Mario Camerini

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Mario Camerini

Mario Camerini (Roma, 6 febbraio 1895Gardone Riviera, 4 febbraio 1981) è stato un regista italiano fra i più celebri e significativi del suo tempo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lavora per il cinema dal 1913 come sceneggiatore. Dopo l'esordio nella regia con Walli (1923), Camerini si impone all'attenzione del pubblico e della critica, sul finire degli anni Venti, con alcuni film muti fra cui Kiff Tebbi (1928) e soprattutto Rotaie (1929), una drammatica storia d'amore presentata poco più tardi anche in Germania con notevole successo, che vide l'esordio dell'attore Guido Celano. Nel 1932 dirige il giovanissimo Vittorio De Sica in Gli uomini, che mascalzoni..., garbato e accattivante lungometraggio che apre la sua cosiddetta "pentalogia borghese": seguono infatti quattro film ambientati nel mondo della piccola borghesia (Darò un milione, Ma non è una cosa seria, Il signor Max e I grandi magazzini), quasi tutti interpretati dalla coppia Vittorio De Sica - Assia Noris. Quest'ultima, russa di origine, diventò, in quegli anni, moglie del regista.

Camerini si concede una divagazione nella farsa vivace (Il cappello a tre punte, con Eduardo e Peppino De Filippo) e una nella retorica di regime (Il grande appello, sulle conquiste africane del fascismo).

Negli anni Cinquanta continua a dirigere commedie romantiche e film d'avventura. La sua ultima opera è del 1972: un episodio della serie di Don Camillo (Don Camillo e i giovani d'oggi) con Gastone Moschin. Dai primi anni Settanta smette la propria attività. Muore a ottantacinque anni nel 1981[1].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Regista[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Aiuto regista[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ È morto il regista Camerini, inventò i "telefoni bianchi", La Stampa, 5 febbraio 1981

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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