Luciano Pavarotti

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Luciano Pavarotti
Luciano Pavarotti nel 2002
Luciano Pavarotti nel 2002
Nazionalità Italia Italia
Genere Opera Lirica
Periodo di attività 1960-2006
Album pubblicati 82
Studio 82
Firma di Luciano Pavarotti

Luciano Pavarotti (Modena, 12 ottobre 1935Modena, 6 settembre 2007) è stato un tenore italiano.

È stato tra gli artisti italiani più apprezzati in tutto il mondo grazie alla sua voce, intensa e squillante, nonché per la sua particolare simpatia e comunicatività. La riuscita gestione della propria immagine mediatica è stata tale da influire sul consenso popolare alla musica operistica in generale, che Pavarotti ha tentato di rilanciare nella modernità, anche se il suo operato è stato altresì motivo di pesanti contestazioni.

Con il Pavarotti & Friends e le sue numerose collaborazioni (fra le quali è da ricordare in particolare la costituzione del gruppo dei Tre Tenori, con Plácido Domingo e José Carreras), ha consolidato una popolarità che gli ha dato fama mondiale anche al di fuori dell'ambito musicale[1], tanto da essere considerato uno dei più grandi tenori italiani di tutti i tempi. Con oltre 100 milioni di copie vendute nel mondo[2], si stima sia, anche per vendite, fra i primissimi cantanti di ogni genere musicale. Con Enrico Caruso, Beniamino Gigli e Tito Schipa, permane uno dei tenori "storici" di notorietà mondiale.[3]

Carriera

« Quando Pavarotti nacque, Dio gli baciò le corde vocali »
(Daniel Hicks, New York Times)
Matrimonio con Adua Veroni (1961)

Luciano Pavarotti era figlio di Fernando Pavarotti (1912-2002) e di Adele Venturi (1915-2002), dal cui matrimonio nacque anche sua sorella minore, Gabriella (1940-2013). Il padre era un fornaio nell'arma dei Carabinieri, e si dilettava a cantare a livello amatoriale in una piccola associazione di coristi non professionisti, la «Corale Gioachino Rossini»[4] di Modena e trasmise al figlio la passione per la musica operistica, trovando nel giovane altrettanto interesse.

Il giovane Pavarotti decise di non intraprendere subito una carriera musicale vera e propria, evitando così il conservatorio di musica. Per un lungo periodo invece dedicò i suoi studi all'insegnamento, per diventare un insegnante di educazione fisica ed insegnare in seguito alle scuole elementari per due anni, dopo essersi iscritto nell'istituto magistrale di Modena (la stessa scuola frequentata anche da Francesco Guccini). Pur proseguendo la sua attività nell'insegnamento, non aveva abbandonato gli studi di canto con il tenore Arrigo Pola (di cui manterrà canoni e principi nella sua futura carriera) e alla partenza di questi per il Giappone, tre anni dopo, proseguì la sua preparazione con il maestro Ettore Campogalliani, con il quale perfezionò la tecnica del fraseggio e della concentrazione.

Per sua stessa ammissione, i due sono restati per sempre i suoi unici e onorati maestri. Negli anni successivi, entrato a pieno regime nel mondo della lirica e sempre continuando i suoi studi canori, il giovane tenore ottenne un primo successo musicale in una delle sue esibizioni con il padre in Galles, nel corso del Festival di Llangollen dove si aggiudicò il primo premio[5].

L'affermazione

Nel 1961 ottiene il primo riconoscimento personale, nel Concorso Internazionale Achille Peri. La vittoria di questo concorso consentì al giovane Pavarotti di esibirsi davanti al grande pubblico, come il 29 aprile 1961 quando ottenne la sua consacrazione artistica salendo sul palcoscenico del Teatro Municipale di Reggio Emilia per interpretare il ruolo di Rodolfo ne La Bohème di Puccini, diretta da Francesco Molinari Pradelli[5].

Per ammissione dello stesso Pavarotti, il ruolo di Rodolfo nel lavoro pucciniano La Bohème è rimasto quello più rappresentativo del suo repertorio, tanto che Rodolfo sarebbe divenuto nel corso della sua carriera una sorta di suo alter-ego sul palco.

Tenace come Calaf, dolce come Nemorino

Artista a tratti informale e abile comunicatore (nel senso moderno del termine), e soprattutto personaggio comunque unico all'interno del mondo dello spettacolo, ambasciatore nel mondo del belcanto all'italiana, amante della buona tavola come Rossini e impegnato nella solidarietà (che solo in parte ha bilanciato la caduta di immagine dovuta ai suoi problemi con il fisco[6], Pavarotti è stato riconosciuto da molta parte della critica come uno fra i migliori cantanti nel registro di tenore del XX secolo, un secolo che pure ha dato numerosi grandi protagonisti al mondo dell'opera lirica, alcuni dei quali, suoi coetanei o quasi, sono ancora in attività. Questo riconoscimento gli è venuto non soltanto per la particolare estensione vocale e padronanza tecnica dello strumento voce, uniti ad una capacità di interpretazione in grado di porlo nella condizione di andare in profondità nella lettura dei personaggi che andava a interpretare sul palcoscenico e nei solchi delle incisioni discografiche, ma anche in virtù di quello che il suo collega José Carreras ha definito naturale carisma, di cui Pavarotti era evidentemente dotato. Tenace come il Calaf che doma la pucciniana principessa Turandot ed esorta le stelle ad un tramonto senza indugio in vista di un'alba che lo vedrà vincitore, e capace al tempo stesso di una tenerezza degna dell'ingenuo ed affabile Nemorino donizettiano de L'elisir d'amore (Una furtiva lacrima è una delle sue arie d'opera più conosciute), Pavarotti - per tutti, il Maestro - è stato al contempo il testimone di un'epoca e di una professione, quella di cantante, per la quale - secondo le sue stesse parole - non è sufficiente il solo talento se esso non è supportato da un'adeguata e talvolta faticosa opera di studio[7].

La messa in scena de La Bohème fu riproposta in diverse città d'Italia ed ebbe addirittura alcune richieste all'estero; Pavarotti interpretava inoltre il ruolo del Duca di Mantova nel Rigoletto, a Carpi, a Brescia e al Teatro Massimo di Palermo, dove, sotto la direzione del maestro Tullio Serafin, ottenne un buon successo e consacrò la sua figura di tenore in tutta Italia. Sempre nel 1961 è Alfredo Germont ne La traviata nella tournée a Belgrado del Teatro La Fenice di Venezia.

I loggioni stranieri

Pavarotti a fine anni sessanta

Consolidata ormai la sua fama in patria, il passo successivo fu l'avvicinamento all'estero; nonostante qualche richiesta nei primi anni sessanta, il tenore fuori d'Italia era ancora poco conosciuto e difficilmente riceveva menzioni da critici. La svolta arrivò di nuovo con La Bohème, che anche dopo l'interpretazione di Rodolfo al Wiener Staatsoper nel febbraio 1963 gli permise di mostrarsi al pubblico Inglese.

Pavarotti ebbe molte richieste per delle repliche dell'opera pucciniana alla Royal Opera House di Covent Garden, a Londra, prima dell'arrivo di Giuseppe Di Stefano, ma a causa di un'improvvisa malattia del tenore siciliano fu costretto a sostituirlo (era il 1963) nella parte di Rodolfo. Lo rimpiazzò in teatro e anche al Sunday Night at the Palladium, un noto spettacolo televisivo inglese seguito da più di 15 milioni di telespettatori, il mezzo perfetto per affermarsi sulla scena mondiale. Nello stesso anno è il Duca di Mantova in Rigoletto al Wiener Staatsoper.

Le prime incisioni dell'artista vennero presentate da lì a poco, per la casa discografica Decca Records, poco prima che egli venisse avvicinato dal giovane direttore d'orchestra Richard Bonynge, il quale gli richiese di esibirsi a fianco alla moglie, Joan Sutherland. Con la Sutherland, nel 1965, mise piede per la prima volta negli Stati Uniti, a Miami, dove ricoprì il ruolo di Edgardo nella Lucia di Lammermoor di Donizetti sotto la direzione dello stesso Bonynge. La Sutherland lo accompagnò successivamente ne La sonnambula di Bellini alla Royal Opera House di Covent Garden e ne La traviata di Verdi.

La Scala

Sempre del 1965 la sua interpretazione de L'elisir d'amore di Donizetti, e ancora nello stesso anno si ebbe il suo debutto al Teatro alla Scala di Milano, dove il tenore fu espressamente richiesto da Herbert von Karajan al fianco di Mirella Freni per La Bohème di Puccini; visto il successo, l'anno seguente Pavarotti fu chiamato nuovamente per la Messa da Requiem in memoria di Arturo Toscanini. Nel periodo 1965-1966 sono da ricordare le interpretazioni de I Capuleti e i Montecchi di Vincenzo Bellini sotto la direzione di Claudio Abbado (allestimento portato in trasferta al Festival mondiale di Montreal in occasione dell'expo 1967 nella Salle Wilfrid Pellettiere) e del Rigoletto di Verdi, diretto da Gianandrea Gavazzeni.

Dello stesso 1966 e del 1967 sono le determinanti esibizioni con successo alla Royal Opera House di Pavarotti e la Sutherland ne La Fille du régiment di Donizetti, opera che grazie all'esecuzione dei famosi nove do di Tonio permetterà al tenore di trasformarsi in leggenda sei anni più tardi. Nel 1966 è Rodolfo ne La Bohème al Wiener Staatsoper. A Vienna Pavarotti andò in scena fino al 1996 in cinquantasei rappresentazioni. Sempre nel 1967 è Tebaldo in Capuleti e i Montecchi al Festival Internazionale di Edimburgo con la London Symphony Orchestra diretta da Claudio Abbado.

Nel 1968 e nel 1969 è ancora determinante il successo che egli ottiene interpretando i nove do di Tonio ne La figlia del reggimento al Teatro alla Scala. Il tenore sarà presente nelle stagioni liriche del Teatro alla Scala fino al 1992, tenendo anche un recital nel 1988. Sempre nel 1968 è Lord Arturo Talbo-Arthur Talbot nella ripresa del Teatro Massimo "Vincenzo Bellini" di Catania di "I puritani", melodramma serio di Vincenzo Bellini. Nel 1969 è Lord Arturo Talbo nella prima rappresentazione radiofonica nell'Auditorium RAI del Foro Italico di Roma di "I puritani".

La conquista dell'America, l'affermazione mondiale, dai palchi ai parchi

Nel 1967 interpreta il ruolo di Rodolfo ne La Bohème al San Francisco Opera. Nel 1968 è Edgardo in Lucia di Lammermoor sempre a San Francisco ed in seguito ricopre ancora il ruolo di Rodolfo ne La Bohème con cui debutta al Metropolitan Opera House. Nel 1969 è ancora in cartellone al San Francisco Opera con Rodolfo ne La Bohème e con Nemorino in L'Elisir d'Amore. Nel 1970 il Metropolitan lo vede interpretare Nemorino ed Alfredo ne La Traviata.

Nel 1971 è ancora Rodolfo al Met, debutta come Riccardo ne Un Ballo in Maschera a San Francisco ed è il Duca di Mantova in Rigoletto al Covent Garden Royal Opera House di Londra. È scritturato per interpretare "Lucia di Lammermoor" allo Sferisterio di Macerata, ma una improvvisa laringite il giorno della "prima" lo costringe a dare forfait, sostituito dal tenore Carlo Bini. Nel 1972 è Lord Arturo Talbo nella ripresa del Metropolitan Opera House di Filadelfia di "I puritani".

L'exploit arriva il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York[8], dove in occasione dell'esecuzione dell'opera La Fille du Régiment esegue nove do acuti[9], difficilissimi da emettere a voce piena, in maniera sciolta e naturale nell'aria di Tonio "Ah, mes amis". Riceve una standing ovation senza precedenti che lo chiama al sipario per ben 17 volte, un record finora imbattuto[10].

Al Metropolitan Luciano Pavarotti è rimasto in cartellone fino al 2004 prendendo parte a circa trecentottanta rappresentazioni interpretando anche il Duca di Mantova nel Rigoletto, Nemorino in L'Elisir d'Amore, Arturo ne I Puritani, Italian Singer in Der Rosenkavalier, Manrico ne Il Trovatore, Fernando ne La Favorita, Cavaradossi in Tosca, Riccardo ne Un Ballo in Maschera, Rodolfo in Luisa Miller, Idomeneo nell'opera omonima, Ernani nell'opera omonima, Radamès in Aida, Guest in Die Fledermaus, Oronte ne I Lombardi alla Prima Crociata, Canio in Pagliacci, Andrea Chénier nell'opera omonima, Messa da Requiem di Verdi, Calàf in Turandot, il Freni-Pavarotti-Levine Concert nel 1985, il concerto Pavarotti - Levine nel 1988 ripreso dalla TV, il Gala Performance per celebrare venticinque anni al Met insieme a Domingo nel 1993, il Luciano Pavarotti Recital nel 1994, il Luciano Pavarotti Concert nel 1997, il Pavarotti Gala nel 1998 per celebrare il trentesimo anniversario dal debutto al Met.

Nel 1972 è Edgardo Ravenswood in Lucia di Lammermoor a San Francisco. Al San Francisco Opera egli andò in scena fino al 1991 e tenne anche due recital nel 1983, due concerti nel 1984 ed uno 1991. Il debutto all'Arena di Verona di Pavarotti risale al 1972 con il "Ballo in maschera" di Verdi. Nel 1973 si ripresentò in Arena con "La Bohème" di Puccini, diretta da Peter Maag e nella "Lucia di Lamermoor" di Donizetti accanto al soprano Cristina Deutekom. Sempre nel 1973 è Edgardo in Lucia di Lammermoor al Covent Garden Royal Opera House di Londra. A Londra egli ando in scena in venti rappresentazioni fino al 2002.

Nel 1974 è Riccardo ne Un ballo in maschera al Teatro La Fenice di Venezia, Fernando nella ripresa del Teatro Comunale di Bologna di "La favorita" di Gaetano Donizetti e canta nel Requiem di Verdi al Festival Internazionale di Edimburgo diretto da Carlo Maria Giulini. È il Duca di Mantova nel "Rigoletto" allo Sferisterio di Macerata. Nel 1975 è Fernand nella prima rappresentazione in concerto (per l'Orchestra del Metropolitan) nella Carnegie Hall di New York di "La favorite", di Donizetti. Fa la sua terza ed ultima apparizione allo Sferisterio di Macerata nell'opera verdiana "Il ballo in maschera". Al termine della sua esibizione dichiara: "Lo Sferisterio è qualcosa di meraviglioso. Non esiste al mondo un teatro all'aperto dotato di palchi e con un'acustica così perfetta. E vi consiglio di non chiamare Arena questo luogo. L'arena è uno spazio dispersivo, lo Sferisterio è un vero teatro".

Il nome di Pavarotti divenne noto al grande pubblico grazie alle esecuzioni sempre più di frequente riprese dalla televisione, come nel ruolo di Rodolfo ripreso dal vivo al Metropolitan di New York nel marzo 1977, assieme ad un'altra italiana, Renata Scotto, che raccolse le percentuali di audience più alte del tempo per un'opera teletrasmessa. All'artista sono andati diversi Grammy Award e dischi di platino e d'oro. Nel 1978 tornò all'Arena ne "Il Trovatore" di Verdi con Katia Ricciarelli, Pietro Cappuccilli e Fiorenza Cossotto diretto da Gianandrea Gavazzeni.

Al termine della "Pira" di Manrico, Pavarotti emise l'acuto finale (non indicato sulla partitura da Verdi) ed il pubblico areniano esplose in uno scrosciante e lunghissimo applauso. Nel 1980, al Central Park di New York, partecipa ad una rappresentazione del "Rigoletto" in forma di concerto, che vede la presenza di oltre 200.000 persone e canta Rodolfo ne La bohème al San Diego Opera. Nel maggio del 1984, si esibisce nel prestigioso Royal Opera House di Londra, e di fronte a Lady Diana e al marito Carlo d'Inghilterra oltre al pubblico di 2000 persone, celebra con una grandiosa interpretazione il concerto di beneficenza nella capitale inglese, ottenendo 5 minuti ininterroti di applausi dal pubblico e quattro chiamate in scena[11].

Nel 1985 tiene un concerto allo Sports Arena per il San Diego Opera. Pavarotti arriva nel giugno del 1986 ad esibirsi a Pechino, per un concerto attesissimo al teatro al Teatro delle Esposizioni. L'esibizione ottiene grande riscontro dal pubblico, che richiama il maestro in scena per un secondo spettacolo ripreso in diretta dalle tv cinesi, italiane ed americane[12]. Al primo spettacolo ne seguono altri nei giorni successivi (tra cui la Boheme[13]), tutti accolti e seguiti con grande entusiasmo dal pubblico orientale[14][15]. A partire dagli anni novanta, Pavarotti ha curato molto i concerti all'aperto, sfruttando stadi e parchi, che si sono rivelati dei buoni successi.

Nel 1988 Luciano Pavarotti cura la regia dell'opera La Favorita per il Teatro La Fenice di Venezia. La stagione dell'Arena di Verona del 1990 fu l'ultima in cui Luciano Pavarotti cantò a Verona. La sovrintendenza aveva organizzato la realizzazione di una "colossale" "Messa da Requiem" di G. Verdi alla quale partecipò il World Festival Choir, composto da circa 2500 coristi provenienti da tutto il mondo. Con il sostegno dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati le esecuzioni furono dedicate ai quindici milioni di uomini perseguitati o cacciati dalla propria patria a causa della guerra. Alla serata del 5 agosto fu presente anche Lady D. Lo spettacolo vedeva anche il direttore Lorin Maazel ed il mezzosoprano Dolora Zajick. Sempre nel 1990 è Mario Cavaradossi in Tosca al Teatro dell'Opera di Roma.

Nel 1991, davanti ad un pubblico record di 330.000 persone, Pavarotti si esibisce a Londra, ad Hyde Park, trasmesso dal vivo in televisione in Europa e negli Stati Uniti, con spettatori ancora una volta Lady D e il marito Carlo[16]. Lo spettacolo colpì incredibilmente l'opinione pubblica inglese grazie alla carica di Pavarotti e alla sua incredibile voce, spingendo un gruppo di duecento tra artisti e personalità illustri inglesi a chiedere di conferire al tenore il titolo di Lord[17].

Nel dicembre del 1991, allo stadio Pacaembù di San Paolo in Brasile, oltre 50.000 spettatori paganti si radunarono per il concerto di Pavarotti, in duetto con il soprano Sumiva Moreno, terminato con uno spettacolo pirotecnico[18]. Nel 1992 è Riccardo ne Un ballo in maschera all'Opéra national de Paris e tiene un concerto allo Sports Arena per il San Diego Opera con Leone Magiera. Nel giugno 1993, oltre 200.000 si radunarono per ascoltarlo nel concerto gratuito Central Park (New York), mentre in milioni seguirono lo spettacolo in diretta televisiva[19]. A settembre dello stesso anno, all'ombra della Torre Eiffel a Parigi, riunì oltre 70.000 persone per un concerto trasmesso anche in diretta tv da Canal Plus[20].

A San Pietroburgo, 31 maggio 2003.

Nel 1993 tiene un concerto al Teatro La Fenice di Venezia con Anna Caterina Antonacci. Nel 1996 Luciano Pavarotti canta La bohème di Puccini realizzata a Torino in occasione del centenario dell’opera con Mirella Freni (trasmessa anche in diretta televisiva facendo registrare oltre tre milioni di telespettatori[senza fonte]). Nel 1997 è Nemorino in L'elisir d'amore al Teatro San Carlo di Napoli.

Nel 2000 canta all'Opera di Roma per il centenario di "Tosca". Il 30 giugno 2001 tiene un concerto allo Sports Arena per il San Diego Opera con Leone Magiera e Cynthia Lawrence. Nel luglio del 2001 l'artista modenese si esibisce per la seconda volta ad Hyde Park a Londra, davanti ad un pubblico di 70.000 persone[21].

I Tre Tenori

Il 7 luglio 1990, in occasione della finale del campionato del mondo di calcio svoltasi a Roma, i «Tre Tenori» Luciano Pavarotti, José Carreras e Placido Domingo tennero un concerto alle Terme di Caracalla, diretti dal maestro indiano Zubin Mehta[22]. L'orchestra di 180 elementi risultava dall'unione di due orchestre: quella del Teatro dell'Opera di Roma e quella del Maggio Musicale Fiorentino. Il successo si preannunciava clamoroso: furono richiesti per l'evento più di 200.000 biglietti sebbene le Terme di Caracalla avessero una capienza di circa 6.000 posti. I «Tre Tenori» cantarono in modo magistrale arie liriche tratte da opere famose, ma anche brani provenienti dal repertorio musicale di tutto il mondo (Cielito lindo, Oci Ciornie, La vie en rose, Memory, Amapola, Torna a Surriento, 'O sole mio, Core 'ngrato).

Punto culminante della serata fu un medley appositamente preparato da Lalo Schifrin, dove i tre tenori cantarono insieme. Dopo tale evento i tre grandi artisti hanno cantato ancora insieme in numerose altre occasioni; tra le più importanti si ricordano i concerti del 17 luglio 1994 a Los Angeles (finale del campionato mondiale di calcio USA '94[22][23]. Durante tale esibizione, poiché fra gli spettatori vi erano Frank Sinatra e Gene Kelly, i tre tenori dedicarono loro My Way e Singin' in the rain.

Nel 1997 i tre tenori si esibirono a Modena, città natale di Pavarotti, e fu presente anche Michael Jackson. Nel 1998 si esibirono a Parigi in occasione della finale dei Mondiali di Francia[24] e nel 2002 a Yokohama sempre per la finale dei campionati mondiali di calcio, questa volta in Giappone e Corea[25].

Le ultime esibizioni

L'ultima esibizione in assoluto del tenore, durante la cerimonia di apertura dei XX Giochi Olimpici Invernali a Torino, il 10 febbraio 2006.

Nel 2004, in occasione dell'addio ufficiale all'opera[26], al Metropolitan Opera House dove recitava la «Tosca» ha ricevuto un'ovazione di 35 secondi dai 4.000 spettatori quando è apparso sul palco poco dopo l'inizio del primo atto[27][28].

Nello stesso anno ha tenuto un concerto all'Arena di Pola in Croazia, dove due anni prima aveva anche cantato con Placido Domingo e José Carreras. A febbraio del 2006 ha cantato durante la cerimonia di inaugurazione dei XX Giochi olimpici invernali di Torino, ultima esibizione dal vivo del Maestro[29], e nel luglio dello stesso anno è stato operato d'urgenza in un ospedale di New York per l'asportazione di un tumore maligno al pancreas[30].

Pavarotti & Friends e l'impegno nel sociale

Dal 1992 al 2003 ha tenuto a Modena dei concerti a cadenza quasi annuale a scopo benefico. Chiamati Pavarotti & Friends, riunivano sul palco i più famosi artisti della scena musicale pop e rock italiana ed internazionale chiamati a duetti con il tenore[31][32]. Lo scopo dell'iniziativa era quello di raccogliere fondi per sostenere iniziative di sostegno e sviluppo nelle zone povere del mondo, soprattutto in favore dei bambini[33].Autrice dei testi delle edizioni dal 1993 al 1998 è stata Carla Vistarini.

Nelle varie edizioni si sono succeduti oltre 100 artisti a duettare con il maestro, tra cui Elton John, Anastacia, Deep Purple, Brian May, Eric Clapton, George Michael, Giorgia, Laura Pausini, Elisa, Sting, Zucchero, Luciano Ligabue, Biagio Antonacci, Renato Zero, Lucio Dalla, Bob Geldof, Andrea Bocelli, Bono Vox e The Edge, Dolores O'Riordan, Liza Minnelli, Al Bano, Céline Dion e Jon Bon Jovi.

Nel 1986, con un concerto tutto esaurito a Torino, raccolse oltre mezzo miliardo di lire devoluti interamente alla lotta contro il cancro[34]. Nel dicembre 1995, insieme al direttore d'orchestra Riccardo Muti, ha tenuto un concerto a Forlì per raccogliere fondi in favore di una comunità di recupero per tossicodipendenti[35].

Vita privata

« Nella vita ho avuto tutto, davvero tutto. Se mi venisse tolto tutto con Dio siamo pari e patta.[36] »
(Luciano Pavarotti)

Pavarotti si sposò nel 1961 con Adua Veroni, sua fidanzata da 8 anni e conosciuta a 17 anni. Dall'unione nascono tre figlie: Lorenza, Cristina e Giuliana.[37] Nel 1993 iniziarono le indiscrezioni (specie sui media americani) circa una possibile relazione extraconiugale del maestro[38], che però smentì tutto asserendo che il rapporto con la giovane modella italiana Lucia Debrilli si limitasse all'amicizia[39][40].

Nel 1994 cominciano le indiscrezioni circa una sua relazione con una giovane manager dello spettacolo, Nicoletta Mantovani - nata a Bologna il 23 novembre 1969, diplomata a pieni voti al Liceo Linguistico Boldrini, laureata con Lode all’Università di Bologna in Scienze Naturali, giocatrice per oltre 10 anni nella Squirrel, squadra femminile di softball di Bologna, già direttore artistico e deus ex machina del concerto di beneficenza Pavarotti & Friends (dal 1995 al 2003), di cui ha curato marketing, sponsor, charity cui destinare i fondi, ecc., creatrice nel 2000 della produzione italiana del musical Rent, versione da terzo millennio della pucciniana Bohème, nonché di MU.VI (Music Village), grande rassegna d’intrattenimento (musica, opera e cabaret) a 360 gradi e di svago nel periodo estivo, nel 2006 ha gestito le personalità internazionali del mondo dello spettacolo, dello sport e della cultura ai XX Giochi Olimpici Invernali di Torino -[41]. La storia d'amore fra Pavarotti e la Mantovani, di 34 anni più giovane di lui[42] fa scoppiare un vero e proprio scandalo, seguito morbosamente dei media di tutto il mondo, culminante nel divorzio miliardario tra il grande tenore e Adua Veroni[43].

Nel 2000, a Pavarotti venne contestata dal fisco italiano un'evasione fiscale, visto che il tenore aveva eletto domicilio a Monaco. Colpevole di evasione fiscale per una cifra superiore ai 40 miliardi di lire, il 27 luglio 2000, nelle stanze del ministero delle Finanze all'Eur, il tenore decise di saldare il debito con il fisco versando 24 miliardi di lire in rate da 500 milioni[44]. Sulla soluzione del patteggiamento commenterà il Ministro delle Finanze dell'epoca, Ottaviano Del Turco: "Ho chiesto all'amministrazione di avviare il dialogo con Pavarotti per chiudere questa vicenda, quando mi sono reso conto che la persona era in buona fede e cercava di uscire fuori da una situazione nella quale lui stesso aveva dichiarato di non sentirsi a suo agio. Pavarotti ora ha sanato questa situazione e io credo che questo mostri anche la duttilità dell'amministrazione fiscale"[45]. Risolto il contenzioso con la magistratura tributaria, restò in piedi il processo penale, che cominciò a Modena nel settembre 2001. Il 19 ottobre 2001 il giudice di Modena Carla Ponterio assolse Pavarotti perché il fatto non era più previsto dalla legge come reato[46].

Nel gennaio del 2002 perde la madre Adele[47] e nel maggio del 2002, a pochi giorni dall'edizione del Pavarotti & Friends, perde il padre Fernando[48]. Tra le numerose amicizie di Luciano Pavarotti, la Principessa Diana del Galles, moglie del principe Carlo del Galles, erede al Trono d'Inghilterra, con cui condusse una raccolta di fondi per la messa al bando delle mine antiuomo. Invitato a cantare in occasione della cerimonia funebre della principessa, egli declinò l'invito ad esibirsi e partecipò in veste di semplice amico della principessa, dal momento che riteneva che non avrebbe avuto la possibilità di cantare appropriatamente «col dolore in gola».

Il 13 dicembre 2003 Pavarotti sposa Nicoletta Mantovani con una sontuosa cerimonia nel teatro Comunale di Modena, alla presenza di Bono, Zucchero, Ligabue e molti altri artisti[49]. Undici mesi prima, il 13 gennaio 2003 la moglie Nicoletta aveva dato alla luce Alice Pavarotti, sopravvissuta ad un parto gemellare in cui invece muore il figlio Riccardo[50] lasciando il tenore nello sconforto[51].

Giudizio critico sull'artista

la statua di Luciano Pavarotti in Eilat IMAX.

Dotato di voce autenticamente tenorile, assai chiara e, soprattutto nella prima parte della carriera, estesa all'acuto in modo rilevante, fino al pieno possesso del do4 e del re4, nonostante la sua nota più acuta fosse il mi bemolle, non lo incise mai perché non affrontò melodrammi che lo avessero, per cui la nota più acuta intonata è il re4.

Luciano Pavarotti si avvicinò al grande repertorio protoromantico (Donizetti e Bellini), proponendone esecuzioni di rilevanza per certi versi storica. A fronte di una non eccelsa precisione nei confronti dei valori musicali, a causa di risaputi limiti nella preparazione teorica, e senza voler esprimere i caratteri del cantante "virtuoso", il Pavarotti degli anni giovanili, spesso a fianco del grande soprano australiano Joan Sutherland, eseguiva Lucia di Lammermoor, L'elisir d'amore, La sonnambula, La Favorita, e perfino gli ostici I puritani, in modo gagliardo e personale, riportando queste opere nell'alveo, loro deputato, del Bel Canto, ad una ritrovata qualità spettacolare e al gradimento del vasto pubblico[52].

Significativo l'esito ottenuto ne La fille du régiment: l'opera, da anni uscita dal repertorio corrente, fu nuovamente "imposta" da Pavarotti ai teatri di mezzo mondo alla fine degli anni sessanta, dopo l'exploit vocale con cui la cabaletta del primo atto fu eseguita in tono a voce piena, con l'emissione di nove cristallini do acuti[53]. Sempre nella prima parte della carriera, Pavarotti si distinse anche in Giacomo Puccini, segnatamente in La bohème (sua opera d'esordio, nel 1961) e Madama Butterfly e si accostò in modo intelligente a Verdi, privilegiando le opere più congeniali ai suoi mezzi di allora (Rigoletto, La traviata, Luisa Miller).

A differenza di quanto avvenuto per molti colleghi anche celebri, inoltre, lo scontato passaggio ad un repertorio più popolare ma più oneroso (Tosca, Un ballo in maschera, Il trovatore, poi anche Aida e il Verismo) avvenne solo a seguito della spontanea maturazione dell'organo vocale, divenuto negli anni più potente e risonante nei centri (forse anche, si è malignato, grazie ad una intelligente forma di amplificazione ambientale che lo accompagnava nei maggiori teatri del mondo, soprattutto negli ultimi anni di carriera) ma, conseguentemente, meno esteso in alto[54]. Se supportato da periodi di preparazione adeguati e da una direzione complessivamente condiscendente, Pavarotti è stato un grande tenore d'opera almeno sino alla fine degli anni ottanta, con buone performance ancora nei primissimi anni novanta.

In quest'epoca, tuttavia, la tendenza ad esibirsi in stadi, palasport e parchi, dove poteva fare sistematico ricorso all'amplificazione artificiale e curare meno gli aspetti musicali delle esecuzioni, rivolte per lo più a profani, portava l'artista a semplificare la sua tecnica almeno nell'uso della mezzavoce, ad acuire le imprecisioni nel solfeggio e ad appiattire l'interprete su prove di routine. Nel corso di simili eventi, anche nel celebratissimo "Nessun dorma" dalla Turandot di Puccini, un'opera affrontata in teatro in due sole occasioni e in realtà poco adatta ai suoi mezzi, il nitore degli acuti spesso non riscattava l'insieme della prova. Non fanno eccezione i concerti dei Tre Tenori, nei quali, accanto a Plácido Domingo e José Carreras, Pavarotti, fondandosi sulle proprie straordinarie qualità di bellezza di suono e comunicativa, si esibì in prove di sicuro effetto, ma di esito artistico non assoluto.

Secondo alcuni critici, il tenore modenese, accostandosi sempre più disinvoltamente alla musica leggera in occasione dei Pavarotti & Friends, ha posto "una pietra tombale" sulla propria carriera operistica, condividendo la responsabilità di aver diffuso nel pubblico un gusto ibrido per il cosiddetto "crossover", ossia la pratica, portata poi alla definitiva celebrazione da personaggi come Andrea Bocelli o Sarah Brightman, per cui un cantante lirico si cimenta con il repertorio pop, finendo spesso per trasferirne i malvezzi vocali (approssimazione musicale, suoni spoggiati, ecc.) nell'ambito di provenienza.

Altri invece sottolineano la grande importanza del lavoro "broadcast" di Pavarotti, che ha riportato all'attenzione popolare e universale la lirica. La dimensione del personaggio non ha offuscato il valore professionale dell'artista; inoltre la sua particolare capacità di attrarre l'interesse del più vasto pubblico ha contribuito a mediare verso l'alto il gusto musicale. Il giudizio complessivo sul cantante deve restare di particolare positività: la naturale morbidezza di alcuni suoni in mezzoforte (splendidi ancora in tarda età, ad esempio nei duetti de La bohème del Centenario al Teatro Regio di Torino), la tecnica vocale in origine solida e più raffinata che nella media dei tenori di cartello, tale da garantirgli un registro acuto saldo e luminoso, e perfino, ad onta delle dimensioni fisiche, una certa scioltezza sul palcoscenico, ne hanno fatto uno dei tenori più importanti del Ventesimo Secolo.

La morte e i funerali

Nel 2007 si stabilì nella sua villa di Modena, nel tentativo di condurre a buon fine la sua lotta personale contro il cancro del pancreas, diagnosticatogli in America nel luglio 2006. Una delle sue figlie rilasciò un'intervista a un settimanale, affermando che il padre si stava ormai preparando all'ineluttabile decorso della malattia (intervista successivamente smentita[55]); malattia peggiorata nell'agosto 2007 e per la quale era stato anche ricoverato in ospedale[56].

Nel suo buen retiro emiliano, Pavarotti ha continuato quasi fino all'ultimo a tenere lezioni di canto ad alcuni allievi e riceveva amici e parenti[57], anche se costretto su di una carrozzina e visibilmente dimagrito. Seppur sofferente, apparve per l'ultima volta in televisione il 16 gennaio 2007 a "Porta a porta" in una puntata dedicata ad Arturo Toscanini nel cinquantenario della scomparsa dell'artista italiano.[58]

Pavarotti si spense serenamente il 6 settembre 2007, alle cinque del mattino, all'età di quasi 72 anni (che avrebbe compiuto il 12 ottobre)[59]. Al suo capezzale erano presenti la moglie, le figlie e la sorella. Il cordoglio viene espresso dai giornali quotidiani[60] e dalle istituzioni di tutto il mondo[61][62].

Ai funerali, celebrati nel Duomo di Modena dall'allora Arcivescovo Metropolita Mons. Benito Cocchi, erano presenti 50.000 persone, membri di istituzioni nazionali e internazionali ed artisti, tra i quali Zubin Mehta, Bono, Zucchero, Gianni Morandi e Jovanotti[63]. Poco prima dell'inizio della cerimonia religiosa il soprano Raina Kabaivanska (autrice negli anni di grandi duetti con il maestro[64]) ha intonato l'Ave Maria di Verdi. Al momento della distribuzione della Comunione, Andrea Bocelli ha cantato l'Ave Verum Corpus di Mozart[63]. Venne poi diffuso il canto del Panis Angelicus di César Franck, che Luciano Pavarotti con il padre Fernando intonarono la Notte di Natale del 1986 in un Duomo gremito di fedeli, durante la solenne celebrazione della Natività officiata dall'allora Arcivescovo Mons. Bartolomeo Santo Quadri[65].

Prima del rito di commiato, Romano Prodi, all'epoca Presidente del Consiglio, tiene l'orazione funebre. Il giorno precedente aveva reso omaggio al feretro e colloquiato con i familiari il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano[66]. All'uscita della salma, gli rendono omaggio le Frecce Tricolori, dipingendo col Tricolore italiano il cielo di Modena[65]. Per sua espressa volontà, è stato sepolto nel piccolo cimitero di Montale Rangone, accanto ai genitori e al figlioletto Riccardo[67][68].

L'eredità

Il patrimonio lasciato da Pavarotti agli eredi è stato stimato in 30-40 milioni di euro[69]. Il tenore redasse diversi testamenti, al vaglio per stabilire l'entità reale dell'eredità ed i beneficiari, ma anche causa di vertenze e polemiche:

  1. testamento redatto a New York nell'estate 2006[70];
  2. testamento olografo del 4 dicembre 2006[71];
  3. testamento del 13 giugno 2007 e depositato a Modena[72];
  4. testamento datato 29 luglio 2007 e redatto a Pesaro[73].

Dopo la morte di Pavarotti scoppiarono continue polemiche e ipotesi sulla sua eredità; un'amica del tenore accusò la seconda moglie, Nicoletta Mantovani, di averlo raggirato a fini ereditari, di avergli impedito i contatti con i vecchi amici e con le figlie, di aver ricevuto una disperata confessione da Pavarotti stesso, che le avrebbe chiesto di parlare solo dopo i suoi funerali[74]. A queste affermazioni la Mantovani rispose con una querela ed una richiesta di risarcimento di 30 milioni di euro[75]. Nell'aprile del 2008, evitandosi così una lunga battaglia legale, le parti in causa (la Mantovani e due amiche del tenore) raggiunsero un accordo per ritirare la denuncia, che non portò ad alcun risarcimento danni, ma solo ad alcune lettere chiarificatrici[76].

L'inchiesta contro ignoti della Procura di Pesaro per circonvenzione d'incapace fu archiviata nel dicembre 2008[77]. Nicoletta Mantovani rispose pubblicamente solo una volta, il 27 ottobre 2007, nella trasmissione Che tempo che fa di Fabio Fazio, nella quale confessò anche di essere, da tredici anni, malata di sclerosi multipla[78][79]. Nel luglio 2008, Nicoletta Mantovani e le tre figlie del tenore nate dal matrimonio con la prima moglie hanno raggiunto un accordo per la divisione di alcuni immobili interessati dalla questione dei testamenti[80].

Celebrazioni e riconoscimenti

Nel 1990, in occasione di una serie di concerti a Covent Garden (Londra), viene inaugurata la statua di cera del tenore italiano (primo interprete d'opera a ricevere l'onore) al museo di Madame Tussauds[81]. Nel 1992 il ministro francese della cultura gli ha conferito la Legion d'Onore[82].

Il 19 giugno 1994 il Comune di Portomaggiore gli conferì la Cittadinanza onoraria in occasione della sua visita nella cittadina emiliana per l'inaugurazione di un busto a Mafalda Favero, soprano portuense che il Maestro ebbe modo di conoscere agli inizi della sua carriera[83]. Nel 1998 è stato nominato Messaggero di pace dalle Nazioni Unite[29][84].

Nel 1999 al tenorissimo è stato dedicato un asteroide, il 5203 Pavarotti[85][86]. Nel maggio 2001, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati conferisce a Luciano Pavarotti il Premio Nansen, per la sua opera di sostegno dei rifugiati del Pakistan[87]. Primo italiano a vincere il premio in vita, Pavarotti è stato definito dal UNHCR il privato cittadino che maggiormente ha contribuito a raccogliere fondi per l'agenzia[87].

L'8 febbraio 2006 riceve la Cittadinanza onoraria di Sarajevo, per l'impegno profuso dall'artista in favore dei bambini bosniaci[88]. Nel dicembre 2006 gli viene conferito il Premio Puccini, alla sua 36ª edizione[89], e nello stesso mese riceve a Bergamo, nell'ambito del Bergamo Music Festival il Premio Donizetti[90][91]. Il 4 settembre 2007 gli è stato conferito dal ministero dei Beni Culturali il Premio per l'eccellenza nella cultura, alla prima assegnazione[92].

I Grammy Award

Pavarotti si è aggiudicato complessivamente 6 Grammy Award[93], 4 come artista singolo e altri 2 in collaborazione con altri artisti:

Riconoscimenti ed eventi organizzati in memoria di Pavarotti

Il comune di Modena gli ha intitolato, il 6 dicembre 2007 con una cerimonia pubblica, il Teatro cittadino intitolandolo teatro comunale Luciano Pavarotti[95]. Nel febbraio del 2008, il Casinò di Sanremo espone nella sala incontri una statua di luce del tenore modenese creata da Marco Lodola[96].

Il 12 ottobre 2008 (giorno del suo compleanno) si è tenuto Salute Petra, un concerto in onore del maestro a Petra (Giordania) e trasmesso in televisione. Hanno partecipato a questo appuntamento molti artisti fra cui i colleghi Placido Domingo e José Carreras (per la prima volta riuniti senza Pavarotti), Jovanotti, Sting, Zucchero, Laura Pausini, Andrea Bocelli, Angela Gheorghiu, Roberto Alagna, Andrea Griminelli, Cynthia Lawrence, e molti altri[97]. Il concerto si è svolto per iniziativa della principessa Haya Hussein di Giordania e della vedova del maestro, Nicoletta Mantovani, entrambe presenti all'evento assieme alla figlioletta del maestro, Alice Pavarotti, al re Abd Allah II di Giordania con la moglie Rania, Regina di Giordania, al presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, al ministro Andrea Ronchi, a Caterina Caselli e a molte altre autorità e amici del tenore.[98]

Sempre nel giorno del suo compleanno, anche il famoso motore di ricerca Google dedica un riconoscimento speciale a Pavarotti, inserendo nella sua homepage un'icona del maestro che riportava a tutte le pagine web a lui dedicate[99]. Nel 2009 è stata annunciata la realizzazione di un progetto a Dubai, gestito da un'azienda di Bergamo, che prevede la realizzazione di una torre denominata Luciano Pavarotti Tower, di 16 piani e con all'interno un museo dedicato al tenore italiano più famoso al mondo[100].

L'11 agosto 2010 si è tenuto a Manfredonia in Piazza Giovanni XXIII il concerto "Ricordando il Maestro Luciano Pavarotti" alla presenza di Nicoletta Mantovani e delle autorità locali. Hanno cantato gli allievi di Big Luciano: Domenico Tegliafilo (tenore), Antonella Tegliafilo (soprano), Francesca Cappelletti (soprano), Luigi Cirillo (baritono), Francesco Ellero D'Artegna (basso) e Simona Todaro (soprano) con l'Orchestra Lirico-Sinfonica di Capitanata "Umberto Giordano" diretti dal M°Giuseppe Acquaviva. L'evento organizzato dalla "Fondazione Luciano Pavarotti" era stato presentato il giorno prima con l'apertura della Mostra nel Castello di Manfredonia dedicata al Maestro in anteprima nazionale.

Repertorio

Repertorio operistico
Ruolo Titolo Autore
Tebaldo I Capuleti e i Montecchi Bellini
Elvino La sonnambula Bellini
Pollione Norma Bellini
Orombello Beatrice di Tenda Bellini
Arturo Talbo I puritani Bellini
Faust Mefistofele Boito
Nemorino L'elisir d'amore Donizetti
Roberto Leicester Maria Stuarda Donizetti
Edgardo Ravenswood Lucia di Lammermoor Donizetti
Tonio La Fille du régiment Donizetti
Fernando La Favorita Donizetti
Andrea Chénier Andrea Chénier Giordano
Canio Pagliacci Leoncavallo
Turiddu Cavalleria rusticana Mascagni
Fritz Cobus L'amico Fritz Mascagni
Des Grieux Manon Massenet
Idamante
Idomeneo
Idomeneo Mozart
Enzo Grimaldo La Gioconda Ponchielli
Renato des Grieux Manon Lescaut Puccini
Rodolfo La bohème Puccini
Mario Cavaradossi Tosca Puccini
F. B. Pinkerton Madama Butterfly Puccini
Calaf Turandot Puccini
Arnoldo Melchtal Guglielmo Tell Rossini
Cantante italiano Der Rosenkavalier Strauss
Oronte I Lombardi alla prima crociata Verdi
Ernani Ernani Verdi
Macduff Macbeth Verdi
Rodolfo Luisa Miller Verdi
Duca di Mantova Rigoletto Verdi
Manrico Il trovatore Verdi
Alfredo Germont La traviata Verdi
Riccardo Un ballo in maschera Verdi
Don Carlo Don Carlo Verdi
Radames Aida Verdi
Otello Otello Verdi

Filmografia

Yes, Giorgio (1982) di Franklin J. Schaffner

Onorificenze e riconoscimenti

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 giugno 1988[101]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 5 gennaio 1980[102]
Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1976[103]
Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Legion d'onore (Francia)
Commendatore dell'Ordine al merito culturale (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al merito culturale (Monaco)
  • "Premio Ville de Paris" (il presidente Jacques Chirac)
  • "People Choise Award Kammersanger" (il Ministro della Cultura austriaco)
  • "Messaggero di Pace delle Nazioni Unite" (il Segretario Generale Kofi Annan, 1998)
  • "Nansen Award" (su proposta dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, 2001)
  • "World Social Award" (il presidente Michail Gorbaciov, 2001)
  • "Kennedy Center Honors Award" (il presidente degli USA George W. Bush, 2001)
  • "Eisenhower Medallion" (2004)
  • "Premio Eccellenza per la Cultura" (su proposta del Ministro della Cultura, on.Rutelli, 2007)
  • "Premio America" alla memoria (Fondazione Italia USA, 2013)

Curiosità

  • Grande appassionato di cavalli ed equitazione[104]; inoltre Pavarotti seguiva molto il calcio ed era un tifoso della Juventus[105][106].
  • Pavarotti aveva l'hobby di giocare al burraco.
  • Pavarotti compare in una puntata di Futurama.
  • Pavarotti viene citato nel brano Mope del gruppo rock comico statunitense Bloodhound Gang.
  • Nel 1995 ricevette una Laurea Honoris Causa in Medicina Veterinaria dall'Università degli Studi di Parma.[107]
  • Nel 2003 ha duettato con Brian May e i Queen nella canzone "Too much love will kill you".
  • Nonostante possedesse diverse abitazioni, amava trascorrere l'estate nella villa di Pesaro, appartenuta ai genitori.

Discografia parziale

Opere

Anno Titolo
Ruolo
Cast Direttore Etichetta
1967 Beatrice di Tenda
Orombello
Joan Sutherland, Cornelius Opthof, Josephine Veasey Richard Bonynge Decca
La fille du régiment
Tonio
Joan Sutherland, Spiro Malas, Monica Sinclair Richard Bonynge Decca
1968 L'amico Fritz
Fritz Kobus
Mirella Freni, Vincente Sardinero, Laura Didier-Gambardella Gianandrea Gavazzeni EMI
1969 Der Rosenkavalier
Cantante italiano
Régine Crespin, Yvonne Minton, Helen Donath Georg Solti Decca
1970 Un ballo in maschera
Riccardo
Renata Tebaldi, Sherrill Milnes, Regina Resnik Bruno Bartoletti Decca
L'elisir d'amore
Nemorino
Joan Sutherland, Spiro Malas, Dominic Cossa Richard Bonynge Decca
Macbeth
Macduff
Dietrich Fischer-Dieskau, Elena Souliotis, Nicolai Ghiaurov Lamberto Gardelli Decca
1971 Lucia di Lammermoor
Edgardo Ravenswood
Joan Sutherland, Sherill Milnes, Nicolai Ghiaurov Richard Bonynge Decca
Rigoletto
Duca di Mantova
Sherrill Milnes, Joan Sutherland, Martti Talvela Richard Bonynge Decca
1972 La bohème
Rodolfo
Mirella Freni, Nicolai Ghiaurov, Rolando Panerai Herbert Von Karajan Decca
Turandot
Calaf
Joan Sutherland, Montserrat Caballé, Nicolai Ghiaurov Zubin Mehta Decca
1973 I Puritani
Arturo Talbot
Joan Sutherland, Piero Cappuccilli, Nicolai Ghiaurov Richard Bonynge Decca
1974 La Favorita
Fernando
Fiorenza Cossotto, Gabriel Bacquier, Nicolai Ghiaurov Richard Bonynge Decca
Madama Butterfly
F. B. Pinkerton
Mirella Freni, Robert Kerns, Christa Ludwig Herbert Von Karajan Decca
1975 Luisa Miller
Rodolfo
Montserrat Caballé, Sherrill Milnes, Bonaldo Giaiotti Peter Maag Decca
Maria Stuarda
Roberto Leicester
Joan Sutherland, Huguette Tourangeau, Roger Soyer Richard Bonynge Decca
1976 Cavalleria rusticana
Turiddu
Julia Varady, Piero Cappuccilli Gianandrea Gavazzeni Decca
Pagliacci
Canio
Mirella Freni, Ingvar Wixell Giuseppe Patanè Decca
Il trovatore
Manrico
Joan Sutherland, Ingvar Wixell, Marilyn Horne Richard Bonynge Decca
1978 Tosca
Mario Cavaradossi
Mirella Freni, Sherrill Milnes Nicola Rescigno Decca
1979 Guglielmo Tell
Arnoldo Melchtal
Sherrill Milnes, Mirella Freni, Nicolai Ghiaurov Riccardo Chailly Decca
1980 La sonnambula
Elvino
Joan Sutherland, Nicolai Ghiaurov, Isobel Buchanan Richard Bonynge Decca
La traviata
Alfredo Germont
Joan Sutherland, Matteo Manuguerra Richard Bonynge Decca
1981 La Gioconda
Enzo Grimaldo
Montserrat Caballé, Sherrill Milnes, Agnes Baltsa Bruno Bartoletti Decca
1982 Un ballo in maschera
Riccardo
Margaret Price, Renato Bruson, Kathleen Battle Georg Solti Decca
Mefistofele
Faust
Nicolai Ghiaurov, Mirella Freni, Montserrat Caballé Oliviero De Fabritiis Decca
1983 Idomeneo Re di Creta
Idomeneo
Agnes Baltsa, Lucia Popp, Edita Gruberova John Pritchard Decca
1984 Andrea Chénier
Andrea Chénier
Montserrat Caballé, Leo Nucci Riccardo Chailly Decca
Norma
Pollione
Joan Sutherland, Montserrat Caballé, Samuel Ramey Richardy Bonynge Decca
1986 Aida
Radames
Maria Chiara, Ghena Dimitrova, Leo Nucci Lorin Maazel Decca
1987 Ernani
Ernani
Joan Sutherland, Leo Nucci, Paata Burchuladze Richard Bonynge Decca
1988 Rigoletto
Duca di Mantova
Leo Nucci, June Anderson, Shirley Verrett Riccardo Chailly Decca
1990 L'elisir d'amore
Nemorino
Kathleen Battle, Enzo Dara, Leo Nucci James Levine Deutsche Grammophon
Il trovatore
Manrico
Antonella Banaudi, Leo Nucci, Shirley Verrett Zubin Mehta Decca
1991 La traviata
Alfredo Germont
Cheryl Studer, Juan Pons James Levine Deutsche Grammophon
1992 Manon Lescaut
Renato Des Grieux
Mirella Freni, Dwayne Croft James Levine Decca
1993 Rigoletto
Duca di Mantova
Vladimir Černov, Cheryl Studer, Roberto Scandiuzzi James Levine Deutsche Grammophon
1996 I Lombardi alla prima crociata
Oronte
June Anderson, Samuel Ramey James Levine Decca

Recital ed altro

  • Rossini, Petite messe/Stabat Mater - Gandolfi/Kertész/Pavarotti, Decca
  • Verdi, Messa da requiem/Quattro pezzi sacri - Solti/Pavarotti/Sutherland/WPO, 1967/1978 Decca
  • Verdi, Requiem - Luciano Pavarotti/Coro del Teatro alla Scala di Milano/Riccardo Muti/Orchestra del Teatro alla Scala, Milano/Samuel Ramey/Cheryl Studer/Dolora Zajick, 1987 EMI
  • Pavarotti, 101 Pavarotti - 101 romanze e canzoni, Decca
  • Pavarotti, Buongiorno a te! - 21 fra le più belle romanze e canzoni, 2011 Decca - sesta posizione in classifica in Italia
  • Pavarotti, Celeste Aida - Arie da opere di Verdi, Decca
  • Pavarotti, Mamma - Mancini, Decca
  • Pavarotti, Nessun dorma - Registrazioni 1972-1979, Decca
  • Pavarotti, Nessun dorma. Arie e duetti - Verdi/Massenet/Donizetti, Decca
  • Pavarotti, O holy night - Adler, Decca
  • Pavarotti, O sole mio - Chiaramello/Guadagno, Decca - Grammy Award for Best Classical Vocal Solo 1980
  • Pavarotti, Pavarotti Collection (multipack) - Le migliori interpretazioni, Decca
  • Pavarotti, Pavarotti forever - Arie d'opera e canzoni, Decca (prima posizione in Spagna, seconda in Portogallo, terza posizione in Austria, nella Recording Industry Association of New Zealand e nella Classical Albums, quarta in Italia, sesta in Danimarca e settima in Svezia)
  • Pavarotti, Pavarotti Gold (Multipack) - 60 brani celebri in box dorato, Decca
  • Pavarotti, The 50 greatest tracks/Le 50 più grandi interpretazioni - Mehta/Karajan/Bonynge/Levine, Decca - decima posizione in Spagna
  • Pavarotti, Pavarotti portrait - 22 fra i suoi più grandi successi, Decca
  • Pavarotti, The best - Farewell Tour, Decca
  • Pavarotti, Ti adoro - Musumarra/Chiaramello/Mathes, Decca (seconda posizione nella classifica Classical Albums)
  • Pavarotti, Tutto Pavarotti - Arie d'opera e canzoni, Decca
  • Pavarotti, Volare - Mancini/Orch. Bologna, Decca
  • Pavarotti, Luciano Pavarotti Edition: I primi dieci anni (1961-1973) - Ed. limitata con LP 45 giri, Decca
  • The Essential Pavarotti - Luciano Pavarotti - 1990 Decca - sesta posizione in classifica in Nuova Zelanda
  • Pavarotti & Friends Together for the Children of Bosnia - Luciano Pavarotti & Friends - 1996 Decca - quarta posizione in classifica in Olanda, quinta in Austria, settima in Svizzera e nona in Nuova Zelanda
  • Pavarotti, Hits From Lincoln Center - 1978 London Records - Grammy Award for Best Classical Vocal Solo 1979
  • Pavarotti – In Concert - 1987 SONY BMG/CBS - Grammy Award for Best Classical Vocal Solo 1989
  • Pavarotti Carreras Domingo, Il meglio dei tre tenori - Le più belle arie e canzoni, Decca
  • Sutherland, Horne, Pavarotti - Live From Lincoln Center - Grammy Award for Best Classical Vocal Solo 1982
  • Canzoni Napoletane, O Sole mio/Funiculì Funiculà/ Torna a Surriento ed altre famose canzoni napoletane - Di Stefano/Carreras, Decca
  • Conc. dei tre tenori, Cilea, Verdi, Puccini - Carreras/Domingo, Decca
  • Opera Arias, Celebri arie d'opera - Sutherland/Tebaldi, Decca
  • Conc. dei tre tenori, The Original Three Tenors (CD + DVD) - Roma, Mondiali di calcio 1990, Decca - prima posizione nella classifica in Olanda, Australia, Regno Unito e Nuova Zelanda, seconda in Austria, terza in Germania, settima in Svezia e nona in Norvegia - 15 Dischi di platino e due Dischi d'oro - Grammy Award for Best Classical Vocal Solo 1991
  • The 3 Tenors in Concert 1994 - Teldec - prima posizione nella classifica in Austria, Svezia, Australia e Nuova Zelanda, seconda in Olanda e terza in Svizzera
  • The Three Tenors - Paris 1998 - James Levine, José Carreras, Luciano Pavarotti, Orchestre de Paris & Plácido Domingo - Resorts Productions - sesta posizione in classifica in Francia, ottava in Austria e decima in Svizzera ed in Nuova Zelanda
  • The Three Tenors Christmas - Plácido Domingo/Luciano Pavarotti/José Carreras, 2000 Sony
  • Pavarotti & Friends for the Children of Guatemala and Kosovo - 1999 Decca - sesta posizione nella classifica in Austria
  • Pavarotti Sings Verdi - 2007 Decca
  • The Pavarotti Story, 2007 Decca
  • Pavarotti, Passione - Giancarlo Chiaramello/Luciano Pavarotti/Orchestra del Teatro Comunale di Bologna, 1985 Decca
  • Pavarotti, Verdi Arias - 1999 Decca
  • Pavarotti, Live Recital - Leone Magiera/Luciano Pavarotti, 1998 Decca
  • Una furtiva lagrima: Donizetti Arias - Luciano Pavarotti, 1998 Decca
  • Pavarotti at Carnegie Hall - 1988 Decca
  • Pavarotti, Mattinata - Luciano Pavarotti/New Philharmonia Orchestra/Piero Gamba, 1983 Decca
  • Pavarotti - Gala Concert at Royal Albert Hall - Kurt Herbert Adler/Luciano Pavarotti/Royal Philharmonic Orchestra, 1982 Decca
  • Tenor Arias from Italian Opera - Leone Magiera/Luciano Pavarotti/New Philharmonia Orchestra, 1971 Decca
  • Italian Popular Songs - Luciano Pavarotti, Decca The Pavarotti Edition
  • Freni & Pavarotti - Arias & Duets, 1990 Decca
  • Pavarotti in Concert - Luciano Pavarotti/Orchestra del Teatro Comunale di Bologna/Richard Bonynge, 1974 Decca
  • Pavarotti, Luciano Pavarotti Edition: I primi dieci anni (1961-1973) - con LP 45 giri, Decca - decimo in classifica in Danimarca

DVD & Blu-Ray

  • Donizetti, Elisir d'amore - Rescigno/Blegen, Decca
  • Donizetti, Elisir d'amore - Levine/Battle/Pons, Deutsche Grammophon
  • Giordano, Andrea Chénier - Levine/Guleghina/MET, Decca
  • Mozart, Idomeneo - Levine/Cotrubas, Deutsche Grammophon
  • Puccini, Bohème - Levine/Scotto/Wixell, Deutsche Grammophon
  • Puccini, Tosca - Conlon/Verrett/MET, Decca
  • Verdi, Ballo in maschera - Patanè/Freni/Blegen, Decca
  • Verdi, Ballo in maschera - Levine/Millo/Nucci, Deutsche Grammophon
  • Verdi, Ernani - Levine/Mitchell, Decca
  • Verdi, Messa da requiem - Karajan/Cossotto, Deutsche Grammophon
  • Verdi, Rigoletto - Chailly/Wixell, Deutsche Grammophon
  • Verdi, Trovatore - Levine/Marton/Milnes, Deutsche Grammophon
  • Pavarotti, 30º Anniversario gala concert - Puccini/Mozart/Cilea/Verdi, Decca
  • Pavarotti, Bohème/Tabarro/Pagliacci/Elisir - The Italian opera collection, Deutsche Grammophon
  • Pavarotti, Bravo Pavarotti (DVD) - Le più belle registraz. al MET, Decca
  • Pavarotti, In Central Park live (reg. integrale) - Arie da opere e canzoni, Decca
  • Pavarotti, Pavarotti in Hyde Park - Magiera, Decca
  • Conc. dei tre tenori, The original 3 Tenors Concert (Deluxe edition) - Carreras/Domingo, Decca
  • Metropolitan Centennial Gala, Gala per il centenario del Teatro Metropolitan, 1983 - Carreras/Domingo, Deutsche Grammophon

Note

  1. ^ Big luciano più nel mondo che in italia - Repubblica.it » Ricerca
  2. ^ Una carriera di 100 milioni di dischi nel mondo - Il Quotidiano
  3. ^ Caruso re dei tenori, Pavarotti ottavo Placido Domingo secondo. Big Luciano batte tutti in musica e voce, basso il sex appeal. lui replica: " l' importante e' dare il meglio " - Corriere della Sera 1994.
  4. ^ Il sito della «Corale Gioachino Rossini».
  5. ^ a b c Luciano Pavarotti - Sito Ufficiale
  6. ^ Fonte: Ilgiornale.it.
  7. ^ Fonte: Media televisivi, 6 settembre 2007.
  8. ^ Pavarotti, New York e il Metropolitan Una storia d'amore chiusa tra le polemiche - Persone - Repubblica.it
  9. ^ BBC NEWS | Entertainment | Obituary: Luciano Pavarotti
  10. ^ Una carriera iniziata negli anni Sessanta - Corriere della Sera
  11. ^ PAVAROTTI UN TRIONFO - Repubblica.it » Ricerca
  12. ^ A PECHINO CON PAVAROTTI - Repubblica.it » Ricerca
  13. ^ SU RAITRE IN DIRETTA PAVAROTTI DA PECHINO - Repubblica.it » Ricerca
  14. ^ LA PRIMA DELLA BOHEME APPASSIONA I CINESI - Repubblica.it » Ricerca
  15. ^ PAVAROTTI CONQUISTA LA CINA - Repubblica.it » Ricerca
  16. ^ CARLO E DIANA FANNO PACE ASCOLTANDO PAVAROTTI - Repubblica.it » Ricerca
  17. ^ - Repubblica.it » Ricerca
  18. ^ BRASILE, 50MILA PER PAVAROTTI E LA MORENO - Repubblica.it » Ricerca
  19. ^ PAVAROTTI, RE A CENTRAL PARK - Repubblica.it » Ricerca
  20. ^ PAVAROTTI STREGA PARIGI - Repubblica.it » Ricerca
  21. ^ Londra, 70mila per Pavarotti al concerto di Hyde Park - Repubblica.it » Ricerca
  22. ^ a b Pavarotti ancora con Domingo e Carreras: ai mondiali USA
  23. ^ CARRERAS, DOMINGO PAVAROTTI FANNO IL BIS - Repubblica.it » Ricerca
  24. ^ Mondiali di calcio i tre tenori a Parigi - Repubblica.it » Ricerca
  25. ^ Ansa.It - Non Solo Musica, Quell'Amore Per I Cavalli
  26. ^ Pavarotti: è la mia ultima Tosca da oggi non canterò più opere - Repubblica.it » Ricerca
  27. ^ Un'ovazione al Metropolitan - Repubblica.it » Ricerca
  28. ^ L'ultima esibizione - Torino 2006 per le Olimpiadi - Video Repubblica - la Repubblica.it
  29. ^ a b Luciano Pavarotti - Sito Ufficiale
  30. ^ Dramma di Pavarotti operato per un tumore Stop a tutti i concerti
  31. ^ Eros e Daniele per il galà di Pavarotti - Repubblica.it » Ricerca
  32. ^ Pavarotti: Canterò con le Spice Girls - Repubblica.it » Ricerca
  33. ^ Pavarotti: con 4 miliardi una scuola in Guatemala - Repubblica.it » Ricerca
  34. ^ PAVAROTTI CONTRO IL CANCRO - Repubblica.it » Ricerca
  35. ^ Riccardo Muti E Pavarotti Insieme Per Un Concerto Di Beneficenza - Repubblica.It » Ricerca
  36. ^ «Vita felice e il cancro, con Dio sono pari» - Corriere della Sera
  37. ^ Quotidiano Net - Rigoletto 'galeotto' con Adua Veroni
  38. ^ anche la " fiamma " al trionfo di Pavarotti
  39. ^ Luciano Pavarotti: ho un' amante? magari
  40. ^ Pavarotti: " non ho amanti al di fuori di mia moglie "
  41. ^ SI LAUREA LA COMPAGNA DI LUCIANO PAVAROTTI - Repubblica.it » Ricerca
  42. ^ nuova " fiamma " per Pavarotti
  43. ^ L' ex moglie attacca Luciano Pavarotti: «Da lui solo fango» Nelle Cronache Andrea Marini
  44. ^ Pavarotti fa pace con il Fisco e rimborsa a rate 24 miliardi - Repubblica.it » Ricerca
  45. ^ Fonte: RaiNews 24 "Pavarotti e il Fisco"
  46. ^ Pavarotti assolto: non ha evaso le tasse - Repubblica.it » Ricerca
  47. ^ Luciano Pavarotti re di Londra Dedico a mamma il mio canto - Repubblica.it » Ricerca
  48. ^ Pavarotti alle prove con le lacrime - Repubblica.it » Ricerca
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Voci correlate

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Collegamenti esterni

Video Che gelida manina - due versioni a confronto interpretate da Luciano Pavarotti:

Predecessore Conduttore di Festival di Sanremo Successore
Fabio Fazio 2000
con Fabio Fazio
Raffaella Carrà e Enrico Papi

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