Lago di Como

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Lago di Como
LagoDiComo.jpg
Stato Italia Italia
Regione Lombardia Lombardia
Provincia Como Como
Lecco Lecco
Coordinate 45°59′40″N 9°15′58″E / 45.994444°N 9.266111°E45.994444; 9.266111Coordinate: 45°59′40″N 9°15′58″E / 45.994444°N 9.266111°E45.994444; 9.266111
Altitudine 198 m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 145 km²
Lunghezza 46 km
Larghezza 4.5 km
Profondità massima 425 m
Profondità media 154 m
Volume 22.5 km³
Sviluppo costiero 170 km
Idrografia
Origine glaciale
Bacino idrografico 4508 km²
Immissari principali Adda, Mera, Fiumelatte
Emissari principali Adda
Tempo di residenza 4.5 anni
Isole Isola Comacina
Mappa di localizzazione: Italia
Lago di Como
Lagodicomo.png
Lago menaggio.png

Il Lario, più comunemente lago di Como (Lagh de Comm in lombardo, pronuncia fonetica IPA: /ˈlaːk dɛ ˈkɔmː/), è un lago lombardo naturale, originato da profonde escavazioni fluviali durante la crisi di salinità del Mediterraneo (Miocene, Messiniano), modellato dalle ripetute glaciazioni pleistoceniche, ricadente nei territori di comuni appartenenti alle province di Como e Lecco. Nel 2014 il Lago di Como è stato classificato come il lago più bello del mondo dal quotidiano online "The Huffington Post", per il suo microclima e per il suo ambiente costellato da ville e villaggi[1]. È il lago più profondo d'Italia e 5° in Europa.

Toponomastica[modifica | modifica wikitesto]

Gli autori latini designano il lago di Como con il termine latino Lārius o, come Polibio, nella forma greca Λάριος. Il limnonimo è di origine prelatina. Secondo Trombetti deriva da una radice preindoeuropea *lar- ʿluogo incavatoʾ. A partire dal medioevo venne chiamato anche lacus commacinus o comensis fino al definitivo Lago di Como.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Generalità[modifica | modifica wikitesto]

È il terzo lago italiano come superficie con 145 km² e il primo per sviluppo perimetrale con 170 km. Tra i più profondi in Europa, ha fondali in criptodepressione. È il quinto bacino più profondo d'Europa con i suoi 410 metri dopo 4 laghi norvegesi. Raggiunge una lunghezza di 46 km (Gera Lario - Como) ed è largo da 650 metri a 4,3 km. Bifido fiordo interamente scavato nella cerchia delle prealpi lombarde, con una caratteristica forma a "Y" rovesciata o, come recita un diffuso detto locale, a forma di uomo:

« Il lago di Como ha la forma di un uomo, una gamba a Lecco e quell'altra a Como, il naso a Domaso ed il sedere a Bellagio»

È uno dei più suggestivi paesaggi italiani, decantato nell'800 dai maggiori poeti del Romanticismo, da Alessandro Manzoni a Stendhal, da George Gordon Byron a Franz Liszt. Si trova a 199 m s.l.m.

La morfologia del territorio varia dai pendii arrotondati ed erbosi alle dolomie con rocce dentate, guglie e torri. I depositi alluvionali, trasportati da fiumi e torrenti, iniziarono a formarsi con la postglaciazione e furono la causa della separazione dei laghi minori (il Lago di Mezzola a nord ed i laghi di Garlate e di Olginate a sud).

Bacino idrografico[modifica | modifica wikitesto]

Il bacino è composto da tre parti differenti: a sud-ovest il ramo di Como, a sud-est il ramo di Lecco e a nord il ramo di Colico (o "alto lago"), il più aperto dei tre. I fiordi meridionali rinserrano il montagnoso Triangolo Lariano. La divisione dei tre rami è ben visibile dal Sasso di San Martino, sopra Griante. Particolarmente tipica è la costa orientale del ramo comasco, impervia e ricoperta di boschi. I paesi sono ancora costituiti da antiche case arroccate tra lago e montagna, con ripide scalinate rivierasche. Tutto il Lario, comunque, è caratterizzato da un paesaggio scosceso che forma un delicato equilibrio con la tipologia costruttiva dei paesi e delle grandi ville storiche, ben visibili da un punto all'altro della sponda grazie all'esigua larghezza del bacino (non più di un chilometro nei due rami meridionali). Anche a causa di questa severa conformazione fisica, il turismo lariano non ha conosciuto il fenomeno "di massa" tipico del Lago di Garda, riguardando esclusivamente i salotti dell'aristocrazia e gli artisti che spesso vi erano ospitati; un soggiorno di tipo meditativo che ancora oggi si riscontra nelle ville d'epoca (osservabili dal lago più che dalla strada) e - per contro - dall'antica semplicità dei borghi più umili (Pognana, Careno, Nesso, Brienno, Colonno, Corenno Plinio ecc.).

I paesi sulle rive e le ville storiche[modifica | modifica wikitesto]

L'incrocio dei tre rami con la penisola di Bellagio.
Panorama verso nord dal Monte San Primo.
Il pittoresco borgo di Careno. Qui il Lario è alla minima distanza con l'altra sponda (650 metri dalla frazione di Torriggia).
Villa Lucertola con lo sfondo dell'alto lago.
Il ramo comasco ripreso dal faro di Brunate.
Veduta del centro lago.
Franz Liszt a Bellagio.
Vincenzo Bellini a Moltrasio.

Partendo da Como e risalendo lunga la sponda occidentale (la più frequentata), si incontra Cernobbio, sede di ville monumentali quali Villa d'Este, Villa Erba e Villa Pizzo (quest'ultima costruita nel XVI secolo). A Moltrasio soggiornarono il musicista Vincenzo Bellini e il Primo Ministro inglese Winston Churchill. Dopo Laglio - il paese noto per la residenza dell'attore George Clooney, Brienno è uno dei borghi più antichi, rimasto praticamente intatto da oltre un secolo, ma danneggiato da alcune frane nel 2011.

L'unica formazione insulare del lago è l'Isola Comacina, di modeste dimensioni ma carica di storia. Nel Medioevo, infatti, l'isola era una roccaforte indipendente che si alleò col comune di Milano durante la guerra decennale contro Como (1118-1127). Como ne uscì sconfitta ma, con l'aiuto dell'imperatore tedesco Federico Barbarossa e contro i comuni della Lega Lombarda, i comaschi riuscirono a vendicarsi distruggendo la roccaforte nel 1169. Da allora, l'isola è rimasta totalmente disabitata. Gli edifici superstiti sono la secentesca chiesetta di San Giovanni - unica rimasta delle nove presenti - la locanda con annesso ristorante (famosa per i soggiorni del regista Alfred Hitchcock) e le piccole costruzioni razionaliste opera dell'architetto Pietro Lingeri. Le rovine dell'antica Basilica di Sant'Eufemia sono il simbolo della storia lariana, rievocata annualmente nella Sagra di San Giovanni.

L'isola è delimitata da una baia detta "Zoca de l'oli" (luogo dell'olio), così chiamata per la tranquillità delle acque lacustri e per la crescita spontanea dell'ulivo, oggi in parte ridotta a causa dell'incremento edilizio. Il campanile dello Xenodochio di Santa Maria Maddalena è stato inserito dall'UNESCO nella Lista del Patrimonio Mondiale insieme al soprastante Sacro Monte di Ossuccio.

Poco più avanti si protende la penisola del Lavedo che delimita il golfo di Venere e che culmina nella Villa Balbianello, patrimonio del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano). Qui sono state girate alcune scene dei film Piccolo mondo antico, Guerre stellari e Agente 007 - Casinò Royale.

Risalendo sempre lungo la sponda occidentale si incontrano i paesi di Tremezzo, Cadenabbia e Griante (quest'ultimo già luogo di villeggiatura del cancelliere tedesco Konrad Adenauer), meta del tradizionale turismo anglosassone. Sono classiche le visite ai giardini di Villa Carlotta e le escursioni alla panoramica chiesetta di San Martino.

L'ampio paesaggio dell'alto lago è caratterizzato da un aspetto più solitario. I venti regolari che spirano al mattino da nord (il Tivano) e al pomeriggio da sud (la Breva) sono più burrascosi che non nei rami meridionali del lago. Superata Rezzonico e i tre paesi Cremia, Pianello e Musso si giunge a Dongo, dove si consumò l'ultimo atto della storia del Fascismo con la cattura di Benito Mussolini e la sua fucilazione a Giulino di Mezzegra. Poco più avanti, Gravedona è sede di uno dei massimi esempi dell'architettura romanica lombarda: la Chiesa di Santa Maria del Tiglio.

Al limite settentrionale del Lario, alla confluenza dei fiumi Mera e Adda, si stende l'oasi naturale del Pian di Spagna, area pianeggiante di interesse naturalistico circondata da campeggi rivieraschi. Si prosegue scendendo lungo la sponda orientale, oltre Colico, dove un'insenatura boscosa forma il laghetto di Piona e nelle cui vicinanze sorge l'omonima abbazia cistercense. Alle spalle si erge la mole del monte Legnone, alto 2609 metri. Poco più a sud è il pittoresco borgo di Corenno Plinio, frazione del comune di Dervio, noto per le sue attività sportive legate alla vela e ai windsurf.

Si ritorna quindi nel centro lago, a Varenna, con Villa Monastero e il Castello di Vezio. A Varenna si può prendere il traghetto con trasporto auto e sbarcare direttamente a Bellagio, lasciando sulla sinistra il ramo orientale che scende verso Lecco. È questo il ramo meno frequentato, caratterizzato da rocce a strapiombo e piccole spiagge di ghiaia. Da Varenna si può percorrere la strada provinciale che sale a Esino Lario e al Gruppo delle Grigne.

Bellagio è la località turisticamente più frequentata. Situata sulla punta del promontorio che divide i tre rami del Lario, è nota per le sue ville monumentali (Villa Melzi e Villa Serbelloni, sede della fondazione Rockfeller) e per la scalinata dei negozi sulla quale si affaccia la casa di Franz Liszt. Vi trascorse una giornata il presidente Kennedy.

Scendendo verso Como, Lezzeno è preceduta da Villa Lucertola e dalla scogliera dei Grosgalli, in gran parte disabitata e ancora memore di antiche credenze legate alla stregoneria. Più a sud, a Nesso, sono da segnalare le antiche case raccolte intorno all'imboccatura dell'orrido e il ponte medievale della Civera.

Una nota a parte merita la misteriosa villa Pliniana a Torno. Nei suoi saloni furono ospiti Napoleone, Manzoni, Foscolo, Stendhal, Byron, Verdi, Bellini e Rossini. Leonardo da Vinci studiò la fonte intermittente che sgorga da una roccia, oggi racchiusa nella corte interna dell'edificio. Fogazzaro vi ambientò il romanzo Malombra, da cui le scene dell'omonimo film di Mario Soldati.

Dopo Blevio, il panorama di Como appare improvvisamente scendendo la provinciale Lariana.

È attivo sul lago un servizio di navigazione di linea. Le crociere più lunghe fanno capo a Como, con partenze alla mattina e rientro alla sera (possibilità di sosta nelle località prescelte). Il servizio è attivo da quasi due secoli ed è inserito a pieno titolo nella storia stessa del territorio. È ancora in funzione l'ultimo battello a ruote, il Concordia, dotato di macchina a vapore a vista del tipo Caprotti.

Il pesce di lago è comunemente servito nei ristoranti rivieraschi. Il piatto tipico è costituito dal Misultin (agone essiccato).

Il clima è quello continentale della Lombardia, lievemente temperato dalla massa d'acqua lacustre. Più freddo, comunque, del Lago di Garda, presenta piccole differenze da zona a zona. È rigido nel ramo comasco (specialmente nella sponda interna), è più mite nel centro lago e lungo la riviera orientale lecchese. Le precipitazioni sono maggiori a occidente e nel Triangolo Lariano.

La vegetazione è ripartita per zone altimetriche, con essenze mediterranee lungo la costa, querce e castagni nella zona collinare(500-800 metri), faggeti, abeti, larici e pini mughi in montagna. il piano più elevato (fino a 2000 metri) è caratterizzato da ginepri, rododendri, mirtilli e ontani verdi.

La speculazione edilizia[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il Lario sia rimasto relativamente intatto negli ultimi trent'anni, il recente fenomeno dell'incremento edilizio ha incontrato una grande opposizione da parte della popolazione più sensibile - con l'appoggio della stampa locale - che individua nello sviluppo residenziale incontrollato uno scempio alla delicata tipologia costruttiva, culturale e ambientale del territorio. Diffuso in tutta Italia (soprattutto sul Lago di Garda), il fenomeno è al centro di numerose polemiche che nel 2007 hanno portato ad una decisione politica bipartisan atta a revisionare il sistema vigente e alla nascita di alcuni comitati di cittadini, tra cui spicca la firma di George Clooney. In pratica, si chiede che il rilascio delle autorizzazioni edilizie da parte dei comuni (liberalizzato dalla Regione Lombardia con una legge del 1997) debba sottostare al vincolo statale della soprintendenza, molto restrittiva per quanto concerne la salvaguardia dell'ambiente e del delicato paesaggio lacustre. Si chiede inoltre l'inserimento totale del Lario nella lista del patrimonio mondiale dell'UNESCO, oggi limitato al solo paese di Ossuccio.[2]

Il lago di Como risultava peraltro - nel 2012 - il più inquinato d'Italia.[3]

La navigazione sul Lago di Como[modifica | modifica wikitesto]

Il battello a vapore "Concordia" e il traghetto "Plinio".
Il vecchio piroscafo "Lariano" nel porto di Como nel 1848.

La navigazione di linea sul lago ha radici molto antiche, in quanto il primo battello a vapore entrato in servizio - il Lario - fu varato nel 1826. Negli anni settanta del XIX Secolo si sviluppò un'accanita concorrenza tra le due principali società di navigazione: la "Società Lariana" e la "Società Italiana"; furono costruiti numerosi piroscafi a ruote, appartenenti alla categoria dei battelli-salone e mezzo-salone. Sorsero anche società minori. In questo periodo fu costruito il più grande battello che abbia mai solcato le acque lariane, il Lombardia, lungo 63 metri. Successivamente, le due compagnie si fusero nelle "Società Riunite", che nel 1884 assunsero il nome "Lariana" e assorbirono le aziende minori. Fu sviluppato anche un servizio di trasporto merci per mezzo del mercantile Commercio e alcuni piccoli rimorchiatori.
All'inizio Novecento venne creata una flottiglia di motoscafi per i servizi secondari e fu aperto un servizio di traghettamento veicoli - il primo sui laghi italiani - con l'autochiatta Mussolini. Gravi danni vennero apportati dagli attacchi aerei durante la Seconda guerra mondiale, che costrinsero molte unità all'ancoraggio e alla mimetizzazione con piante e frasche. Gli attacchi affondarono quattro navi danneggiandone diverse altre. Nel dopoguerra si vide un sostanziale mutamento della tipologia dei natanti, adeguandoli alle moderne tecnologie costruttive. La motrice a vapore fu abbandonata a favore del motore diesel, che fu applicato su battelli di più piccola stazza, più pratici ma sicuramente meno "romantici". Nel 1953 la "Lariana" fallì e demolì le sue navi secolari. La nuova Gestione Commissariale (poi divenuta Gestione Governativa) rinnovò quasi completamente la flotta (motoscafi serie "Uccelli", motonavi serie "Laghi", "Fiori" e "Volta", traghetti serie "Spluga"). Negli anni settanta fecero la loro comparsa anche gli aliscafi (i piccoli tipo PT20 e RHS70). Oggi gli aliscafi svolgono un servizio per pendolari e studenti.

Attualmente si contano una trentina di battelli; i più recenti sono la grande motonave Orione (2007) e i tanto discussi catamarani. Caratteristica importante sotto il profilo storico e tecnologico rivestono gli antichi battelli a vapore, talvolta dismessi e adibiti a ristoranti galleggianti. Ne esistono ancora sei:

- il Concordia, costruito dal cantiere navale di Sestri Ponente nel 1926 come 28 ottobre (ribattezzato Concordia nel 1943) e tuttora in servizio di linea. È possibile ammirare la sua motrice a vapore originale, realizzata applicando il brevetto dell'ingegner Arturo Caprotti.

- il Milano, varato nel 1904 come piroscafo a pale, poi trasformato in motonave diesel nel 1926 e tuttora navigante, per quanto il suo aspetto "classico" sia assolutamente fittizio (le sovrastrutture sono state ricostruite nel periodo 1989-1991). Nel 1912 ebbe l'onore di imbarcare a Villa Carotta la granduchessa Teodora di Weimar.

- il piroscafo Patria, gemello del Concordia, costruito nel 1926 come Savoia e ribattezzato dopo la caduta del Fascismo. Nel '27 ospitò a bordo Vittorio Emanuele III. Si tratta del natante più amato e legato alle caratteristiche costruttive originarie. Quando nel 1990 venne posto in disarmo per dotarlo di un più pratico motore diesel si sollevò un coro unanime di dissenso; furono raccolte circa 20.000 firme e si mobilitò perfino una società di navigazione americana. Il piroscafo fu privato della caldaia (ancora perfettamente funzionante) e dei preziosi arredi originali del salone, che la Gestione Governativa lasciò deliberatamente deperire all'aperto nel cantiere di Dervio. Acquistato dall'Amministrazione Provinciale di Como, i difficili lavori di recupero dovrebbero terminare nel 2012-13, mantenendo ovviamente la spettacolare macchina a vapore.

- il piroscafo Bisbino, costruito nel 1907 e trasformato in motonave nel 1951. Nel '91 venne acquistato da un privato che lo restaurò riportandolo all'aspetto originale. Dal 1997 era ormeggiato a Tremezzo come pub e galleria d'arte.
Dal 2008 è semiabbandonato al suo ormeggio.

- il piroscafo Plinio, costruito nel 1902. Era il battello più veloce della flotta e aveva ospitato a bordo l'attore Tyrone Power. Discutibilmente posto in disarmo nel 1963, venne acquistato dal Centro Nautico Alto Lario e adibito a ristorante galleggiante. Nel 1999 fu trasferito a Verceia per utilizzarlo ancora una volta come ristorante, ma le autorità dell’oasi naturale del Pian di Spagna non rilasciarono i necessari permessi. Per evitare la probabile demolizione, nel 2008 nacquero due piccole associazioni che si battono per la sua salvaguardia (“Comitato per la salvaguardia del piroscafo Plinio” e “Amici del Plinio”. Una terza associazione - che si prefigge però la salvaguardia in generale delle imbarcazioni storiche lariane - è "Navilariane"). Nell'agosto 2009 il Ministero dei Beni Culturali lo proclamò 'bene di particolare interesse storico-culturale' ma, date le pessime condizioni, lo scafo è affondato l'8 dicembre 2010.

- il Balilla, costruito nel 1878 come piroscafo a elica col nome di Umberto I. Venne trasformato in motonave e ribattezzato Balilla nel 1933. Messo in disarmo negli anni sessanta, è dal 1974 esposto presso il Museo della Barca Lariana di Pianello del Lario. Necessita di interventi di restauro. Il suo scafo (essendo le sovrastrutture totalmente ricostruite dopo la trasformazione) è il più antico dei laghi italiani.

Piroscafi a ruote[modifica | modifica wikitesto]

  • Lario (1826-1846)
  • Plinio (I) (1826-1846)
  • Falco (1830-1865)
  • Arciduchessa Elisabetta (1831-1841)[4]
  • Veloce (1843-1865)
  • Lariano (I) (1843-1865)[5]
  • Adda (I) (1848-1884)[6]
  • Unione (1858-1953)[7]
  • Forza (1859-1895)
  • Vittoria (1860-1916)[8]
  • Italia (1865-1950)[9]
  • Lariano (II) (1872-1950)[10]
  • Volta (1872-1947)[11]
  • Lombardia (1873-1947)[12]
  • Elvezia (1873-1936)[13]
  • Como (1874-1953)[14]
  • Lecco (1874-1937)[15]
  • Plinio (II) (1892-1953)[16]
  • Plinio (III) (1903)[17]
  • Milano (1904)[18]
  • Savoia (1926)[19]
  • 28 ottobre (1926)[20]

Piroscafi a elica[modifica | modifica wikitesto]

  • Bellagio (1878-1925)
  • Val d’Intelvi (1878-1930)[21]
  • Umberto I (1878)[22]
  • Menaggio (1878-1953)[23]
  • Bellano (1878-1922 circa)[24]
  • Cadenabbia (1884-1959)[25]
  • Brunate (1896-1959)[26]
  • Adda (1899-1953)[27]
  • Bisbino (1907)[28]
  • Baradello (1908-2000)[29]
  • San Fermo (1910-1937 circa)[30]
  • Tremezzo (1912-1937 circa)
  • Trento (1927-?)[31]

Rimorchiatori[modifica | modifica wikitesto]

  • Valtellina
  • Cigno (1908-1917)[32]
  • Zara (1911-1953)
  • Trieste (1925-?)[33]

Motonavi[modifica | modifica wikitesto]

  • Lario (1952)[34]
  • Verbano (1952-2000)
  • Benaco (1952-2000)
  • Iris (1954)[35]
  • Giglio (1954)[35]
  • Ninfea (1954)[35]
  • Dalia (1954)[36]
  • Narciso (1954)[37]
  • Alessandro Volta (1956)[38]
  • Alessandro Manzoni (1956)[39]
  • Renzo (1984)
  • Lucia (1984)
  • Fra Cristoforo (1985)
  • Innominato (1987)
  • Orione (2007)

Traghetti[modifica | modifica wikitesto]

  • Mussolini (1925-1940)[40]
  • Tremezzina (1939)[41]
  • Stelvio (1955)[42]
  • Spluga (1960)
  • Ghisallo (1964)
  • Plinio (1988)
  • Adda (1993)
  • Lario (2004)

Aliscafi[modifica | modifica wikitesto]

  • Freccia del Lario (1964-1994)
  • Freccia degli Ulivi (1965-1994)[43]
  • Freccia delle Azalee (1969-2003)
  • Freccia delle Betulle (1974)[44]
  • Freccia delle Gardenie (1976-2003)
  • Freccia dei Gerani (1977)[45]
  • Freccia delle Valli (1980)
  • Guglielmo Marconi (1983)
  • Voloire (1989)

Motoscafi[modifica | modifica wikitesto]

  • Gardenia (1912-1963)
  • Moltrasio (1918-1963)
  • Nibbio[46]
  • Alcione (1950)[47]
  • Gabbiano (1950)[48]
  • D’Annunzio (1950)[49]
  • Falco (1952)[50]
  • Aquila (1953)[51]
  • Rondine (1953)[52]
  • Torino (1961)[53]

Catamarani[modifica | modifica wikitesto]

  • Città di Como (2001)[54]
  • Città di Lecco (2001)
  • Tivano (2002)

Laghetto di Piona[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica laghetto di piona.jpg

Il Laghetto di Piona è una baia del Lago di Como nei territori comunali di Colico e Dorio delimitata dalla penisola dell'Olgiasca e dal Montecchio Sud. Nella baia sfocia il torrente Merla, le cui acque sono abbondanti solo durante il periodo delle piogge.

Vi sbarcarono molto probabilmente i Romani che diedero il nome alla principale località della baia, Centoplagio, oggi conosciuta anche semplicemente come Piona.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Anna Campaniello, Clima, cibo e ville. Il lago più bello è quello di Como in "Il Corriere della Sera", 24/01/2014.
  2. ^ Il lago ferito - Homepage - La Provincia di Como
  3. ^ greenstyle
  4. ^ ex Otello in servizio su Po e laguna veneta,trasferito sul Lario e ribattezzato Arciduchessa Elisabetta nel 1835
  5. ^ rimodernato nel 1849
  6. ^ ex Ticino in servizio sul lago di Lugano,ribattezzato Adda e trasferito sul Lario nel 1851
  7. ^ rimodernato nel 1929
  8. ^ rimodernato nel 1874
  9. ^ rimodernato nel 1903
  10. ^ rimodernato nel 1888 e nel 1925, distrutto da attacco aereo nel 1945, recuperato e demolito
  11. ^ rimodernato nel 1893, distrutto da attacco aereo nel 1945, recuperato e demolito
  12. ^ rimodernato nel 1927, distrutto da attacco aereo nel 1945, recuperato e demolito. Battello più grande nella storia dei laghi italiani
  13. ^ rimodernato nel 1897 e nel 1924
  14. ^ rimodernato nel 1924 e nel 1940
  15. ^ rimodernato nel 1923, affondato nel 1927 a Como,recuperato e rimesso in servizio
  16. ^ trasformato in piroscafo merci a elica e ribattezzato Commercio nel 1902, rimodernato nel 1927
  17. ^ messo in disarmo nel 1963, venduto nel 1973 e ormeggiato a Colico come bar e frangiflutti, poi nuovamente ceduto e attualmente abbandonato a Verceia dal 1999
  18. ^ trasformato in motonave a elica nel 1926, rimodernato nel 1968 e nel 1989
  19. ^ ribattezzato Patria nel 1943, rimodernato nel 1966 e nel 1983, posto in disarmo nel 1991, attualmente in restauro
  20. ^ ribattezzato Concordia nel 1943, rimodernato nel 1974-1977, ultimo piroscafo ancora in servizio di linea sui laghi italiani
  21. ^ venduto nel 1881, trasferito sul Lago d’Iseo, ribattezzato Tonale
  22. ^ trasformato nel 1932-1933 in motonave e ribattezzato Balilla, rimodernato nel 1960, disarmato negli anni ’60, venduto nel 1974 e attualmente esposto fuor d’acqua nei pressi del Museo della Barca Lariana a Pianello del Lario
  23. ^ rimodernato nel 1922
  24. ^ trasformato in rimorchiatore nel 1884
  25. ^ rimodernato nel 1923, trasformato in motonave nel 1932 e ribattezzato Garibaldi, rimodernato ancora nel 1950
  26. ^ rimodernato nel 1918, affondato a Bellagio per collisione con il piroscafo Menaggio nel 1941, recuperato e rimesso in servizio, trasformato in motonave nel 1952
  27. ^ rimodernato nel 1900 e nel 1946
  28. ^ trasformato in motonave nel 1956, disarmato nel 1982, venduto a privati nel 1991 e affondato per sabotaggio nel 1992, recuperato e restaurato nel 1996-1997, attualmente ormeggiato come bar a Tremezzo
  29. ^ affondato da attacco aereo nel 1945, recuperato e ricostruito nel 1950, trasformato in motonave nel 1956-1959, disarmato nel 1990, affondato per sabotaggio nel 1996, recuperato e demolito
  30. ^ rimodernato nel 1925
  31. ^ demolito negli anni ’30
  32. ^ requisito nel 1915 dalle forze armate e assegnato al Battaglione Lagunare di Venezia, affondò nella laguna veneta durante la ritirata di Caporetto
  33. ^ venduto nel 1953 e trasferito sul Lago d’Iseo
  34. ^ disarmata nel 1985, attualmente ormeggiata a Como come bar
  35. ^ a b c rimodernata nel 1957
  36. ^ rimodernata nel 1957, disarmata negli anni ’80, venduta a privati nel 1994 e ormeggiata a Lecco come sede di mostra fotografica permanente
  37. ^ rimodernata nel 1957, disarmata negli anni ’80, venduta a privati nel 1994, trasferita sul Lago Maggiore, ricostruita, attualmente ormeggiata come ristorante a Feriolo di Baveno
  38. ^ rimodernata nel 1970 e nel 2010
  39. ^ rimodernata nel 1974 e nel 2000
  40. ^ autochiatta, primo mezzo a svolgere il servizio di traghettamento autoveicoli sui laghi italiani; ribattezzata Bellagio nello stesso anno dell’entrata in servizio
  41. ^ autochiatta. Trasformata in battipalo nel 1964 e rimodernata nel 1995.
  42. ^ rimodernata nel 1981
  43. ^ in origine in servizio sul lago di Garda, trasferito sul Lario nel 1982 ma mai entrato in servizio
  44. ^ in disarmo dal 2004 a Dervio
  45. ^ in origine in servizio sul lago di Garda, trasferito sul Lario nel 1995, ultimo degli “aliscafi piccoli” tipo RHS70 ad essere ancora in servizio sui laghi italiani
  46. ^ ricavato nel 1939 dalla trasformazione di un vecchio natante, in origine si chiamava Catullo e prestava servizio sul lago di Garda; rimodernato nel 1950, trasferito sul Lario nel 1953 e ribattezzato Nibbio, trasferito nuovamente sul Benaco nel 1957 con il nuovo nome di Città di Desenzano, riportato sul Lario nel 1982 e venduto a privati
  47. ^ in origine in servizio sul Lago Maggiore, trasferito sul Lario nel 1952, rimodernato nel 1966 e nel 2008
  48. ^ in origine in servizio sul Lago Maggiore, trasferito sul Lario nel 1952, rimodernato nel 1965
  49. ^ in origine in servizio sul Lago di Garda, trasferito sul Lario nel 1982, trasformato in battello cantiere negli anni ’80, demolito nel 1994
  50. ^ rimodernato nel 1968 e nel 1989
  51. ^ rimodernato nel 1968 e nel 1997
  52. ^ rimodernato nel 1967
  53. ^ in origine in servizio sul Po, trasferito sul Lario nell’anno stesso dell’entrata in servizio, trasformato in battello cantiere negli anni ’80
  54. ^ rimodernato nel 2005
Panorama del lago visto da Como.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Cetti, Il pescatore del Lario. Descrizione delle reti e dei vari generi di pesca in uso sul lago di Como, Como 1862.
  • P. Pensa, Noi gente dl Lario, Cairoli editore, Como 1982.
  • Ettore Grimaldi, I pesci del la Maggiore e degli altri grandi laghi prealpini Orta Lugano Como Iseo Garda, Alberti, Verbania 2001.
  • Giovanni Del Tredici, Elena Fattarelli, Colico e il Monte Legnone – Sentieri e Storia, CAI Colico, 2007
  • laghi italiani. URL consultato il 25-01-2009.
  • Rapporto Osservatorio dei Laghi Lombardi 2004. URL consultato il 25-01-2009.

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