Teatro Lirico di Milano

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Coordinate: 45°27′41.39″N 9°11′30.56″E / 45.461497°N 9.191822°E45.461497; 9.191822

Teatro lirico Giorgio Gaber
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Indirizzo Via Larga, 14 - Milano
Dati tecnici
Capienza 1.600 posti
Realizzazione
Costruzione 1776-1779, ricostruito 1938-1940
Architetto Giuseppe Piermarini (1776-1779) e Antonio Cassi Ramelli (1938-1940)
[1]

Il teatro lirico di Milano, già teatro della Cannobiana (talvolta indicato anche come teatro della Canobbiana o semplicemente La Cannobiana), è uno storico teatro di Milano.

L'interno del teatro lirico appena restaurato da Antonio Cassi Ramelli, nel 1938.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1717 a Milano venne costruito il Teatro Regio Ducale in un'ala del palazzo Reale; ma un incendio lo distrusse completamente il 25 febbraio 1776.

L'arciduca Ferdinando, figlio di Maria Teresa d'Austria, propose di dotare la città di Milano di due teatri: il principale ("nobile") da erigere nei pressi della corte sull'area della sconsacrata chiesa di Santa Maria alla Scala, ovvero l'attuale Teatro alla Scala, mentre il secondo ("popolare") da costruire sull'area delle scuole cannobiane, fondate da Paolo da Cannobio (da cui il nome).

La Scala era il "teatro grande", l'altro un secondo teatro, i cui palchi erano di proprietà degli stessi palchettisti della Scala, salvo il fatto che, essendo più piccolo, alcuni, estratti a sorte, dovettero rinunciare ad avere un palco anche nel "teatro piccolo".

Entrambi i progetti, simili tra loro nella tipologia del teatro all'italiana con pianta a ferro di cavallo e con vari ordini di palchi e loggione, vengono affidati a Giuseppe Piermarini, Regio architetto.

Il nuovo teatro, detto "la Cannobiana", viene inaugurato un anno dopo del Teatro alla Scala, la sera del 21 agosto 1779, con uno spettacolo e musiche di Salieri. Varie sono le rappresentazioni che vi si svolgono nelle varie stagioni teatrali; da ricordare quella del 1832, nella quale la Cannobiana è scelta da Gaetano Donizetti per la prima di L'elisir d'amore con Giuseppe Frezzolini diretto da Alessandro Rolla. I due maggiori teatri milanesi furono per lungo tempo gestiti insieme dagli impresari che si succedettero nella conduzione.

Con la riduzione delle sovvenzioni comunali e statali, per la Cannobiana dal 1870 inizia una situazione di declino. È l'editore musicale Edoardo Sonzogno a dargli nuova vita: lo fa restaurare e gli muta il nome in Teatro Lirico Internazionale (1894). Il teatro riprende ad essere un importante centro di cultura, ospitando le prime di Cilea e Leoncavallo, oltreché le prime serate di successo per Enrico Caruso. Nel 1904 vi esordisce la prima de La figlia di Iorio di D'Annunzio.

Il 18 aprile 1914 ospita la prima del film Cabiria di Giovanni Pastrone, considerato il primo kolossal della storia del cinema, insieme al teatro Vittorio Emanuele II di Torino.

Il 23 novembre 1923 va in scena con successo la prima assoluta de Il Paese dei Campanelli.

Nel 1926 ritorna ad essere proprietà del Comune di Milano.

Un grave incendio lo danneggia nel 1938. Il Comune decide allora di ricostruirlo in forme nuove: del progetto viene incaricato l'architetto Cassi Ramelli. Nel 1943 il Lirico ospita la stagione del Teatro alla Scala, andato distrutto per i gravi bombardamenti angloamericani che avevano colpito Milano.

Mussolini durante il discorso del Lirico

Il 16 dicembre 1944 Benito Mussolini pronuncia quello che sarà il suo ultimo comizio, il Discorso della riscossa[1].

Nel dopoguerra, il teatro lirico ritorna a svolgere il suo ruolo culturale. Nel 1960 il Comune lo concede al Piccolo Teatro di Strehler, per il quale funziona come "sala grande". Si apre un'importante stagione di opere di Brecht, di balletto, di concerti di Giorgio Gaber, Mina, Vinicius De Moraes e di manifestazioni politiche, fino agli anni novanta, quando una crisi finanziaria ne provoca la chiusura. Oggi è in cantiere un nuovo progetto di restauro per riportarlo in vita.

Nel 2003 è stato dedicato a Giorgio Gaber.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Un modo di dire in dialetto milanese recita: Andemm al teater de la Canobiana, sota i covert de lana (Andiamo alla Cannobiana, sotto la coperta di lana), per dire, in modo colorito, andiamo a dormire.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L'Istituto Luce dedicherà a quell'evento il Cinegiornale del 27 dicembre 1944 con il titolo Le giornate milanesi del Duce, che è possibile vedere, previa registrazione gratuita, a questo indirizzo del sito dell'Istituto.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]