Bring the Boys Back Home

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Bring the Boys Back Home
Artista Pink Floyd
Genere Rock progressivo
Art rock
Pubblicazione
Incisione The Wall
Data 1979
Durata 1:21 su The Wall
1:20 su Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981
2:40 su The Wall-Live in Berlin
The Wall – tracce
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Bring the Boys Back Home è una canzone dei Pink Floyd pubblicata nel 1979 all'interno dell'album The Wall.

La canzone fu inserita anche all'interno del singolo When the Tigers Broke Free. Secondo Roger Waters è la canzone che unifica l'album. Infatti ha detto[1]:

« "[…] in parte dice di non lasciare le persone andare e morire nelle guerre, ma in particolare dice di non permettere che fare rock and roll, o fabbricare automobili, o vendere sapone, o impegnarsi in una ricerca scientifica, o qualsiasi altra cosa che le persone possono fare […] non permettere che quello diventi tanto importante da lasciarci trascurare i nostri amici, nostra moglie, i nostri figli o altre persone. »

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

« Bring the boys back home/Bring the boys back home/Don't leave the children on their own/Bring the boys back home »

La canzone inizia sulle ultime note di Vera, quando un rullare di tamburi rompe l'atmosfera ovattata che si era creata. Dopo otto squilli di tromba inizia la parte cantata di Roger Waters, accompagnato dall'orchestra e dal coro.

Al termine dell'ultimo verso, si sentono di nuovo i tamburi, un telefono e alcune voci (già sentite nei brani precedenti) che dicono Wrong! Do it again!,Time to go!, Are you feeling OK?, There's a man answering but he keeps hanging up. Il brano viene chiuso bruscamente dalla frase Is there anybody out there?, tratta dalla canzone omonima.

Nella versione del film il brano viene cantato da un grande coro, senza la voce di Roger Waters.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Come le altre canzoni dell'album The Wall, Bring the Boys Back Home narra una parte della storia di Pink, il protagonista.

Pink ricorda, con molto dolore, la sua delusione e la sua tristezza alla notizia che il padre non sarebbe mai più tornato dalla guerra.

Versione video[modifica | modifica wikitesto]

Il filmato è il seguito di quello di Vera. Pink, triste e deluso dal fatto che suo padre non è ritornato dalla guerra, gira tra la folla che, all'improvviso, comincia a cantare esultante i versi di Bring the Boys Back Home. Ad accompagnare il coro si vede una banda, che camminando tra il fumo prodotto dal treno, si trasforma in un plotone in marcia. Il filmato finisce con alcune immagini che mostrano dei soldati in marcia ed altri in una trincea.

Versioni dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Nel live Is There Anybody Out There?: The Wall Live 1980-1981 il brano viene eseguito nella versione originale, seppur manchi la presenza effettiva di coro e orchestra. In The Wall-Live in Berlin, invece, la East Berlin Radio Orchestra e l'East Berlin Radio Choir accompagnano Waters. In questa occasione il brano risulta più lungo per via della ripetizione del testo una seconda volta. La scenografia è imponente: sul palco, oltre a Waters, è presente sul palco la Military Orchestra of the Soviet Army. Sul muro prima appaiono centinaia di nomi, probabilmente caduti nella Seconda guerra mondiale. In seguito compare la scritta Bring the Boys Back Home a caratteri cubitali, per lasciare spazio all'immagine di un cimitero. A Berlino la canzone non viene chiusa dalla frase Is There Anybody Out There?, ma dalla sirena di un'ambulanza realmente presente sul palco da cui scende il bassista, pronto ad eseguire Comfortably Numb.

Esecutori[modifica | modifica wikitesto]

Formazione (a Berlino)[modifica | modifica wikitesto]

  • Roger Waters - voce principale
  • The East Berlin Radio Orchestra - accompagnamento
  • The East Berlin Radio Choir - cori
  • The Military Orchestra of the Soviet Army - Percussioni (anche se si limita soprattutto alla presenza scenica, ad esempio con fiaccole che illuminano i soldati)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista di Tommy Vance a Roger Waters, "Interview With Roger Waters", 30 novembre 1979, BBC Radio One.
  2. ^ a b c d e Vernon Fitch, Richard Mahon, Comfortably Numb - A History of The Wall 1978-1981, 2006, p. 97.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Vernon Fitch, The Pink Floyd Encyclopedia, 3ª ed., Collector's Guide Publishing Inc, 2005, ISBN 1-894959-24-8.
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