Villa Olmo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Coordinate: 45°49′08.53″N 9°03′55.53″E / 45.819036°N 9.065425°E45.819036; 9.065425

La facciata principale

La Villa Olmo è un imponente edificio neoclassico di Como, opera dell'architetto Simone Cantoni.

I marchesi Odescalchi[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione della villa venne commissionata dal marchese Innocenzo Odescalchi all'architetto neoclassico Simone Cantoni, originario del paese di Muggio, nella omonima valle presso Mendrisio. Egli aveva consolidato una grande esperienza realizzando, fra l'altro, il fondamentale Palazzo Serbelloni, in Corso di Porta Venezia a Milano nel 1775 e la ristrutturazione del Palazzo Ducale di Genova.

L'edificio, costruito sulla riva occidentale del primo bacino comense, era destinato a residenza estiva per i marchesi. E, infatti, l'imponente edificio neoclassico, è completato da un ampio giardino affacciato sul lago, largamente risistemato dal successivo proprietario, il marchese Raimondi.

Il suo nome gli è stato attribuito grazie ad un magnifico olmo, allora più che centenario, oggi non più esistente.

I lavori ebbero avvio nel 1782, sulla base di un nuovo progetto, che rielaborava uno precedente opera del ticinese Innocenzo Regazzoni. Cantoni chiamò presso di sé i fratelli Domenico Pozzi, Carlo Luca Pozzi, Giuseppe Pozzi e lo scultore Francesco Carabelli, avvalendosi della loro collaborazione.

Il marchese Innocenzo Odescalchi vi ospitò, fra gli altri, nel 1797 il generale Buonaparte e nel 1808 Ugo Foscolo.

Successive opere di Simone Cantoni in città[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, Cantoni guadagnò nuovi incarichi in città ed in Provincia: vale la pena di ricordare il seminario vescovile e la ristrutturazione del Liceo Volta, presso Porta Torre (per il quale disegnò, fra l’altro, il salone della biblioteca, nel 1811 e, nel 1816, la facciata).

I marchesi Raimondi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1824, con la morte di Innocenzo Odescalchi, la dimora passò in eredità, al marchese Giorgio Raimondi.

In diverse occasioni ospitò, per ben tre volte, la visita degli imperatori d’Austria, Francesco II nel 1816 e nel 1826 e Ferdinando I nel 1838, accolti con grandi onori. Anche la regina delle due Sicilie e la regina di Sardegna vi trovarono accoglienza.

Il marchese Giorgio Raimondi ebbe un ruolo rilevante nelle insurrezioni del 1848-49. Per questo motivo venne esiliato in Svizzera, nel Ticino e la villa venne requisita.

Nel 1859 vi soggiornò anche Giuseppe Garibaldi, che sposò (assai infelicemente) la figlia del marchese, Giuseppina Raimondi.

I duchi Visconti di Modrone[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1883 la villa venne ceduta al duca Guido Visconti di Modrone. I duchi affidarono all'architetto Emilio Alemagna l'abbattimento delle scuderie e di un portico, l'apertura di due balconate, il rifacimento degli stucchi del pian terreno, la sistemazione del parco e la costruzione di un piccolo teatro.

Il Comune di Como[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1924 venne acquisita dal Comune di Como, che vi ha ospitato, negli anni, l'Esposizione Internazionale per il centenario della morte di Alessandro Volta, numerosi congressi, spettacoli, mostre d'arte. Nel 1970 ospitò una puntata di Giochi senza frontiere. Dal 1982 è sede del Centro Volta, che vi organizza le sue manifestazioni internazionali.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

La villa è stata usata come ambientazione, per le riprese, di alcune scene del film Innamorato pazzo di Adriano Celentano.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]