Teatro Sociale (Como)
| Teatro Sociale di Como | |
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La facciata
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| Dati tecnici | |
| Tipo | Sala a ferro di cavallo con tre ordini di palchi e due gallerie |
| Fossa | Meccanizzata (a scomparsa) |
| Capienza | 999 posti |
| Ubicazione | |
| Paese | |
| Indirizzo | Via Bellini 3 - 22100 Como - Italia |
| Telefono | 0039 031.270.170 |
| Informazioni | |
| Costruzione | 1813-1821 |
| Realizzazione | |
| Architetto | Giuseppe Cusi, Luigi Canonica |
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Il Teatro Sociale di Como è il teatro d'opera di Como. Ospitò Niccolò Paganini, Franz Liszt e Giuditta Pasta.
Edificato sulla sede del precedente Castello della Torre Rotonda, per volontà della Società dei Palchettisti del Teatro Sociale di Como, su progetto 1811 dell'architetto Giuseppe Cusi, fu inaugurato il 28 agosto 1813 con la rappresentazione di "Adriano in Siria". Aperto, ma non ultimato sul fronte meridionale a causa di problemi statici e di contenziosi con la proprietà, intervenne l'architetto Zanoja, rettore della Accademia di Brera, la principale scuola di architettura dell'allora Regno italico. Non risolti, fu incaricato Luigi Canonica, il massimo costruttore di teatri dell'epoca che alla fine realizzò la facciata meridionale, 1819-1821, poi coperta negli anni trenta in occasione della realizzazione di una grande torre scenica affacciata su una gradinata all'aperto su progetto dell'Ing Carlo Ponci. Il teatro subì periodici interventi di restauro, da ricordare quelli del 1838 in occasione della visita dell'imperatore Ferdinando I d'Austria oltre che gli ampliamenti del 1855, ad opera dell'architetto Leopoldo Rospini che ricavò la V galleria, alzando di un piano la sala, e arretrando il palcoscenico così come è visibile oggi.
La prima volta del teatro ospitava un dipinto del Fiori, che rappresentava l'incoronazione del poeta Vittorio Alfieri, circondato da baccanti, candelabri e festoni; questo venne poi sostituito nel 1855 con un dipinto del Pagliano, su progetto dello Spelluzzi. Il Sanquirico per l'inaugurazione del 1813 realizzò un grande sipario, raffigurante la morte del comasco Plinio il Vecchio durante l'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. che è stato restaurato nel 2008-09 ed esposto a Torino in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità nazionale.
L'edificio ospita un vasto 'ridotto' dove ha anche sede la 'Società del Casino 1821', ove spicca la 'Sala Bianca', nel 1905-08 interamente rinnovata dal grande scultore e pittore lombardo Ludovico Pogliaghi (che collaborò, come spesso gli accadde, con l'architetto comasco Federico Frigerio).
Dopo che i bombardamenti del 1943 danneggiarono gravemente il Teatro alla Scala di Milano, esso si trasferì al Sociale per una stagione.
Venne interamente adeguato normativamente nel 1984-88 a spese della Società dei Palchettisti e restaurato tra il 2004 ed il 06 sempre a spese della Società con l'aiuto delle istituzioni pubbliche.