'oro Grecia Grecia[2]
(Vendite: 100.000+)
Dischi di platino Stati Uniti Stati Uniti (23)[2]
(Vendite: 11.500.000+)
Regno Unito Regno Unito (2)[3]
(Vendite: 600.000+)
Spagna Spagna[4]
(Vendite: 100.000+)
Polonia Polonia[5]
(Vendite: 100.000+)Germania Germania (4)[6]
(Vendite: 2.000.000+)
Argentina Argentina[7]
(Vendite: 200.000+)
Australia Australia (11)[8]
(Vendite: 770.000+)
Dischi di diamante Francia Francia[9]
(Vendite: 1.340.000+)
Canada Canada (2)[10]
(Vendite: 1.000.000+)
Pink Floyd - cronologia
Album precedente
(1977)
Album successivo
(1983)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock[11] Pietra miliare
Allmusic[1] 4.5/5 stelle
Rolling Stone[12] 3/5 stelle

The Wall è l'undicesimo album in studio del gruppo musicale britannico Pink Floyd (il dodicesimo se si considera anche la raccolta Relics del 1971). È un concept album che fu pubblicato come doppio album il 30 novembre 1979; tuttora rinomati gli effetti scenici usati nel tour che venne a seguire, considerati da molti fan e critici innovativi per quel periodo[13]. Infatti gli stessi Pink Floyd, dopo aver pubblicato The Final Cut, non si esibirono più dal vivo fino all'abbandono di Waters, avvenuto nel 1985. Essi non presero nemmeno in considerazione l'idea di un nuovo tour per promuovere l'album successivo, ritenendo infatti troppo difficoltoso competere con gli show precedenti di The Wall. Ciò è testimoniato da Nick Mason nel suo libro Inside Out - La prima autobiografia dei Pink Floyd.
All'album seguì anche il film Pink Floyd The Wall.

L'album ha ricevuto il disco di diamante per due volte in Canada ed una in Francia, il Disco di platino per 23 volte negli Stati Uniti, 4 volte in Germania, 11 in Australia, uno in Argentina, Italia e Polonia ed il Disco d'oro in Grecia. Ha raggiunto la prima posizione in classifica negli Stati Uniti per 15 settimane risultando l'album più venduto dell'anno. In altri paesi è arrivato primo in Norvegia, Svezia, Germania, Nuova Zelanda, Austria, Olanda, Francia ed Argentina, terzo nel Regno Unito e nono in Spagna ed ha venduto 30 milioni di copie in tutto il mondo, di cui 11,5 milioni di copie negli USA[2]. In altri paesi è arrivato al quarto posto nel marzo 2012 in Italia dove ha venduto 1,2 milioni di copie, al sesto posto in Danimarca nel maggio 2011 ed in Grecia nel 2010, in ottava posizione in Svizzera nel luglio 2006, in nona in Spagna nell'aprile 2006 ed in decima in Portogallo nel 2012.

Presentazione[modifica | modifica sorgente]

Roger Waters mentre suona In The Flesh durante il The Wall Live.

L'album è un'opera rock incentrata sulla storia di un personaggio fittizio: una rockstar di nome Pink. Egli, a causa di una serie di traumi psicologici, arriva a costruirsi un "muro" mentale attorno ai propri sentimenti, dietro al quale egli si isola. I disagi, soprattutto infantili, che portano Pink a questa scelta drammatica sono:

  • la morte del padre verso la fine della seconda guerra mondiale;
  • la madre iperprotettiva;
  • insegnanti scolastici eccessivamente autoritari ed avvezzi alle punizioni corporali;
  • i tradimenti della moglie (in età adulta).

L'album segna anche la rovina della formazione classica dei Pink Floyd. Infatti il tastierista Richard Wright partecipò tardivamente alla registrazione dell'album (si era trasferito in Grecia con la sua nuova moglie); per questo motivo (come spiegato da Mason nel suo libro sopra citato) Waters litigò con il tastierista e lo licenziò: durante il tour di promozione Wright partecipò solo come sessionman.

Il successo dell'album fu enorme: fu l'album più venduto negli Stati Uniti nel 1980[14], divenendo uno degli album doppi più venduti nella storia.

Si è posizionato all'87º posto nella lista dei 500 migliori album secondo Rolling Stone[15].

Antefatti[modifica | modifica sorgente]

Durante l'ultimo concerto del tour In the Flesh, eseguito al Montreal Olympic Stadium nel luglio del 1977, un gruppo di spettatori in prima fila irritarono Waters con le loro urla a tal punto che il bassista arrivò a sputare addosso ad uno di loro. L'intera band si sentiva a disagio nell'esibirsi davanti ad un pubblico così numeroso, ma l'ipersensibile Waters fu tra i quattro Pink Floyd il più influenzato dalla situazione, tant'è che, infortunatosi ad un piede dopo aver litigato con il manager Steve O'Rourke, parlò con uno psichiatra con il quale si trovava in auto del distacco che sentiva dal tour, del suo odio per le esibizioni negli stadi e della barriera che percepiva tra lui e il pubblico durante i concerti[16]. Così, mentre Gilmour e Wright si trovavano in Francia per registrare degli album solisti e Mason partecipava alla realizzazione dell'album Green di Steve Hillage, Waters cominciò a scrivere nuovo materiale[17].

L'incidente dello sputo diventò la base per un nuovo concept, basato sul distacco tra il pubblico e gli artisti[16]. Così, nello stesso luglio del '77, Waters presentò alla band due nuovi progetti: una demo di circa novanta minuti intitolata Bricks in the Wall[18] ed un'altra che sarebbe poi diventata il suo primo album solista, The Pros and Cons of Hitch Hiking.

Fu scelta la prima come loro successivo album. Gilmour e Mason vollero essere cauti inizialmente con il progetto, dato che Waters aveva fornito solo un'idea di base per l'album. La band fu comunque costretta ad intraprendere la creazione dell'opera, data la terribile situazione finanziaria in cui si trovava in quel periodo[19]; essa avrebbe dovuto contenere 26 canzoni, divise su due dischi. Fu ingaggiato come co-produttore Bob Ezrin[19], che aveva di recente lavorato al primo album solista di Peter Gabriel. Waters mise subito in chiaro le cose con il produttore:

(EN)
« You can write anything you want. Just don't expect any credit. »
(IT)
« Puoi scrivere ciò che vuoi. Solamente non ti aspettare alcun riconoscimento. »
(Roger Waters)

Fu così che la band cominciò, insieme ad Ezrin, a preparare l'album, la maggior parte del quale è opera di Waters: Gilmour lavorò attivamente solo ad alcune canzoni come Young Lust, Run Like Hell e Comfortably Numb ed Ezrin collaborò per realizzare il brano The Trial[20]. Ezrin e Waters si impegnarono sulla storia[20]; i due partirono dal lavoro autobiografico del bassista per poi ampliarlo, modificandolo in molte sue parti, e giunsero così alla creazione del personaggio protagonista dell'album: Pink[21].

La trama dell'album[modifica | modifica sorgente]

Pink (personaggio fittizio basato su Roger Waters e in parte su Syd Barrett) è un artista che, anche a causa dei tragici avvenimenti della propria esistenza (la morte del padre in guerra durante i suoi primi mesi di vita, la disumanizzante spersonalizzazione della scuola, l’iperprotettività della madre, l'alienante vita da rockstar, le grottesche avance delle groupie, il divorzio dalla moglie), si chiude in un muro psicologico, protettivo ed invalicabile, che lo soffoca inesorabilmente, trascinandolo ai limiti della follia. Dopo un’introduzione sull’infanzia e la prima giovinezza del protagonista (disco 1 – lato A), Pink, ormai divenuto una celebre rockstar, comincia ad analizzare il suo difficile rapporto con la madre ed i fans (disco 1 – lato B). Intanto, il legame tra Pink e la moglie si è ormai incrinato a causa della loro reciproca incomunicabilità. Si chiude il muro col quale Pink cerca di proteggersi dalla vita, restando solo più che mai. Così tenta di vincere il proprio distacco, ma inutilmente. Chiuso in un paranoico isolamento, Pink è in balia dei propri produttori, che lo salvano da un'overdose solo al fine di sbatterlo su un palco (Comfortably Numb) per il suo ennesimo concerto, immaginato da Waters come causa e prodotto di una forte massificazione giovanile: la perdita di identità delle masse degli adolescenti è determinata e sfruttata anche dal sistema delle rock star, il cui seguito acritico potrebbe, addirittura, far rivivere gli incubi del nazismo. Resta l'isolamento del protagonista. Pink capisce che potrà vincere la propria solitudine in un solo modo: deve analizzare la propria vita. Così si apre un processo mentale (The Trial), con tanto di accusa, giudice e testimoni a carico (il maestro, la moglie e la madre), il cui esito è immaginato da Pink come una sentenza che lo condanna (forse dolorosamente, forse liberatoriamente) ad abbattere il muro, eliminando le proprie difese ed esponendosi - nudo - ai propri simili. Il doppio album si chiude con la ballata Outside the Wall, poesia delicata, dal tono introspettivo, in cui Waters spiega come sia difficile rimanere sempre sani di mente:

« Soli, o a coppie - Quelli che davvero ti amano - Camminano su e giù fuori dal muro - Qualcuno mano nella mano - Qualcuno si riunisce in band - I cuori sanguinanti e gli artisti - Fanno la loro comparsa - E quando hanno dato tutto ciò che potevano - Alcuni barcollano e cadono - Dopo tutto non è facile - Sbattere il tuo cuore contro un muro di pazzi... »

La struttura musicale[modifica | modifica sorgente]

Le canzoni dell'album spaziano tra sbotti di rabbia anche molto violenti (One of My Turns) e ballate delicate ma strazianti (Nobody Home). La novità del sound si afferma fin dai primi brani dell'album: le quartine suonate sul rullante da Mason, durante il brano In the Flesh?, evocano un suono più heavy di quello dei precedenti album. Nel disco vengono spesso inseriti suoni bellici (è ancora la batteria di Nick Mason a richiamare sventagliate di mitragliatrice). L'elicottero di The Happiest Days Of Our Lives (brano precedente ad Another Brick in the Wall Part II, di cui ne fa da introduzione) evoca scene di guerra che, legate alla morte del padre di Waters (deceduto nel 1944 ad Anzio), dominano la prima facciata dell'album. Viene forse suggerito quindi anche un parallelo tra la massificazione, subita dai ragazzi ad opera del rigido ed alienante sistema scolastico, e l'inquadramento militare[22].

Nell'album - soprattutto nel primo disco - il tema di Another Brick in the Wall può risultare addirittura ridondante (ma dal vivo i leit motiv sono vari - il tema di Empty Spaces ad esempio ricorre prima di Goodbye Cruel World). In tal modo Waters inserisce nel rock elementi della musica classica. Inoltre l'opera è anche una rappresentazione teatrale: The Trial si svolge addirittura nel palcoscenico della mente di Pink. È un'elaborazione mentale attraverso la quale Pink processa se stesso, immaginando, come testimoni a carico, il maestro, la moglie, la madre[23]. Curiosità di questo brano sono le citazioni non solo al tema di Another Brick in the Wall, ma anche a quello della colonna sonora del film Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, scritta da Ennio Morricone, manifestando ancora di più il virtuosismo compositivo del gruppo.

Infine The Wall diventa un film, diretto da Alan Parker con il contributo grafico di Gerald Scarfe.

Messaggio nascosto[modifica | modifica sorgente]

Durante la canzone Empty Spaces si può udire chiaramente un messaggio registrato al contrario (il suddetto messaggio è nell'album in studio, ma non nel live e nel film). Se si ascolta la canzone al contrario, rallentando la velocità, si sente: "Any better: congratulations! You've just discovered the secret message. Please, send your answer to "Old Pink", care of the "Funny Farm", Chalfont." (Niente di meglio: congratulazioni! Hai appena scoperto il messaggio segreto. Per favore, spedisci la tua risposta al "Vecchio Pink", presso la "Funny Farm", a Chalfont)[24]. Funny Farm è un termine in slang inglese con il quale si indicano gli ospedali psichiatrici. Il messaggio, evidente parodia dei messaggi subliminali, è anche un chiaro riferimento al mai dimenticato Syd Barrett[25], fondatore ed ex-leader dei Pink Floyd, allontanato dal gruppo per problemi comportamentali causati principalmente dall'assunzione di droghe psicotrope.

La copertina[modifica | modifica sorgente]

La copertina dell'album è particolarmente semplice ed è un chiaro riferimento al tema dello stesso. Essa è costituita da un muro formato da mattoni bianchi contornati di nero. Sul fronte sopra il muro compare la caratteristica scritta in stampatello: "Pink Floyd The Wall". Sui due CD, sui solchi vuoti dei due vinili dell'album e sul verso della copertina dei CD compaiono invece i titoli delle canzoni scritti in corsivo, con una grafia particolare.

Il live[modifica | modifica sorgente]

Nei concerti di The Wall si è ricreata minuziosamente la forte critica del disco senza sfilacciarla, ma anzi, amplificandola, ribadendo il ruolo di The Wall come opera rock contro il rock[26]. All'inizio di ogni concerto, saliva sul palco la cosiddetta "Surrogate Band", quattro persone che indossavano maschere che riproducevano il volto dei veri membri della band[26]. Questa particolare trovata ha poi ispirato la copertina del doppio album live Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981, pubblicato nel 2000. Dopo essere giunta sul palco la vera band, il concerto andava avanti accompagnato dai mostruosi cartoni animati creati da Gerald Scarfe, proiettati su di uno schermo circolare. A metà dello spettacolo, tra Another Brick in the Wall Part III e Goodbye Cruel World, in pochi minuti, veniva edificato un muro di polistirolo che divideva il pubblico dal gruppo concretizzando così una delle principali metafore del concept di The Wall. Durante Comfortably Numb, però Roger Waters usciva dal muro indossando un camice bianco, mentre David Gilmour veniva innalzato al di sopra di esso. Alla fine del concerto, il muro veniva violentemente fatto crollare (senza però danneggiare né gli spettatori, né la troupe, né la band).

Il Pink Floyd Pig, Algie, usato nei tour di 'In The Flesh' e 'The Wall'.

Durante il tour ricomparve il celeberrimo maiale Algie, il pallone gonfiato ad elio divenuto famoso dopo essere stato utilizzato per la copertina di Animals. Anziché essere rosa, questa volta era nero, con il logo dei martelli incrociati dipinto sul fianco. Roger Waters teneva spesso anche dei dialoghi col maiale volante tra le esecuzioni di In the Flesh e di Run Like Hell.

Il film[modifica | modifica sorgente]

Bob Geldof riveste il ruolo di Pink (il protagonista) in Pink Floyd The Wall.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pink Floyd The Wall.

Alcuni anni dopo Alan Parker dirigerà il film Pink Floyd The Wall, trasposizione cinematografica dell'album. L'attore protagonista sarà l'allora semisconosciuto leader dei Boomtown Rats, Bob Geldof.
Il film Pink Floyd The Wall fu presentato, in anteprima, al 35esimo festival di Cannes, il 22 maggio 1982, a mezzanotte. Nel film vengono mostrati circa venti minuti delle animazioni originali di Gerald Scarfe create per i concerti. La pellicola è dotata di un'incisiva violenza psicologica: basti pensare alla sequenza dei bambini gettati nel tritacarne o quella dei bombardamenti di Goodbye Blue Sky.

Differenze tra film e album[modifica | modifica sorgente]

In quest'opera cinematografica sono presenti alcune tracce inedite, come What Shall We Do Now? e When the Tigers Broke Free. Non è tuttavia presente Hey You, e la parte musicale di molti brani è stata tagliata per ragioni di spazio. Anche l'ordine delle canzoni è diverso: per questo motivo diverse scene del film anticipano alcuni dettagli delle canzoni che vengono eseguite successivamente.

Tracce[modifica | modifica sorgente]

Testi e musiche di Roger Waters, eccetto dove indicato.

Disco 1
  • Lato A
  1. In the Flesh? – 3:19
  2. The Thin Ice – 2:28
  3. Another Brick in the Wall Part 1 – 3:10
  4. The Happiest Days of Our Lives – 1:50
  5. Another Brick in the Wall Part 2 – 3:59
  6. Mother – 5:32
  • Lato B
  1. Goodbye Blue Sky – 2:48
  2. Empty Spaces – 2:07
  3. Young Lust – 3:31 (Roger Waters, David Gilmour)
  4. One of My Turns – 3:36
  5. Don't Leave Me Now – 4:16
  6. Another Brick in the Wall Part 3 – 1:14
  7. Goodbye Cruel World – 1:14
Disco 2
  • Lato A
  1. Hey You – 4:41
  2. Is There Anybody Out There? – 2:40
  3. Nobody Home – 3:25
  4. Vera – 1:33
  5. Bring the Boys Back Home – 0:50
  6. Comfortably Numb – 6:49 (David Gilmour, Roger Waters)
  • Lato B
  1. The Show Must Go On – 1:36
  2. In the Flesh – 4:16
  3. Run Like Hell – 4:22 (David Gilmour, Roger Waters)
  4. Waiting for the Worms – 3:58
  5. Stop – 0:30
  6. The Trial – 5:19 (Roger Waters, Bob Ezrin)
  7. Outside the Wall – 1:42

Versione speciale[modifica | modifica sorgente]

  1. In the Flesh? – 4:06
  2. The Thin Ice – 2:31
  3. Another Brick in the Wall Pt. 1 – 3:12
  4. The Happiest Days of Our Lives – 1:40
  5. Another Brick in the Wall Pt. 2 – 4:05
  6. Mother – 5:38
  7. Goodbye Blue Sky – 2:44
  8. Empty Spaces – 3:02
  9. Young Lust – 4:00
  10. One of My Turns – 3:52
  11. Don't Leave Me Now – 4:34
  12. Another Brick in the Wall Pt. 3 – 1:15
  13. Goodbye Cruel World – 2:02
  14. Hey You – 4:35
  15. Is There Anybody Out There? – 3:05
  16. Nobody Home – 3:30
  17. Vera – 1:37
  18. Bring the Boys Back Home – 0:54
  19. Comfortably Numb – 6:34
  20. The Show Must Go On 1:25
  21. In the Flesh – 4:18
  22. Run Like Hell – 4:30
  23. Waiting for the Worms – 4:15
  24. Stop – 1:02
  25. The Trial – 5:31
  26. Outside the Wall – 4:45

Immersion edition[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 è uscita una nuova edizione dell'album che contiene 6 dischi audio e un DVD:

Materiale bonus[modifica | modifica sorgente]

  • un Booklet rilegato di 44 pagine, 27 cm x 27 cm, disegnato da Storm Thorgerson
  • un Booklet rilegato di 24 pagine con foto originali di Jill Furmanovsky
  • una Stampa artistica esclusiva 27 cm x 27 cm di Storm Thorgerson
  • 9 Sottobicchieri
  • 6 Stampe con i disegni del palco realizzati da Mark Fisher
  • 9 Sottobicchieri con i primi schizzi di Storm Thorgerson
  • 3 Biglie bianche con disegni di mattoni
  • un Sacchettino per le biglie
  • 5 Carte da collezione con disegni e commenti di Storm Thorgerson
  • una Replica del pass per il backstage del tour ‘The Wall’
  • una Replica del biglietto del concerto del tour ‘The Wall’
  • una Sciarpa
  • 4 Buste
  • un Booklet di 4-8 pagine con tutti i riconoscimenti
  • una lettera

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Pink Floyd[modifica | modifica sorgente]

Membri Aggiuntivi[modifica | modifica sorgente]

Produzione[modifica | modifica sorgente]

  • Bob Ezrin, Roger Waters, David Gilmour - produzione
  • James Guthrie - produzione, supervisiore della rimasterizzazione
  • Krieg Wunderlich - rimasterizzazione digitale (edizione MFSL)
  • Doug Sax - masterizzazione (edizione originale) e rimasterizzazione digitale (riedizioni EMI/Sony)
  • Nick Griffiths, Patrice Quef, Brian Christian, Rick Hart - ingegneria acustica
  • Phil Taylor - registrazione sonora
  • Gerald Scarfe, Roger Waters - copertina

Tour promozionale[modifica | modifica sorgente]

Per promuovere l'album, il gruppo intraprese il The Wall Tour durante il 1980 e il 1981.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

La filmografia dell'epoca ha adottato brani da The Wall.

  • La RAI, non nuova all'utilizzo di canzoni dei Pink Floyd per sigle e programmi, adottò l'introduzione di The Happiest Days of Our Lives per un ciclo filmografico del regista polacco Andrzej Wajda (1980).
  • In un episodio della celebre serie poliziesca Derrick, Una strana giornata in campagna, ricorrono il brano citato e Hey You.
  • L'LP di The Wall appare nella scena del film Oblivion in cui il protagonista, Jack Harper (interpretato da Tom Cruise), sceglie il disco da ascoltare.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e (EN) The Wall in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ a b c Certificazioni negli USA, RIAA.
  3. ^ Certificazione in UK, BPI.
  4. ^ Certificazione in UK, BPI.
  5. ^ Certificazione in UK, BPI.
  6. ^ Certificazione in UK, BPI.
  7. ^ Certificazione in UK, BPI.
  8. ^ Certificazione in UK, BPI.
  9. ^ Certificazione in UK, BPI.
  10. ^ Certificazione in UK, BPI.
  11. ^ Ondarock
  12. ^ Rolling Stone Album Guide
  13. ^ Recensione di E. Gullo per 'Rockline' Recensione di Onda Rock, sezione 'Lo show'
  14. ^ Billboard.com, The Billboard 200: 1980. URL consultato il 1º aprile 2010.
  15. ^ (EN) 87) The Wall : Rolling Stone, in Inglese. URL consultato il 09-04-2010.
  16. ^ a b Blake 2008, pp. 256-257
  17. ^ Blake 2008, p. 258
  18. ^ In italiano: "Mattoni nel muro"
  19. ^ a b Blake 2008, p. 258-259
  20. ^ a b Schaffner 1991, pp. 211-213
  21. ^ Blake 2008, p. 260-261
  22. ^ Onda Rock, vd. 'Analisi delle canzoni'
  23. ^ Onda rock, recensione del disco (vd. in particolare 'Analisi delle canzoni)
  24. ^ Messaggio nascosto in Empty Spaces, Italiano
  25. ^ vd. la sezione 'il concept The Wall'
  26. ^ a b Onda Rock, vd. sezione 'Lo show'

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Mark Blake, Comfortably Numb — The Inside Story of Pink Floyd, Cambridge, Massachusetts, Da Capo Press, 2008, ISBN 978-0-306-81752-6.
  • (EN) Nicholas Schaffner, Saucerful of Secrets, Londra, Sidgwick & Jackson, 1991, ISBN 978-0-283-06127-1.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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