Sbarco di Anzio

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Sbarco di Anzio
sbarco di Anzio e Nettuno[1]
sbarco di Nettunia[2]
Truppe statunitensi arrivate a Nettunia
Truppe statunitensi arrivate a Nettunia
Data 22 gennaio 1944 - 5 giugno 1944
Luogo Nettunia (oggi Anzio e Nettuno)[3] Italia
Causa Liberazione di Roma
Esito Vittoria alleata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
20 000 tedeschi, 5 battaglioni italiani (4600 uomini) (22 gennaio)
135 000 uomini + 2 battaglioni SS italiani (maggio)
39 000 uomini, 2.300 veicoli (22 gennaio)
150 000 uomini (maggio)
Perdite
40 000:
5 000 morti
30 500 feriti o dispersi
4 500 prigionieri
43 000:
7 000 morti
36 000 feriti, dispersi o prigionieri
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Il cosiddetto sbarco di Anzio[5], chiamato anche sbarco di Anzio e Nettuno oppure sbarco di Nettunia, dagli Alleati operazione Shingle o anche la Normandia italiana, fu un'operazione militare condotta dalle forze anglo-americane nella zona delle attuali città di Anzio e Nettuno (dal 1940 al '45 unite in Nettunia[6]) contro le forze militari tedesche (con affiancate unità della Repubblica sociale italiana) che occupavano l'Italia centrale e settentrionale, durante la campagna d'Italia, nella seconda guerra mondiale. L'attacco, comandato dal maggior generale John P. Lucas, aveva lo scopo di aggirare le forze tedesche attestate sulla linea Gustav e di conquistare Roma. La lunga battaglia che nel 1944 ne derivò è comunemente conosciuta come battaglia di Anzio, ma è anche usata l'espressione fronte di Anzio e Nettuno[7].

Le premesse ed i preparativi[modifica | modifica wikitesto]

« L'intera faccenda puzza di Gallipoli, ed evidentemente sulla panchina dell'allenatore c'è sempre lo stesso dilettante »
(annotazione del generale John P. Lucas sul suo diario, riferita al ruolo di Churchill nell'ideazione dello sbarco di Anzio[8])

Il 25 dicembre 1943 il primo ministro inglese Winston Churchill e il presidente statunitense Franklin D. Roosevelt pianificarono, in una riunione nella città di Cartagine, i termini dell’operazione Shingle, ossia lo sbarco alleato oltre la Linea Gustav, per alleggerire la pressione sui reparti alleati impegnati nel difficoltoso sfondamento della linea.
Programmato inizialmente per il 20 gennaio, lo sbarco venne effettuato due giorni dopo alle ore 2:00. Questa operazione aveva lo scopo di tagliare le più importanti vie di comunicazione dei tedeschi verso il fronte della Linea Gustav, e alleggerire la pressione proprio su quel fronte di guerra, che stava costando molte vite agli eserciti alleati.

Certo è che, già nell'autunno del 1943 i tedeschi occupanti, per motivi di sicurezza, avevano indotto grossa parte della popolazione di Nettunia a sfollare (cfr. Pietro Cappellari, Lo sbarco di Nettunia, 2010).[9]

Gli anglo-americani tenevano in particolar modo alla riuscita dell'operazione Shingle. Precedentemente allo sbarco le acque del Tirreno vennero ripulite dalle mine subacquee (fatte esplodere dai tedeschi nel '43, al fine di precludere le vie di accesso a Nettunia) e, dopo aver individuato preventivamente le postazioni difensive nel settore, cinque giorni di violenti bombardamenti ne prepararono il terreno. L'iniziale superiorità numerica e di mezzi degli attaccanti fu bilanciata dalla lentezza nel consolidare la testa di ponte, ritardo che permise ai tedeschi di riorganizzarsi e di opporre un'accanita resistenza nei mesi a seguire, fin quasi a ricacciare in mare gli alleati.

Svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno 22 gennaio 1944, mentre si susseguivano gli attacchi anglo-americani nel difficile tentativo di superare i fiumi Rapido e Garigliano sulla Linea Gustav, le forze armate alleate iniziarono a sbarcare un grosso contingente di truppe su un'ampia fascia costiera tirrenica che andava da Tor San Lorenzo, oggi frazione di Ardea, fino a Torre Astura, nell'attuale territorio comunale di Nettuno.

Le forze in campo[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dello sbarco

Alle ore 2:45 del 22 gennaio 1944, al comando del generale John P. Lucas, sbarcò al porto di Anzio odierna il VI Corpo d'Armata USA, formato dalla 1ª Divisione inglese del generale Penney, dalla 45ª Divisione di fanteria statunitense del generale W. Eagles, dalla 1ª divisione corazzata USA, dalla 3ª Divisione fanteria USA e da numerosi reparti di Rangers e Commando britannici. Su un altro arenile nel frattempo, chiamato Peter Beach, adiacente all'attuale località del Lido dei Gigli, posero piede (nonostante la presenza in zona di un campo minato) il 1º Battaglione The Loyal Regiment, il 2º Battaglione The North Staffordshire Regiment e il 6º Battaglione The Gordon Highlanders, della 2ª Brigata di fanteria. Imponente era lo schieramento navale alleato, che contava su 4 incrociatori, 24 cacciatorpediniere e 6 navi da trasporto, senza contare le centinaia di mezzi da sbarco e mezzi anfibi. Kesselring, comandante delle forze tedesche in Italia, fu colto totalmente alla sprovvista da questo sbarco a sud di Roma, infatti le forze tedesche in quel settore contavano solamente due battaglioni della 29. Panzergrenadier-Division (29ª Divisione panzergrenadier)[10].

In aggiunta, verso mezzogiorno, sbarcò la 2ª Brigata Servizi Speciali, seguita dalla 24ª Brigata Guardie, dal 5º Battaglione The Grenadier Guards, dal 1º Battaglione The Scots Guards e dal 1º Battaglione The Irish Guards. Inoltre a nord di Anzio prese piede, supportata da commando, parte della 1ª Divisione britannica. Tra le odierne Nettuno ed Anzio furono sbarcati due battaglioni di paracadutisti statunitensi e nell'odierno territorio di Nettuno, su un' area di spiaggia individuata come X Ray Beach, estesa fino alla zona di Torre Astura, sbarcò la 3ª Divisione USA.[11][12] In 24 ore sbarcarono sull'area prestabilita oltre 36 000 soldati alleati, mentre la copertura aerea fu assicurata dai caccia del XXII ASCO statunitense, che effettuarono 465 passaggi sulla testa di ponte e 165 a difesa del naviglio ormeggiato al largo, per contrastare la reazione dei cacciabombardieri tedeschi, che realizzarono infatti sei incursioni articolate in un centinaio di azioni.

Paracadutisti tedeschi in una trincea del settore di Nettunia, nel corso del contrattacco verso Carroceto e Aprilia.

Inizia lo scontro[modifica | modifica wikitesto]

Marzo 1944. Truppe italiane della Decima MAS a Roma presso piazza Bainsizza, ispezionate dal generale della Luftwaffe Kurt Mälzer, destinate al fronte di Anzio-Nettuno.
Civili si aggirano per le rovine di Nettunia (Anzio-Nettuno) dopo un bombardamento inglese

Il giorno dopo il generale J.P. Lucas poteva già contare su oltre 50 000 uomini, ma la sua tattica fu forse troppo prudente: anziché scatenare le sue forze contro un nemico sguarnito e impreparato, ritenne opportuno rafforzare la testa di ponte, consentendo ai tedeschi di rinforzarsi e consolidare le posizioni. Il porto di Anzio odierna iniziò ad essere bombardato dai tedeschi mediante un potente cannone, l'Anzio Annie, situato nella galleria di Ciampino, a circa 30 km di distanza in linea d'aria. Anzio rappresentò un perno di tutta l'operazione e fu anche il centro abitato che subì più danni. Oltre alle vittime civili, gran parte del patrimonio edilizio della città andò distrutto o semidistrutto. Lo sbarco si protrasse anche nei giorni successivi ed ebbe termine solo il 31 gennaio, quando approdarono le ultime unità anglo-americane.

Il 24 gennaio iniziò ad avanzare la 1ª Divisione britannica del generale Penney verso Moletta, con al fianco destro la 3ª Divisione USA che raggiunse il Canale Mussolini. Intanto sanguinosi scontri continuavano sulla linea Gustav tra gli alleati e i tedeschi, e solo il 30 gennaio Lucas decise di passare all'attacco uscendo finalmente dalla testa di ponte; a sua disposizione vi erano oltre 70 000 uomini, 500 cannoni, quasi 250 carri armati e oltre 5000 veicoli di vario tipo. Ma ora il generale statunitense non si trovò più ad affrontare due battaglioni, bensì un'improvvisata ma molto efficiente 14ª Armata, per un totale di 8 divisioni, agli ordini del generale Eberhard von Mackensen. La 3ª Divisione USA e la 1ª britannica attaccarono in direzione di Cisterna e Campoleone, ma furono bloccate dalla reazione tedesca, riuscendo solo a far avanzare di poco il fronte.

Mentre gli scontri intorno a Cassino si facevano sempre più aspri, anche se a favore degli alleati, il generale Lucas il 2 febbraio ricevette l'ordine di fermare il suo VI Corpo d'armata, rinforzare le posizioni e prepararsi alla difesa. Infatti, tra il 3 e il 4 febbraio, von Mackensen lanciò un forte contrattacco per saggiare la resistenza nemica verso il saliente di Campoleone, seguito da un altro poderoso contrattacco il giorno 6 febbraio contro il VI Corpo USA in direzione Carroceto e Aprilia, che vennero conquistate dai tedeschi il 9 febbraio scacciando, con l'aiuto del 76º Corpo corazzato e del 1º Corpo paracadutisti, gli inglesi del generale Penney.

Il 15 febbraio gli Alleati tentarono un nuovo sfondamento della Linea Gustav a Montecassino, con l'ausilio di un violento quanto inutile bombardamento dell'antica Abbazia di Montecassino, mentre nel settore di Anzio-Nettuno gli alleati venivano ricacciati fino alla linea del fronte del 29 gennaio: solo la netta superiorità aerea gli permise di non indietreggiare ulteriormente. Questo fatto, insieme agli esigui risultati da lui conseguiti, comportò la destituzione, il 23 febbraio, del generale Lucas a favore di Lucian Truscott.

Continui attacchi tedeschi si susseguirono fino al 3 marzo, quando un efficace contrattacco della 3ª Divisione USA arrestò in località Ponte Rotto un loro ennesimo attacco, portando alla riconquista di qualche posizione. Per qualche settimana su questo fronte non si registrarono più movimenti[13]. Intanto l'aggiramento e la conquista alleata di Montecassino si concluse il 18 maggio. Solo il 21 maggio Truscott ricevette l'ordine dal comandante della 5ª Armata USA, generale Mark Wayne Clark, di sferrare un massiccio attacco contro le postazioni tedesche alle 6:30 del 23 maggio, in contemporanea con l'8ª Armata britannica, che attaccò in forze da nord per sfondare la Linea Senger (già Linea Hitler) e penetrare nella valle del Liri.

L'offensiva alleata[modifica | modifica wikitesto]

Prigionieri tedeschi catturati a Nettunia (Anzio-Nettuno)

Il 23 maggio iniziò l'offensiva nel settore di Anzio-Nettuno, e in direzione della Linea Senger: l'operazione Buffalo. Nel perimetro di Nettuno-Anzio, alle prime luci del mattino oltre 500 cannoni aprirono il fuoco contro le linee tedesche, mentre 60 bombardieri leggeri effettuarono incursioni su Cisterna per preparare il terreno alle Divisioni americane del VI Corpo. Al termine del bombardamento si mossero la 45ª, la 3ª e la 1ª Divisione corazzata USA, ma la linea difensiva tedesca tenne, e le perdite alleate furono elevate, (950 perdite solo per la 3ª Divisione). Intanto gli anglo-canadesi sfondarono la Linea Hitler lungo la strada Aquino-Pontecorvo. Hitler consentì quindi a Kesserlring di ritirare le sue armate verso la Linea Caesar, mentre gli alleati del 2º Corpo USA conquistavano Terracina, da cui i tedeschi si erano ritirati; l' 8ª Armata britannica conquistò Pontecorvo, e la 5ª Divisione corazzata canadese raggiunse il fiume Melfa. Il 25 maggio il 2º Corpo USA, salendo lungo la costa tirrenica, si ricongiunse con il 6º Corpo USA che aveva sfondato l'accerchiamento di Anzio-Nettuno, e la 3ª Divisione conquistò Cisterna e Cori, mentre la 1ª Divisione corazzata USA avanzava verso Velletri.

L'avanzata finale[modifica | modifica wikitesto]

Il fronte ora si presentava ampio e consolidato, e per il generale Clark si presentarono due opportunità: puntare diretti verso Roma, conquistando la città ricavando gloria e prestigio, oppure volgere velocemente verso est e intrappolare la 10ª Armata tedesca del generale Vietinghoff, che difendeva ancora efficacemente l'Italia centrale[14]. Ma il richiamo di Roma fu troppo forte, così Clark fece avanzare le sue divisioni verso nord. Il 29 maggio la 1ª Divisione corazzata USA conquistò Campoleone, mentre più a sud gli inglesi avanzarono verso Frosinone, che espugnarono il 31. La pressione alleata sulla 14ª Armata tedesca si fece sempre più insistente. I Colli Albani, uno degli obiettivi di 4 mesi prima, ressero ancora grazie ad una strenua resistenza tedesca, e il 1º giugno il 2º Corpo USA avanzò lungo la costa, dando inizio all'offensiva finale verso Roma.

Intanto Kesselring ordinò alla 10ª e alla 14ª di ritirarsi verso la Linea Gotica, quindi, incontrando poca resistenza, gli alleati avanzano lungo tutto il fronte: caddero Albano, Lanuvio e Frascati, fino al 4 giugno quando unità della 5ª armata USA arrivarono a Roma, e alle 19:15 la 88ª Divisione americana raggiunse Piazza Venezia. Ma gli statunitensi non lasciarono respirare i tedeschi e continuarono l'inseguimento della 14ª Armata, fino ad arrivare ai sanguinosi scontri che si ebbero, lungo la Linea Gotica, per tutta l'estate del '44.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Nella campagna di Anzio e Nettuno gli americani della 5ª Armata persero circa 30 000 uomini tra caduti, feriti e dispersi, e furono 12 000 le perdite inglesi (i reparti dell'8ª Armata) contro le 25 000 perdite tedesche.[15]

Il risultato ci fu, Roma venne conquistata, ma con un ritardo inspiegabile: ci vollero oltre 4 mesi per compiere i 50-60 km che separavano l'allora Nettunia (Anzio-Nettuno) dalla capitale, al costo di ingenti perdite probabilmente evitabili.

L'evento nella musica[modifica | modifica wikitesto]

Tra gli uomini sbarcati nella zona di Anzio odierna e impegnati negli scontri con i tedeschi e le unità italiane della Repubblica sociale, perse la vita Eric Fletcher Waters, il padre di Roger Waters, ex-componente dei Pink Floyd, le cui spoglie sono nel cimitero di guerra inglese ad Anzio.[16]

L'evento, oltre ad essere ispiratore per i temi pacifisti trattati nell'album The Wall dei Pink Floyd, è specificamente citato nella canzone When the tigers broke free, inserita inizialmente nel film The Wall (tratto dall'omonimo album), e mai pubblicata in nessun album ufficiale fino alla ristampa del CD The final cut.

La battaglia di Anzio è il tema principale nel pezzo To Hell and Back dei Sabaton, contenuta nell'album Heroes del 2014.

In Italia, i Los Marcellos Ferial ricordano l'evento nella canzone dedicata ad Angelita di Anzio: la cui esistenza, quindi la sua storia, è stata tuttavia confutata (cfr. Pietro Cappellari, Lo sbarco di Nettunia, 2010).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cotronei Gianfranco, Lo sbarco di Anzio e Nettuno. L'operazione shingle «ciottolo di spiaggia», Totem, 2008.
  2. ^ Pietro Cappellari, Lo sbarco di Nettunia e la battaglia per Roma: 22 Gennaio - 4 Giugno 1944, H.E.-Herald Editore, Roma, 2010; Giancarlo Baiocco et al., Nettuno. La sua storia, Pomezia, Arti grafiche s.r.l, 2010.
  3. ^ Pietro Cappellari, Lo sbarco di Nettunia e la battaglia per Roma: 22 Gennaio - 4 Giugno 1944, H.E.-Herald Editore, Roma, 2010.
  4. ^ Barbarigo Teschi e memorie, La Repubblica, 3 june 1994
  5. ^ Gli Alleati lo chiamarono "di Anzio" (Anzio beachead) riferendosi alla presenza del porto nell'odierna città di Anzio, importante obiettivo strategico, ma allora appartenente a Nettunia (le attuali città di Nettuno e di Anzio: dal gennaio 1940 al 1945).
  6. ^ P. Cappellari, Nettunia, una città fascista 1940-1945, Roma, Herald Editore, 2011.
  7. ^ Pio Filippani-Ronconi, Le radici storiche e culturali dell'arditismo, in La Cittadella, Anno quinto, N. 17, gennaio-marzo 2005.
  8. ^ E.Morris, La guerra inutile, p. 298.
  9. ^ Cronistoria di Nettuno 1942 - 1944 di don Vincenzo Cerri.
  10. ^ Salmaggi Pallavisini, pag. 479
  11. ^ Salmaggi Pallavisini, p. 480
  12. ^ Cotronei Gianfranco, Lo sbarco di Anzio e Nettuno. L'operazione shingle «ciottolo di spiaggia», Totem, 2008
  13. ^ Salmaggi Pallavisini, pag. 498
  14. ^ Salmaggi Pallavisini, pag. 521
  15. ^ Salmaggi Pallavisini, pag 526.
  16. ^ Pink Floyd, un sogno in technicolor, Glen Powey-Ian Russel, Giunti, pag.152

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • F. Borsato, La strada per Roma. Perché lo sbarco di Anzio e la distruzione di Cassino, ed. Settimo Sigillo, 2009.
  • P. Cappellari, Lo sbarco di Nettunia e la battaglia per Roma 22 gennaio - 4 giugno 1944, Herald Heditore, Roma, 2010.
  • S. Casaldi, Gli uomini dello sbarco: Anzio/Nettuno 1944, H.E.-Herald Editore, 2006.
  • G. Cotronei, Lo sbarco di Anzio e Nettuno. L'operazione shingle «ciottolo di spiaggia», Totem, 2008.
  • D. Lembo, I fantasmi di Nettunia: i reparti della RSI impegnati sul fronte di Anzio-Nettuno nella battaglia per Roma, Edizioni Settimo Sigillo, 2000.
  • F. Martinelli, R. Petrini, Lo sbarco di Anzio. Una popolazione civile in guerra, Aracne, 2006.
  • E. Morris, La guerra inutile. La campagna d'Italia 1943-1945, Tea, 1995.
  • C. Salmaggi, A. Pallavisini, Continenti in fiamme 2194 giorni di guerra - cronologia della seconda guerra mondiale, Milano, Mondadori, 1981, ISBN non esistente.
  • P. Senise, Lo sbarco ad Anzio e Nettuno. 22 Gennaio 1944, Mursia, Milano, 1994. ISBN 9788842527930

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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