Pink Floyd The Wall
| Pink Floyd The Wall | |
|---|---|
| Titolo originale | Pink Floyd The Wall |
| Lingua originale | inglese |
| Paese di produzione | Regno Unito |
| Anno | 1982 |
| Durata | 95 min |
| Colore | colore |
| Audio | sonoro |
| Genere | drammatico, musicale |
| Regia | Alan Parker |
| Sceneggiatura | Roger Waters |
| Produttore | Alan Marshall |
| Casa di produzione | MGM |
| Fotografia | Peter Biziou |
| Montaggio | Gerry Hambling |
| Musiche | Pink Floyd |
| Scenografia | Gerald Scarfe |
| Interpreti e personaggi | |
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| Premi | |
|
2 BAFTA Film Awards |
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Pink Floyd The Wall è un film di Alan Parker uscito nel 1982, trasposizione cinematografica del concept album The Wall, realizzato nel 1979 dai Pink Floyd.
Il film, terza fase del progetto ideato da Roger Waters, è basato sull'album anziché viceversa, e ne rappresenta in effetti la "colonna visiva". La storia permette almeno tre livelli di lettura: uno autobiografico (la morte in guerra del padre di Waters, i problemi dell'educazione scolastica nel periodo delle rivolte studentesche), uno di osservazione e critica sociale (l'incomunicabilità nei rapporti di coppia, la rockstar onnipotente), uno infine che rappresenta l'evoluzione della follia del protagonista, nel quale si intravede un riferimento a Syd Barrett, sebbene le esperienze di vita e artistiche del bassista ne rappresentano la vera anima. Inizialmente, furono in quattro a iniziare la messa in opera del progetto: oltre a Waters, il disegnatore Gerald Scarfe, il regista Michael Seresin e il produttore Alan Parker. Dopo poco tempo, il testimone della regia passò a quest'ultimo il quale impose subito una nuova visione di lavoro: tinte forti, immagini crude, stile diretto ed evocativo. Waters, dal canto suo, spodestato dal ruolo di principale e incapace di poter seguire personalmente la regia, abbandona per un mese di vacanze forzate le riprese, lasciando il regista libero di organizzare il lavoro. Parker accantona così l'idea di utilizzare riprese dal vivo durante i concerti del tour di The Wall e sfruttare i pupazzi animati di Scarfe, il quale collaborerà con i disegni animati di molte sequenze del film, le stesse che venivano anche proiettate sul muro.
Il film è stato presentato fuori concorso al 35º Festival di Cannes.[1]
Indice |
Trama[modifica]
In una stanza d'albergo, a Los Angeles, Pink (Bob Geldof), rockstar famosa ma con problemi di droga, rivive, grazie ad un film di guerra, i momenti più significativi della sua tragica esistenza: il padre morto in guerra quando lui era ancora in fasce, il crudele maestro di scuola, la madre iperprotettiva, la moglie infedele e le stupide groupies che darebbero l'anima per stare con lui. Tutti questi avvenimenti non hanno fatto altro che erigere intorno a Pink un muro psicologico che lo protegge dalle altre persone, ma che col passare del tempo lo soffoca. Pink, dopo aver portato con sé in albergo una groupie e aver distrutto la sua stanza, pone l'ultimo mattone nel muro, chiudendosi del tutto nella sua follia. Le persone che organizzano il suo tour lo trovano in condizioni disumane, e dopo averlo rimesso in sesto lo trascinano ad un concerto che sembra una parata nazista. Qui Pink marcia, seguito da agguerriti skinheads, sulle altre persone, raggiungendo il culmine della pazzia; poi, stanco di questa allucinante situazione, si autosottopone ad un processo in cui tutti i personaggi significativi della sua vita, rappresentati come grottesche creature, lo accusano delle sue infamie. Alla fine il Giudice Verme impone a Pink di distruggere il muro, riesponendolo così al mondo reale.
Curiosità[modifica]
- la prima parte del film è una chiara autobiografia dello sceneggiatore Roger Waters, il bassista co-fondatore della band Pink Floyd. Suo padre Eric fu integerrimo maestro elementare, morì prematuramente nelle battaglie di Anzio (Italia 1944) durante la seconda guerra mondiale, quando lui era un bimbo di soli 5 mesi. La seconda parte del film invece, è dedicata al chitarrista Syd Barrett, altro componente della band che abbandonò i Pink Floyd agli inizi degli anni settanta, con forti problemi di droga.
- il film comprende tutte le canzoni di The Wall (alcune delle quali ri-registrate), tranne Hey You (presente nell'edizione in DVD del film negli extra come video musicale) e The Show Must Go On. Nel film è stata aggiunta la canzone What Shall We Do Now?, che non appare nell'LP di The Wall. Nel doppio album, quest'ultima è attaccata alla canzone Empty Spaces, che nell'album è intera. Inoltre, il famoso messaggio nascosto sulla traccia sinistra di Empty Spaces, nel film non è presente.
- la canzone Bring the Boys Back Home è presente in una versione molto più lunga rispetto a quella del disco, mentre Run Like Hell e Waiting for the Worms sono state accorciate.
- La canzone Goodbye Blue Sky, che nell'album si trova dopo Mother, nel film invece si trova prima di The Happiest Days of Our Lives.
- come singolo promozionale per il film venne incisa When the Tigers Broke Free, presente poi nell'antologico Echoes: The Best of Pink Floyd e nell'edizione del 2004 di The Final Cut.
- quando il film uscì nelle sale, Richard Wright già non faceva più parte dei Pink Floyd, collaborando però comunque come session-man durante i concerti.
- Bob Geldof nel film canta In the Flesh, In the Flesh? e Stop.
- durante la scena che accompagna The Happiest Days of Our Lives, quando il maestro legge la poesia scritta da Pink, si possono nettamente distinguere alcuni versi della canzone Money tratta dall'album The Dark Side of the Moon.
- Durante la scena che accompagna Stop, prima del testo originale, si possono nettamente distinguere alcuni versi della canzone Your Possible Pasts, tratta dall'album The Final Cut e dalla canzone 5.11 AM (The Moment of Clarity) tratta dall'album solista di Roger Waters, The Pros and Cons of Hitch Hiking.
- per le scene di teppismo che accompagnano Run Like Hell e Waiting for the Worms il regista Parker ingaggiò dei veri skinheads.
- le storiche animazioni di Gerald Scarfe cha accompagnano Empty Spaces\What Shall We Do Now?, Waiting for the Worms e The Trial venivano proiettate durante le esecuzioni dal vivo dell'album (cosa che non accadeva con l'animazione per Goodbye Blue Sky).
Note[modifica]
- ^ (EN) Official Selection 1982. festival-cannes.fr. URL consultato in data 21 giugno 2011.
Collegamenti esterni[modifica]
- (EN) Scheda su Pink Floyd The Wall dell'Internet Movie Database