Partitura

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Orchestra score.jpg

Una partitura (letteralmente e etimologicamente insieme di parti) è l'organizzazione grafica verticale di più righi musicali contemporanei, ad uso del compositore o del direttore d'orchestra al fine poter controllare e gestire con un solo colpo d'occhio l'intera simultaneità delle parti che concorrono all'opera musicale.
Si utilizza la scrittura in partitura, quindi, nella musica d'insieme, da camera, corale, orchestrale e bandistica e perfino, per estensione, nella musica elettronica quando la gestione di una complessa polifonia richiede una notazione scritta.

Indice

[modifica] Suddivisione in accollature (o sistemi)

La partitura può essere a sua volta divisa in righi, quando i singoli pentagrammi concomitanti sono separati tra loro e in accollature (o sistemi), quando degli insiemi di righi sono raggruppati per famiglie strumentali (es. legni, ottoni, percussioni, coro, archi); queste ultime sono indicate graficamente raggruppando più righi con un parentesi quadra iniziale
A loro volta, le accollature possono essere ulteriormente nidificate sia per indicare che più righi si riferiscono ad un solo strumento (es. pianoforte, arpa, organo, celesta), ed in tal caso sono rappresentate graficamente con un segno di grande parentesi graffa, sia per riunire sottogruppi di strumenti omogenei (es. primo e secondo flauto, oboe e corno inglese, primi e secondi violini); in tal caso si usano indifferentemente accollature a parentesi graffa o quadra, sia alternandole che no (per i primi e secondi violini la convenzione vuole accollature sempre a parentesi graffa).

Partitura manoscritta della prima pagina della Sinfonia n. 2 (Dvořák) di Antonín Dvořák
Spartito del Notturno op. 27 n. 2 in Reb maggiore di Frédéric Chopin per pianoforte
Spartito (riduzione) per canto e pianoforte dal William Ratcliff di Cezar' Antonovič Kjui
Parte del corno dalla Sinfonia_n._1_(Brahms) di Johannes Brahms

[modifica] Terminologia

Essendo usati in maniera estremamente casuale (per ignoranza e sciatteria, non certo per imprecisione dei termini) le parole parte, partitura e spartito, riportiamo la terminologia corretta qui appresso.
Le illustrazioni qui riportate aiutano anche a fare chiarezza sulla terminologia.

[modifica] Partitura

[modifica] Spartito

Per spartito si intendono due concetti leggermente differenti:

  1. Unità bibliografica (può essere un singolo foglio o un intero volume) di notazione musicale stampata o manoscritta destinata ad un singolo esecutore
  2. Riduzione (trascrizione)è un riadattamento di una partitura, o di una parte, affinché sia affidata ad uno o ad altri strumenti; per esempio un riadattamento per voci e pianoforte di una composizione originariamente concepita per voci e orchestra. Un altro esempio sono i concerti de l'estro armonico di Antonio Vivaldi per orchestra d'archi, alcuni dei quali trascritti per organo, clavicembalo o per quattro clavicembali ed archi da Johann Sebastian Bach.

[modifica] Parte

È l'estrazione di una o più linee orizzontali dalla partitura.
Può riferirsi ad un singolo strumento (es. parte del corno), ad un gruppo di esecutori (es. parte delle percussioni o parte del coro).
Graficamente la parte può presentare accollature sia quando è riferita ad un singolo strumento che utilizza una scrittura a più righi (es. pianoforte, arpa, organo, celesta), sia quando si riferisce ad un insieme.
La parte, rispetto allo spartito, viene stampata in un formato più grande, per consentire una migliore leggibilità durante le prove, sia perché l'attenzione dell'esecutore è concentrata sul direttore sia perché, nell'opera, l'illuminazione dei leggii è più fioca.

[modifica] Rigo

Una singola linea all'interno di una partitura. Non coincide necessariamente con la parte perché alcune parti possono avere più righi (es. l'arpa ha il rigo per la mano destra e quello per la sinistra).

[modifica] Particella

Il termine ha due significati:

  1. Era pratica comune nella musica barocca e settecentesca estrarre dalla partitura le parti solistiche in aggiunta al basso continuo per consentire ai solisti di provare agevolmente la loro parte.
  2. Abbozzo di una composizione su pochi pentagrammi (generalmente due) prima che il compositore proceda all'orchestrazione.

[modifica] Ordinamento

Le partiture hanno un ordinamento consuetudinario che porta a dividere gli strumenti in famiglie e a suddividere ulteriormente le famiglie in sezioni.
All'interno di ogni singola famiglia, gli strumenti sono ordinati per tessitura dall'alto verso il basso (per esempio l'ottavino precede il flauto, l'oboe precede il corno inglese).
La partitura d'orchestra generalmente è organizzata secondo la seguente successione:

  1. Fiati
    1. Legni (N.B. l'organizzazione consuetudinaria dei legni non ordina per ance semplici e doppie)
      1. Flauti (Ottavino, Flauto, Flauto contralto)
      2. Oboi (Oboe, corno inglese)
      3. Clarinetti (Clarinetto piccolo, Clarinetto soprano, Corno di bassetto, Clarinetto basso)
      4. Sassofoni
      5. Fagotti (Fagotto, Controfagotto)
    2. Ottoni
      1. Corni (Corno, Tuba di Wagner)
      2. Trombe (Tromba piccola, Tromba, Cornetta, Tromba bassa)
      3. Sassocorni
      4. Tromboni (Trombone tenore, trombone basso)
      5. Tube (Tuba bassa, Tuba contrabbassa)
  2. Percussioni
    1. Strumenti a suono indeterminato, spesso con rigo a una sola linea (tamburi, triangolo, maracas, ecc.)
    2. Strumento a suono determinato (glockenspiel, xilofono, vibrafono, marimba, campane tubolari)
    3. Timpani
  3. Altri strumenti
    1. Arpa
    2. Tastiere (Pianoforte, Celesta, Organo, Clavicembalo)
    3. Onde Martenot
    4. Mandolino
    5. Chitarra
  4. Cori
  5. Solisti (sia vocali che strumentali)
  6. Archi
    1. Violini (primi e secondi)
    2. Viole
    3. Violoncelli
    4. Contrabbassi

[modifica] Tipologia

Esistono differenti tipi di partitura:

  1. La partitura direttoriale. È di grandi dimensioni per poter essere letta agevolmente con la 'coda dell'occhio' durante l'esecuzione, visto che il direttore utilizza lo sguardo principalmente per comunicare con gli esecutori.
  2. La partitura da studio o tascabile o partiturina. È piccola (di solito stampata in ottavo o in sedicesimo), generalmente economica e permette lo studio e l'analisi di un testo musicale.
  3. La partitura a sezioni. A volte è necessario estrarre una intera sezione da una partitura, generalmente per comodità durante le prove, come per esempio la partitura della banda interna nell'opera ottocentesca.

[modifica] Storia

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

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