Outside the Wall
| Outside the Wall | |
|---|---|
| Artista | Pink Floyd |
| Autore/i | Roger Waters |
| Genere | Rock progressivo Art rock |
| Edito da | Bob Ezrin, David Gilmour, Roger Waters |
| Pubblicazione | |
| Incisione | The Wall |
| Data | 30 novembre 1979 (Regno Unito |
| Data seconda pubblicazione | 8 dicembre 1979 (USA |
| Etichetta | Harvest Records GB EMI (IT) |
| Durata | 1:41 |
| The Wall – tracce | |
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| "The Trial" | / |
"Outside the Wall" è una canzone dei Pink Floyd pubblicata nel 1979, all'interno dell'album The Wall, scritta interamente da Roger Waters.
Questo brano rappresenta la conclusione dell'album, e non è incentrato sul resto della storia, la cui conclusione è effettivamente in The Trial, dato che non racconta ciò che è accaduto a Pink dopo la caduta del muro. È piuttosto una sorta di morale della storia.
Indice |
[modifica] Composizione
Il brano dura circa 1 minuto e 41 secondi ed è la canzone dai toni più pacati di tutto l'album.
È aperta dall'indistinguibile suono di mattoni che cadono e rovinano al suolo, mentre in sottofondo si sente una melodia accennata da un clarinetto che, non appena entra la voce di Waters, viene accompagnata da un'armonica a bocca. Durante tutta la canzone un coro di voci bianche accompagna la voce di Waters.
Il brano si conclude con la stessa melodia sentita all'inizio dell'album (nei primi quindici secondi della canzone In the Flesh? ) e con una frase a metà, che dice: "Isn't this where..."[1], che si ricollega con le prime tre parole dell'album, "...we came in?", rendendo la storia, di fatto, un circolo.
[modifica] Trama
Diversamente da tutte le altre canzoni nell'album The Wall, "Outside The Wall" riguarda pochissimo Pink, ma riguarda la storia nel complesso, offrendo una morale ad essa.
Demolito il muro, l'artista esprime il suo pensiero riguardo al racconto e sottolinea che l'essere umano, anche volendo, non si può isolare dal mondo esterno, perché ci sarà sempre qualcuno disposto a "sbattere il cuore contro il muro di un pazzo". Le tre parole finali, però, indicano anche che per ogni persona che esce dal proprio isolamento, un'altra si isolerà, creando un circolo vizioso.
Un'interpretazione che può essere aggiunta alla precedente, basata sul verso "alcuni barcollano e cadono"[2], indicando che alcune persone, se non la maggior parte, ti abbandondano se sei chiuso da troppo tempo nel tuo "muro" ed è questo che accade al protagonista, Pink, nella storia.
[modifica] Versione video
Una versione più lunga del brano (poco più di 4 minuti) fu registrata per il film e fu eseguita dalla National Philharmonic Orchestra, da The Pontarddulais Male Voice Choir e, naturalmente, da Roger Waters.
Nella scena d'apertura del video si vede il muro crollare e, oltre il muro, pompieri che cercano di far posare la polvere con degli idranti, bambini che frugano tra le macerie e persone che si soffermano a guardare. Dopodiché iniziano a scorrere lentamente sullo schermo tutte le immagini che riguardano sia l'album che il film; quindi la copertina, le locandine, alcuni screenshot, ecc.
[modifica] Versioni dal vivo
Durante le esibizioni dal vivo, il brano veniva eseguito dalla band al completo davanti al muro demolito alla fine di "The Trial" (uno dei momenti migliori dei loro concerti), con Waters che cantava e suonava il clarinetto, David Gilmour il mandolino, Richard Wright la fisarmonica e Nick Mason (insolitamente) la chitarra acustica. Altri turnisti, poi, accompagnavano la band.
[modifica] Esecutori
- Roger Waters - voce[3]
- Frank Marrocco - concertina[3]
- Larry Williams - clarinetto[3]
- Trevor Veitch - mandolino[3]
- Children's choir from New York - coro[3]
Roger Waters suonò il clarinetto durante il tour del 1980-81.[4]
[modifica] Note
- ^ In italiano: "Non è qui che..."
- ^ Nel testo originale: "Some stagger and fall"
- ^ a b c d e Vernon Fitch; Richard Mahon, Comfortably Numb - A History of The Wall 1978-1981, 1a ed., PFA Pub [2006], pp. 115. ISBN 0-977-73660-1
- ^ Vernon Fitch; Richard Mahon, Comfortably Numb - A History of The Wall 1978-1981, 1a ed., PFA Pub [2006], pp. 185. ISBN 0-977-73660-1
[modifica] Bibliografia
- Vernon Fitch, The Pink Floyd Encyclopedia, 3a ed., Collector's Guide Publishing Inc [2005]. ISBN 1-894959-24-8
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