Innominato

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
L'Innominato
L'Innominato in una illustrazione dall'edizione del 1840 de I Promessi Sposi
L'Innominato in una illustrazione dall'edizione del 1840 de I Promessi Sposi
Universo I promessi sposi
Autore Alessandro Manzoni
Sesso Maschio

L'Innominato è un personaggio letterario de I promessi sposi chiamato così per il nome sconosciuto.

Indice

[modifica] Caratteristiche

L'Innominato è una delle figure psicologicamente più complesse e interessanti del romanzo. Personaggio storicamente esistito nel quale l'autore fa svolgere un dramma spirituale. L'Innominato, figura malvagia la cui malvagità più che ripugnanza forse incute rispetto, è il potente cui Don Rodrigo si rivolge per attuare il piano di rapire Lucia Mondella.

In preda a una profonda crisi spirituale, l'Innominato scorge nell'incontro con Lucia un segno, una luce che lo porta alla conversione; solo in un animo simile, senza vie di mezzo, una crisi interiore può portare a una trasformazione completa.

Durante la famosa notte in cui Lucia è prigioniera nel castello, la disperazione dell'Innominato giunge ad un punto critico, tanto da fargli desiderare il suicidio, ma ecco che la Provvidenza e le parole di Lucia lo salvano e gli mostrano la via della misericordia e del perdono. La sua conversione giunge dopo la notte angosciosa, infatti quel giorno arrivò nel suo paese il cardinale Federigo Borromeo, personaggio storico.

La scelta di Manzoni del personaggio per attuare la conversione non è certamente casuale: infatti solo un uomo di una grandissima bontà come il cardinale poteva redimere l'Innominato. Questi due personaggi si possono assumere per certi aspetti come opposti. Dopo la conversione l'Innominato cambiò completamente e colse al volo l'occasione per far del bene in maniera proporzionata al male che aveva fatto.

[modifica] Storicità del personaggio

Il personaggio che Manzoni fa rivivere nel suo romanzo con l'appellativo di Innominato sembra essere Bagnolo Cremasco, che visse tra il 1500 e il 1600, e del quale si narra fosse un brigante.

Altre fonti fanno invece risalire la figura dell'Innominato a Francesco Bernardino Visconti, personaggio storico del quale Manzoni è discendente da parte di madre, Giulia Beccaria. Quest'ultima infatti discendeva dalla famiglia Visconti, che aveva la propria dimora estiva presso Palazzo.

Il Visconti razziava le campagne cremasche della Repubblica di Venezia, per poi rifugiarsi nelle terre del Milanese. Visconti era il feudatario di Brignano Gera d'Adda, come Manzoni stesso afferma in una lettera a Cesare Cantù.

[modifica] Precedente versione

Nel Fermo e Lucia (1ªedizione), l'Innominato veniva chiamato "Il Conte del Sagrato", in riferimento ad uno dei suoi tanti omicidi, avvenuto appunto sul sagrato di una chiesa. In seguito pare che Manzoni ne cambiò il nome poiché questo in un certo senso ne immiseriva la condizione titanica e ribelle, rimandando allo squallore di un omicidio.

[modifica] Luoghi manzoniani

Vista del monte con il castello di Vercurago a destra e il Santuario di San Gerolamo Emiliani in basso sulla sinistra

Nei luoghi manzoniani vengono indicati come castello dell'Innominato i resti di una fortificazione posta nel comune di Vercurago in località Somasca.

Del castello, costruito su di un dirupo in una posizione che domina la strada che collega Bergamo a Lecco e il sottostante lago di Garlate, rimangono un torrione e parti delle due cerchie di mura.

[modifica] Voci correlate

letteratura Portale Letteratura: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di letteratura
Strumenti personali
Namespace

Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti