Steven Spielberg

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Steven Allan Spielberg (Cincinnati, 18 dicembre 1946) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense.

Agli inizi della carriera, Spielberg è stato un componente dei movie brats, movimento che contribuì alla nascita della Nuova Hollywood degli anni settanta, assieme ai colleghi e amici George Lucas, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese e Brian De Palma.[1] Ha vinto due premi Oscar come miglior regista per Schindler's List (per il quale vince anche la statuetta di miglior film), e per Salvate il soldato Ryan. Ha inoltre ricevuto il Leone d'oro alla carriera alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia del 1993. Nel 1987 ha vinto il Premio alla memoria Irving G. Thalberg.

Steven Spielberg è considerato uno dei cineasti più importanti della storia del cinema dato il suo grande contributo per la creazione, sia da regista che da produttore, di alcuni dei più grandi capolavori cinematografici.

È stato tra i fondatori della Amblin Entertainment e della DreamWorks (insieme a Jeffrey Katzenberg e David Geffen).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

(EN)
« I dream for a living »
(IT)
« Io sogno per vivere »
(TIME, 1985)

L'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Steven Allan Spielberg è nato a Cincinnati (Ohio, USA) il 18 dicembre del 1946, primogenito di genitori ebrei: Arnold Spielberg (1917-) e Leha Posner Spielberg (1920-). Suo padre era un ingegnere elettronico, sua madre una pianista.[2][3] La sua passione per il cinema si manifestò sin dall'infanzia, quando "dirigeva" i familiari in cortometraggi realizzati con una 8 mm.[3] Fondamentale la visione, nel 1952, de Il più grande spettacolo del mondo. All'età di 7 anni cominciò a girare film amatoriali d'avventura in 8 mm, utilizzando come attori i suoi amici e compagni di scuola (alcune scene di questi film sono stati inclusi come bonus nell'edizione DVD di Salvate il soldato Ryan).[1] Ha sempre ammesso di aver subito l'influenza del regista David Lean,[4] regista de Il Ponte sul fiume Kwai, e di Lawrence d'Arabia, uno dei film preferiti da Spielberg, che ne ha curato anche il restauro.[5] Il successivo trasferimento nel New Jersey fece conoscere a Spielberg, ebreo, il dolore dell'intolleranza etnica nei suoi confronti.[3] Spielberg ricorda questo periodo e il successivo trasferimento a Saratoga in California dove frequenterà il liceo, come il più triste e difficile della sua vita "un vero inferno sulla terra".[6] Il regista affermò tra l'altro, in un'intervista al Corriere della Sera nel 2004.[7]

« Avevo paura di andare a scuola, di tornare a casa da solo e di incontrare nuovi coetanei, perché temevo che seguissero le teste calde che mi disprezzavano e passandomi accanto gridavano sporco ebreo»

Le lunghe assenze del padre furono inoltre causa di profondo dolore e amarezza nel giovane Spielberg;[8] l'assenza paterna e le difficoltà nelle relazioni tra adulto e bambino e tra genitori e figli diventeranno in seguito temi ricorrenti in molti suoi film. All'età di 11 anni girò il suo primo cortometraggio che fu The Last Train Wreck del 1957, dove due treni giocattolo si scontrano. All'età di 12 anni il giovane Spielberg girò The Last Gun (1959), un western amatoriale della durata di 8 minuti di cui è anche interprete; all'età di quattordici anni realizzò Escape to Nowhere (1961), un cortometraggio di guerra di 40 minuti[9][10]; sempre dello stesso anno è Battle Squad, realizzato presso l'aeroporto di Phoenix, dove simulava il volo di aerei supersonici. Del 1964 è il lungometraggio Firelight, un'epopea fantascientifica di 140 minuti, basata sulla storia di un attacco di UFO, scritta dalla sorella Nancy. Il film venne proiettato in un cinema appositamente affittato dal padre.[11]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Spielberg si diploma presso l'Arcadia High School di Phoenix, e decide di frequentare la University of Southern California (la stessa di George Lucas), ma viene respinto due volte all'esame di ammissione, ripiegando sull'Università statale della California, dove studia lingua e letteratura inglese.[3] In questo periodo frequenta furtivamente gli Universal Studios, fingendosi un dipendente, finché, scoperto, non venne assunto realmente.

Nel 1966 i genitori divorziano, un altro triste evento che segnerà profondamente la vita di Spielberg e le tematiche affrontate nei suoi film.[8] Spielberg ebbe la sua prima grande opportunità quando, nel 1968, realizzò il suo primo cortometraggio destinato ad essere proiettato nelle sale, Amblin', da cui prenderà il nome la prima casa di produzione da lui fondata, la Amblin Entertainment. In 26 minuti, Amblin narra la storia d'amore e il viaggio Hippy, dal deserto del Sud California fino al mare, di due adolescenti. Per realizzare Amblin, Spielberg ricevette un finanziamento di 15.000 dollari da Denis C. Hoffman;[12] questi in cambio pretese metà degli incassi che il giovane regista avrebbe realizzato nei 10 anni successivi, con la clausola che i film diretti da Spielberg dovevano essere decisi ed approvati da Hoffman.[12] Quando Spielberg ottenne il successo con il film Lo squalo, il contratto fu definito invalido, in quanto il regista non era maggiorenne quando lo aveva stipulato.[12] Con questo film, Spielberg vince l'Atlanta Film Festival, ottenendo così un contratto di sette anni con la Universal Pictures,[11] per la quale dirigerà show e serie televisive quali Mistero in galleria, The Name of the Game, Marcus Welby, Owen Marshall e un episodio di Colombo. Dirige anche due film tv: Something Evil e Savage.

Nel 1968 abbandona l'università per dedicarsi alla professione di regista.[13] Nel 1971 Spielberg, rifacendosi a un racconto di Richard Matheson, dirige il suo secondo lungometraggio[14], Duel, nato per la televisione, ma più tardi distribuito anche nelle sale cinematografiche in Europa, Australia e Giappone con l'aggiunta di quattro scene.[15] Il film, sceneggiato dallo stesso Matheson è un thriller su un impianto road movie e narra dei tentativi di un incolpevole automobilista di sfuggire agli attacchi di un'enorme autocisterna impazzita, guidata da un conducente sconosciuto. Spielberg anticipa qui un altro dei suoi temi ricorrenti, l'"eroe involontario", l'uomo comune che si trova a vivere circostanze eccezionali che affronta in modo inaspettato ed "eroico".[16] Il film è diventato nel tempo un film culto più volte riproposto in home video.[16] L'amico George Lucas racconta che, dubbioso sulle qualità del regista e la bontà del film, alla proiezione pensava di riuscire a vederne solo 10 minuti, invece rimase nella sala per tutta la durata del film, cambiando subito idea sulle doti del giovane Spielberg.[17] La produzione diede a Steven soltanto dieci giorni di tempo per le riprese. Spielberg accettò, e alla fine lo girò in tredici giorni.[18] Quando si presentò dal produttore per presentargli le sue scuse, si sentì rispondere di non preoccuparsi, poiché nessuno al mondo sarebbe mai stato in grado di girarlo in tredici giorni, tanto meno in dieci.

Dal piccolo al grande schermo[modifica | modifica wikitesto]

Sugarland Express rappresenta il debutto cinematografico di Spielberg. Questo, come il precedente, è un road movie che gli valse ottime critiche, e venne premiato per la migliore sceneggiatura al Festival di Cannes.[19] Mediocre fu invece il successo di pubblico.[20] Il film è un attacco ai mass-media del periodo, in linea con il generale pessimismo e la drammaticità dei film della Nuova Hollywood. L'insuccesso di Sugarland Express spinse il regista a creare film d'evasione che avrebbero attirato un pubblico più vasto.

Successo che è arrivato grazie a Lo squalo, un thriller di ambientazione marina, basato sul romanzo di Peter Benchley. Il film, uscito il 20 giugno del 1975, vinse tre Oscar ed incassò circa 470 milioni di dollari, un record per l'epoca. L'orrore suscitato negli spettatori fu così profondo, da far registrare un effettivo calo dei bagnanti nelle località balneari.[21] Fu il primo caso di un tale successo per un film "fuori stagione", dato che i maggiori incassi avvengono di norma nel periodo invernale e natalizio. La realizzazione del film fu costellata da molti problemi, tali da metterne in dubbio il completamento. Come raccontano lo stesso regista e gli attori nei bonus del DVD,[22] un ventilato sciopero degli attori costrinse ad anticipare l'inizio delle riprese. Grossi dubbi sorsero anche sulla sceneggiatura di Benchley, costringendo il regista insieme all'amico e attore Carl Gottlieb a un profondo e alquanto precipitoso rimaneggiamento. Altro problema fu il casting: Jeff Bridges e Lee Marvin non accettarono la parte, mentre Richard Dreyfuss decise di accettare solo all'ultimo momento. Anche la location per le scene degli attacchi dello squalo creò difficoltà. Spielberg rifiutò l'uso di una vasca poiché il risultato sarebbe apparso poco credibile. Decise così di girare in mare aperto a Martha's Vineyard. Le onde del mare provocavano di continuo inquadrature mosse, con barche che comparivano inopinatamente all'orizzonte. Affondò persino la "Orca", la barca usata dai tre "pescatori" per catturare lo squalo, e finirono in mare anche tutti i giornalieri, miracolosamente recuperati. Il problema principale però si verificò con il mancato funzionamento dello squalo meccanico, che costrinse la troupe a lunghe ed estenuanti attese. Spielberg perciò ribattezzò lo squalo "difetto speciale". Per risolvere la situazione si decise di ridurne al minimo le apparizioni, sostituendole con momenti di attesa e suspense che paradossalmente decretarono il successo del film.

Nel 1976 Spielberg rifiutò l'offerta di Alexander Salkind di dirigere il primo film su Superman,[2] per realizzare un suo antico progetto, il lungometraggio di fantascienza Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977), per il quale ottiene la prima nomination per l'Oscar al miglior regista. L'incontro tra uomini ed alieni racchiude la metafora della "diversità", allegoria dell'incontro e rispetto fra culture diverse. Il film si segnala inoltre per l'interazione tra musica, plot ed effetti speciali e per l'accurata analisi dei personaggi. Protagonista del film è Richard Dreyfuss, con cui aveva già lavorato ne Lo squalo e tra gli interpreti principali è presente il regista François Truffaut del quale Spielberg era un grande ammiratore.

Nel 1979 Spielberg dirige 1941 - Allarme a Hollywood, una commedia ambientata a Los Angeles pochi giorni dopo l'attacco a Pearl Harbor, interpretata dalle due stelle del Saturday Night Live Dan Aykroyd e John Belushi. Accolto freddamente dalla critica statunitense, accusato anche di essere antipatriottico, fu invece ben visto in Europa. Il film descrive ironicamente l'isteria di cui furono preda i civili e i militari americani, ossessionati e terrorizzati dal pericolo di un nuovo attacco giapponese sul suolo americano. Le critiche negative allontanarono per qualche tempo Spielberg dal filone dei film commedia.[2]

Spielberg all'apice: gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il parziale insuccesso del precedente film, negli anni ottanta, Spielberg si dedica a film avventurosi e a "storie del fantastico". Nel 1981, collabora per la prima volta con l'amico George Lucas,[2] reduce dal successo della saga di Guerre stellari, per realizzare I predatori dell'arca perduta, con Harrison Ford nel ruolo dell'archeologo-avventuriero Indiana Jones.

Spielberg realizza uno dei suoi desideri, dirigere un film "alla maniera" di James Bond, pur se in questo caso il protagonista non è un agente segreto ma un archeologo spericolato. L'idea del personaggio di Indy è di George Lucas, un voluto omaggio ai serial e ai fumetti degli anni trenta. Le scene d'azione del film, furono realizzate secondo i canoni dei film a basso costo, usando tecniche ed effetti speciali propri degli anni nei quali il film è ambientato.[23] Harrison Ford inizialmente non fu scelto per il ruolo. George Lucas temeva di trasformarlo nel suo attore "feticcio" (vedi bonus DVD della trilogia). Si era pensato a Tom Selleck, ma questi rifiutò, essendo impegnato nella serie Magnum, P.I..

Un anno dopo la prima avventura di Indiana Jones, Spielberg torna a trattare di alieni, realizzando E.T. l'extra-terrestre, una storia di ispirazione disneyana con elementi autobiografici e fiabeschi, sull'amicizia tra un ragazzo e un piccolo alieno, che tenta con il suo aiuto di tornare a casa. Il ragazzo rappresenta lo stesso regista, che dopo aver vissuto l'esperienza del divorzio dei suoi genitori, e dell'assenza del padre, usa il genere fantascientifico per potere evadere dalla realtà, e immergersi nel mondo della fantasia, rappresentata dal piccolo alieno.[24] Il film è permeato da una sottile critica al mondo degli adulti, e dal tentativo di prolungare il più possibile l'età dell'adolescenza. Spielberg ha affermato di avere sviluppato una sorta di simbiosi e un profondo affetto per i giovani attori del film, sentendosi come il loro maestro di scuola e sviluppando per loro anche un forte istinto paterno.[24] E.T. batté ancora una volta tutti i record d'incasso dell'epoca, rimanendo insuperato per molti anni. Il film valse al regista la terza nomination all'Oscar dopo quella per I predatori dell'arca perduta.

Il regista decide di dedicarsi con più impegno alla produzione. Già in precedenza era stato produttore dei film 1964: Allarme a New York, arrivano i Beatles (1978), La fantastica sfida (1980), entrambi diretti dall'amico Robert Zemeckis, e del film Chiamami aquila (1981), commedia ricordata per essere il penultimo film interpretato da John Belushi. Spielberg sostiene che un produttore ha il solo compito di finanziare il film, di occuparsi degli executive e di negoziare con attori e tecnici così che al regista spetti solo il compito di espandere la sua creatività. Nel 1982 decide di fondare insieme ai colleghi Kathleen Kennedy e Frank Marshall, la sua prima casa di produzione, chiamata Amblin Entertainment, in omaggio al cortometraggio Amblin, e decide di utilizzare come logo l'immagine di Elliot sulla bicicletta insieme all'amico E.T.. La casa di produzione ha realizzato film che hanno avuto un successo enorme, e che sono diventati dei veri film culto. Un esempio è la trilogia Ritorno al futuro di Robert Zemeckis (Spielberg possiede una delle tre DeLorean DMC-12 modificate utilizzate durante le riprese del primo film) e il film Cape Fear - Il promontorio della paura diretto da Martin Scorsese.

Il regista ha prodotto anche Poltergeist - Demoniache presenze di Tobe Hooper, I Goonies di Richard Donner, da un soggetto dello stesso Spielberg, e Piramide di paura di Barry Levinson. Nel 1983 dirige il secondo episodio Il gioco del bussolotto del film Ai confini della realtà di Rod Serling, a cui Spielberg renderà omaggio nel secondo capitolo dalla saga Indiana Jones e il tempio maledetto del 1984, in cui Indy dovrà recuperare delle pietre preziose riuscendo anche a salvare i bambini di un villaggio indiano dai folli piani di un marajah. A causa degli eccessi di violenza e di alcune scene particolarmente cruente, il film ha avuto dei problemi di censura con la Motion Picture Association of America. Jack Valenti, il presidente di questo organo, voleva catalogare il film R-17, cioè vietato ai minori di diciassette anni se non accompagnati, ma Spielberg propose il PG, cioè un rating che permette la visione a tutti, purché con la supervisione di un adulto. Il film uscì con il marchio PG-13, "bambini minori di 13 anni accompagnati", sigla creata appositamente per questo film.[25] Tiepidi anche i giudizi della critica, che giudicano il film inferiore al primo episodio, troppo violento e con alcuni personaggi relativamente insulsi e stereotipati (vedi l'eccesso di urla della protagonista femminile, ripresa della figura della donna "oca" e "imbelle").

Amy Irving, prima moglie di Spielberg

Il 1985 è un anno di svolta nella la vita lavorativa e privata. Dirige Il colore viola, il suo primo film "serio" e "impegnato", che riceve critiche discordanti e un ottimo successo di pubblico. Tratto dal romanzo di Alice Walzer il film, discretamente femminista e antirazzista narra la storia di una donna di colore ingenua e ignorante che all'inizio del Novecento, grazie all'aiuto di un'amica, si ribella alle sevizie e ai maltrattamenti del marito e ai pregiudizi della società che la circonda. Molto violenta è la critica del romanziere Ishmael Reed, che accusa Spielberg di avere utilizzato banali stereotipi sulla gente di colore.[26]. Il film riceve undici nomination dall'Academy Award ma nessun Oscar, superato da La mia Africa. Nello stesso anno Spielberg si sposa con Amy Irving, con cui ha il primo figlio di nome Max.[2]

Spielberg nel 1990.

Spielberg continua nella realizzazione di film d'autore e socialmente impegnati con il film L'impero del sole (1987), che conferma il suo momentaneo allontanamento dai blockbuster a favore di un pubblico che apprezzi il cinema d'autore puntando in questa occasione sulla storia dell'invasione di Shanghai da parte dei giapponesi, vista attraverso gli occhi di un bambino rimasto orfano. Ottimo il giudizio della critica, pessimo il risultato al botteghino, l'incasso è di soli 22 milioni di dollari. In collaborazione con Robert Zemeckis e William Dear, Spielberg realizza Storie incredibili, serie televisiva antologica di genere fantastico: all'interno della serie, Spielberg dirige due episodi: il primo, "Ghost Train", e il quinto, "Mission" (interpretato da Kevin Costner). Il regista mantiene anche il ruolo di produttore e supervisore degli episodi della serie.

Il film Jurassic Park.

Nel 1989 torna a dirigere per la terza volta Indy nel film Indiana Jones e l'ultima crociata, ambientato nell'Europa nazista alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Coprotagonista è Sean Connery, (finalmente il vero James Bond), nei panni del padre di Indiana Jones, rapito dai nazisti alla ricerca del Graal. Il film incassò circa 475 milioni di dollari. Sempre nel 1989, dirige il film Always - Per sempre, remake di Joe il pilota, del 1943. Interpretato ancora una volta da Richard Dreyfuss, il film ottiene tiepidi consensi di critica e pubblico.[2] Audrey Hepburn, che recitava nel film, ha donato il suo cachet di 1 milione di dollari all'Unicef. Sempre nel 1989 il regista divorzia dalla moglie.

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo varie vicissitudini e vari rinvii, nel 1991 Spielberg dirige un libero adattamento della storia di Peter Pan, Hook - Capitan Uncino interpretato da Robin Williams, un Peter Pan di mezza età, imbolsito e triste che ritorna all'Isola che non c'è per affrontare il vecchio nemico, Capitan Uncino (Dustin Hoffman), che ha rapito i suoi figli. Spielberg riprende le tematiche (in parte autobiografiche) dei rapporti fra genitori e figli e dei problemi di relazione tra adulti e ragazzi.

Kate Capshaw, seconda moglie di Spielberg

Sempre nel 1991 Spielberg sposa l'attrice Kate Capshaw, che aveva diretto in Indiana Jones e il tempio maledetto. Dalla relazione nasce la figlia Destry, ed entrano a far parte della famiglia la figlia di Kate, Jessica Capshaw (nata da un precedente relazione) e due bambini adottati, Theo e Mikaela.[27] Nel 1993, Spielberg dirige un altro film d'avventura, adattamento cinematografico del romanzo di Michael Crichton Jurassic Park. Il film batte il record d'incasso di E.T. l'extra-terrestre e verrà superato solo da Titanic di James Cameron, incassando circa un miliardo di dollari in tutto il mondo. Il film, dopo Terminator 2 - Il giorno del giudizio, costituisce il primo esempio di uso intensivo e combinato di grafica computerizzata e macchine robotiche e del completo abbandono delle animazioni a passo uno, alla ricerca della massima verosimiglianza nella ricostruzione dei dinosauri.

Nello stesso anno Spielberg gira quello che da molti è considerato il suo capolavoro, Schindler's list - La lista di Schindler, basato sulla storia vera di Oskar Schindler, ricco industriale tedesco che sacrificò tutti i suoi averi pur di salvare dall'Olocausto i suoi 1300 operai ebrei. Insicuro inizialmente delle sue reali capacità di realizzare il film con la necessaria profondità e maturità, chiese a Roman Polański di dirigere il film. Il regista polacco (naturalizzato francese) rifiutò in quanto troppo coinvolto emotivamente (era vissuto nel ghetto di Cracovia fino all'età di 8 anni).[28] Il film valse a Spielberg il suo primo Premio Oscar al miglior regista, vincendo anche il Premio Oscar al miglior film. La storia è tratta dall'omonimo romanzo di Thomas Keneally. Girato in bianco e nero, il film presenta brevi note di colore in alcuni momenti ritenuti "topici" dal regista (il cappotto rosso della bambina nel ghetto di Cracovia, la luce delle candele durante la preghiera, il finale sulla tomba di Schindler estraneo alla trama è da considerarsi come un epilogo e un omaggio all'eroe del film). Gli incassi vennero definiti da Spielberg "blood money", macchiati di sangue, e vennero perciò utilizzati per la creazione della Survivors of the Shoah Visual History Foundation, organizzazione nonprofit con l'obiettivo di costruire un archivio audio-video con le testimonianze di sopravvissuti e testimoni dell'Olocausto.[29] Con il patrocinio della fondazione vengono realizzati i documentari: The Survivors of the Hollocaust, The lost Children of Berlin, Gli ultimi giorni. Sempre nel 1993 Spielberg riceve il "Leone d'oro alla carriera" alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica.

Steven Spielberg nel 1995.

Nel 1994 fonda la DreamWorks insieme con Jeffrey Katzenberg e David Geffen (SKG ne è l'acronimo), che ha prodotto tutti i suoi film a partire da Amistad (1997), basato su una storia vera di schiavismo e che sfociò in uno dei più famosi processi dell'epoca (1839), circa il diritto di ribellione di un gruppo di africani ridotti illegalmente in schiavitù. La Dreamworks realizzerà in seguito alcuni film d'animazione degli ultimi anni Il principe d'Egitto (1998), Z la formica (1998), Shrek (2001). La Dreamworks SKG ha inoltre avviato nel 1995 una collaborazione creativa con la Microsoft Corporation per la produzione di giochi interattivi, video e materiale didattico. Il regista partecipa alla sceneggiatura del videogioco The Dig, pubblicato dalla software house LucasArts di George Lucas. Nel 1996 lo stesso Lucas insieme a Spielberg creano il videogioco Director's Chair, una sorta di simulatore per aspiranti registi, dove il giocatore può scegliere il cast e provare a girare semplici cortometraggi.

Spielberg ed Eric Bruno Borgman nel set di Amistad.

Il regista ritorna ai film popcorn, infatti sempre nel 1997, dirige Il mondo perduto - Jurassic Park, sequel del precedente, criticato aspramente dalla critica per la banalità del plot. Ottimo invece il successo di pubblico. Del 1998 è Salvate il soldato Ryan. La pellicola, incentrata sullo sbarco in Normandia nel 6 giugno 1944, ottenne buoni consensi di critica e ottimi incassi. Apprezzati sono soprattutto i primi 24 minuti che aprono la vicenda: Spielberg ripropone in maniera cruda e realistica lo sbarco degli Alleati sulle coste della Normandia, tralasciando le enfasi eroiche ed epiche e le sbrodolature patriottiche dei precedenti film sull'argomento. Nel prosieguo invece, il regista cade spesso in eccessi patriottici e filobellici segnalati dalla critica come limiti del film. Co-prodotto da Spielberg e Tom Hanks, costato 120 milioni di dollari e presentato fuori concorso al Festival di Venezia, il film riceve undici nomination all'Oscar e ne vince cinque: miglior regia, fotografia, montaggio, sonoro ed effetti sonori.

Spielberg con il Segretario della Difesa degli Stati Uniti William S. Cohen nel 1999

Da ricordare che durante le riprese, l'attore Tom Sizemore, che ai tempi aveva problemi di dipendenza da alcol e droghe, veniva tenuto sotto controllo dallo stesso regista.[30] Al ricevimento del suo secondo Oscar al miglior regista per Salvate il soldato Ryan, Spielberg ha fatto la seguente domanda: “Am I allowed to say I really wanted this?" (mi è consentito dire che questo lo volevo veramente tanto?).[31] A seguito del film, Spielberg e Tom Hanks producono una serie televisiva che narra le vicende dei soldati americani durante la Seconda guerra mondiale, Band of Brothers - Fratelli al fronte.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Steven Spielberg è stato nominato cavaliere dell'Impero britannico, per il suo contributo all'industria cinematografica inglese, ma non essendo cittadino del Commonwealth, non può fregiarsi del titolo di Sir. Invece dal governo tedesco ha ricevuto la Bundesverdienstkreuz mit Stern, l'onorificenza al merito civile più alto della Germania. Nel 2001, Spielberg dirige A.I. - Intelligenza artificiale, ispirato dalle lunghe conversazioni avute con il collega ed amico Stanley Kubrick, su un progetto da lui mai realizzato a causa della prematura scomparsa. Il progetto originario prevedeva la sceneggiatura e la produzione di Kubrick, mentre la regia doveva comunque essere affidata a Spielberg. La storia è un libero adattamento (o meglio ancora un omaggio) della favola di Pinocchio, ben presente nella voglia di umanizzazione del piccolo robot antropomorfo protagonista del film. La sceneggiatura comunque più che sulla favola collodiana si basa sulla novella Supertoys Last All Summer Long di Brian Aldiss di cui Kubrick aveva acquisito i diritti cinematografici.[32]. Inoltre produce insieme a Tom Hanks e in collaborazione con la HBO la serie di dieci puntate di Band of Brothers - Fratelli al fronte che ha per protagonisti I paracadutisti americani che sbarcano in Europa.

Spieberg rifiuta invece di dirigere Harry Potter e la pietra filosofale, asserendo di non essere stimolato da un film di sicuro successo a causa dell'enorme popolarità del libro, preferendo scegliere eventualmente storie meno conosciute e che dunque potessero venire esaltate dal suo "genio" registico.[33] Altro motivo del rifiuto fu l'opposizione della scrittrice J.K.Rowling che preferiva un regista inglese. Tra gli altri progetti "mancati" da Spielberg: Rain Man - L'uomo della pioggia e Superman. Nel febbraio del 2002 il regista subisce un intervento chirurgico per l'asportazione di un rene.[34]

John Williams, compositore delle colonne sonore di tutti i film di Spielberg, tranne Il colore viola, Ai confini della realtà e Duel.
La stella di Spielberg nella famosa Hollywood Walk of Fame

Del 2002 è Minority Report, dall'omonimo romanzo di Philip K. Dick, interpretato da Tom Cruise e da Max von Sydow. Viene qui affrontato il tema del rispetto della privacy e della tutela dei diritti dei singoli cittadini, e quanto la pubblica amministrazione possa spingersi nel violarli per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, problema assai dibattuto negli Stati Uniti del "dopo 11 settembre", anche se Spielberg ha dichiarato di avere girato il film prima che i fatti accadessero.[35] Nel film ai tre veggenti sono stati dati i nomi di scrittori celebri, Agatha (Christie) Arthur (Conan Doyle) e Dashiell (Hammett). Il regista per omaggiare Stanley Kubrick, ha inserito una battuta del film Arancia meccanica, nella scena in cui Tom Cruise si reca a cambiare gli occhi. Il regista ha affermato di essersi ispirato anche alla regia de L'uomo che sapeva troppo di Alfred Hitchcock.[36]

Prova a prendermi (sempre del 2002) è basato sulla storia vera di Frank Abagnale Jr., un truffatore che riuscì a vivere spacciandosi per pilota d'aereo, medico ed avvocato, con Leonardo DiCaprio (nominato al Golden Globe) e Tom Hanks. Il film ha incassato al box office circa 164 milioni di dollari. L'attore Christopher Walken ha ricevuto la nomination per l'Oscar al miglior attore non protagonista. Nel 2004, Spielberg e Hanks sono ancora insieme per The Terminal (protagonista femminile Catherine Zeta-Jones), liberamente ispirato alla storia del rifugiato iraniano Mehran Nasseri, che nel 1988 visse un periodo bloccato nel terminal 1 dell'aeroporto di Parigi Charles de Gaulle. Spielberg sposta la storia a New York e Hanks è diventato un abitante dell'Est-Europa. Girato in soli tre mesi, è stato presentato alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia. Il regista il 14 aprile del 2004, ha incontrato il presidente della Repubblica Italiana, Carlo Azeglio Ciampi, che gli ha conferito la nomina di Cavaliere.

Il film successivo segnò il ritorno di Spielberg al genere fantastico. La guerra dei mondi, tratto dall'omonimo classico di H. G. Wells del quale già nel 1953 era stato tratto un film di successo. Prodotto con un budget di 200 milioni di dollari, è interpretato da Tom Cruise e Miranda Otto. Inizialmente il film avrebbe dovuto essere girato nel 2006, ma lo slittamento dei progetti di Spielberg (Munich), e Cruise (Mission: Impossible III) ne fecero anticipare le riprese. Spielberg, in un'intervista rilasciata alcuni giorni prima della presentazione del film, ha raccontato che l'idea di dirigere La guerra dei mondi è nata mentre lui e Tom Cruise discorrevano amichevolmente durante un loro incontro.[37] Per rispettare le scadenze e per evitare il sovrapporsi degli altri impegni di lavoro, la produzione fu costretta ad accelerare i tempi delle riprese, tanto da provvedere al completo sgombero di un intero quartiere di Beyonne nel New Jersey. Come comparse per le scene belliche vennero utilizzati veri reparti dell'esercito. La ILM di George Lucas ha realizzato gli effetti speciali, con particolare attenzione per gli effetti sonori. L'idea di Spielberg era infatti di realizzare un film più "sonoro" che visivo. In successive interviste Spielberg ha ammesso che la tensione e la drammaticità degli eventi del 11 settembre hanno sicuramente influenzato la scelta di realizzare un film dai toni particolarmente cupi e drammatici. Il giorno stesso all'uscita mondiale del film, Spielberg inizia le riprese di Munich (protagonista Eric Bana), pellicola sui tragici eventi del Settembre Nero, a partire dalla tragedia del massacro di Monaco (il drammatico assassinio di 11 atleti israeliani ai Giochi olimpici estivi di Monaco di Baviera 1972) e la successiva rappresaglia del governo israeliano. La sceneggiatura scritta dal vincitore del Premio Pulitzer Tony Kushner insieme a Eric Roth è un adattamento del libro-inchiesta Vendetta (Vengeance: The True Story of an Israeli Counter-Terrorist Team), del giornalista canadese George Jonas.

Il film, giudicato dalla critica come uno dei più maturi di Spielberg ha ricevuto 5 nomination all'Oscar, ma non ha ottenuto nessuna delle prestigiose statuette. Spielberg ha comunque ricevuto il premio Lifetime Achievement Award dalla CIFF (Chicago International Film Festival's) per la sua regia di Munich. Il film ha suscitato numerose polemiche all'interno della comunità ebraica. Nel 2006, grazie a un lungo pressing di Spielberg (e dopo numerosi rifiuti), Stacey Snider, AD della TriStar Pictures della Sony e della Universal, diventa finalmente il nuovo amministratore delegato della DreamWorks. Il regista ha anche aiutato George Lucas a dirigere qualche sequenza del film Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith.

Steven Spielberg con il Presidente George W. Bush e la signora Laura Bush alla Casa Bianca nel 2006

Nel 2008 il regista dopo lunghe insistenze di Harrison Ford e di George Lucas decide di dirigere il quarto episodio della saga di Indiana Jones, Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, dove un invecchiato Indy, in piena guerra fredda (il film è ambientato negli anni cinquanta), dovrà affrontare infiltrati russi alla ricerca dei resti di una misteriosa civiltà extraterreste. La sceneggiatura di David Koepp è stata modificata numerose volte a causa dei problemi di casting (famoso il "gran rifiuto" di Sean Connery) e per le difficoltà di trovare una trama avvincente. Protagonista femminile è Cate Blanchett, nei panni di un alto funzionario dei servizi segreti sovietici. Curiosa autocitazione, la scena iniziale del film si svolge nello stesso magazzino in cui è stata riposta (e poi dimenticata), l'Arca dell'Alleanza. Durante la preparazione del film il computer del regista, contenente oltre 4000 immagini del film, è stato rubato da tal Roderick Davis, poi arrestato mentre cercava di vendere le fotografie.[38]

Spielberg è stato nominato consulente artistico per le Olimpiadi di Pechino del 2008, ma con un annuncio in conferenza stampa, il 13 febbraio 2008 ha rinunciato a questo incarico per protesta contro la politica estera e il mancato rispetto dei diritti umani del governo cinese sulla questione del Darfur.[39]

Spielberg ha prodotto il film Transformers (2007), il suo sequel (2009) e il terzo capitolo Transformers 3 (2011). Il modello di camion del transformer Optimus Prime è un Peterbilt 281, lo stesso del film Duel. Inoltre ha prodotto il cartone animato Bee Movie dove doppia anche uno dei personaggi minori. Nel 2009 ha prodotto insieme a Tom Hanks la miniserie The Pacific che verte sulle guerre del Pacifico e ha per protagonisti tre marines bloccati nel Pacifico.

Gli anni recenti[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni Dieci è impegnato negli adattamenti cinematografici del fumetto Le avventure di Tintin (vincitore del Golden Globe 2012 al miglior film d'animazione) e del romanzo War Horse, da cui trae l'omonima pellicola, poi candidata a 6 premi Oscar 2012. Nell'ultimo film del regista sulla vita di Lincoln inizialmente a interpretare il ruolo del sedicesimo presidente degli Stati Uniti doveva essere Liam Neeson, invece è stato poi sostituito ufficialmente da Daniel Day-Lewis, mentre Sally Field sarà la moglie Mary Todd. Anche Tommy Lee Jones e Joseph Gordon-Levitt dovrebbero prendere parte al film; il primo nel ruolo di Thaddeus Stevens, leader repubblicano e membro della Camera dei Rappresentanti che appoggiò Lincoln per l'abolizione della schiavitù, il secondo invece sarà Robert Todd Lincoln, il figlio più grande del presidente[40]. Il film, le cui riprese sono state fatte tra l'ottobre e il dicembre 2011, è uscito nel novembre 2012 negli Stati Uniti d'America con buoni riscontri da parte della critica. E non sono mancati i riconoscimenti dei vari premi: il film ha ottenuto 7 nomination ai Golden Globe e ben 12 ai premi Oscar, inclusi film, regia (la 7° in carriera per Spielberg) e attore a Daniel Day Lewis.

Nel maggio 2013 è stato presidente della giuria della 66ª edizione del Festival di Cannes. In una recente intervista il regista ha rivelato che entro il 2015 realizzerà un film di fantascienza, tratto da un romanzo, Robopocalypse. La produzione doveva inizialmente terminare nel 2014 ma visto i grandi costi dell'intera produzione, il regista ha preferito modificare il copione e slittare la produzione di otto mesi. Steven Spielberg verrà coinvolto in veste di regista in due film molto importanti tra cui un film dedicato a Mosè e alla liberazione degli ebrei e in un film biografico su Martin Luther King, entrambi i progetti potrebbero essere completati entro il 2016.

Nel 2014 produrrà e dirigerà una serie televisiva biografica su Napoleone Bonaparte riprendendo un vecchio progetto dell'amico regista Stanley Kubrick. Il regista ha poi confermato la sua partecipazione (come produttore) in un film indiano, anche se non sono ancora confermati il cast e il regista.

Polemiche[modifica | modifica wikitesto]

Criticato per i risultati parzialmente negativi di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo, Spielberg ha contrattaccato accusando la Paramount Pictures di costringerlo a girare in tempi strettissimi a tutto discapito della qualità dei suoi film. Ha quindi deciso di rescindere il suo contratto con la Paramount e ha stipulato un contratto di 5 anni con il gruppo Reliance ADA Group, compagnia di telecomunicazioni indiana e casa di produzione della emergente realtà cinematografica indiana, comunemente chiamata Bollywood.[41]

Spielberg attore[modifica | modifica wikitesto]

Non è possibile considerare Spielberg un attore ma, secondo una tradizione seguita da molti registi (fra i quali Alfred Hitchcock e Peter Jackson), recita in alcuni cameo. Compare nel video di Michael Jackson per la canzone Liberian Girl. È l'uomo sulla sedia a rotelle elettrica in Gremlins, un turista all'aeroporto nel film Indiana Jones e il tempio maledetto, un impiegato nel film The Blues Brothers, una voce alla radio nel film Lo squalo, guida l'automobile che traina Marty in Ritorno al futuro, è nella parte di sé stesso in Austin Powers in Goldmember, mangia i popcorn ne Il mondo perduto - Jurassic Park e appare in Vanilla Sky. Ha anche prestato la voce in alcuni cartoni animati per ruoli minori.

Spielberg e l'impegno sociale[modifica | modifica wikitesto]

Spielberg, da sempre attento e sensibile ai temi del razzismo, della Shoah e della discriminazione, come dimostrano anche i suoi film più "impegnati" (Il colore viola, Schindler's List, Amistad, Munich, Lincoln), nel 1994 ha creato la Survivors of the Shoah Visual History Foundation, associazione nonprofit per la raccolta e catalogazione audio-video delle testimonianze dei sopravvissuti e testimoni della Shoah.

Alla vigilia dei Giochi Olimpici di Pechino 2008, forte del suo incarico di consulente artistico del comitato organizzatore e di direttore artistico delle cerimonie di apertura e chiusura, insieme ai rappresentanti di molti paesi occidentali, ha condotto una campagna di pressione sulla Cina, affinché lo stato riconoscesse e garantisse la Dichiarazione universale dei diritti umani, sia nella sua politica interna che estera, in particolare sulla condotta cinese nella regione sudanese del Darfur, di cui la Cina è primo partner commerciale e partecipa attivamente alla gestione delle politiche petrolifere. A seguito del rifiuto, o meglio, dell'indifferenza dimostrati dalla Cina, Il 13 febbraio 2008, Steven Spielberg ha abbandonato l'incarico.[42]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Night Skies[modifica | modifica wikitesto]

Nei tardi anni 1970 Steven Spielberg si occupò dello sviluppo di un film horror fantascientifico intitolato Night Skies, concepito dopo la realizzazione di Incontri ravvicinati del terzo tipo. Nonostante le buone premesse, il film non venne mai realizzato e il materiale sviluppato fu usato per Poltergeist ed ET.[43]

Le origini di Night Skies furono dovute al forte volere della Columbia di produrre un seguito per Incontri ravvicinati del terzo tipo. Spielberg, contrario all'idea di un seguito, si presentò allo studio cinematografico con un trattamento dal titolo di lavorazione Close Encounters, poi cambiato in Watch the Skies. L'ispirazione per la trama, venne a Spielberg dopo un incontro con l'ufologo Josef Allen Hynek, il quale gli raccontò di un noto caso ufologico cui fu vittima una coppia nella loro fattoria accerchiata da esseri alieni simili ai gremlins nel lontano 1955.[44]

La trama ruotava attorno allo sbarco di 11 scienziati extraterrestri di natura maligna sulla Terra. A causa del suo impegno contrattuale con gli Universal Studios, Spielberg annunciò che avrebbe prodotto la pellicola anziché dirigerla. Per la regia si fece il nome di Tobe Hooper. Per completare la sceneggiatura, Spielberg contattò Lawrence Kasdan, ma quest'ultimo dovette declinare l'offerta a causa del suo impegno a tempo pieno nella scrittura di Star Wars V: L'impero colpisce ancora. Il compito fu quindi affidato a John Sayles, il quale si occupò anche di rinominare l'opera a Night Skies a causa della proprietà di diritti del precedente titolo. Tra le novità apportare alla trama il nome dato alla razza aliena: "Scar".

Le riprese sarebbero dovute iniziare al termine della produzione di I predatori dell'arca perduta. Spielberg chiese ed ebbe Rick Baker come realizzatore del trucco e della progettazione delle creature aliene. Un primo prototipo fatto da Baker, costato la cifra di 70.000$, fu mostrato a Londra a Spielberg e Kathleen Kennedy, i quali ne rimasero entusiasti.

Intorno la metà del 1980, Sayles terminò la stesura di una prima versione della nuova sceneggiatura spostando il numero degli alieni da 11 a 5, apportando diverse modifiche alla trama. Poiché la cosa non piacque, portò alla nascita di alcune divergenze dovute alla nuova concezione della trama, e lo sceneggiatore fu quindi allontanato dal progetto, rimanendo comunque amico di Spielberg.

Mentre Baker e gli altri interessati continuavano a lavorare al progetto, Spielberg ci ripensò e dopo mesi di riflessioni spinse per una conclusione definitiva. Nel febbraio 1981, la Columbia mise da parte Night Skies con grande rammarico, portato soprattutto dallo spreco di oltre 700.000$ spesi in trucco, costumi e animatronica per le creature aliene.[45]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1976 al 1979 ebbe una relazione con l'attrice Amy Irving, che, dopo una breve rottura, sposa nel 1985. I due divorziano nel 1989 e in base a una sentenza in cui il giudice riconosce come valido un accordo prematrimoniale scritto su un tovagliolo, la Irving riceve una buonuscita di ben 100 milioni di dollari.[46]. Dalla Irving ha avuto un figlio, Max Samuel (1985). Dal 1991 è sposato con l'attrice Kate Capshaw, da cui ha avuto i figli Sasha (1990), Sawyer (1992) e Destry (1996) e con cui ha adottato Theo (1988) e Mikaela (1996). Ha una figliastra, l'attrice Jessica Capshaw (1976), nata dal precedente matrimonio della moglie.

Spielberg è il padrino di due note attrici statunitensi: Gwyneth Paltrow e Drew Barrymore.

È un sostenitore del Partito Democratico statunitense, a cui ha donato 100.000 $ nel 1996.[47]

Spielberg è una delle persone più ricche di Hollywood. Il suo patrimonio ammonta a più di 4 miliardi di dollari, secondo la classifica di Forbes del 2010.[48]

Nel 1998, Spielberg venne minacciato e fu oggetto di stalking da parte di un certo Jonathan Norman, in seguito arrestato e processato.[49]

Il 27 maggio 2002 ha ricevuto il dottorato in Letteratura all'Università di Yale.

Onorificenze e Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito della Repubblica federale di Germania - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito al nastro dell'Ordine al Merito della Repubblica federale di Germania
«come segno di riconoscimento per il film Schindler's List e la Shoah Foundation»
— 1998[50]
Department of Defense Distinguished Public Service Award - nastrino per uniforme ordinaria Department of Defense Distinguished Public Service Award
«consegnato dal Segretario della Difesa degli U.S.A. William Cohen, per il film Saving Private Ryan»
— 1999
Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero britannico - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Commendatore dell'Ordine dell'Impero britannico
— 2001[51]
Cavaliere della Legion d'Onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore
— 2004
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 15 aprile 2003[52]
Cavaliere dell'Ordine del Sorriso - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine del Sorriso
  • 1995- AFI Life Achivement Award
  • 2006- Kennedy Center Honours
  • 9 ottobre 2009- Libety Medal, per il suo contributo artistico e umanitario.[53]

Premi e candidature[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista di premi e riconoscimenti di Steven Spielberg.

Nel corso della sua carriera Steven Spielberg ha ricevuto diversi premi e nomination tra cui 15 nomination agli Oscar, 13 ai BAFTA, 25 agli Emmy, 14 ai Golden Globe, 12 ai Directors Guild of America Awards.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Lungometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Camei[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Per le citazioni e le fonti si rimanda alla visione dei contenuti speciali dei DVD cui le citazioni fanno riferimento o all'ascolto dell'eventuale Director's track (commento sonoro alternativo con testimonianze del regista e del cast), spesso presente nei DVD. Dove possibile è stata usata la nota con indicazione del DVD e la dicitura tra parentesi (vedi bonus DVD) o simile.

  1. ^ a b (EN) Steven Spielberg Film, economicexpert.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  2. ^ a b c d e f Telefono… Spielberg?, mymovies.it. URL consultato il 29 agosto 2009.
  3. ^ a b c d Eva Carducci, Steven Spielberg - Biografia, ecodelcinema.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  4. ^ Biography of Steven Spielberg, angelfire.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  5. ^ Lawrence D'Arabia Collector's Eedition, Sony – Lawrence of Arabia: A Conversation with Steven Spielberg regia Laurent Bouzereau (2000)
  6. ^ "Uneven Steven". Metro, May 29 – June 4, 1957.
  7. ^ archivio Corriere della sera 26 marzo 2004 - visto 1º giugno 2009
  8. ^ a b (EN) Alan Vanneman, Steven Spielberg: A Jew in America, brightlightsfilm.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  9. ^ (EN) Steven Spielberg in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  10. ^ Questo cortometraggio nonostante la giovane età del regista gli valse la vincita di un concorso amatariola. Rientra inoltre tra il materiale extra incluso nel DVD bonus di Salvate il Soldato Ryan
  11. ^ a b La Biografia di Steven Spielberg, comingsoon.it. URL consultato il 29 agosto 2009.
  12. ^ a b c (EN) Dominic Wills, Steven Spielberg - Biography, talktalk.co.uk. URL consultato il 29 agosto 2009.
  13. ^ (EN) Spielberg Role as Student a Wrap in latimes.com. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  14. ^ Il primo fu Firelight, proiettato in un cinema locale.
  15. ^ Duel: Special Edition DVD (2005)
  16. ^ a b S. Bizio, Una conversazione con S. Spielberg, onthemove.autogrill.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  17. ^ (EN) Slate magazine. URL consultato il 13 giugno 2009.
  18. ^ (EN) Steven Spielberg to Remake 'Duel' and Possibly 'Jaws'?! in bloody-disgusting. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  19. ^ The Sugarland Express, festival-cannes.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  20. ^ (EN) Sugarland Express Synopsis, fandango.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  21. ^ reelviews
  22. ^ DVD "Lo Squalo – Cineteca l'Espresso – 2004 – the Making of
  23. ^ Bonus DVD Indiana Jones Trilogy – 2003 Paramount home – Making of
  24. ^ a b (EN) Note di produzione per E.T. l'extra-terrestre in et20.com. URL consultato il 13 luglio 2008.
  25. ^ (EN) Jack Valenti leaves behind legacy of movie-rating system in firstamendmentcenter.org. URL consultato il 20 ottobre 2009.
  26. ^ (EN) saggio su Ishmael Reed The conspiracy of masculinity. URL consultato il 13 giugno 2009.
  27. ^ (EN) Steven Spielberg, adoption.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  28. ^ Joseph McBride, Steven Spielberg, Faber and Faber, 1997, pp. 414–416, ISBN 0-571-19177-0.
  29. ^ (EN) Spielberg’s ‘List’ teaching tolerance ten years on, today.msnbc.msn.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  30. ^ (EN) Tom Sizemore - Biography, imdb.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  31. ^ (EN) Steven Spielberg Quotes, movietome.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  32. ^ (EN) Brian Aldiss, Super-Toys Last All Summer Long, wired.com. URL consultato il 29 agosto 2009.
  33. ^ (EN) articolo ew.com. URL consultato il 14 giugno 2009.
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  35. ^ (EN) Judi Illes - Neuroethics, pag. 306. URL consultato il 14 giugno 2009.
  36. ^ Intervista a Spielberg di L. Rampoldi 15-10-2002. URL consultato il 14 giugno 2009.
  37. ^ (EN) Intervista a Spielberg e Cruise. URL consultato il 14 giugno 2009.
  38. ^ (EN) BBC news. URL consultato il 14 giugno 2009.
  39. ^ Spielberg boicotta le Olimpiadi: «La Cina non fa abbastanza per il Darfur» - Il Sole 24 ORE
  40. ^ Lincoln: cast stellare per il nuovo film di Spielberg.
  41. ^ Spielberg trasloca a Bollywood. URL consultato il 2 giugno 2009.
  42. ^ Spielberg boicotta Pechino, Corriere.it. URL consultato il 2 giugno 2009.
  43. ^ Grefrath, Richard W. "Review: The Greatest Sci-Fi Movies Never Made." Library Journal, University of Nevada Library, Reno, Nevada, 2002.
  44. ^ Sinyard 1987, p. 77.
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  46. ^ Madonna gives Guy £50m in divorce - BBC News consultato il 13-06-2009
  47. ^ (EN) NEWSMEAT - Steven Spielberg's Federal Campaign Contribution Report. URL consultato il 3 agosto 2007.
  48. ^ (EN) Steven Spielberg ranks 287 on The World's Billionaires 2007, Forbes. URL consultato il 2 giugno 2009.
  49. ^ (EN) Processo stalking, cnn.com. URL consultato il 14 giugno 2009.
  50. ^ Auszeichnung für Auseinandersetzung mit dem Holocaust: Steven Spielberg erhält das Bundesverdienstkreuz | Archiv - Berliner Zeitung
  51. ^ BBC News | ENTERTAINMENT | Spielberg receives Royal honour
  52. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  53. ^ Medaglia della Libertà 2009 assegnata a Steven Spielberg in apcom.net. URL consultato il 14 ottobre 2009.
  54. ^ Guerre Stellari: Spielberg vinse la scommessa, Corriere.it, 3 luglio 2007. URL consultato l'8 luglio 2007.
  55. ^ (EN) Spielberg biografy by Dominic Wills, tiscali.co.uk. URL consultato il 14 giugno 2009.
  56. ^ (EN) Top 100 living geniuses. URL consultato il 17 agosto 2010.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Shoah Foundation Embarks on New Mission, Past Forward, 2001.
  • 'Town & Country': Hollywood Philanthropy, Chronicle of Philanthropy, 2001.
  • Blum Debra E. e Steven G. Greene, 'Moment': A Revolution in Jewish Philanthropy, Chronicle of Philanthropy, 1988.
  • Jay Carr, Steven Spielberg's Extended Family, The Boston Globe, 19 luglio 1998.
  • Steven J. Dubner, Inside the Dream Factory, Guardian Unlimited Film.
  • Friedman, Lester D. e Brent Notbohm, Steven Spielberg Interviews, Jackson, Miss.: University Press of Mississippi, 2005, ISBN 1-57806-112-1.
  • Joseph McBride, Steven Spielberg: A Biography, New York, Simon and Schuster, 1997, ISBN 0-684-81167-7.
  • Rubin, Susan Goldman, Steven Spielberg, New York, Harry N. Abrams, 2001, ISBN 0-8109-4492-8.
  • Schwinn, Elizabeth e Ziya Serdar Tumgoren, The Megagift Plunge, Chronicle of Philanthropy, 2003.
  • All About Us, STARBRIGHT Foundation.
  • About the Organization, Survivors of the Shoah Visual History Foundation.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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