Musica digitale

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Con il termine musica digitale si intende una qualsiasi composizione musicale convertita in segnale digitale.

Per ottenere la conversione, il segnale audio viene solitamente rilevato da un microfono, che invia l'equivalente segnale elettrico ad un convertitore analogico-digitale. Quest'ultimo provvede a generare un flusso di dati digitali, che rappresentano il segnale audio. Il flusso di dati digitali può essere semplicemente salvato su un supporto digitale (come il compact disc, per esempio, cioè a dire un normale CD) oppure può subire un'operazione di compressione, necessaria per ridurre la dimensione del file. Ovviamente, durante il passaggio che consiste nella trasformazione da segnale analogico a segnale digitale, una parte delle armoniche sonore che compongono il segnale originale non compare anche nel segnale digitale finale, il che significa che una parte va perduta, pertanto, contrariamente a quanto si crede, la musica digitale risulta sempre di qualità inferiore rispetto a una musica analogica (di fatto, la qualità di un CD audio è minore di quella di un disco in vinile, a dispetto di ciò che si potrebbe pensare). Nonostante questo, il vantaggio della musica digitale consiste nella possibilità di copiarla, per un numero indefinito di volte, senza alterarne il segnale di partenza. La possibilità di generare un numero indefinito di copie ha creato ovvi problemi di diritti d'autore. Per evitare copie non autorizzate, sono stati introdotti dei formati digitali che, utilizzando un particolare algoritmo di crittografia, impediscono automaticamente la copia non autorizzata dei file.

Indice

[modifica] Storia

La prima produzione di musica digitale nota fu realizzata dal computer australiano CSIRAC nel giugno del 1951.[1] Nello stesso anno i tecnici della BBC registrarono la musica prodotta dal computer Ferranti Mark I creando la prima registrazione di musica digitale.[2] Per molti anni la musica digitale comunque rimase limitata ai laboratori dato l'elevato costo dell'elettronica. Con gli anni 80 la rivoluzione dell'elettronica permise la nascita di sistemi economici in grado di gestire ed elaborare la musica digitale. Questa si affermo con la diffusione dei Compact Disc. I compact disc data l'elevata qualità del suono si diffusero rapidamente e a metà degli anni novanta iniziarono a soppiantare le registrazioni analogiche.

Grafico che mostra i dati di crescita delle utenze di Napster nel 2001

Alla fine del secondo millennio, con l'avvento di programmi di peer-to-peer come Napster, l'industria musicale ha fronteggiato una crisi che dura fino ai giorni nostri, dovuta al drammatico calo di vendite di Cd e singoli causato dal successo di questi tipi di programmi, che incoraggiavano la pirateria informatica e lo scambio illegale di brani musicali attraverso la rete internet.

A fianco delle continue azioni legali che le grandi etichette discografiche hanno intrapreso contro i creatori e gli utenti di tali programmi, sono partite contemporaneamente anche le contromosse per riguadagnare il denaro perso: consci dell'impossibilità di sradicare dalla mentalità soprattutto giovanile il desiderio di avere "tutto e subito" e dei progressi tecnologici, le grandi major hanno preferito legalizzare l'attività di vendita on-line di musica. Napster stesso è stato acquistato dal gruppo tedesco Bertelsmann AG nel 2002 ed ha da quel momento in poi cominciato a vendere musica legalmente distribuita dalle etichette.

La parte del "leone" in questo settore l'ha svolta all'inizio l'iTunes Store, creato nel 2003 come ramo del lettore multimediale Apple iTunes. Già nel dicembre 2003 il numero di canzoni singole vendute ha superato le 25000 unità. Nel 2004 iTunes rappresentava il 70% del mercato di musica digitale. Col tempo iTunes si è poi espanso anche nel settore cinematografico, cominciando a vendere film, episodi di serie tv e audiolibri.

La nascita della musica in digitale ha segnato però il tramonto e la profonda agonia del singolo in quanto formato discografico. Se le vendite degli album in qualche modo hanno retto l'ondata grazie alla ricchezza di contenuti che un album può offrire oltre alle canzoni in sé (si pensi al booklet, o semplicemente al disco come concetto artistico in cui i vari brani sono correlati tra loro musicalmente e tematicamente), i singoli invece agli occhi dell'utente moderno non hanno più alcun interesse, in quanto oggi per acquistare quella particolare canzone che viene trasmessa alla radio o in tv non bisogna nemmeno uscire di casa, ma basta collegarsi ad internet e scaricarla (legalmente o meno). In Italia nel gennaio 2008 la FIMI ha annunciato l'interruzione della pubblicazione della classifica dei singoli più comprati, mantenendo solamente quella dei brani più scaricati dalla rete, con queste parole: "Dal 45 giri in vinile si è passati al cd singolo ed ora al supporto "liquido", è il segnale di un'era che si sposta verso il digitale"[3].

Oggigiorno il mercato della musica digitale è in crescita costante ed ha raggiunto un fatturato mondiale di 3 miliardi di dollari[4].

Questa rivoluzione tecnologica che permette la registrazione ad alta qualità di musica e soprattutto l'estrema facilità della sua condivisione immediata tramite la rete ha prodotto una rivoluzione anche tra gli stessi artisti del concetto stesso del loro lavoro: ora gli artisti hanno capito che è possibile "bypassare" le lunghe attese e i problemi per la produzione di un album completo semplicemente mettendo in rete la musica appena registrata. Il mercato musicale attuale comincia a presentare scenari in cui una band finisce di registrare un pezzo e, senza aspettare di riuscire a riempire un album, lo mette in vendita su un qualsiasi negozio musicale o persino sul proprio sito, creando così discografie in cui accanto agli album compaiono singole tracce, slegate dalle altre registrazioni. A questo proposito si segnala nell'ottobre del 2007 l'iniziativa dei Radiohead, che si sono dimostrati dei precursori in questo, di pubblicare il loro attesissimo nuovo album In Rainbows come download legale sul loro sito, dando addirittura la possibilità agli acquirenti di scegliere il prezzo a cui comprare l'album, a partire addirittura da 0 euro, cioè gratis. La notizia ha avuto un'enorme eco pubblicitario per la portata dell'azione ed ha portato alle prime riflessioni sull'esistenza di una coscienza degli acquirenti dalla rete: acquisteranno l'album al prezzo solito (20 euro di media in Italia) lo pagheranno quanto si paga un album digitale (10 euro) o sfrutteranno l'occasione? I dati sono molto confusi e si è assistito ad un balletto di cifre non indifferente sia sul guadagno totale (che alcuni ipotizzano addirittura sui 10 milioni di dollari in un solo giorno[5]) che sulla percentuale di utenti che lo hanno scaricato gratis (alcuni sondaggi riportano cifre che vanno dal 30% al 60%[6]). Fatto sta comunque che quando due mesi dopo è stato pubblicato in maniera tradizionale su Cd è entrato direttamente al numero 1 sia in America che in Gran Bretagna.[7]

Un altro aspetto di tale rivoluzione è la crescente voglia da parte di gruppi emergenti di entrare nel mercato discografico in modi diversi dal passato, facendosi prima conoscere su internet. Gli esempi più clamorosi di gruppi musicali diventati oggetti di culto in rete ancora prima di avere un contratto discografico "regolare" sono Arctic Monkeys e Lily Allen, entrambi artisti entrati nella Top 10 britannica. Si sta rivelando un grande strumento in questo senso la comunità online MySpace, che permette di caricare gratis brani musicali sulla propria pagina personale. Un altro aspetto correlato del fenomeno è la nascita delle cosiddette netlabel, cioè una specie di etichetta discografica ma che vive su internet.

[modifica] Formati musicali

I formati musicali più diffusi nel mondo informatico sono:

[modifica] Note

  1. ^ CSIRAC: Australia’s first computer
  2. ^ La prima registrazione musicale informatica
  3. ^ FIMI.it
  4. ^ FIMI.it
  5. ^ [1]
  6. ^ Si vedano ad esempio [2] e [3]
  7. ^ Radiohead - In Rainbows

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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