Wish You Were Here (album Pink Floyd)

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Wish You Were Here
Artista Pink Floyd
Tipo album Studio
Pubblicazione 15 settembre 1975[1]
Durata 44 min : 28 s
Dischi 1
Tracce 5
Genere Rock progressivo[1]
Art rock[1]
Album-oriented rock[1]
Etichetta Harvest Records (Regno Unito) - Capitol Records (USA)
Produttore Pink Floyd
Registrazione gennaio – luglio 1975, Abbey Road Studios, Londra
Note n. 1 Stati Uniti
n. 1 Gran Bretagna
n. 1 Italia
Certificazioni
Dischi d'oro Argentina Argentina
(Vendite: 30.000+)
Italia Italia
(Vendite: 50.000+)
Polonia Polonia
(Vendite: 50.000+)
Dischi di platino Australia Australia (7)
(Vendite: 350.000+)
Austria Austria (3)
(Vendite: 300.000+)
Germania Germania (1)
(Vendite: 500.000+)
Regno Unito Regno Unito (2)
(Vendite: 600.000+)
Stati Uniti Stati Uniti (6)
(Vendite: 6.000.000+)
Dischi di diamante Francia Francia
(Vendite: 1000.000+)
Pink Floyd - cronologia
Album precedente
(1974)
Album successivo
(1977)
Recensioni professionali
Recensione Giudizio
Ondarock[2] Consigliato
Allmusic[1] 5/5 stelle
Rolling Stone[3] 5/5 stelle

Wish You Were Here è il nono album in studio del gruppo progressive rock inglese Pink Floyd, pubblicato nel settembre 1975. Ispirato dal materiale raccolto durante le loro esibizioni in tutta Europa, fu registrato in numerose sessioni agli Abbey Road Studios di Londra. L'album esplora i temi dell'assenza, dell'industria musicale e del declino mentale dell'ex membro della band Syd Barrett. Le sessioni iniziali furono un processo difficile e faticoso, ma il bassista Roger Waters ebbe l'idea di dividere la suite Shine On You Crazy Diamond in due parti, per poi unire ogni metà con tre nuove composizioni. Shine On è un tributo a Syd Barrett che, ironia della sorte, si presentò negli studi di registrazione il 5 giugno 1975, proprio mentre la stavano registrando. La band, all'inizio, non riuscì a riconoscere l'ex chitarrista, poiché era vistosamente ingrassato e aveva cambiato totalmente aspetto.

Come per l'album precedente, The Dark Side of the Moon, la band fece uso di effetti sonori e di sintetizzatori. Roy Harper collaborò come cantante nella canzone Have a Cigar.

Il disegno artistico sull'imballaggio dell'album, ancora una volta realizzato da Storm Thorgerson, conteneva uno sfondo nero e opaco, che nascondeva la copertina dell'album. Wish You Were Here fu presentato a Knebworth nel luglio del 1975 e pubblicato nel settembre dello stesso anno. Fu un successo immediato; la compagnia di registrazione dei Pink Floyd, la EMI, non riusciva a stampare copie sufficienti per soddisfare la domanda. L'album raggiunge la prima posizione nella Billboard 200 per due settimane, nella UK Albums Chart, in Olanda per due settimane e Nuova Zelanda per tre settimane, la seconda in Austria e Norvegia, la quarta in Germania e la decima in Italia nel 2011.

L'album, dopo un primo periodo di critiche contrastanti, fu acclamato dai critici ed è tuttora posizionato al duecentoundicesimo posto della lista "The 500 Greatest Albums of All Time" pubblicata dalla rivista musicale Rolling Stone. I membri della band Richard Wright e David Gilmour dichiararono che Wish You Were Here è il loro album dei Pink Floyd preferito.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 1974, i Pink Floyd avevano scritto tre nuove composizioni, Raving and Drooling, Gotta Be Crazy e Shine On You Crazy Diamond[4][5] e le eseguirono in una serie di concerti in Francia e Inghilterra, che fu il loro primo tour da quello del 1973 in occasione dell'uscita di The Dark Side. All'epoca la band non aveva mai assunto un responsabile dell'ufficio stampa e si era sempre tenuta alla larga dalla stampa. Il loro rapporto con i media si era inacidito e, in seguito a una critica profondamente cinica sul nuovo materiale della band da parte di Nick Kent (un devoto di Syd Barrett) e Pete Erskine della rivista musicale NME, i Pink Floyd tornarono in studio nella prima settimana del 1975.[6]

Concetto[modifica | modifica wikitesto]

Il bassista Roger Waters scrisse i testi dell'album.

Wish You Were Here (in italiano: Vorrei che tu fossi qui) è il secondo album dei Pink Floyd ad usare una tematica concettuale scritta interamente da Waters ed evoca il suo sentimento nel momento in cui la fraternità tra i membri della band, che si era fatta sentire in precedenza, era venuta a mancare.[7] L'album comincia con un'introduzione strumentale di otto minuti e mezzo, prima di cominciare con Shine On You Crazy Diamond. Shine On è un tributo all'ex membro della band Syd Barrett, il cui crollo nervoso indotto dalla sua tossicodipendenza lo costrinse a lasciare la band alcuni anni prima.[8] Barrett è ricordato con affetto in frasi come: «Remember when you were young, you shone like the sun» ("Ricorda quando eri giovane, splendevi come il sole") e «You reached for the secret too soon, you cried for the moon» ("Hai raggiunto il segreto troppo presto, hai chiesto l'impossibile").[9]

L'album è inoltre una critica all'industria musicale; Shine On sfuma senza soluzione di continuità in Welcome to the Machine, che comincia con l'apertura di una porta automatica - descritta da Waters come "simbolo di scoperta musicale e di progresso tradito dal mondo della musica, che è più interessato al successo e che si dimostra avido". La canzone finisce con i rumori di una festa per simboleggiare "la mancanza di contatti e sentimenti reali tra le persone". Have a Cigar mostra il disprezzo verso i "pezzi grossi" dell'industria musicale; il testo contiene stereotipi usati ironicamente come: «can hardly count» ("so a stento contare"), «they call it riding the gravy train» ("Lo chiamano guidare il treno di gravy [una speciale salsa inglese a base di carne]") e «Oh, by the way, which one's Pink?» ("Ah, a proposito, chi di voi è Pink?")[10] - una domanda effettivamente posta alla band in più di un'occasione agli inizi di carriera.[11] Wish You Were Here contiene versi che non si riferiscono solo alla condizione di Barrett, ma anche alla bipartizione del carattere di Waters, come idealista, così come personalità dominante.[12] L'album finisce con una ripresa di Shine On e con molte parti strumentali.

Registrazione[modifica | modifica wikitesto]

Entrata degli Abbey Road Studios, che servirono come studio di registrazione dell'album.

Alan Parsons era stato l'ingegnere a capo del personale della EMI per l'album precedente dei Pink Floyd, il celebrato The Dark Side of the Moon, ma dopo la pubblicazione del disco in questione, rifiutò l'offerta di continuare a lavorare con il gruppo, per cominciare un suo progetto discografico chiamato The Alan Parsons Project.[13] Il gruppo aveva già lavorato con l'ingegnere del suono Brian Humphries alla registrazione della colonna sonora del film More, registrata nei Pye Studios[14], e successivamente ancora nel 1974, quando egli sostituì un ingegnere poco esperto assunto a breve termine dalla EMI.[15] Egli si rivelò, comunque, la scelta naturale per lavorare al nuovo materiale della band, anche se la sua inesperienza come tecnico dei Pink Floyd causò qualche difficoltà iniziale. In una occasione, Humphries rovinò inavvertitamente la traccia strumentale base di Shine On, un pezzo che Waters e Mason avevano passato molte ore a perfezionare, con vari effetti eco. L'intera traccia dovette essere ri-registrata.[11][16][17]

Lavorando nello Studio 3,[18] il gruppo trovò difficile all'inizio scegliere il materiale per il nuovo lavoro, specialmente dopo che il successo enorme riscosso da The Dark Side of the Moon li aveva lasciati "prosciugati" artisticamente ed emozionalmente come da loro dichiarato in seguito. Richard Wright descrisse queste prime sessioni come un "periodo difficile", e Roger Waters le definì "complicate".[19] Il batterista Nick Mason trovò molto noioso il lungo processo di registrazione multi-traccia,[20] e David Gilmour era maggiormente interessato al miglioramento del materiale già esistente. Egli inoltre si sentiva incredibilmente frustrato dal comportamento di Mason, il cui matrimonio stava andando a rotoli, e che, afflitto da apatia e malessere, rifletteva i suoi problemi personali sul lavoro in studio con il gruppo.[19]

« Fu un periodo molto difficile per noi. Tutti i nostri sogni d'infanzia si erano realizzati e avevamo pubblicato il disco che più aveva venduto al mondo. Le ragazze e i soldi non ci mancavano, e tutto quel genere di cose... fu difficile trovare gli stimoli per andare avanti, fu un periodo di grande confusione. »
(David Gilmour)
Un sintetizzatore EMS VCS 3, il modello utilizzato dai Pink Floyd sull'album.

Tuttavia, dopo alcune settimane, Waters iniziò ad abbozzare l'idea per un nuovo concept.[19] Le tre nuove composizioni provate durante il tour del 1974 (Raving and Drooling, You Gotta Be Crazy, e Shine On You Crazy Diamond) furono il punto di partenza per la stesura del nuovo album, e la suite Shine On You Crazy Diamond sembrò la scelta perfetta come punto focale dell'opera. Essa era uno strumentale di circa venti minuti di durata simile a Echoes, e il riff di quattro note ideato da Gilmour posto all'inizio del brano, fece venire in mente a Waters l'immagine spettrale dell'ex leader della band, Syd Barrett, apparentemente scomparso nell'anonimato da qualche anno.[21] Waters voleva dividere Shine On You Crazy Diamond in due parti, inserendo in mezzo due nuove canzoni da lui scritte. Gilmour non era d'accordo con l'idea, ma cedette dopo una votazione che lo vide sconfitto per tre a uno.[22] Welcome to the Machine e Have a Cigar erano attacchi neanche troppo velati al mondo del music business, e la loro tematica ben si sposava con il testo di Shine On così da fornire adeguato accompagnamento alla storia dell'ascesa e declino di Barrett.[23] Raving and Drooling e You Gotta Be Crazy non trovarono spazio sul nuovo concept album, e furono accantonate fino al successivo album del gruppo del 1977, Animals.[7]

Come in The Dark Side of the Moon, la band fece ampio uso di sintetizzatori come l'EMS VCS 3 (in Welcome to the Machine), addolciti però dai soffici arpeggi di chitarra di Gilmour e dalle percussioni suonate da Mason.[11] L'inizio di Shine On contiene tracce di una precedente registrazione di studio lasciata incompiuta per l'abortito progetto Household Objects. Bicchieri da vino erano stati riempiti con differenti quantità di liquidi, e poi "suonati" passando un dito bagnato sui bordi degli stessi. Queste incisioni furono quindi sovraincise e riutilizzate per la prima parte di Shine On You Crazy Diamond.

Il violinista jazz Stéphane Grappelli e il violinista classico Yehudi Menuhin stavano registrando nello studio attiguo a quello dei Pink Floyd, e la band li invitò a partecipare ad un pezzo del nuovo album. Menuhin osservò quindi Grappelli mentre suonava un assolo nella canzone Wish You Were Here; tuttavia, il gruppo decise di non utilizzare il suo contributo e, fino al 2011 quando riemerse sulla ristampa "Experience Edition" del disco, la versione con Grappelli venne ritenuta persa.[24][25] In realtà non tutto il contributo del violinista non venne utilizzato all'epoca, in quanto parte di esso venne mantenuto anche se mixato bassissimo e quasi inudibile, tanto che non venne inserito nessun credito contributivo a lui intestato, perché la band aveva paura, così facendo, di insultare Grappelli.[26] È noto che il musicista venne comunque pagato 300 sterline per il suo contributo.[27] Inoltre, altro musicista aggiunto fu Dick Parry, che suonò il sassofono in Shine On You Crazy Diamond. L'introduzione di Wish You Were Here venne registrata dall'autoradio della macchina di Gilmour, con la manopola spostata tra varie stazioni radio (il brano di musica classica che si sente ad un certo punto è il finale della Sinfonia n. 4 di Čajkovskij).[28]

Le sessioni di registrazione furono interrotte due volte a causa degli impegni della band per la tournée negli Stati Uniti (la prima volta in aprile e la seconda nel giugno 1975),[29] e le ultime sedute, svoltesi dopo l'esibizione del gruppo a Knebworth, si rivelarono molto travagliate per Waters.[22] Egli non riuscì a registrare la traccia vocale per il brano Have a Cigar, nonostante diversi tentativi effettuati. I suoi problemi derivarono in parte dal suo limitato spettro canoro, ma anche dallo stress al quale la sua voce era stata sottoposta durante l'incisione del cantato in Shine On. Venne quindi chiesto a Gilmour di cantare al suo posto nella traccia,[24] ma egli si rifiutò, a causa del testo particolarmente polemico del brano, e si dovette ricorrere al collega ed amico della band Roy Harper, che accettò di cantare. Harper stava incidendo il proprio album in un altro studio di Abbey Road, e Gilmour aveva precedentemente partecipato al suo disco con qualche parte di chitarra. In seguito Waters si pentì della decisione presa, perché anche se giudicava favorevolmente la prova canora di Harper, credeva che una voce "estranea al gruppo" avesse fatto perdere la tipica atmosfera di un album dei Pink Floyd.[30]

Il "diamante pazzo"[modifica | modifica wikitesto]

Uno degli avvenimenti più famosi occorsi durante le sedute di registrazione di Wish You Were Here, ebbe luogo il 5 giugno 1975. La band stava completando il missaggio finale di Shine On You Crazy Diamond, quando un uomo sovrappeso con la testa e le sopracciglia completamente rasate a zero, con in mano una busta di plastica della spesa, entrò nella stanza. Waters, che stava lavorando nello studio, inizialmente non riconobbe lo sconosciuto.[8] Wright non riuscì a capire chi fosse l'intruso, e pensò si trattasse di un amico di Waters o di un tecnico della EMI, ma presto realizzò che si trattava di un irriconoscibile Syd Barrett.[31] Anche Gilmour inizialmente pensò a un membro dello staff della EMI prima di accorgersi che si trattava del vecchio amico, e Mason restò inorridito quando Gilmour gli disse chi era quell'individuo dall'aspetto tanto bizzarro. Waters scoppiò in lacrime alla vista di come si era ridotto l'ex compagno di band, al quale Andrew King chiese come avesse fatto a mettere su così tanto peso. Barrett rispose semplicemente che aveva a casa un grosso frigorifero pieno di carne di maiale, e che mangiava molte costolette. Egli menzionò anche il fatto che era pronto a dare il proprio contributo al disco suonando delle parti di chitarra, ma quando ascoltò il mix di Shine On, non si mostrò entusiasta della canzone definendola "un po' datata". Dopo aver presenziato al ricevimento nuziale di David Gilmour, Barrett se ne andò senza salutare. Nessuno degli altri membri del gruppo lo avrebbe mai più rivisto.[32] Anche se il testo del brano era stato già scritto in precedenza, l'inaspettata visita da parte di Barrett potrebbe aver influenzato la parte finale della suite, dove Wright suona un accenno della See Emily Play di Barrett a malapena udibile sull'album.

« Sono molto triste per Syd. Naturalmente egli fu molto importante e la band non sarebbe neanche mai nata senza di lui, perché era lui che scriveva tutte le prime canzoni. Niente sarebbe successo senza di lui, ma, ugualmente, niente sarebbe potuto continuare con lui nel gruppo a causa dei suoi problemi. »
(Roger Waters)

Copertina & packaging[modifica | modifica wikitesto]

La location dove venne scattata la foto di copertina per l'album, presso gli studi della Warner Bros. a Los Angeles.

Wish You Were Here venne pubblicato con una delle confezioni più elaborate di sempre, in seguito mai adeguatamente replicata per il formato CD. Storm Thorgerson aveva accompagnato la band durante il tour del 1974, ed aveva riflettuto sui testi dei vari brani, arrivando alla conclusione che le canzoni erano tutte, in generale, collegate alla "tematica dell'assenza", piuttosto che alla malattia di Barrett.[33] Questo tema dell'assenza si rifletté nell'idea per la copertina dell'album. Thorgerson notò che l'LP Country Life dei Roxy Music era uscito coperto da un cellophane verde per censurare la copertina originale che ritraeva due ragazze discinte, e pensò di replicare l'idea della "busta" per Wish You Were Here, questa volta utilizzandone una di colore nero opaco. Il concetto dietro Welcome to the Machine e Have a Cigar suggerì l'utilizzo della stretta di mano tra due mani robotiche (a simboleggiare un gesto vuoto e ipocrita), e George Hardie disegnò l'adesivo da porsi sulla cover esterna. La copertina vera e propria dell'album venne invece ispirata dall'idea che le persone tendono a nascondere i propri reali sentimenti, per paura di rimanere "scottati", e si concretizzò nell'immagine dei due uomini d'affari che si stringono la mano mentre uno di loro ha preso fuoco. Restare scottato o bruciarsi (in originale "getting burned") era anche un modo di dire di uso comune nell'ambito dell'industria discografica, spesso utilizzato per artisti che avevano ottenuto grossi insuccessi. Per la foto furono impiegati due stuntmen (Ronnie Rondell & Danny Rogers). La fotografia fu scattata ai Warner Bros. Studios di Los Angeles.[34][35] Inizialmente, quel giorno il vento soffiò nella direzione sbagliata, e le fiamme arrivarono fino a lambire il volto di Rondell, bruciandogli i baffi. I due stuntmen cambiarono posizione, e la foto venne scattata con successo.[36]

Il retro di copertina mostra un rappresentante commerciale senza volto denominato "Floyd Salesman", che, nelle parole di Thorgerson, "vende la propria anima nel deserto" (il deserto di Yuma in California). L'assenza di polsi e caviglie segnala la sua presenza come mero involucro, un "vestito vuoto". Le foto presenti all'interno dell'LP mostrano un velo ondeggiante in un ventoso boschetto del Norfolk, e un nuotatore che si tuffa in un lago senza provocare il minimo movimento nell'acqua.[34][35] La scelta di coprire l'elaborato artwork di copertina dell'album con una busta di plastica nera non venne ben accolta dall'etichetta statunitense dei Pink Floyd, Columbia Records, che cercò di farla modificare ma senza successo.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Shine On You Crazy Diamond (Parti I-V) – 13:34 (Gilmour, Waters, Wright)Voce di Roger Waters
  2. Welcome to the Machine – 7:31 (Waters)Voce di David Gilmour
  3. Have a Cigar – 5:08 (Waters)Voce di Roy Harper
  4. Wish You Were Here – 5:34 (Waters, Gilmour)Voce di David Gilmour
  5. Shine On You Crazy Diamond (Parti VI-IX) – 12:31 (Gilmour, Waters, Wright)Voce di Roger Waters

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Pink Floyd
Musicisti aggiuntivi

Pubblicazione ed accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

L'album venne pubblicato il 12 settembre 1975 in Gran Bretagna, e il giorno successivo negli Stati Uniti.[38] Nel Regno Unito, con prenotazioni di 250,000 copie in pre-ordine, l'album debuttò direttamente in vetta alla classifica. Anche in America salì in prima posizione nel corso della seconda settimana di uscita con prevendite di circa 900,000 copie.[39] Dal punto di vista critico, il disco ricevette inizialmente giudizi contrastanti:

« Shine On You Crazy Diamond è inizialmente credibile confrontandosi con il fantasma di Syd Barrett, la da lungo tempo, e probabilmente per sempre, perduta luce guida dei Floyd originali. Ma il potenziale dell'idea risulta irrealizzato; ci danno una tale vaga versione dei fatti della dannata faccenda che potrebbero benissimo cantare del cognato di Roger Waters che compra un ticket per il parcheggio... »
(Ben Edmunds, Rolling Stone)

Robert Christgau, tuttavia, riteneva l'album molto buono, e scrisse: " ...la musica non è soltanto semplice, immediata ed affascinante, con i sintetizzatori impiegati in larga parte per le tessiture strumentali e i break di chitarra come commento, ma inoltre possiede parte della dignità sinfonica che The Dark Side of the Moon simulava così bene".[40] Successivamente egli scrisse: "Il mio album preferito dei Pink Floyd è sempre stato Wish You Were Here, e sapete perché? Perché ha un'anima, ecco perché, è il lamento di Roger Waters per Syd, non proprio il mio ideale di eroe tragico ma poiché è quello di Roger, ciò non ha nessuna importanza".[41] In contrasto, Melody Maker, non si dimostrò entusiasta dell'opera: "Da qualsiasi punto ci si avvicini ad esso, Wish You Were Here suona insincero nei suoi intenti e dimostra una tragica mancanza di immaginazione sotto tutti gli aspetti".[38] Le recensioni moderne sono invece in larga parte positive, e nel 2012, Wish You Were Here venne votato al 211º posto nella classifica di Rolling Stone dei migliori 500 album di sempre.[42] Nel 1998, i lettori della rivista Q votarono Wish You Were Here alla posizione numero 34 nella classifica dei migliori album di tutti i tempi.[43] Nel 2000, sempre sulla stessa rivista, l'album venne posizionato al numero 43 nella lista dei migliori 100 album britannici di sempre.[44] Nel 2007, la stazione radio tedesca WDR 2, chiese ai propri ascoltatori di votare i migliori 200 album di sempre. Wish You Were Here si piazzò alla prima posizione.[45] Nel 2004 Wish You Were Here è stato inserito alla posizione numero 36 da Pitchfork Media nella lista dei "Top 100 albums of the 1970s" da loro redatta.[46] IGN classificò Wish You Were Here come ottavo miglior disco classic rock di sempre.[47]

Immersion edition[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 è uscita una nuova edizione del disco che contiene 2 CD audio, 2 DVD, e un Blu-ray più un libro di 40 pagine e materiale bonus.

Disco 1

Il primo disco è l'album originale rimasterizzato.

Disco 2
  1. Shine On You Crazy Diamond (parts 1-6) (live al Wembley Stadium, 1974) (inedito)
  2. Raving & Drooling (live al Wembley Stadium, 1974) (inedito)
  3. You’ve Got To Be Crazy (live al Wembley Stadium, novembre 1974) (inedito)
  4. Wine Glasses (dal progetto inedito Household Objects)
  5. Have a Cigar (versione alternativa) (inedita)
  6. Wish You Were Here (featuring Stephane Grappelli) (inedito)
DVD 1
  • Wish You Were Here, James Guthrie 2009 5.1 Surround Mix
  • Wish You Were Here, James Guthrie 2009 5.1 Surround Mix
  • Wish You Were Here, Original Mix
  • Wish You Were Here, Quad Mix
  • Wish You Were Here, Quad Mix
DVD 2
  • AUDIO VISUAL: Concert Screen Films:
  1. Shine On You Crazy Diamond Intro
  2. Shine On You Crazy Diamond
  • AUDIO VISUAL: Welcome To The Machine animated clip
  • AUDIO VISUAL: Storm Thorgerson
Blu-ray
  • AUDIO: Wish You Were Here, James Guthrie 2009
  • AUDIO: Wish You Were Here, Original stereo mix
  • AUDIO VISUAL: Concert Screen films:
  1. Shine On You Crazy Diamond Intro
  2. Shine On You Crazy Diamond
  • AUDIO VISUAL: Welcome To The Machine animated clip
  • AUDIO VISUAL: Storm Thorgerson short film
Materiale bonus
  • un Booklet rilegato di 40 pagine
  • un Booklet rilegato di 24 pagine con foto originali di Jill Furmanovsky
  • una Stampa artistica esclusiva
  • 9 Sottobicchieri con i primi schizzi di Storm Thorgerson
  • 3 Biglie
  • un Sacchettino per le biglie
  • 5 Carte da collezione con disegni e commenti di Storm Thorgerson
  • una Replica del biglietto del concerto del tour "Wish You Were Here"
  • una Replica del pass per il backstage del tour "Wish You Were Here"
  • una Sciarpa
  • 3 Buste
  • un Booklet di 12 pagine con tutti i riconoscimenti
  • una Lettera

Tour promozionale[modifica | modifica wikitesto]

Per promuovere l'album, il gruppo intraprese il "Wish You Were Here Tour" durante il 1975.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Una raffigurazione stilizzata della copertina di Wish You Were Here (due uomini che si stringono la mano in mezzo allo slargo di una fabbrica, mentre uno di essi va a fuoco), compare sulla copertina dell'album Radiohead: The Best Of dei Radiohead. Tale disegno era già presente all'interno del Cd di Ok Computer.
  • Anche nel videoclip Lonely Day dei System Of A Down viene omaggiato la copertina dell'album.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Wish You Were Here in Allmusic, All Media Network.
  2. ^ Pink Floyd Oltre il muro del rock
  3. ^ Rolling Stone Album Guide
  4. ^ Le prime due furono rinominate Sheep e Dogs e furono incluse nell'album Animals
  5. ^ Schaffner, 1991, p. 178
  6. ^ Schaffner, 1991, p. 178-184
  7. ^ a b Mason, 2005, p. 204
  8. ^ a b The Pink Floyd And Syd Barrett Story, BBC, 2003.
  9. ^ Di Perna, 2002, p. 23
  10. ^ Questa frase fu usata per battezzare un cofanetto contenente tutti gli album in studio dei Pink Floyd.
  11. ^ a b c Schaffner, 1991, p. 187
  12. ^ Schaffner, 1991, p. 188
  13. ^ Mason, 2005, p. 177
  14. ^ Mason, 2005, p. 134, p. 200
  15. ^ Mason, 2005, p. 200
  16. ^ Mason 2005, pp. 202–203
  17. ^ In the Studio with Redbeard, Barbarosa Ltd. Productions, 1992.
  18. ^ Mason 2005, p. 208
  19. ^ a b c Schaffner 1991, pp. 184–185
  20. ^ Mason 2005, p. 202
  21. ^ Schaffner 1991, p. 184
  22. ^ a b Povey 2007, p. 190
  23. ^ Schaffner 1991, pp. 185–186
  24. ^ a b Mason 2005, p. 206
  25. ^ John Wilson, Violinist Grappelli found on 'lost' Pink Floyd track, BBC, 26 settembre 2011. URL consultato il 24 settembre 2012.
  26. ^ Metzger Richard, Wish You Were Here: Pink Floyd Jam with Stéphane Grappelli, 1975, Dangerous Minds, 26 aprile 2013. URL consultato il 27 aprile 2013.
  27. ^ Schaffner 1991, pp. 188–189
  28. ^ Blake 2008, p. 230
  29. ^ Schaffner 1991, pp. 186–187
  30. ^ Schaffner 1991, pp. 187–188
  31. ^ Schaffner 1991, p. 189
  32. ^ Schaffner 1991, pp. 189–190
  33. ^ Schaffner 1991, p. 190
  34. ^ a b Schaffner 1991, pp. 190–192
  35. ^ a b Povey 2007, p. 346
  36. ^ Julia Stuart, Cover stories, The Independent hosted at infoweb.newsbank.com, 7 marzo 2007. URL consultato il 21 agosto 2009.
  37. ^ Intervista a Roger Waters
  38. ^ a b Povey 2007, p. 197
  39. ^ Blake 2008, p. 235
  40. ^ Robert Christgau, Pink Floyd — Wish You Were Here, robertchristgau.com, 1975. URL consultato il 14 agosto 2009.
  41. ^ Robert Christgau, Radiohead — OK Computer, robertchristgau.com, 1997. URL consultato il 30 luglio 2012.
  42. ^ 500 Greatest Albums of All Time: Pink Floyd, Wish You Were Here in Rolling Stone. URL consultato il 12 giugno 2012.
  43. ^ Q Readers All Time Top 100 Albums, Q, Q137, febbraio 1998.
  44. ^ The 100 Greatest British Albums Ever, Q, Q165, 2000-06.
  45. ^ (DE) WDR listeners vote album No. 1, wdr.de, 3 ottobre 2007. URL consultato il 14 agosto 2009 (archiviato dall'url originale l'11 aprile 2008).
  46. ^ Top 100 Albums of the 1970s, pitchfork.com, 23 giugno 2004. URL consultato il 14 agosto 2009.
  47. ^ Top 25 Classic Rock Albums, ign.com. URL consultato il 27 gennaio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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