La sonnambula

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La sonnambula
Jenny Lind in La Sonnambula.jpg
Il soprano Jenny Lind ritratta nel ruolo di Amina
Lingua originale italiano
Genere Opera semiseria
Musica Vincenzo Bellini
(Spartito online)
Libretto Felice Romani
(Libretto on line)
Fonti letterarie La Somnambule di Eugène Scribe e Germain Delavigne e La Somnambule ou L'arrivée d'un nouveau seigneur di Eugène Scribe e Pierre Aumer
Atti 2
Epoca di composizione gennaio - inizio marzo 1831
Prima rappr. 6 marzo 1831
Teatro Teatro Carcano, Milano
Personaggi
  • Il conte Rodolfo (basso)
  • Teresa, mugnaia (mezzosoprano)
  • Amina, sua figlia adottiva (soprano)
  • Elvino, ricco possidente (tenore)
  • Lisa, ostessa (soprano)
  • Alessio (basso)
  • Un notaio (tenore)
  • Villici (coro)
Autografo Archivio Ricordi, Milano
« Ah, non credea mirarti

sì presto estinto, o fiore
passasti al par d'amore
che un giorno sol durò »

(Amina, Atto II)

La sonnambula è un'opera in due atti messa in musica da Vincenzo Bellini su libretto di Felice Romani. È considerata con I puritani e Norma uno dei tre capolavori del compositore catanese.

Genesi dell'opera[modifica | modifica sorgente]

Bellini compose La sonnambula in soli due mesi, mentre si trovava sul lago di Como a Moltrasio, nella villa dei Conti Lucini Passalacqua, vicino all'abitazione di Giuditta Turina, una giovane signora con cui intratteneva una relazione sentimentale.

L'opera debuttò al Teatro Carcano di Milano il 6 marzo del 1831: quella sera - dedicata al musicista Francesco Pollini, amico di Bellini - le fu abbinato il balletto Il furore di Amore.

Sin dalla prima rappresentazione, ebbe grande successo. Nei mesi e negli anni seguenti fu replicata nei principali teatri italiani e stranieri. Nel Regno Unito la prima è stata il 28 luglio 1831 nel King’s Theatre (oggi Her Majesty's Theatre), in Haymarket di Londra con la Pasta come Amina, Maria Malibran come Lisa e Battista Rubini. Il 24 ottobre 1831 avviene la prima nel Théâtre national de l'Opéra-Comique di Parigi con la Pasta e Battista Rubini.

Oltre che a New York ed a Parigi, fu messa in scena il 1 maggio 1833 al Drury Lane (teatro) di Londra con la Malibran nei panni della protagonista diretta dal compositore, sia pure in una versione contraffatta e parzialmente tradotta in inglese. Il 14 giugno 1833 avviene la prima nel Royal Opera House, Covent Garden di Londra di "The Sleepwalker" con la Malibran per la Alfred Bunn Opera Company.

Il 9 aprile 1834 avviene la prima nel Teatro Comunale di Bologna con la Malibran, il successivo 3 maggio nel Teatro d'Angennes di Torino, il 30 giugno nel Real Teatro San Carlo di Napoli con la Malibran ed il 1 ottobre dello stesso anno nel Teatro alla Scala di Milano diretta da Eugenio Cavallini con la Malibran, Antonio Poggi e Giovanni Orazio Cartagenova.

Il 28 febbraio 1835 avviene la prima nel Nuovo Ducale Teatro (oggi Teatro Regio (Parma)) ed il successivo 8 aprile avviene la prima nel Teatro Malibran di Venezia con la Malibran.

Il 13 novembre 1835 avviene la prima nel Park Theatre di New York di "The Sleepwalker" ed il successivo 21 dicembre nel Theatre-Royal di Edinburgo.

Nel 1836 avviene la prima nel Teatro Metastasio di Prato, nell'Imperial Regio Teatro degli Avvalorati di Livorno con Fanny Tacchinardi Persiani e nel Theater am Dammtor di Amburgo.

Nel 1837 avviene la prima nel Teatro Apollo di Venezia (per La Fenice) con la Tacchinardi Persiani, Poggi ed Antonio Superchi.

Nel 1842 avviene la prima nel Princess's Theatre di Londra di "The Sleepwalker".

Nel 1848 avviene la prima nel Gran Teatre del Liceu di Barcellona.

Nel 1849 avviene la prima nel Teatro della Canobbiana di Milano.

Nel 1850 avviene la prima nella Crosby's Opera House di Chicago.

Nel 1865 avviene la prima nel Teatr Wielki di Varsavia e nel Staatsoper Unter den Linden di Berlino.

Nel 1866 avviene la prima nel Brooklyn Athenaeum di New York.

Nel 1867 avviene la prima nel Théâtre Lyrique di Parigi di "La somnanbule" nella traduzione di E. Monnier e Maurice Bourges.

Nel 1874 avviene la prima nell'Academy of Music Opera House di New York con Emma Albani.

Nel 1881 avviene la prima nel Teatro Costanzi di Roma.

Al Metropolitan Opera House di New York la prima è stata nel 1883 con Marcella Sembrich e Italo Campanini (tenore) diretti da Cleofonte Campanini e fino al 2009 ha avuto 75 rappresentazioni.

Nel 1891 avviene la prima nell'Auditorium Theatre di Chicago di "The Sleepwalker".

Nel 1892 avviene la prima nell'Éden-Theatro di Manaus.

Il libretto fu tratto da La Somnambule ou L'arrivée d'un nouveau seigneur, un ballet-pantomime di Eugène Scribe e Pierre Aumer (1827), e da La Somnambule, comédie-vaudeville dello stesso Scribe e Germain Delavigne (1819).

In un primo tempo, il duca Litta di Milano aveva commissionato a Bellini un'opera tratta da Hernani di Victor Hugo (in seguito messo in musica da Verdi). L'opposizione della censura austriaca spinse il musicista ad abbandonare il progetto originario e a scegliere, su suggerimento di Romani, un soggetto più innocente, di carattere pastorale ed idillico. Parte della musica già composta per Hernani fu però riciclata proprio nella Sonnambula e, successivamente, in Norma.

Con il concorso dello stesso Bellini, Romani apportò numerosi cambiamenti al soggetto. Fu inoltre eliminata la scena dell'agnizione conclusiva, di cui esiste una redazione librettistica, allorché il Conte Rodolfo si rivelava essere il padre naturale di Amina (la sonnambula).

Al Teatro Verdi (Trieste) va in scena nel 1944.

A Bilbao va in scena nel 1957 con Gianna D'Angelo e Nicola Monti.

Al San Francisco Opera va in scena nel 1960 con Anna Moffo, Giorgio Tozzi e Monti diretti da Francesco Molinari-Pradelli.

Al Grand Théâtre di Ginevra va in scena nel 1982 diretta da Gianandrea Gavazzeni con Edita Gruberova/Lucia Aliberti.

Al Wiener Staatsoper la prima è stata nel 2001 con Stefania Bonfadelli e Juan Diego Flórez e fino al 2012 ha avuto 50 rappresentazioni.

All'Opera di Santa Fe (Nuovo Messico) va in scena nel 2004 con Natalie Dessay.

All'Opéra National de Paris la prima è stata nel 2010 con Michele Pertusi e la Dessay.

Cast della prima assoluta[modifica | modifica sorgente]

Ruolo Registro vocale Interprete
Amina soprano Giuditta Pasta
Elvino tenore Giovanni Battista Rubini
Il Conte Rodolfo basso Luciano Mariani
Lisa soprano Elisa Taccani
Teresa mezzosoprano Felicita Baillou-Hilaret
Alessio basso Lorenzo Biondi
Un notaro tenore Antonio Crippa

Caratteri musicali[modifica | modifica sorgente]

Il tema del tenero e contrastato amore tra Amina ed Elvino offrì a Bellini il destro per esaltare la propria vena lirica: la tipica lunghezza dell'arco melodico si coniuga qui, coerentemente col soggetto, con un andamento languido e divagante, mentre l'orchestra si limita ad accompagnare la voce con mirabile semplicità. L'opera culmina in una delle più sublimi arie per soprano: la celebre Ah, non credea mirarti, che la protagonista canta in stato di sonnambulismo.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La scena rappresenta un villaggio della Svizzera. Epoca imprecisata.

Atto I[modifica | modifica sorgente]

Una storica locandina dell'opera interpretata da
Maria Malibran (1835)

Quadro primo: Villaggio. In fondo al teatro si scorge il mulino di Teresa: un torrente ne fa girare la ruota.
Si festeggiano le nozze fra Elvino ed Amina, un'orfana allevata dalla mugnaia Teresa. L'unica ad essere scontenta è l'ostessa Lisa, anch'essa innamorata del giovane possidente, che rifiuta le profferte amorose di Alessio, un altro giovane del villaggio.

Al villaggio giunge un nobiluomo, che mostra di conoscere assai bene quei luoghi, ma che nessuno dei villici riconosce. Si tratta del conte Rodolfo, figlio del defunto signore del castello. Il gentiluomo, che si stabilisce nella locanda di Lisa, rivolge alcuni complimenti ad Amina, dicendole che il suo viso le ricorda quello di una donna che egli aveva conosciuto molti anni prima. Prima di salutarlo, i villici lo avvertono che il paese è popolato dalla sinistra presenza di un fantasma, ma il colto signore giudica le loro parole frutto di pura superstizione. Le lusinghe del Conte hanno frattanto destato la gelosia di Elvino che, rimasto solo con lei, rimprovera la futura sposa.

Quadro secondo:Stanza nell'osteria. Di fronte una finestra: da un lato porta d'ingresso: dall'altro un gabinetto. Avvi un sofà e un tavolino.
Nelle sue stanze, il conte Rodolfo è intento a corteggiare Lisa. Quando s'odono dei passi, l'ostessa fugge precipitosamente, ma prima riconosce Amina, che in stato di sonnambulismo sta recandosi nella stanza del Conte. La sonnambula si rivolge affettuosamente al nobiluomo, invocando il nome del futuro sposo, descrivendo rapita la prossima cerimonia delle sue nozze e infine chiedendogli di abbracciarla. Rodolfo dapprima non sa che fare. Il gentiluomo decide quindi di non approfittare della situazione e abbandona la stanza senza svegliare la sonnambula. Nel frattempo un gruppo di villici sopraggiunge alla locanda per salutare il conte (di cui ha finalmente scoperto l'identità); Lisa, maliziosamente, conduce tutti alla stanza di Rodolfo, dove sorprendono la giovane Amina adagiata sul divano. Lo sconcerto è generale. Elvino, sconvolto, rompe il fidanzamento, mentre la ragazza, destatasi, inconsapevole di quanto è accaduto, non può trovare parole per giustificarsi.

Illustrazione di William de Leftwich Dodge (1899)

Atto II[modifica | modifica sorgente]

Quadro primo: Ombrosa Valletta fra il Villaggio e il Castello.

Mentre un gruppo di villici si reca dal Conte per convincerlo a prendere le sue difese, Amina cerca consolazione nell'affetto della madre. Amina si imbatte in Elvino che, straziato per gli avvenimenti, le ricorda come lo abbia reso il più infelice tra gli uomini e le strappa l'anello di fidanzamento.

Quadro secondo: Villaggio come nell'atto I. In fondo al teatro si scorge il mulino di Teresa: un torrente ne fa girare la ruota.

Invano il conte Rodolfo tenta di spiegare ai villici cosa sia il sonnambulismo e di far recedere Elvino dalle sue posizioni. Il giovane, per ripicca, ha ormai deciso di andare a nozze con l'ostessa Lisa. Il paese è quindi nuovamente in festa in vista di una nuova possibile cerimonia nuziale, ma quando Lisa ed Elvino passano davanti al mulino di Teresa, la donna accusa Lisa di aver commesso lo stesso reato di Amina, portando come prova un fazzoletto appartenuto all'ostessa e trovato nella stanza del conte Rodolfo.

Elvino si sente nuovamente tradito, quando fra la meraviglia generale, si vede Amina camminare in stato di sonnambulismo sul cornicione del tetto di casa. È la prova che il conte Rodolfo aveva ragione. Contemplando il fiore appassito che Elvino le aveva donato il giorno prima, la sonnambula canta il suo amore infelice ("Ah! non credea mirarti"), ascoltata da tutti, e quando si desta può finalmente riabbracciare l'amato Elvino. Il villaggio, nuovamente in festa, si prepara per le tante sospirate nozze.

Numeri musicali[modifica | modifica sorgente]

Atto I[modifica | modifica sorgente]

  • 1 Introduzione (Coro, Lisa, Alessio)
    • Coro d'introduzione Viva Amina!
    • Cavatina di Lisa Tutto è gioia, tutto è festa
    • Stretta dell'Introduzione In Elvezia non v'ha rosa
  • 2 Scena e cavatina di Amina Come per me sereno
  • 3 Scena e cavatina di Elvino Prendi, l'anel ti dono (Elvino, Amina, Coro)
  • 4 Scena e cavatina di Rodolfo Vi ravviso, o luoghi ameni
  • 5 Scena e coro A fosco cielo, a notte bruna
  • 6 Scena e duetto Son geloso del zefiro errante (Elvino, Amina)
  • 7 Scena e finale primo
    • Scena Davvero, non mi dispiace d'essermi qui fermato (Rodolfo, Lisa)
    • Scena e duetto Oh, come lieto è il popolo (Rodolfo, Amina)
    • Coro Osservate. L'uscio è aperto
    • Quintetto D'un pensiero e d'un accento (Elvino, Amina, Teresa, Lisa, Alessio, Coro)

Atto II[modifica | modifica sorgente]

  • 8 Coro d'Introduzione Qui la selva è più folta ed ombrosa
  • 9 Scena ed aria di Elvino Tutto è sciolto (Amina, Teresa, Elvino, Coro)
  • 10 Scena ed aria di Lisa De' lieti auguri
  • 11 Scena e quartetto Signor Conte, agli occhi miei (Elvino, Rodolfo, Lisa, Teresa, Coro)
  • 12 Scena ed aria finale di Amina Ah, non credea mirarti

Organico orchestrale[modifica | modifica sorgente]

La partitura prevede l'utilizzo di:

Da suonare internamente:

  • 2 tamburi, 4 corni

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Incisioni in studio[modifica | modifica sorgente]

Anno Cast (Amina, Elvino, Conte Rodolfo, Lisa, Teresa) Direttore Etichetta
1952 Lina Pagliughi, Ferruccio Tagliavini, Cesare Siepi, Wanda Ruggeri, Anna Maria Anelli Franco Capuana Warner Music
1957 Maria Callas, Nicola Monti, Nicola Zaccaria, Eugenia Ratti, Fiorenza Cossotto Antonino Votto EMI
1962 Joan Sutherland, Nicola Monti, Fernando Corena, Sylvia Stahlman, Margreta Elkins Richard Bonynge Decca Records
1980 Joan Sutherland, Luciano Pavarotti, Nicolai Ghiaurov, Isobel Buchanan, Della Jones Richard Bonynge Decca Records
1986 Ileana Cotrubas, Gösta Winbergh, Samuel Ramey, Lucia Popp, Agnes Baltsa Claudio Abbado Deutsche Grammophon
2006 Natalie Dessay, Francesco Meli, Carlo Colombara, Jaël Azzaretti, Sara Mingardo Evelino Pidò Virgin Records
2008 Cecilia Bartoli, Juan Diego Flórez, Ildebrando D'Arcangelo, Gemma Bertagnolli, Liliana Nikiteanu Alessandro De Marchi Decca Records
Iscrizione sulla lapide della Tomba di Bellini con l'incipit dell'aria de La sonnambula:
"Ah! non credea mirarti / Sì presto estinto, o fiore"

Registrazioni dal vivo[modifica | modifica sorgente]

Legenda: anno - direttore d'orchestra - Amina, Elvino, Rodolfo, Lisa, Teresa, Alessio, Notaio

DVD parziale[modifica | modifica sorgente]

  • Sonnambula - Pidò/Flórez/Dessay/Pertusi, 2009 Decca

Fantasie strumentali[modifica | modifica sorgente]

Trasposizioni cinematografiche[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Progetto Musica Classica
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