Controfagotto

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Controfagotto
Contrabassoon2.jpg
Un controfagotto
Informazioni generali
Origine Berlino
Invenzione XVII secolo
Classificazione Aerofoni ad ancia doppia
Famiglia Fagotti
Utilizzo
Musica europea dell'Ottocento
Musica contemporanea
Estensione
Controfagotto – estensione dello strumento
Il contrafagotto è strumento traspositore all'ottava inferiore
Genealogia
Antecedenti
Fagotto



Il controfagotto è uno strumento musicale ad ancia doppia che rappresenta la tessitura contrabbassa dell'intera famiglia.

Deriva dal fagotto di cui è, in un certo senso, un ampliamento e ne condivide parzialmente l'intero sistema di chiavi e di posizioni tanto che a suonare questo strumento sono solitamente i fagottisti.

Lo strumento è traspositore d'ottava verso il basso, vale a dire che le note scritte suonano d'effetto un'ottava sotto.

A causa di alcune imperfezioni costruttive prima degli inizi del XX secolo al controfagotto veniva preferito il sarrusofono, pur rimanendo il termine "controfagotto" scritto in partitura.

Ma dalla fine del XIX secolo in poi il suo posto in orchestra è stabile ed indispensabile per coprire il registro 32' della famiglia dei legni.

Anche se già Beethoven lo usò mirabilmente nel finale della Nona sinfonia per ottenere l'effetto denominato alla turca, il controfagotto si distingue in orchestra, anche in assolo, a partire dalla fine del XIX secolo come nel celebre Apprendista stregone di Paul Dukas dove il suo lugubre timbro, pigro e cavernoso, lo rende inconfondibile. Altri compositori che usarono il controfagotto nelle loro partiture furono Giuseppe Verdi nel Don Carlo, e Maurice Ravel in Ma Mère l'Oye (episodio Les Entretiens de la Belle et de la Bête).

Estensione[modifica | modifica sorgente]

Il controfagotto è uno strumento traspositore, le note realmente prodotte suonano un'ottava sotto. Le note più gravi in nero sono di difficile emissione e intonazione; le note acute sopra il Si♭ sarebbero eseguibili solo con l'uso di ance speciali che, però, renderebbero difficile l'emissione dei suoni gravi, cioè proprio quelli che rendono timbricamente prezioso questo strumento.

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