Malgrate

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Malgrate
comune
Malgrate – Stemma Malgrate – Bandiera
Malgrate – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Lecco-Stemma.png Lecco
Amministrazione
Sindaco Flavio Polano (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°51′00″N 9°24′00″E / 45.85°N 9.4°E45.85; 9.4 (Malgrate)Coordinate: 45°51′00″N 9°24′00″E / 45.85°N 9.4°E45.85; 9.4 (Malgrate)
Altitudine 231 m s.l.m.
Superficie 1,99 km²
Abitanti 4 232[1] (31-03-2013)
Densità 2 126,63 ab./km²
Comuni confinanti Galbiate, Lecco, Valmadrera
Altre informazioni
Cod. postale 23864
Prefisso 0341
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 097045
Cod. catastale E858
Targa LC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 398 GG[2]
Nome abitanti malgratesi (it.); fideghètt (lmo.occ., appellativo tradizionale)
Patrono san Leonardo
Giorno festivo 6 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Malgrate
Posizione del comune di Malgrate nella provincia di Lecco
Posizione del comune di Malgrate nella provincia di Lecco
Sito istituzionale

Malgrate (Malgraa in dialetto lecchese[3], pronuncia fonetica IPA: /malˈgraa/) è un comune italiano di 4.232 abitanti della provincia di Lecco. Si affaccia sulla parte terminale del Lario proprio dirimpetto alla città di Lecco.

Località di soggiorno ricercata già nel '700, Malgrate vive fino alla fine del XIX secolo il suo momento di massimo splendore. Nei suoi palazzi si registrò una così alta vivacità intellettuale ed artistica, da valergli l'appellativo di "Venezia del Lario ".

Geografia[modifica | modifica sorgente]

“…Ciò che ora sembra fuori dubbio si è che il Paese si distende lungo la riva destra del lago, di rimpetto a Lecco, e si appoggia ad una morena glaciale che lo difende dai raggi del sole meridiano; è quindi fresco d’estate e ancor meglio d’inverno. E credo che da molti secoli ei si goda della pittoresca positura, perché la Valle Magrera è lo sbocco naturale dell’Alta Brianza verso il lago e la Bergamasca; il traghetto che poi ancor oggi si esercita attivamente colle barche, ed il porto che preesisteva al ponte Azzone, dovettero costituire una necessità anche per i primi abitatori di queste regioni, facendovi fiorire una colonia di nautae, ossia barcaioli…. ” [La mia parrocchia, don Dionigi Puricelli, 1922]

Origini del nome[modifica | modifica sorgente]

Fu molto probabilmente “Antesitum”, che vuole dire "spiaggia posta avanti", il nome del primitivo insediamento dell’attuale Malgrate, nome assegnatogli dai militari romani che dalle loro fortificazioni poste nell'abitato di “Castrum Leuci”, l’odierna Lecco, vedevano questo lembo di terra al di là del lago. I primi abitanti della zona furono quasi sicuramente pescatori e barcaioli. Questi ultimi, secondo una versione tramandata di generazione in generazione, ebbero anche l'onore di traghettare verso Lecco Giulio Cesare ed alcuni suoi combattenti reduci dalla campagna delle Gallie.

È databile ad un evento del 1126 l’attuale nome di Malgrate, quando le acque del Lario furono investite dalla lotta che divideva i milanesi e gli alleati lecchesi, dai comaschi. Malgrate possedeva una posizione strategica: aveva un porto protetto e un piccolo forte, detto San Grato, che la tradizione vuole sorgesse sulla Rocca di San Dionigi, ma che fonti storiche indicano si trovasse nel luogo in cui sorse nel XV secolo, la chiesetta di San Antonio Abate. Controllare il forte di San Grato e il lido di Antesito, voleva dire per i comaschi costituire una spina nel fianco dei lecchesi. Durante una notte in quell’anno, i lecchesi, favoriti dall’imbrunire e aiutati da reparti milanesi, riuscirono a raggiungere inosservati la spiaggia di Antesito, sgominarono i pochi difensori di guardia sui bastioni del forte di San Grato ed entrarono nel ridotto. Sorpresa nel sonno la guarnigione comasca, nonostante la disperata resistenza di alcuni gruppi, fu rapidamente costretta alla resa dopo aver lasciato sul terreno parecchi caduti. Il forte venne in larga parte distrutto e la battaglia ebbe un seguito nuovamente tragico quando alcuni prigionieri comaschi vennero giustiziati dai lecchesi.

La tradizione vuole che in seguito a quel cruento episodio bellico, “Grato” modificasse la denominazione del centro in “Malgrato”, divenendo poi l’odierno Malgrate.

Malgrate foto aerea.JPG

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Panorama della Valle Magrera con Malgrate in primo piano.

Monumenti principali[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale di San Leonardo[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Leonardo.

Dedicata a San Leonardo di Noblac, venne rifabbricata a tre campate intorno al 1550. Di un completo restauro si hanno notizie solo nel periodo 1812-1815 ad opera di Giuseppe Bovara. La facciata fu realizzata con la conservazione in luogo del portale tipico della Controriforma datato 1607 e contrastante con la chiarezza delle pareti e delle mezzecolonne. Alla parte centrale, coronata dal fregio e dal timpano decorato da mensolette, si accostano due alette a finte bugne d'intonaco. Sempre il Bovara, nel 1817, disegna la cantoria, ancora esistente, per l'organo. All'interno della chiesa, di notevole rilievo il battistero con prezioso ciborio intagliato, risalente agli anni 1660-1670 e la cappella detta "della Cintura”, con volte a botte e rosoni, un importante altare ligneo con statue dorate e dipinti dei Santi Agostino e Monica, opere ottocentesche del lecchese Giacomo Mattarelli jr. e due quadri di Cherubino Cornienti donati da Giorgio Agudio nel 1856.

Chiesa di San Carlo[modifica | modifica sorgente]

L’oratorio di San Carlo Borromeo si evidenzia all’estremità sinistra di Palazzo Recalcati. Quattro lesene con capitello in stucco e un marcapiano scandiscono il prospetto sormontato dal frontone con timpano e medaglia centrale. L’elegante portale in pietra introduce in una navata a pianta ottagonale ad angoli smussati, con copertura a cupola. Sulla parete di fondo del vano presbiterale quadrato, una tela seicentesca rappresenta la Vergine con Bambino e San Carlo. Edificato dal senatore Antonio Recalcati e dotato di arredi e beni, fin dal 1694 appartenne alla giurisdizione della parrocchia di San Nicolò di Lecco fino al 1977, quando fu istituita la parrocchia di S.Carlo. La crescita della popolazione, indusse la parrocchia a riutilizzare l’ala sud di palazzo Recalcati per la nuova struttura ecclesiastica. L’aula unica ricavata dalle stalle, su progetto di Bruno Bianchi, conserva le vecchie travi a vista e prende luce dal cortile del palazzo con vetrate realizzate nel 1978 dal pittore Trento Longaretti.

Chiesa di Sant'Antonio Abate[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Sant'Antonio Abate.

Eretta nella prima metà del XV secolo per volere della famiglia Maggi, ha assunto poi le forme e le decorazioni barocche come descrive il cardinale Giuseppe Pozzobonelli nella sua visita pastorale nel 1746 e che ancora oggi possiamo ammirare. La facciata, tripartita da lesene chiude la piazzetta e presenta discreti decori a volute nelle cornici del portale, dalla finestra soprastante, dal fastigio nella cimasa. All’interno un frammento di affresco quattrocentesco, Crocifissione, coperto dalla pala d’altare, è l’unica testimonianza delle origini quattrocentesche della chiesa. Sulla parete di fondo e sulla volta vi è un’architettura dipinta che crea uno spazio illusionistico in cui si inserisce la pala d’altare raffigurante La Vergine col Bambino, Sant’Antonio Abate e Sant’Antonio da Padova, XVIII sec. Sulla volta l’Incoronazione della Vergine. Due statuette devozionali in legno dipinto: Sant’Antonio Abate e San Luigi Gonzaga. Dal recente restauro l’altare e il porta tabernacolo in pietra serena.

Chiesa di San Grato[modifica | modifica sorgente]

Progettata dall'arch. Bruno Bianchi, venne costruita nel 1961 per volontà della comunità del Gaggio. È costituita da uno spazio di accoglienza che introduce all’aula liturgica, da un muro di recinzione per delimitare il cortiletto. Sui lati, nicchie ricavate nello spessore murario, accolgono la Via Crucis in ferro. Un muro più elevato funge da torre campanaria, in mattone a vista come tutto il costruito. La facciata dell’aula liturgica con tetto a capanna e copertura in ardesia, il portale quadrato, in granito, sormontato da una finestra che riprende il motivo della merlatura di recinzione, introduce nell’unica navata. L’interno si contraddistingue per purezza ed essenzialità. L’altare è un blocco rivestito di mosaico in vetro viola con incastonato, in lettere di ottone, il testo del Padre Nostro. Con i restauri del 2004 la chiesa di San Grato ha nuovi arredi sacri: il trittico per le celebrazioni, mensa, ambone e sede, in marmo botticino; le porte in bronzo con i rilievi della Pentecoste e dell’Ultima Cena; le tre vetrate che rappresentano Il popolo in cammino della Chiesa di San Grato, La Chiesa di Milano e La Chiesa di Roma.

Palazzo Agudio[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Agudio, Municipio.

Sede del Municipio di Malgrate, si affaccia su via Agudio, l’asse principale del vecchio nucleo discendente verso il lago. Dalle belle e sobrie forme classiche, il palazzo appartenne ad un ramo nobile degli Agudio. Probabile rifusione di edifici più antichi avvenuta nel periodo 1816-1820 per opera dell'arch. Giuseppe Bovara. Sulla facciata del palazzo una lapide ricorda che qui ebbe i natali l'ing. Tommaso Agudio (1827-1893) ed un'altra lapide il soggiorno di Giuseppe Parini. A Tommaso Agudio e al suo concittadino Pietro Vassena, l'associazione culturale il Melabò, in collaborazione con l'assessorato alla Cultura del Comune di Malgrate, ha dedicato, dal 14 al 25 aprile 2012, nella Sala della Quadreria Bovara Reina, una Mostra di pittura e scultura sugli inventori e le invenzioni. Alla loro meritoria opera di inventori - rispettivamente del sistema funicolare e del batiscafo C3 - il Melabò ha allestito per l'inaugurazione della Mostra uno spettacolo dal titolo: "Un dì all'azzurro spazio - Viaggio poetico-musicale fra ascese montane e profondità marine". Palazzo Agudio è stato ristrutturato internamente nel 1985-1987 su progetto dell'arch. Franco Stefanoni, mentre nel 1994 si sono conclusi i lavori di restauro esterno delle facciate. Nel giugno 2000 sono stati completati i lavori di restauro dei soffitti decorati da parte di Giacomo Luzzana. Di particolare rilievo la Sala del Consiglio e la Sala del Sindaco, ricche di opere di vari periodi e provenienze, da oli su tela a fotoincisioni, da gessi a dipinti murali sulle volte.

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Malgrate[modifica | modifica sorgente]

  • Famiglia Agudio

Illustre ed antica famiglia di Malgrate, nota già prima del XIII secolo, si arricchì nel '700 con l'industria ed il commercio della seta. Ne uscirono molti sacerdoti fra cui Rinaldo, parroco del rione lecchese di Laorca nel 1604, Francesco, parroco di San Giovanni alla Castagna nel 1703 e molti altri. Nella seconda metà del XVII secolo padre Ludovico Maria fu professore di teologia a Bologna e a Napoli mentre Carlo Antonio fu vescovo di Castellaneta.

Nato il 3 ottobre del 1698 è il più noto fra i religiosi letterati di Casa Agudio. Bonaria figura di prelato ricco, faceto, colto e generoso, grande amico di letterati e verseggiatore. Troviamo sparsi in numerose raccolte del tempo i suoi versi latini, italiani, milanesi e sedicenti veneziani. Nel fastoso palazzo della sua famiglia sul lungolago di Malgrate, ricostruito ed ampliato per sua iniziativa e dove era generoso di ospitalità con gli amici e consoci dell'Accademia dei Trasformati. Tra i numerosi suoi ospiti si ricordano Girolamo Alvise Giusti, Francesca Manzoni, Giancarlo Passeroni, Domenico Balestrieri e Giuseppe Parini. Morì il 6 ottobre del 1765 e fu sepolto nella chiesa parrocchiale. A lui, l'Associazione Culturale "Il Melabò", in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Malgrate, ha dedicato la sera del 25 agosto 2012, nell'aula consiliare di Palazzo Agudio, sede del Municipio, uno spettacolo dal titolo: "Candido e l'ottimismo - Viaggio poetico-musicale fra Signori illuminati e illustri letterati"

  • Giovanni Battista Bovara Reina (1734-1812)

Nato a Malgrate il 30 settembre 1734 in una famiglia di industriali della seta, studia al seminario milanese, è ordinato sacerdote nel 1758, è oblato, fa parte dell'Accademia dei Trasformati. Nel 1769 è professore di istituzioni canoniche all'Università di Pavia. Nel 1772 insegna istituzioni ecclesiastiche nelle scuole palatine e intanto lavora alla riforma scolastica. Istruisce tre tipi di scuola: quella elementare, quella di grammatica italiana e latina di preparazione ai ginnasi e quella di disegno ornamentale per l'artigianato e di aritmetica e carteggio mercantile. Nel 1786 la riforma delle scuole entra in vigore nel Regno. Elabora quindi il "Piano Generale della nuova sistemazione scientifica delle scuole medie e superiori" di tutta la Lombardia, con la secolarizzazione del corpo insegnante, l'introduzione delle discipline scientifiche, lo studio più profondo della lingua italiana. Contemporaneamente progetta ed attua la riforma del piano di studi per il Seminario diocesano di Pavia. È nominato abate di S. Giovanni Evangelista in Appiano Gentile. Napoleone lo fa poi Conte dell'Impero. Il massimo del suo potere si realizza con la pubblicazione del decreto organico per l'esecuzione del Concordato con la Chiesa Romana. Nel 1811 è a Parigi con il Concilio nazionale. Muore a Milano nel 1812.

Nacque a Malgrate il 3 novembre 1770. Dopo i primi studi compiuti a Milano, dove fu allievo di Giuseppe Parini, si laureò in diritto presso l'Università di Pavia. Con l'arrivo dei francesi, si mise subito in evidenza tra i più accesi sostenitori delle idee democratiche. Nominato nel Corpo legislativo della Repubblica Cisalpina, si meritò per i suoi numerosi interventi il soprannome di "Cicala del Gran Consiglio". Dopo il crollo della Cisalpina ed il ritorno degli austriaci, fu arrestato e poi deportato a Sebenico e a Petervaradino nel Regno d’Ungheria e solo nel 1801 poté riacquistare la libertà. Fu deputato ai Comizi di Lione e poi membro del Corpo legislativo della Repubblica Italiana. Tra il 1801 ed il 1804 pubblicò l'importante edizione delle Opere di Giuseppe Parini e successivamente collaborò alla collezione dei Classici Italiani. Francesco Reina morì nel 1828 nella sua villa di Canneto sull'Oglio vicino a Mantova. Il suo palazzetto a Malgrate fu sempre aperto a famosi letterati e pittori tra i quali vanno ricordati Ugo Foscolo, Vincenzo Monti e Vittorio Alfieri.

Massimo esponente dell'architettura neoclassica nel territorio lecchese. A lui si devono la facciata della Chiesa Parrocchiale, lo scalone di Palazzo Agudio, attuale sede del Municipio e l'intervento di trasformazione della ex filanda nel 1830.

Nato a Malgrate nel 1827 apparteneva alla famiglia che a Malgrate aveva ospitato il Giuseppe Parini ed altri celebri letterati. Laureatosi a Pavia nel 1849 e l'anno successivo specializzatosi a Parigi in meccanica e metallurgia, si impiega come capo ufficio tecnico nell'impresa costruttrice della ferrovia Parigi-Mulhouse. L'ingegnere esercitò la sua geniale attività nello sviluppo di moderni sistemi di comunicazione, non senza tralasciare un impegno politico che lo portò a rappresentare il collegio Lecco-Introbio alla Camera del neonato Regno d'Italia per la settima ed ottava legislatura dal 1860 al 1865. Progetta il "piano inclinato" di Lanslebourg-Mont-Cenis nel luglio del 1874; propone tale metodo di trazione per superare forti pendenze per il Massiccio del San Gottardo ed ottiene infine di realizzarlo per la Torino-Superga in funzione fino al 1939. Il 27 aprile 1884 inaugura infatti la linea che unisce il borgo torinese di Sassi al famoso Colle di Superga realizzata secondo la tecnica da lui proposta. Tra il 1879 ed il 1888 è stato autore di numerose pubblicazioni relative alla sua invenzione. Morto a Torino, ora una lapide, murata nel 1923 sull'attuale Palazzo Civico in Via Agudio al n. 10, ricorda ai passanti la sua celebre figura. Il 14 aprile 2012 alle ore 18.00, nella sala consiliare di Palazzo Agudio, l'Associazione culturale il Melabò, in collaborazione con l'Assessorato alla cultura del Comune di Malgrate, ha ricordato le sue invenzioni, unitamente a quelle di Pietro Vassena, attraverso uno spettacolo dal titolo: Un dì all'azzurro spazio - Viaggio poetico-musicale fra ascese montane e profondità marine.

Nato a Malgrate il 21 aprile 1897, Vassena è stato una singolarissima figura di inventore. Autodidatta, privo di studi regolari, fu nominato ingegnere honoris causa in riconoscimento del valore delle sue invenzioni, prima di tutte quella del sommergibile da lui battezzato "C3 (batiscafo)" con il quale il 12 marzo 1948 nelle acque del lago di Como antistanti la località di Argegno raggiunse la profondità di 412 metri cancellando tutti i precedenti primati nel campo delle immersioni. Una gioia che durerà poco perché il 16 novembre dello stesso anno, al largo di Capri, durante un ulteriore tentativo di discesa, senza equipaggio, per un errore di manovra del personale della Marina Militare addetto al verricello che filava il cavo, al quale il sommergibile era ancorato, il C3 si inabissò fra la disperazione del suo inventore, lasciandogli nel cuore una ferita che non si rimarginerà più fino al giorno della sua morte. Egli brevettò centinaia di invenzioni in ogni campo tra le quali una menzione per i famosi "skipass", degli sci con i quali si poteva camminare sull'acqua e sui quali lo stesso Vassena nel 1964 percorse il tratto di lago da Lecco a Bellagio per rendere omaggio all'allora presidente americano John Kennedy in visita nella cittadina lariana. Morì nel 1967, "lasciando incompiuto lo sviluppo e la realizzazione di un suo progetto per un motore alimentato a idrogeno". Il 5 settembre 2009 alle ore 21, nel cortile di Palazzo Agudio, l'associazione culturale il Melabò, in collaborazione con la Comunità Montana del Lario Orientale e il Comune di Malgrate, ha ricordato il geniale inventore dedicandogli uno spettacolo dal titolo: "Qui, sotto il cielo di Capri - Viaggio poetico-musicale fra sogni di gloria e "illusioni perdute".

Nato a Malgrate il 7 novembre 1941 è ordinato sacerdote il 18 luglio 1970. Nell'estate del 1991 è nominato vescovo di Grosseto. Già rettore della Pontificia Università Lateranense dal 14 settembre 1995 e patriarca di Venezia dal 3 marzo 2002 al 28 giugno 2011 quando fu nominato arcivescovo di Milano.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2014 Giovanni Codega lista civica Malgrate per tutti sindaco
2014 in carica Flavio Polano lista civica Malgrate per tutti sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • A Malgrate si trovano gli studi dell' emittente locale "Rete 104" (in precedenza conosciuta col nome di Radio Superlecco). L'emittente è ascoltabile in città in FM sui 98.40 e 108.0

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Riferimenti bibliografici[modifica | modifica sorgente]

  • La mia parrocchia (1922, ed. 1929) – don Dionigi Puricelli
  • Malgrate, Ieri. Breve storia di vicende e personaggi (1972) – Aloisio Bonfanti
  • Malgrate immagini (1979) a cura di Angelo Borghi
  • Lecco, una gita del 1890 (1990), Gianfranco Scotti
  • La Provincia di Lecco, storia e immagini (1993), Luciano Lombardi
  • Dizionario storico illustrato di Lecco e della sua Provincia (1996), Aroldo Benini
  • I ragazzi del Porto. Memorie di una generazione cresciuta al Porto di Malgrate tra le due guerre mondiali (1997) – Angelo Sala
  • Un capitolo della storia di Malgrate (1997), Antonio Nogara
  • Guida di Lecco (1927, ed. 1998), Rivista di Lecco
  • Gianfranco Scotti, "Malgrate, una capitale della cultura", Rotary Club Lecco "Le Grigne", Casa editrice Stefanoni, Lecco 1998.
  • Il lago di Lecco e le Valli (1999), Angelo Borghi
  • Brianza e Lecchese (2004), Natale Perego
  • Sotto il campanile di San Leonardo (1607-2007), quattrocento anni della parrocchia Malgrate (2007) – Angelo Sala
  • Lecco (2008), Nino Prete
  • Tiziana Rota, "Malgrate, da vivere, da conoscere, da vedere...", Casa Editrice Stefanoni, Lecco 2009.
  • Giuseppe Leone, [rec. al vol. di] "Tiziana Rota - Malgrate da vivere, da conoscere, da vedere..." su "Pomezia-Notizie", Roma, luglio 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2013.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 372.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]