Giulino

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Giulino
frazione
L'ingresso di Villa Belmonte a Giulino
L'ingresso di Villa Belmonte a Giulino
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Como-Stemma.png Como
Comune Tremezzina (Italia)-Stemma.png Tremezzina (Italia)
Territorio
Coordinate 45°58′57″N 9°12′22″E / 45.9825°N 9.206111°E45.9825; 9.206111 (Giulino)Coordinate: 45°58′57″N 9°12′22″E / 45.9825°N 9.206111°E45.9825; 9.206111 (Giulino)
Altitudine 250 m s.l.m.
Abitanti 50[1] (2005)
Altre informazioni
Cod. postale 22010
Prefisso 0344
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti giulinesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Giulino

Giulino (Giülin in dialetto tremezzino, pronuncia fonetica IPA: /ʒyːˈleŋ/) è una frazione del comune di Tremezzina, in provincia di Como, passato alla storia perché fu il luogo dove il 28 aprile 1945 vennero giustiziati Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, parte della Comunità Montana del Lario Intelvese, sorge in collina, nei pressi della riva settentrionale del Lago di Como dove si trova Mezzegra, da cui dista circa 2 km. Da Como dista circa 30 km ed altrettanti dalla frontiera italo-elvetica verso Lugano. L'arteria stradale più vicina ad essa è la SS 340 che collega Como con Sondrio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Giulino fu frazione del comune di Mezzegra, ma nel 1928 venne aggregato al neonato comune di Tremezzina col nome di Giulino di Mezzegra. Nel 1947, con la soppressione del comune di Tremezzina, viene restituito al comune precedentemente soppresso di Mezzegra come sua frazione riprendendo il precedente nome di Giulino.

Morte di Mussolini[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Morte di Mussolini.

Mentre stava cercando di fuggire vestito da soldato tedesco, Benito Mussolini venne catturato dai partigiani a Dongo il 27 aprile 1945. Durante la notte venne condotto insieme a Clara Petacci a Bonzanigo, frazione di Tremezzina, e ospitato presso la famiglia De Maria, partigiani e conoscenti del capitano Neri.

Il mattino successivo, 28 aprile, arrivò l'ordine di fucilazione portato da Milano dal colonnello Valerio, nome di battaglia del partigiano Walter Audisio. Lo stesso Audisio eseguì la condanna capitale "In nome del popolo italiano" del Duce e di Petacci alle ore 16:10 davanti a Villa Belmonte, in via XXIV Maggio[2]. Questa è la ricostruzione accreditata dalla maggior parte degli storici, rimaneggiata più volte anche dallo stesso Audisio, ma senza modificarne lo schema generale. Esistono alcune ricostruzioni di quegli avvenimenti, anche in contraddizione tra loro, che non concordano coi tempi, con gli esecutori e con le modalità dell'esecuzione.

In realtà Walter Audisio cadde in ben 22 contraddizioni nel raccontare la fucilazione di Mussolini; la stessa testimonianza dell'allora diciannovenne Dorina Mazzola abitante del luogo, sposta esecuzioni e orari da tutt'altra parte.[3] Il muro del cancello di Villa Belmonte è troppo basso per una fucilazione in piedi e stranamente si sono trovati proiettili nel muro del cancello ma non nell'edicola religiosa alle spalle del muro, come se si fosse sparato a dei corpi sdraiati e non in piedi. I corpi di Mussolini e della Petacci sono crivellati di colpi alle spalle che fa supporre una dinamica dell'esecuzione ben diversa da quella raccontata dai tre esecutori.[4]

Nella testimonianza di Dorina, che fu ripetutamente minacciata di tacere, parla anche di una lussuosa macchina fotografica che riprese i corpi dei due subito dopo la morte, avvenuta secondo Dorina fuori della famosa "Casa De Maria", verso le 10 per il duce e un po' prima di mezzogiorno per la Petacci (forse fu eliminata successivamente come testimone scomodo).[5]

A chi si dovevano far esaminare le foto eseguite da strane persone in borghese e armate di mitra? Quelle foto sembrano voler fornire a qualcuno in alto, la prova che l'imbarazzante ex duce fosse definitivamente morto.[6] Eliminato Mussolini, sparì anche il prezioso carteggio che recava con lui, con cui minacciava di fare i conti con mezzo mondo. Scomparve anche il famoso "Oro di Dongo".

In settembre Churchill, estenuato dalla campagna elettorale del 1945 in cui venne sorprendentemente sconfitto, si recò proprio da queste parti a rilassarsi con la pittura (lo statista inglese era un discreto artista) sul Lago di Como; si disse che venne per recuperare alquanto scomode lettere scritte da lui in precedenza al Duce[7].

Croce marcante il luogo, in Giulino di Mezzegra, dove Mussolini fu giustiziato

I loro cadaveri vennero in serata portati a Milano con un camion assieme ai 16 gerarchi fucilati a Dongo e il 29 aprile in piazzale Loreto, furono tutti appiccati a testa in giù ad una pompa di benzina e poi esposti alla furia popolare[8]. Adolf Hitler, informato del fatto, ne rimase profondamente turbato e temendo il vilipendio sul suo corpo, ordinò di essere subito cremato dopo morto.

A Giulino, sul muro del cancello di Villa Belmonte fu posta una croce artigianale, presente sul luogo dell'esecuzione che ricorda ancora l'evento. Solo recentemente, su richiesta degli ex combattenti di Salò, è stata aggiunta una piccola teca in ferro battuto contenente le foto di Mussolini in abiti borghesi e della Petacci. In merito a questi avvenimenti, Giulino è stata proscenio della parte finale del film di Carlo Lizzani Mussolini ultimo atto (1974).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (circa)
  2. ^ 45°58′52.5″N 9°12′12.1″E / 45.98125°N 9.20336°E45.98125; 9.20336
  3. ^ G. Pisanò, Alessandro Zanella, autore del libro "L'ora di Dongo", e Urbano Lazzaro, nel suo saggio "Dongo. Mezzo secolo di vergogne".
  4. ^ Oltre a Walter Audisio gli altri esecutori furono due partigiani, Aldo Lampredi, alias Guido e Michele Moretti, nome di battaglia Pietro.
  5. ^ Invece la targa dell'ANPI posta accanto al cancello di Villa Belmonte recita: "Qui, alle ore 16,10 del 28 aprile 1945, fu eseguita la condanna a morte di Benito Mussolini, decretata dal C.L.N.A.I." Un orario ben diverso da quello indicato dalla testimone Mazzola.
  6. ^ Anche nel caso della fucilazione di Ciano, i tedeschi ripresero l'esecuzione e le spoglie del corpo affinché non vi fossero dubbi su sosia o mancate esecuzioni. Il filmato venne richiesto da Hitler che lo volle visionare personalmente con altri gerarchi. Una copia è stata recentemente ritrovata.
  7. ^ Churchill sul lago di Como nel settembre 1945, Archivi e Sistemi Multimediali
  8. ^ Morte di Mussolini#Piazzale Loreto .2829 aprile 1945.29

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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