Clitennestra

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Dopo l'omicidio (1882) di John Collier, Guildhall Art Gallery, Londra.

Clitennestra (o Clitemnestra, o anche Clitemestra) è un personaggio della mitologia greca, figlia di Tindaro, re di Sparta, e di Leda.

La vita[modifica | modifica sorgente]

La paternità di Clitennestra è dibattuta. Leda, figlia di Testio, fu sedotta da Zeus nelle vesti di cigno sulle rive del fiume Eurota, e depose un uovo che, schiusosi, lasciò uscire Elena, Castore e Polluce.[1][2] Quella stessa notte, la donna si giacque con il marito Tindaro e partorì dunque Clitennestra,[3][4] ma alcuni autori sostengono che solo Elena fosse da considerare di origine divina, mentre Polluce e Castore erano figli di Tindaro.[5][6] Altri tramandano che Leda depose due uova, da cui rispettivamente emersero Castore e Clitennestra, di stirpe mortale e figli di Tindaro, e Polluce ed Elena, figli di Zeus.[7][8] Alcune varianti del mito e la pittura si legarono a una lettura più semplice dell'episodio e immaginarono che le quattro creature uscite dall'uovo, e dunque anche Clitennestra, fossero figlie di Zeus.

Clitennestra aveva sposato in prime nozze Tantalo, figlio di Tieste e re di Pisa (città del Peloponneso), ucciso da Agamennone che gli aveva mosso guerra. Clitennestra sposò allora proprio l'uccisore del marito, Agamennone, re di Micene e fratello di Menelao, re di Sparta. Dall'unione dei due nacquero: Elettra, Ifigenia, Crisotemi e Oreste.

Al momento della partenza delle navi achee per la guerra di Troia, viene imposto ad Agamennone il sacrificio di Ifigenia per placare l'ira di Artemide che non permetteva alla flotta di salpare. Agamennone acconsente e attira Clitennestra e la figlia in Aulide con l'inganno (la promessa di darla in sposa ad Achille). La principessa viene salvata miracolosamente dalla dea stessa che aveva preteso il sacrificio e rapisce Ifigenia avvolgendola nel suo velo[9] Il sacrificio dunque non si consuma, ma la figlia è stata ingannata e sottratta alla madre. Questa vicenda produce in Clitennestra un rancore inestinguibile. Rancore alimentato dalle insidie del cugino di Agamennone, Egisto, figlio di Tieste.

Cugini di primo grado, Egisto e Agamennone erano figli dei fratelli Tieste ed Atreo discendenti del ceppo di Pelope, sul quale gravava una maledizione che avrebbe colpito la dinastia. Tornato a Micene dopo la distruzione di Troia, Agamennone conduce con sé la schiava Cassandra, figlia di re Priamo. A palazzo lo attende la congiura ordita da Egisto e Clitennestra che porta all'uccisione dell'Atride e della sua schiava.

Agamennone sarà vendicato dai figli, Elettra e Oreste. L'uccisione della madre scatena però su Oreste le Furie, divinità vendicatrici; solo l'intervento di Atena lo libererà dalla loro persecuzione. [10]

Clitennestra è un personaggio di grande rilievo e di forte temperamento, in quanto incarna il rancore femminile dovuto alla gelosia e il sentimento materno di fronte alla minaccia che incombe sulla prole. Grazie alle opere dei poeti tragici, colpiti dal suo destino e dalla sua gelosia, Clitennestra ricopre un ruolo di rilievo nella mitologia greca, pur avendo episodi limitati nei grandi miti. Essi si servirono di pochi stralci sparsi nell'Odissea per comporre struggenti drammi che vedono protagonista Clitennestra. Tra gli autori che dedicarono a lei la propria opera ci sono Eschilo, Sofocle ed Euripide. Fra gli autori latini vanno ricordati Lucio Anneo Seneca, Livio Andronico e Lucio Accio.

Inoltre Martha Graham, considerata una delle madri della danza moderna nel Novecento, usò la storia e i temi del mito di Clitennestra per creare un balletto dall'omonimo titolo.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lattanzio, libro I, 21.
  2. ^ Primo Mitografo Vaticano, 78 e 204.
  3. ^ Omero, Iliade, libro XXIV, v. 199.
  4. ^ Igino, Fabula, 77.
  5. ^ Omero, Iliade, libro III, v. 426.
  6. ^ Omero, Odissea, libro XI, v. 299.
  7. ^ Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, libro III, 10, 6-7.
  8. ^ Pindaro, Nemea, libro X, 80.
  9. ^ Euripide, Ifigenia in Aulide,
  10. ^ Eschilo, Le Eumenidi

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Euripide, Ifigenia in Tauride - Ifigenia in Aulide, a cura di Franco Ferrari, BUR, 2007. ISBN 978-88-17-16668-3
  • Eschilo, Agamennone – Coefore – Eumenidi, a cura di Dario Del Corno, Oscar Mondadori, 2005. ISBN 978-88-04-40047-9

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Il testo dell'Agamennone, delle Coefore e delle Eumenidi nella traduzione in versi di Ettore Romagnoli.