The Beach Boys

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The Beach Boys
Fotografia di The Beach Boys
Paese d'origine Stati Uniti Stati Uniti
Genere Rock and roll[1]
Surf rock[1]
Rock psichedelico[1]
Rock[1]
Pop[1]
Periodo di attività 1961 – in attività
Album pubblicati 34
Studio 29
Live 5
Raccolte +26
Sito web
The Beach Boys (Logo).png

I The Beach Boys sono un celebre gruppo musicale americano formatosi in California nel 1961. Raggiunsero uno straordinario successo commerciale, diventando in breve tempo nella prima metà degli anni sessanta un'icona giovanile della loro generazione. Attraverso la loro musica contribuirono in parte a formare nell'immaginario collettivo della gente di ogni parte del mondo, lo stereotipo della California come terra di sole, mare e divertimento. Nel corso della loro carriera pluridecennale, il gruppo sperimentò una moltitudine di generi diversi, evolvendosi artisticamente e musicalmente, arrivando più tardi ad essere riconosciuti dalla critica del settore musicale come una delle band più influenti della storia della musica moderna. Nel 1988 la formazione originale fu ammessa nella prestigiosa Rock and Roll Hall of Fame e dieci anni più tardi nella Vocal Group Hall of Fame.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

La line-up originale della band comprendeva Brian Wilson, i suoi due fratelli minori Dennis Wilson e Carl Wilson, il cugino Mike Love e il compagno di liceo di Brian, Al Jardine. Nel 1964 la futura star del Country Glen Campbell (allora sessioman del gruppo) durante i Tour e le diverse esibizioni dal vivo, prese il posto del leader Brian Wilson, che a causa di problemi di salute e impegnato in una intensa produzione di studio (12 album usciti nei primi quattro anni), non poteva affrontare i concerti. Membri successivi come Bruce Johnston, divennero presto componenti e collaboratori del gruppo a tutti gli effetti contribuendo attivamente alla crescita compositiva della band.

Il gruppo piazzò 36 singoli nella Top 40 statunitense e 56 nella Top 100, raggiungendo per quattro volte la prima posizione. Secondo la rivista Rolling Stone, i Beach Boys sono al 12º posto nella lista dei 100 migliori artisti di tutti i tempi. Secondo Billboard, il magazine che registra i record di vendite musicali per gli Stati Uniti, i Beach Boys sono il gruppo americano che ha venduto più dischi nel mondo.

Diversi tragici eventi portarono il gruppo alla deriva, in particolare dopo la morte di Dennis Wilson nel 1983 la produzione discografica subì un brusco rallentamento e la scomparsa di Carl Wilson nel 1998 portò la fine del gruppo.

Gli ex-componenti superstiti per anni ingaggiarono fra loro molte battaglie legali sui diritti d'autore e la proprietà del nome collettivo. Tuttora si esibiscono separatamente in rispettivi tour sotto nomi diversi: The Beach Boys Band (Mike Love e Bruce Johnston) e Endless Summer Band (Al Jardine con i suoi due figli, e le Wilson Phillips. Brian Wilson l'ultimo dei tre fratelli rimasti in vita, sembra l'unico che abbia voltato pagina, astenendosi dalle polemiche. Da solo continua ad incidere dischi, collaborando con molti artisti. Inoltre continua a esibirsi in concerti a proprio nome accompagnato dal suo team di collaboratori fidati.

1961 Let's Go... SURFIN'!! (Gli Inizi)[modifica | modifica sorgente]

I Beach Boys durante il famoso "Lost concert" (Sacramento, California, 1964).

All'età di 16 anni, Brian Wilson divideva la sua camera da letto con i due fratelli minori Dennis e Carl. Ascoltava il padre Murry suonare il pianoforte, e imparava a riconoscere le armonie vocali di gruppi dell'epoca, come i Four Freshmen. Una sera insegnò ai fratelli a cantare una canzone, Ivory Tower, e mostrò loro come cantare le armonie secondarie. Il giorno del suo sedicesimo compleanno, Brian ricevette in regalo un registratore a nastro. Imparò a registrare e a sovrincidere la propria voce e quella di Carl. Più tardi ci suonava il piano e le parti di chitarra che Carl suonava con la Rickenbacker avuta in regalo per Natale.

Dopo aver ascoltato diverse Hits rhythm and blues che passavano alla radio, cambiò il suo stile di suonare il pianoforte e cominciò a scrivere canzoni. Non riuscì a completare la sinfonia per piano che avrebbe dovuto consegnare a scuola, ma in compenso realizzò una canzone originale che intitolò Surfin'. Al Jardine, che aveva già suonato la chitarra per un gruppo folk, si unì a Brian, Mike e Carl poco dopo. All'epoca di quelle registrazioni, solo Dennis Wilson non suonava nessun strumento. Contrariamente a quanto si possa pensare, però, era l'unico dei cinque che sapesse nuotare e praticava regolarmente il Surf. Fu proprio Dennis a convincere il fratello Brian a scrivere una canzone che parlasse del suo sport preferito. Mike spronava Brian a farsi avanti, e diede al gruppo il suo primo nome: The Pendletones. Il nome derivava dalle maglie di lana della ditta Pendleton, che erano molto popolari tra i Surfisti della California del sud. Solo nel 1963, cominciarono a indossare camicie a strisce bianche e azzurre, classico look da concerto, tenuto fisso fino al 1966.

Grazie alle conoscenze di Al Jardine i ragazzi contattarono i produttori Hite e Dorinda Morgan della Candix Records. Eseguirono una versione di Sloop John B, canzone folk tradizionale americana, ma i Morgan non rimasero convinti. Dennis allora menzionò al fatto che da poco stavano scrivendo una canzone, ma che in quel momento non era ancora pronta. Hite Morgan si mostrò disponibile e disse ai Pendletones di richiamarlo quando fosse finita. Brian Wilson riuscì a terminare Surfin' con l'aiuto di Mike, e dopo aver speso i soldi destinati alle emergenze (i coniugi Wilson prima di allontanarsi per il week-end lasciarono dei soldi a Brian) per noleggiare strumenti musicali, provarono per tre giorni consecutivi prima di presentare la loro prima canzone ai Morgan.

Il 3 ottobre 1961, i Pendletones registrarono dodici take di Surfin' (Dennis non fu ancora reputato adatto a suonare la batteria), e una piccola quantità di 45 giri furono stampati. Quando i ragazzi li scartarono, notarono con rabbia e disappunto che il loro nome era stato cambiato in The Beach Boys. Murray Wilson chiamò i Morgan chiedendo spiegazioni, e Hite Morgan gli disse che un promotore dell'etichetta aveva sostituito il nome originale con uno di più facile presa tra i giovani. Il budget limitato imponeva che le copie non potessero essere ristampate. Pubblicato quasi per scherzo a metà del novembre 1961, Surfin' fu un successo sulla costa occidentale, e arrivò al #75 posto nella classifica di vendite nazionale. Questo spinse e motivò i futuri Beach Boys a inseguire il cosiddetto Sogno Americano che di lì a poco divenne una realtà.

1962 (Surfin' Safari)[modifica | modifica sorgente]

I Beach Boys all’Ed Sullivan Show negli anni sessanta.

Murry Wilson, anche se non amava particolarmente Surfin', riuscì a rimediare per il Natale del 1961 la loro prima esibizione dal vivo pagata. Si trattava di un concerto commemorativo alla memoria dello scomparso Ritchie Valens, a Long Beach. Oltre ai futuri Beach Boys tra gli altri sconosciuti debuttanti parteciparono star della notorietà di Ike & Tina Turner. Nel febbraio del 1962, Al Jardine lasciò gli amici per continuare i più sicuri studi al college. Temporaneamente per circa un anno il suo posto fu preso da David Marks, vicino di casa dei Wilson e amico di Carl. David aveva solo tredici anni ma sapeva suonare bene la chitarra ritmica. Brian però, quando si accorse che le cose cominciavano a farsi serie, e che la musica poteva veramente essere il suo futuro chiese ad Al di tornare, e nel 1963 Jardine accetto'. Il 13 giugno 1962, a Los Angeles, i Beach Boys registrarono nuove canzoni, tra cui le future Hits, Surfin' Safari, Surfer Girl e 409. Tuttavia le sessions terminarono bruscamente perché Murry Wilson continuava a pretendere che il gruppo suonasse anche le sue canzoni, dato che le riteneva decisamente migliori di quelle di Brian e Mike. Comunque dopo aver fatto ascoltare i loro demos al manager Nick Venet, i cinque con l'aiuto di Murry riuscirono a fare centro e firmarono un contratto di sette anni con la Capitol Records di Los Angeles. A novembre il loro primo album Surfin' Safari era finito. Lo stile delle canzoni era pressoché identico, improntato allo stile di vita giovanile Californiano. Surfin' Safari contribuì enormemente allo sviluppo dello status sociale della California e rese celebre lo sport del surf oltre oceano in paesi dove ancora non era conosciuto.

1963 (Surfin' USA - Surfer Girl & Little Deuce Coupe) [modifica | modifica sorgente]

Nel gennaio del 1963 tre mesi dopo l'uscita del loro album di debutto, iniziarono a registrare il secondo lavoro di studio, che dava maggiore spazio a brani strumentali. A marzo Surfin' USA e la sua title track, entrambi nelle posizioni alte delle classifiche diventarono i primi grandi successi del gruppo, spingendolo alla ribalta nazionale. La canzone fu al centro dell'attenzione per la causa intentata da Chuck Berry sull' ipotesi di plagio della sua Sweet Little Sixteen, anche se accordi e melodie in effetti differivano. Un anno dopo la vicenda si chiuse con un accordo, accreditando a Berry parte dei meriti della canzone. Cinque giorni prima del rilascio di Surfin' USA, Brian Wilson scrisse Surf City insieme a Jan Berry del duo Jan & Dean, e nel luglio seguente la canzone occupava la prima posizione della top charts. In aprile appena intrapreso il tour promozionale, Brian lascio' la strada per concentrarsi sulla scrittura e le nuove tecniche di registrazione in studio. In questo periodo prese a collaborare con i membri della Wrecking Crew, musicisti professionisti ingaggiati anch da Phil Spector nelle sue produzioni. A ottobre David Marks fu ufficialmente licenziato a causa di un conflitto con Murray Wilson, e Brian fu nuovamente incluso nei tour. Surfer Girl a settembre e Little Deuce Coupe a ottobre, significativi passi avanti, furono rispettivamente il secondo e il terzo album del 1963 usciti in meno di un anno. I singoli Surfer Girl e Be True to your School, con le loro b-side Little Deuce Coupe e In My Room, continuarono il successo commerciale.

1964 (Shut Down Volume 2 - All Summer Long - Beach Boys Concert & The Beach Boys Christmas Album)[modifica | modifica sorgente]

Tornati da un tour in Australia, nei primi mesi del 1964, la band dovette affrontare l'arrivo dei The Beatles in America e tutta l'ondata della British Invasion. Sotto pressione della loro casa discografica, come risposta ai gruppi inglesi, i Beach Boys prepararono rapidamente Shut Down Volume 2, nuovo disco di studio contenente altri classici, gli originali Fun, Fun, Fun, The Warmth of the Sun, Don't Worry Baby e la cover Louie, Louie di Richard Berry. Nell'aprile del 1964 dopo l'ennesima lite, Murry Wilson venne sollevato dal suo incarico di responsabile. A maggio I Get Around si posiziono' al numero #1 in classifica anticipando di due mesi l'uscita di All Summer Long, ultimo disco di studio legato alla cultura californiana del genere Surf Rock. Gli album successivi presero un percorso stilistico e una lirica differente. I Get Around, All Summer Long, Wendy e Girls on the Beach entrarono nel lungo repertorio di classici della band. A ottobre la dimostrazione della loro continua popolarita' viene sancita da Beach Boys Concert, live album registrato al Memorial Auditorium in Sacramento, in California, numero #1 in classifica. Un documento tagliente e anello mancante della loro discografia, che catturo' i Beach Boys in un contesto che a breve sarebbe cambiato per sempre. Fu' un uscita tempestiva, in quanto il leader Brian Wilson era in procinto di lasciare la sua posizione nel gruppo dal vivo, apparendo sporadicamente solo in occasioni importanti nel corso dei tre decenni seguenti. The Beach Boys' Christmas Album a novembre, contenente cinque canzoni originali (tra cui la hit single Little Saint Nick) e sette standard di Natale', si rivelo' un grande successo a lungo termine, venduto bene anche durante le successive stagioni natalizie.

1965 (The Beach Boys Today - Summer Days And Summer Nights!! & Beach Boys Party!) [modifica | modifica sorgente]

Il 23 dicembre del 1964 mentre era su un volo, Brian Wilson ebbe un attacco di ansia e lasciò il tour. Nel gennaio seguente fu' ufficiale il suo definitivo ritiro dai concerti per concentrarsi interamente sulla composizione e la produzione discografica. Per il resto del 1964 e fino all' aprile del 1965, Glen Campbell lo sostitui' dal vivo, fino a quando la propia carriera nel Country prese il volo. Bruce Johnston fu assunto per individuare al piu' presto un sostituto di Campbell, ma avendo avuto poco tempo a disposizione non riusci' a trovare nessuno e divenne lui stesso un componente a tempo pieno del team, prima sostituendo Brian Wilson on the road, e poi partecipando in studio alle registrazioni, esordendo alle sessioni vocali di California Girls il 4 giugno 1965.

Il 1965 fu un'altro anno abbondante e ricco di sperimentazioni: tre dischi di studio pubblicati in solo otto mesi. A marzo The Beach Boys Today! fu' un'importante punto di svolta per la band. I Beach Boys vollero guardare oltre i confini dell'ormai collaudato Surf Rock per evitare di vivere nel passato e riposare sugli allori. Il lato compositivo piu' maturo, gli sofisticati arrangiamenti strumentali e l'approccio orchestrale in stile Phil Spector diedero un ottimo risultato commerciale e innovativo, e preannunciarono gli sforzi futuri di Brian Wilson nel creare Pet Sounds. Il lato A si apriva con una versione sprint di Do You Wanna Dance? di Bobby Freeman, seguita dalle altrettanto spumeggianti When I Grow Up (to Be a Man) e Dance, Dance, Dance, mentre il lato B conteneva splendide ballate introspettive, Please Let Me Wonder, She Knows Me Too Well e la piu' famosa Kiss Me, Baby.

Nel mese di luglio la band pubblicò Summer Days (And Summer Nights!!). L'album includeva altri classici: la famosa California Girls e la rilettura di Help Me, Rhonda, che divenne il loro terzo singolo #1, spostando dal podio "Ticket to Ride" dei Beatles. A dicembre, la Capitol Records pubblicò, senza il consenso di nessuno dei Beach Boys, Barbara Ann, una reinterpretazione dei Regents che inaspettatamente raggiunse il secondo posto.

Proprio in quel periodo usciva Rubber Soul dei The Beatles, e Brian ne rimase estasiato: era un album con tutte canzoni originali e tutte molto buone, senza nessuna reinterpretazione e senza tracce di riempitivi. Brian allora si mise in testa di realizzare "il più grande album rock mai realizzato".

1966 (Pet Sounds)[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pet Sounds.

L'album unanimemente riconosciuto come il capolavoro dei Beach Boys, anche se quasi interamente frutto dell'immaginazione di Brian Wilson, fu Pet Sounds, nel 1966. Pet Sounds si trova in molte liste, indicato come uno dei migliori album della storia della musica, tra le quali quelle di Rolling Stone, di TIME, del New Musical Express, e del The Times. Secondo Acclaimedmusic.net, è l'album più acclamato dai critici musicali di tutti i tempi. Tra gli altri, Paul McCartney ha dichiarato che Pet Sounds era tra i suoi album preferiti (e God Only Knows la sua canzone preferita in assoluto). McCartney ha anche detto in diverse interviste che proprio da Pet Sounds è venuto l'impulso di realizzare Sgt. Pepper's, il capolavoro dei The Beatles uscito l'anno successivo. Secondo il produttore George Martin, Sgt. Pepper's era un tentativo di eguagliare Pet Sounds.

Caroline, No fu inizialmente pubblicata come un singolo di Brian Wilson, ma poi l'album venne accreditato a tutti i Beach Boys. Brian in realtà aveva realizzato l'album quasi interamente da solo mentre gli altri erano in tour in Giappone. Quando tornarono, trovarono l'album essenzialmente completo, con le eccezioni delle sole parti vocali, che ovviamente non avrebbero potuto essere registrate dal solo Brian. All'interno della band si creò un clima di risentimento per questo. Specialmente Mike criticò Brian e definì Pet Sounds la "musica dell'ego di Brian". Brian aveva lavorato intensamente sui testi con il paroliere Tony Asher, senza coinvolgere Mike, che era stato il paroliere e cantante delle prime canzoni dei Beach Boys.

La Capitol Records inizialmente si oppose alla pubblicazione dell'album, sostenendo che con quel tipo di canzoni (si tratta in realtà delle canzoni più avanguardistiche e complesse dell'intera produzione del gruppo) il pubblico non avrebbe apprezzato l'album, riducendo i profitti. Brian allora contribuì alle spese per la realizzazione e l'album venne pubblicato, ottenendo un successo più che discreto.

SMiLE[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi SMiLE.

Subito dopo l'uscita di Pet Sounds, Brian si mise al lavoro per un nuovo progetto di studio, purtroppo destinato a perdersi dentro ai labirinti della sua mente. Il frutto di questa prima fase di lavorazione fu la splendida Good Vibrations (1966), che raggiunse la vetta delle classifiche sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito e rimane tuttora il più grande successo del gruppo. Il caso fu un po' particolare, dato che Good Vibrations è una canzone musicalmente molto complessa, insolita per un singolo, si dice che fu il singolo più costoso fino ad allora. La canzone includeva strumenti insoliti per una canzone pop, come il theremin, l'organo e il violoncello. I membri del gruppo ricordano che le sessioni di Good Vibrations sono state le più lunghe e impegnative della loro carriera.

Nel frattempo Wilson stava diventando paranoico, consumava grosse quantità di droga e soffriva di lunghi periodi di depressione che lo portarono a isolarsi dal mondo. Inizio' ad ingrassare velocemente trascurando il suo aspetto fisico. Alcune biografie hanno ipotizzato il fatto che potesse soffrire di una psicosi maniaco-depressiva, che fu più tardi diagnosticata come disordine schizoaffettivo. Smile divenne l'ossessione della sua vita, la visione che Brian Wilson aveva di questa opera era qualcosa di completamente nuovo per quei tempi, canzoni di difficile comprensione, testi complessi, uso di suoni e strumenti sofisticati. Nel 1967 il progetto Smile non venne mai completato, e accantonato per quasi 40 anni. Il grande disco che Brian Wilson doveva scrivere per i Beach Boys, mori' prima ancora di essere nato. Parte delle canzoni registrate vennero inserite nel sostituto Smiley Smile (#41 negli Stati Uniti e #9 nel Regno Unito), uscito nel settembre del 1967.

1967 - 1969 (Smiley Smile - Wild Honey - Friends & 20/20)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1967 a seguito del fallimento artistico/commerciale di Smiley Smile, ancora pubblicato dalla Capitol Records ma uscito per la loro neonata etichetta personale Brother Records, la popolarità dei Beach Boys andò in caduta libera. L'album segno' la fine di un'epoca. Considerati fuori moda e troppo lontani dalle nuove tendenze californiane che arrivavano per lo più da San Francisco, come Janis Joplin, i Grateful Dead, i Jefferson Airplane e altri, il gruppo perse definitivamente interesse e "credibilità" agli occhi della critica che tanto li aveva celebrati qualche mese prima con Pet Sounds e Good Vibrations. Nei loro brani non c'era traccia di canzoni di protesta alla Bob Dylan. I testi tacevano sulla guerra nel Vietnam. Le marce di pace e i sit-in e generalmente il contesto culturale dell'epoca sembrava essere estraneo ai Beach Boys. Al Jardine in un'intervista ricordo' con tristezza quel difficile momento, affermando di non riconoscere più il solito Brian Wilson, secondo lui Brian getto la spugna senza neanche provare a rialzarsi in piedi, non gli interessava più competere per cercare di essere il numero #1. Dopo che i Beatles pubblicarono Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band, interpreto' il ruolo da sconfitto senza fare niente per cambiare le cose. Un'altro album nello stesso anno vide luce, Wild Honey. Le condizioni di salute di Brian Wilson peggiorarono fino a precipitare, e il compositore di quasi tutte le canzoni dei Beach Boys venne allontanato dalla band. Intanto Dennis Wilson cominciò a mostrare interesse per la composizione in uno stile molto diverso da quello del fratello maggiore. Nel 1968 uscì Friends album rilassato in parte acustico di scarso successo commerciale rivalutato poi negli anni successivi. Nel 1969 finalmente 20/20 diede ai fans di vecchia data qualche episodio degno del nome del gruppo. Alcune Hits, Do It Again (#20US #1UK), I Can Her Music (#24US #10UK), Break Away (#63US #6UK), e Cotton Fields (#5 UK #1 Australia), rialzarono anche se di poco le quote dei The Beach Boys. In più l'album porto' alla luce alcuni brani del progetto incompiuto SMiLE, e chiuse l'ormai deteriorato contratto in scadenza con la Capitol Records.

1970 - 1973 (Sunflower - Surf's Up - Carl and the Passions "So Tough" & Holland)[modifica | modifica sorgente]

Nel 1970 il debutto discografico Sunflower per la nuova etichetta Reprise Records, apri' il decennio con una nuova rinascita artistica. Una produzione composta da arrangiamenti orchestrali ben curati e affascinanti armonie vocali, resero questo disco uno dei punti più alti dell'intera carriera. Lo stesso Bruce Johnston in diverse interviste ammise che Sunflower per i Beach Boys rappresento' una sorta di Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Per la prima volta nella storia i componenti del gruppo contribuirono insieme alla lavorazione di un album in studio, cosa che fino ad allora era quasi esclusivamente fatta dal solo Brian Wilson. Emersero i notevoli talenti compositivi di Bruce Johnston (Tears in the Morning e Deirdre) e quello più sorprendente di Dennis Wilson (Slip on Through, Forever, Got to Know the Woman), il quale diede fiducia e motivazione a Brian Wilson e al resto del gruppo in un momento di crisi che vedeva incerto il futuro della band. Sfortunatamente, pubblico e critica sembrarono disinteressarsi a questi tentativi di creare musica maggiormente "impegnativa". In Gran Bretagna il disco venne accolto dalla critica con giudizi piuttosto positivi, nella classifica di vendite inglese entro nella top 30, ma in patria purtroppo la situazione era diversa. Il disco passo quasi inosservato, sottovalutato dal grande pubblico di massa (si fermo' solamente al #151 posto) che avendoli etichettati ormai da tempo, non si aspettava da loro un cambiamento di stile più maturo e lontano dagli esordi, tutti non erano ancora pronti per le tematiche affrontate nei testi delle canzoni. Anche la critica americana, ammaliata dal virtuosismo strumentale dei gruppi dell'epoca, liquidò in gran parte le complesse armonie vocali e la produzione in stile Phil Spector dei Beach Boys, come un anacronismo ed un retaggio di un'epoca passata.

Nell'estate del 1971 recuperando alcuni stralci di Smile, uscì Surf's Up, che, malgrado il titolo, era un album di canzoni di stampo ecologista. Oltre la complessa "title track" è presente l'autobiografica 'Til I Die composta da Brian cinque anni prima, e la meravigliosa Disney Girls (1957) (riproposta in seguito anche da Art Garfunkel), che afferma definitivamente Bruce Johnston come compositore importante all'interno del gruppo. Long Promised Road e Feel Flows sono le prime significative composizioni soliste di Carl Wilson, che proprio in quel periodo fu nominato con il consenso della band "Direttore Musicale", in riconoscimento del ruolo che svolse mantenendo il gruppo unito nel periodo più buio e tormentato del post Pet Sounds. Surf's Up vendette decisamente meglio del predecessore raggiungendo rispettivamente la posione #29 negli Stati Uniti e la pozione #15 nel Regno Unito.

Il 1972 vide la temporanea dipartita di Bruce Johnston e l'ingresso in formazione dei Sud Africani Blondie Chaplin (chitarra) e Ricky Fataar (batteria), il risultato Carl and the Passions - "So Tough" ebbe un moderato successo (#50 negli Stati Uniti e #25 nel Regno Unito) ma è spesso considerato come album di transazione. Brian Wilson diede uno sporadico contributo durante le sessions di registrazione alla stesura dell'album componendo Marcella e insieme ai ragazzi l'eccelente All This Is That dove brillano le qualità vocali del gruppo. Dennis Wilson propose due canzoni (Make It Good e Cuddle Up) anticipando parte del Sound di quello che sarà più avanti il suo cammino discografico solista.

Per trovare nuove ispirazioni su consiglio del manager Jack Riley nell'estate del 1972 il gruppo cambio' aria, e senza Brian Wilson (rinuncio' dopo 3 tentativi falliti di prendere l'aereo), fece le valigie per trasferirsi nei Paesi Bassi per la registrazione dell'ambizioso Holland. Tornati a casa a lavoro ultimato i ragazzi però non poterono presentare alla casa discografica un potenziale singolo di successo, decidendo all'ultimo momento di lavorare su una vecchia canzone incompiuta di Brian: Sail on Sailor. Fu in realtà la sua canzone a trainare il resto del disco e decretare il successo dell'album. Pubblicato nel gennaio del 1973, raggiunse la posione #36 negli Stati Uniti e la pozione #20 nel Regno Unito.

Nel 1974 la loro ex casa discografica Capitol Records pubblica Endless Summer, una doppia raccolta comprendente alcuni dei tanti successi del primo periodo. A sorpresa di tutti il disco arrivò al #1 posto nella classifica degli album più venduti, rimanendo in classifica di Billboard per 155 settimane. L'album suscitò indignazione, soprattutto in Brian, perché le canzoni contenute si fermavano a California Girls, lasciando fuori tutto Pet Sounds e Good Vibrations, che Brian considerava i suoi capolavori. Evidentemente la Capitol Records penso' ad una compilation estremamente commerciale, che non teneva conto del progresso artistico del compositore. A fine anno la rivista Rolling Stone Magazine elesse i Beach Boys miglior band dell'anno.

1975 - 1976 "Brian is Back !!" Il ritorno di Brian Wilson (15 Big Ones & The Beach Boys Love You)[modifica | modifica sorgente]

Brian Wilson durante le sessioni in studio per l'album Love You.

Nel 1975 Brian Wilson tornò ad essere un membro effettivo dei Beach Boys, pur continuando a non partecipare ai concerti. Scrisse nuove canzoni che servirono a completare l'album 15 Big Ones del 1976, contenente vecchie Hits di successo degli anni cinquanta di altri artisti (Chuck Berry, Fats Domino, Five Satins, ecc...), riproposte nello stile Beach Boys. Rock and Roll Music primo singolo ad uscire riporto' il gruppo in entrambe le top ten americane fermandosi al #5 posto contemporaneamente con l'album che arrivo in #8 posizione. Fortemente pubblicizzati, per il resto del 1976 i Beach Boys al completo intrapresero un grande tour intorno a tutti gli Stati Uniti, partecipando anche a importanti show televisivi come Nbc Tv Special e Saturday Night Live (famoso lo sketch di John Belushi e Dan Aykroyd alle prese con Brian Wilson). Originariamente concepito come progetto solista, il sucessivo Love You del 1977, (quasi interamente scritto, interpretato e prodotto), fu descritto come un autoritratto di se stesso. Il disco rispecchiava infatti un Brian Wilson triste e insicuro, condizionato dal duro processo di riabilitazione fisica e mentale causato da anni di depressione e abuso di droga. Love You da allora ha sviluppato una specie di culto, colleghi e critici espressero giudizi molto contrastanti, mentre il pubblico accolse il progetto senza troppo entusiasmo (#53 Stati Uniti e #28 Regno Unito).

1978 - 1980 (M.I.U Album - L.A. Album & Keepin' the Summer Alive)[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'uscita di Love You, i Beach Boys caddero in disputa sulla direzione da prendere, e furono vicino alla rottura. Prima di dare alle stampe il trascurato M.I.U. Album, Dennis Wilson con un po' di incoraggiamento pubblico' nel 1977 il suo primo e unico album da solista Pacific Ocean Blue. Molto acclamato dalla critica, ricevette recensioni entusiastiche per la sua intensa profondità ed emozione. The River Song scritta a quattro mani con il fratello Carl, fu il cardine del suo intenso lavoro. Questo e alcuni problemi interni portarono un comune disinteresse nel preparare il nuovo disco, frettolosamente rimaneggiato su richiesta della Reprise Records, in quanto in origine la maggior parte delle registrazioni erano già pronte e destinate per l'uscita di un disco natalizio. Nel 1978 il risultato fu una delusione per tutti, Beach Boys compresi, che da li a poco iniziarono a voler dimenticare l'album e a voltare pagina. Per prima cosa fu richiamato in squadra Bruce Johnston, che dopo l'abbandono avvenuto nel 1971, ebbe grosse soddisfazioni come compositore di canzoni per altri artisti, premiato addiritura con un Grammy Award per la canzone I Write a Song, portata con successo al #1 posto nel gennaio del 1976 da Barry Manilow.

Dopo aver firmato un contratto millionario con la [CBS Caribou Records], i Beach Boys tornarono nel 1979 con L.A. Light Album, ultimo album degli anni settanta. Forte di una produzione sorprendentemente ben fatta (Bruce Johnston) rispetto ai due album precedenti, il disco generalmente fece respirare un clima sereno e rilassato. Esempi di questo percorso sono Baby Blue, Lady Lynda e la bella Good Timin, che pero' non decollo' in classifica (#40). Anche il disco non ottenne il successo sperato (#100 negli Stati Uniti e #32 nel Regno Unito). L'impressione che diede, almeno in parte, era quella di mostrare la band per quello che in realtà non era, come ennesimo tentativo di inserirsi per forza a tutti i costi nel mainstream contemporaneo. Uno shock per i fans, fu ritrovare Here Comes the Night, una vecchia canzone del 1967 (contenuta dentro a Wild Honey) riletta per quasi 11 minuti in versione Dance, pubblicata in seguito persino su 45 giri (#44 Stati Uniti).

Dopo i risultati di L.A. Light Album, i dirigenti della CBS tentarono di coinvolgere maggiormente Brian Wilson nel svolgere il suo ruolo principale di produttore. Rapidamente insieme a i Beach Boys compose nuovo materiale, Dennis in contrasto con il resto del gruppo abbandono' le sessions iniziali senza prendere ulteriormente parte alle registrazioni. Nel luglio del 1979 i Beach Boys si diressero al Western Recorders di Los Angeles, lo studio dove nacque la maggior parte del materiale negli anni sessanta. In un secondo momento Bruce Johnston prese il controllo completo della produzione dell'album. La title track Keepin' the Summer Alive (scritta da Carl Wilson insieme all'amico Randy Bachman dei Guess Who / Bachman-Turner Overdrive), Goin' On, School Days e Endless Harmony (Bruce johnston), videro il gruppo tornare in chiave moderna alle sonorità spensierate del periodo d'oro. Nel 1980 Keepin' the Summer Alive raggiunse la #75 posizione negli Stati Uniti e il #35 posto nel Regno Unito.

Fu' l'ultimo album registrato in compagnia di Dennis Wilson in formazione, prima della tragica morte per annegamento accidentale avvenuta il 28 Dicembre 1983 a Marina del Rey.

1980 - 1996 (The Beach Boys '85 - Still Cruisin' - Summer in Paradise & Stars and Stripes)[modifica | modifica sorgente]

I Beach Boys continuarono a pubblicare dischi di basso livello per tutti gli anni ottanta e novanta, tornando al #1 posto in classifica nel 1988 grazie alla hit single Kokomo.

2012 ("50th Anniverario" - "Reunion")[modifica | modifica sorgente]

The Beach Boys, May 29, 2012

Il 16 dicembre 2011 è stato annunciato che Brian Wilson, Mike Love, Al Jardine, Bruce Johnston e David Marks si sarebbero riuniti per un tour mondiale nel 2012 in occasione del 50º anniversario della formazione della band. Il 12 febbraio 2012 i Beach Boys si sono esibiti ai Grammy Awards 2012: si tratta della loro prima esibizione con Brian Wilson sin dal 1996.

Successivamente la band ha dichiarato di essere al lavoro in studio su un nuovo album, costituito da 12 inediti, che si chiamerà That's Why God Made the Radio, in uscita il 5 giugno 2012. Il primo singolo estratto, omonimo all'album, è già stato pubblicato in formato digital delivery il 25 aprile e sarà in rotazione radiofonica dal 4 maggio 2012.

Cause legali[modifica | modifica sorgente]

La prima causa legale a cui i Beach Boys andarono incontro fu quella contro il guru psicoterapeuta Eugene Landy, che aveva salvato Brian da una dipendenza che lo avrebbe portato a morte certa. Successivamente, Landy divenne estremamente protettivo nei confronti di Wilson, e alla fine degli anni Ottanta la band lo trascinò in tribunale per separarlo da Brian.

Successivamente, ci fu la causa che Brian intentò al tribunale per ottenere i diritti delle sue canzoni, che aveva ceduto a suo padre nel 1969. Perse la causa, ma ottenne 25 milioni di dollari per le royalty non pagate nel corso degli anni.

Ma, subito dopo questa sconfitta, nel 1989, Mike scoprì che Murry Wilson non gli aveva accreditato i diritti di composizione per molte canzoni, come California Girls, I Get Around, Help Me, Rhonda, I Know There's an Answer. Brian e Mike non erano in grado di decidere assieme se il contributo di Mike fosse stato significativo, quindi Mike denunciò Brian, ottenendo 13 milioni di dollari nel 1994.

Soltanto l'anno dopo Love fece di nuovo causa a Brian, perché riteneva scorretto il fatto che, per promuovere il disco solista di Brian, fosse stata acclusa al cd anche Good Vibrations. Secondo i legali di Brian, Mike stava facendo pressione affinché Brian acconsentisse a lasciargli usare il proficuo nome dei Beach Boys per il suo tour con Bruce Johnston. Nel 2007 il tribunale respinse tutte le accuse di Mike, condannandolo a pagare la difesa degli accusati.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Beach Boys Walk of Fame

I Beach Boys sono stati introdotti nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1988 e nella Vocal Group Hall of Fame nel 1998. Nel 2001 il gruppo ha ricevuto il Premio Grammy alla carriera. Nel novembre del 2006 Brian Wilson è stato introdotto nella UK Rock and Roll Hall of Fame.

Nel 2004, la famosa rivista Rolling Stone ha stilato la classifica dei 100 Migliori Artisti di tutti i tempi (100 Greatest Artists of All Time) posizionando i Beach Boys al 12º posto.

Formazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Formazione dei The Beach Boys.

Oltre ai cinque membri originali Brian Wilson, Carl Wilson, Dennis Wilson, Mike Love e Al Jardine, la band ha avuto David Marks (nel 1962 e 1963), subentrato al posto di Jardine. Brian aveva smesso di fare tour nel 1965 in seguito ad una crisi di panico avvenuta su un aeroplano, e fu sostituito da Glen Campbell, che fu poi a sua volta rimpiazzato da Bruce Johnston. Nei primi anni settanta arrivarono Ricky Fataar e Blondie Chaplin. Chaplin se ne andò dopo due anni, mentre Fataar ne rimase tre.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Discografia dei The Beach Boys.

Studio[modifica | modifica sorgente]

Live[modifica | modifica sorgente]

Compilation[modifica | modifica sorgente]

Apparizioni in compilation[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni e Approfondimenti[modifica | modifica sorgente]

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  1. ^ a b c d e (EN) The Beach Boys in Allmusic, All Media Network.