Éva Marton

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

Éva Marton (Budapest, 18 giugno 1943) è un soprano ungherese.

Indice

[modifica] Biografia

Ha studiato canto all'Accademia "Franz Liszt" di Budapest, debuttando come professionista al festival lirico estivo dell'isola Margareten come Kate Pinkerton nella Madama Butterfly di Puccini.

Negli anni successivi, la Marton si produsse in teatri di provincia, finché nel 1968 fece il suo ingresso all'Opera di Stato Ungherese come la Regina Šemaka nel Gallo d'oro di Rimskij-Korsakov, cantando stabilmente in quel teatro fino al 1972.

Nel 1972 avvenne la svolta nella carriera del giovane soprano: fu scelta da Cristoph von Dohnanyi per cantare all'Opera di Francoforte la Contessa nelle Nozze di Figaro, interpretò al Maggio Musicale Fiorentino – sotto la direzione di Riccardo Muti – Matilde nel Guglielmo Tell di Rossini e ritornò a Budapest per cantare Odabella nell'Attila di Verdi.

Nel 1973 debuttò alla Wiener Staatsoper in Tosca, nel '77 fu la volta dell'Opera di Stato di Amburgo con Die Frau ohne Schatten di Strauss e alla San Francisco Opera con l'Aida.

Nel 1978 avvenne l'atteso debutto alla Scala di Milano col Trovatore, l'anno successivo affrontò per la prima volta alla Civic Opera House di Chicago il ruolo di Maddalena nell'Andrea Chénier di Giordano.

Nel 1981 cantò al festival dell'opera di Monaco il ruolo da protagonista in Elena egiziaca di Strauss, diretta da Wolfgang Sawallisch; nel biennio 1982-83 sostenne il ruolo di Leonora nel Fidelio di Beethoven sotto la direzione di Lorin Maazel.

La carriera della Marton continua brillantemente nel corso degli anni ottanta e novanta; dal 2000 ha diradato vistosamente l'attività, ma ha ampliato il proprio repertorio con nuovi ruoli: Isotta (Opera di Stato di Amburgo, 2000), Kundry (Barcellona, Lisbona, 2001), Fedora (in concerto al festival dell'opera di Miskolc, 2006-07), Elettra (Düsseldorf), Kostelnička (Amburgo).

Si è ritirata dalle scene nel marzo 2008 dopo aver interpretato il ruolo mezzosopranile di Clitennestra nell'Elektra di Strauss, tuttavia nel novembre 2010 è tornata sulle scene col medesimo ruolo al Grand Théâtre de Genève[1]

[modifica] Il repertorio wagneriano

La Marton ha affrontato per la prima volta il repertorio wagneriano al suo debutto al Metropolitan Opera di New York (1976) interpretando il ruolo di Eva nei Maestri cantori di Norimberga, mentre nel biennio 1977-78 ha cantato al Festival di Bayreuth i ruoli di Elisabetta e Venere nel Tannhäuser, riproponendo l'interpretazione di Elisabetta al Metropolitan nel 1982.

Un ruolo legato al suo nome è quello di Brunilde nell'Anello del Nibelungo, ripetutamente sostenuto nei principali teatri, tra cui spicca il ciclo completo diretto da Zubin Mehta a Chicago nel 1996.

Nel 1998 ha interpretato ad Amburgo il ruolo mezzosopranile di Ortrud in una nuova edizione del Lohengrin.

[modifica] Turandot

La Marton ha cantato per la prima volta l'impervio ruolo di Turandot a Vienna nel 1983 (accanto a José Carreras e Katia Ricciarelli), interpretando in seguito la principessa cinese in oltre cento repliche nei più importanti teatri del mondo (Milano, Verona, New York, San Francisco, Chicago, Houston, Barcellona).

È stata la protagonista di sei produzioni televisive dell'opera, tra cui spiccano quelle dirette da Harold Prince (Vienna), David Hockey (San Francisco) e Franco Zeffirelli (New York), entrambe registrate e ripubblicate in DVD.

Il soprano ha inciso il ruolo due volte, rispettivamente con Lorin Maazel e Roberto Abbado.

[modifica] Vocalità e personalità interpretativa

Dotata di una voce molto estesa e di timbro tagliente, velata nel registro centrale ma corposa in quello basso, sonora e penetrante nel settore acuto, si è imposta soprattutto grazie alla straordinaria potenza vocale, qualità che l'hanno resa preferibile nel repertorio schiettamente drammatico, dove può far valere la robustezza vocale e il vibrante temperamento.

Il suo canto presenta anche alcune lacune tecniche: fiati corti, acuti a volte duri e spinti, mancanza di un'autentica tecnica virtuosistica e di una dinamica adeguata (assenti nella sua linea di canto piani, pianissimi e messe di voci), aspetti che le ha precluso un'emissione morbida e sfumata, risultante in un fraseggio pesante e monotono.

Come attrice possedeva una notevole presenza scenica, aiutata dal fisico robusto, senso della misura, forte temperamento drammatico e innate doti recitative.

[modifica] Repertorio

[modifica] Note

  1. ^ http://www.geneveopera.ch/fr/spectacle/4445/elektra/
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue