Le ceneri di Angela (film)

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Le ceneri di Angela
Ceneri Angela.jpg
Una scena del film
Titolo originale Angela's Ashes
Paese di produzione Regno Unito, Irlanda
Anno 1999
Durata 145 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia Alan Parker
Sceneggiatura Laura Jones, Alan Parker
Fotografia Chris Connier, Michael Seresin
Montaggio Gerry Hambling
Musiche Sinéad O'Connor, John Williams
Interpreti e personaggi
« Un'infanzia infelice irlandese è peggio di un'infanzia infelice qualunque, e un'infanzia infelice irlandese e cattolica è peggio ancora. »
(Frank McCourt)

Le ceneri di Angela (Angela's Ashes) è un film del 1999 diretto dal regista Alan Parker.

Il film, che rispecchia in maniera estremamente drammatica e realistica le condizioni di privazione e sofferenza di molte famiglie in quegli anni, è tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Frank McCourt, il quale quelle esperienze le ha vissute.

Trama[modifica | modifica sorgente]

Brooklyn, 1935. Angela, madre di quattro figli, è sconvolta dal dolore per la prematura morte dell'ultima nata, Margaret. Il marito Malachy, dedito al bere, perde regolarmente i lavoretti che gli capitano. Frank, il maggiore dei figli, cerca di proteggere i più piccoli. Costretta dalla miseria e dal rifiuto della società americana, la famiglia McCourt torna allora in Irlanda dalla nonna materna. A Limerick affittano un piccolo e mal ridotto appartamento, con i letti infestati dalle pulci. Malachy è malvisto dai parenti di Angela perché di Belfast oltre che presbiteriano, e non educa i figli secondo la religione cattolica, in una cittadina dove i pregiudizi legati alla religione sono fortissimi e i più poveri ne fanno le spese in modo preponderante.

In seguito a carenze di cibo e di carbone, i gemellini Oliver ed Eugene muoiono, e tuttavia Angela trova la forza per una nuova maternità e per ottenere un appartamento più grande. Intanto Frank va a scuola, fa la prima comunione, va al cinematografo a vedere James Cagney. Si ammala di tifo ma sopravvive. Il padre spende al pub i pochi soldi che arrivano, tra sussidio e lavori che perde, e allora Frank comincia a lavorare come carbonaio. Per poco però, perché la polvere di carbone gli provoca una terribile congiuntivite. La situazione peggiora: Malachy parte per l'Inghilterra e fa perdere le tracce di sé, la nonna muore, i McCourt vengono sfrattati e costretti ad essere alloggiati da un uomo rozzo e crudele che richiede ad Angela favori sessuali per mantenere gratuitamente la famiglia sotto il proprio tetto. Frank, disgustato, va a vivere dallo zio Pat, trova un impiego come fattorino, si innamora di Teresa, una ragazza malata di tisi con cui vive una bella storia d'amore, prima che la malattia se la porti via.

Poi conosce la signora Finucane, la strozzina del villaggio, che aiuta nella stesura di lettere di minaccia verso i debitori. Quando costei muore, Frank trova del denaro a casa sua, lo prende, si ubriaca al pub e capisce che sta per seguire le orme del padre. Allora compra i biglietti per la nave e parte alla volta di New York. Alla vista della Statua della Libertà, capisce che la sua vita può finalmente cominciare.

Produzione[modifica | modifica sorgente]

Il regista Alan Parker fa una breve apparizione interpretando il dottor Campbell.[1]

Critica[modifica | modifica sorgente]

  • Il titolo «Le ceneri di Angela» si riferisce alla conclusione dell'autobiografia d'infanzia e adolescenza irlandesi di Frank McCourt da cui il film è tratto: la madre del protagonista, Angela, muore; le ceneri debbono tornare alla sua terra; la sua scomparsa segna la fine del primo periodo della vita del figlio che se n'è andato dall'Irlanda per tornare negli Stati Uniti dov'è nato (l'esistenza americana è la materia del libro seguente, «Tis»). «Le ceneri di Angela» è pure il titolo d'una storia editoriale del tutto straordinaria. (Lietta Tornabuoni - La Stampa)
  • «Un'infanzia infelice cattolica e irlandese è la peggiore di tutte». Bisogna prendere in parola Frank McCourt, che a sessant'anni passati scrisse il libro autobiografico Le ceneri di Angela destinato a trasformarsi in un caso editoriale senza precedenti: sei milioni di copie vendute, venticinque lingue, un premio Pulitzer e ora il film omonimo firmato dall'inglese Alan Parker. Nato a Brooklyn, cresciuto a Limerick (Irlanda cattolica) e poi tornato in America, dove diventò un insegnante di letteratura, lo scrittore raccontò con stile asciutto e per niente piagnone la miseria della propria infanzia: una miseria assoluta, dickensiana, insopportabile, e pur tuttavia vissuta da lui e dai suoi fratelli, quattro dei quali morirono di stenti, con stoico fatalismo. (Michele Anselmi - L'Unità)
  • Alan Parker è un brillante regista a corrente alternata. Può fare cose molto belle come "The Commitments", belle come "Evita" o insensate come "Morti di salute". In ogni caso nessuno gli può negare un grande mestiere e una speciale bravura nel dirigere i ragazzi. Eppure, anche se il libro pullula di ragazzi e del loro modo di vedere e di parlare, doveva capire che Le ceneri di Angela era un romanzo da lasciar perdere, o, perlomeno, che arrivando sullo schermo avrebbe perso in maniera drammatica. (Irene Bignardi - La Repubblica)
  • L’ultimo attesissimo film di Alan Parker, interpretato con intensità da Emily Watson e Robert Carlyle, è la traslazione sul grande schermo de Le ceneri di Angela, l’omonimo e straordinario romanzo autobiografico di Frank McCourt, premiato col Pulitzer. La storia verte sulle vicissitudini di una famiglia irlandese emigrata a New York negli anni Trenta del Novecento: è qui che Angela e Malachy si conoscono e si sposano. Lei è una donna paziente e devota, lui un alcolizzato che perde in continuazione tutti i lavori saltuari che riesce a trovare. (Paolo Boschi)

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica sorgente]

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Le ceneri di Angela (1999) Trivia - Director Cameo, IMDb. URL consultato il 25 maggio 2014.
  2. ^ Le ceneri di Angela (1999) Connections - Features, IMDb. URL consultato il 25 maggio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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