Colico

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Colico
Panorama di Colico
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Lecco
Coordinate: 46°8′0″N 9°22′0″E / 46.13333, 9.36667Coordinate: 46°8′0″N 9°22′0″E / 46.13333, 9.36667
Altitudine: 218 m s.l.m.
Superficie: 35 km²
Abitanti:
7.300 31-12-08
Densità: 206 ab./km²
Frazioni: Curcio, Laghetto, Olgiasca, Villatico, Posallo, San Rocco e Fontanedo 
Comuni contigui: Consiglio di Rumo (CO), Delebio (SO), Domaso (CO), Dongo (CO), Dorio, Gera Lario (CO), Gravedona (CO), Musso (CO), Pagnona, Pianello del Lario (CO), Piantedo (SO), Tremenico, Vercana (CO)
CAP: 23823
Pref. telefonico: 0341
Codice ISTAT: 097023
Codice catasto: C839 
Nome abitanti: colichesi 
Santo patrono: San Giorgio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Colico (Còlicch in insubre) è un comune di 7.300 (al 31-08-2008) abitanti della provincia di Lecco. Si trova sul punto d'incontro di strade importanti, come la SS 36 del Lago di Como e del Passo dello Spluga, che collega Milano e la Brianza con il Lario e la Valchiavenna, e la SS 38 dello Stelvio. Il paese è dominato dall'imponente Monte Legnone (2609 metri). È una località di villeggiatura con buone strutture ricettive ed è molto frequentata durante la stagione estiva. Ospita dal 2006 la tappa italiana della Coppa del Mondo di kitesurfing.

Indice

[modifica] Geografia fisica

Colico si trova nella parte orientale dell'Alto Lario, dominato dalla prealpe più alta, l'imponente Monte Legnone con i suoi 2610 m. Anche il suo gemello, il Monte Legnoncino con i suoi 1714 m, è parte importante del panorama colichese. Vicino a Colico si trova un'importante riserva naturale, il corridoio di migrazione del Pian di Spagna che però è gia nella Provincia di Como. I due principali corsi d'acqua di Colico sono l'Inganna ed il Perlino. Poi c'è anche il fiume Adda che fa da confine naturale con la Provincia di Como.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Forti

[modifica] Forte Montecchio

Costruito tra il 1911 ed il 1914, il Forte Montecchio è l'unico forte militare italiano della Grande Guerra che abbia conservato ancora intatto il suo armamento originario. Funzione principale del Forte era quella di controllare le strade dello Spluga, del Maloja e dello Stelvio nel caso che gli Imperi Centrali, violando la neutralità della Svizzera, avessero deciso di invadere il Nord Italia. Dati gli eventi bellici il forte, che costituiva il punto di forza di un complesso sistema di sbarramento che si prolungava fino al Monte Legnone, rimase inattivo durante tutta la Prima Guerra Mondiale. Il forte non venne impiegato in azioni militari neanche durante la Seconda Guerra Mondiale: gli unici colpi di cannone furono infatti sparati contro una colonna tedesca che risaliva l'opposta sponda del lago dopo che il forte era stato occupato dai partigiani. In seguito venne utilizzato come deposito di munizioni ed infine ceduto al demanio pubblico. La visita del forte consente oggi di osservare le soluzioni architettoniche, tecniche ed organizzative, alcune delle quali davvero innovative per l'epoca, adottate all'inizio del secolo nell'edificazione dei forti militari. L'attrattiva principale del forte è comunque rappresentato l'armamento: quattro cannoni, con una gittata di 14 km, con installazioni a pozzo protetti ciascuno da una cupola in ghisa. Il Forte, per il quale recentemente è iniziata un'opera di restauro finalizzata a migliorarne la fruibilità turistica, è sostanzialmente diviso in due parti: la zona bassa che contiene gli alloggi e le polveriere e la zona alta ospitante i cannoni. Le due aree sono collegate da una suggestiva galleria curvilinea.

[modifica] Forte Fuentes

Per approfondire, vedi la voce Forte di Fuentes.

Tra il 1603 ed il 1606, il conte di Fuentes, governatore di Milano, fece costruire sul Montecchio una fortezza a scopo di difendere il confine settentrionale del Ducato di Milano da Francesi e Grigioni svizzeri, che all'epoca occupavano la Valtellina e la Valchiavenna. La piana del forte era allungata, con opere a corno nelle estremità, mentre l'andamento irregolare delle mura, che uscivano e rientravano come cunei, consentiva una migliore difesa della bastionata. Il forte si sviluppava su diversi livelli: in alto, ancora visibile, il palazzo del governatore, che però, a causa dell'insalubrità dell'aria, risiedeva a Gravedona; ai livelli più bassi i quartieri del soldati. In tutto il forte poteva ospitare 300 uomini. L'ubicazione del forte consentiva di dominare tutta la pianura sottostante, che da allora venne appunto chiamata Pian di Spagna, ma soprattutto permetteva di controllare le strade per la Valtellina e per il passo dello Stelvio, per la Valchiavenna e per il passo dello Spluga, ed, infine, per Como e Milano. Ancora oggi la zona viene indicata come Trivio di Fuentes. A completare il progetto difensivo spagnolo furono inoltre costruiti due fortilizi,uno sopra Sorico, l'altro detto Fortino d'Adda a Gera Lario e rivolto verso la Valchiavenna. Il forte era inoltre collegato ad una serie di avamposti preesistenti, noti con il generico nome di Torrette. Nonostante il Forte di Fuentes nel corso del XVII e XVIII secolo fosse una delle principali fortificazioni della Lombardia,la sua vita non ebbe eventi militari degni di nota: solo nel 1706, durante la Guerra di successione spagnola, il Forte venne assediato per la prima volta dagli Austriaci che lo espugnarono solo dopo tre settimane. Nel 1714 in Lombardia al dominio spagnolo si sostituì quello austriaco: il Forte di Fuentes si trovò così coinvolto in due altri assedi, nel 1733, da parte di Spagnoli e Piemontesi, durante la Guerra di successione polacca, e nel 1746 da parte degli Spagnoli, durante la Guerra di successione austriaca. Nel 1782, in seguito alla riforma voluta dell'imperatore Giuseppe II d'Austria, la fortezza venne dismessa e venduta a privati. Nel 1796, per volere di Napoleone, venne completamente smantellata ed in seguito abbandonata. Dell'antica fortezza oggi rimangono in piedi solo alcuni ruderi, in parte sommersi dalla vegetazione, ricchi tuttavia ancora di fascino ed interesse. L'affresco staccato dalla chiesetta del forte, una Santa Barbara, patrona degli artiglieri, opera non particolarmente pregevole, ma di notevole importanza storica, è ora posta su un altare laterale della chiesa parrocchiale di San Giorgio, nel centro di Colico.

[modifica] Torri

[modifica] Torrette

Essendo stata nei secoli passati crocevia di importanti vie di comunicazioni, tutta l'area di Colico fu munita fin dall'età medievale di numerose fortificazioni, ancora prima della costruzione del Forte di Fuentes. Sul Montecchio settentrionale sono ancora visibili due torrette di guardia, che costituivano il cosiddetto Castello di Colico, di epoca comunale, ma largamente rimaneggiate, a controllo delle strade provenienti dalla Valtellina. Più importante sotto il profilo strategico della Torre di Fontanedo, che faceva parte di una più complessa opera di fortificazioni edificata nel corso del XIV secolo dai Visconti. Dalla torre era possibile dominare tutto l'Alto Lago, l'entroterra di Colico e la zona dell'attuale [[lago di Novate Mezzola]]. A difesa dell'antica strada che collegava il Lago di Como con la Valtellina, nel territorio di Curcio, troviamo un'altra torre di vedetta, probabilmente collegata al Forte Fuentes e oggi trasformata in abitazione agricola e chiamata la Torretta di Curcio. Sempre del sistema difensivo del Forte doveva far parte il cosiddetto Fortino d'Adda, o Stallone, che sorge fuori dai confini comunali, nel territorio di Gera Lario. Doveva servire come punto protetto per le attività di sorveglianza e come magazzino. Molto singolare la sua struttura che presenta feritoie per il tiro delle armi da fuoco e un ponte in muratura che raccorda l'ingresso principale al piano. Attualmente è usato come magazzino. Un'ultima fortificazione è posta nel territorio di Olgiasca. Si tratta in questo caso di una casaforte, che dalla cima del colle controlla l'abitato sottostante. È nota come il Castello di Mirabello e dovrebbe essere stata edificata prima della metà del 1500.

[modifica] Roccoli

Vere e proprie architetture arboree, provviste di reti poste verticalmente, che attorniano una sorta di torre in pietra dalla quale si dirigeva la caccia, i roccoli sono stati per lungo tempo formidabili armi di cattura degli uccelli migratori con un riscontro economico per un territorio, come quello di Colico, posto sulla rotta degli stormi, che, con l'avvicinarsi della brutta stagione, migrano verso sud. Dei moltissimi roccoli attivi fino a una quarantina di anni fa, risultano ancora ben conservati quello in località Piona e quello posto lungo la strada che sale al Forte di Fuentes.

[modifica] Luoghi di culto

[modifica] Abbazia di Piona

Per approfondire, vedi la voce Priorato di Piona.

Fra i più celebri monumenti romanici della Lombardia, l'Abbazia di Piona, storicamente collegata a quella di Vallate, i cui suggestivi ruderi sono visitabili a pochi chilometri dal paese, in direzione di Morbegno, rappresenta uno dei complessi conventuali più suggestivi, sia per il fascino dell'ambiente naturale, sia per la presenza di testimonianze artistiche molto rilevanti. La chiesa, sorta nella metà del XI secolo, ma soggetta ad ampliamento già nel secolo successivo, presenta una facciata a capanna, con una grande finestra centrale a tutto sesto. L'interno è costituito da un'unica navata. All'ingresso troviamo due leoni in marmo reggenti acquasantiere, ma che in origine dovevano sostenere una colonna o un pulpito. Di notevole interesse artistico il ciclo pittorico, risalente al XIII secolo, presente dell'abside: nel centro del catino troviamo la grande figura di Cristo che sostiene un libro aperto attorniato dai quattro simboli degli evangelisti, mentre nell'area sottostante sono rappresentati i dodici apostoli; nella volta, attorno alla figura del Cristo benedicente fra angeli, troviamo ancora raffigurati i dodici apostoli, divisi in gruppi di sei, in gesto di acclamazione. Dietro l'edificio della chiesa si erge il rudere di un'abside di origine altomedievale, la cui destinazione originaria è incerta. Il campanile esterno, sul fianco nord, risale invece al XVIII secolo. A destra della facciata si accede, attraverso un portale ad arco acuto, al chiostro, risalente al XIII secolo, di particolare fascino: lungo il perimetro del cortile corrono quarantuno colonne e quattro pilastri di marmo, i cui capitelli, finemente decorati con motivi di foglie, fiori ed animali, sostengono un piano superiore con ghiere in cotto e in fasce in marmo bianco, rosso e nero interrotte da eleganti bifore. All'ingresso del chiostro si trova un affresco, risalente al XV-XVI secolo, raffigurante l'apparizione di Cristo alla Madonna, mentre sopra all'ingresso del portico che porta alla chiesa è raffigurato un busto di Cristo. Sotto il portico, a ridosso della chiesa, in uno stile semplice e dal tono popolare, si trova un calendario affrescato, elemento decorativo singolare di cui esistono pochi esempi in tutta Europa. Si tratta di una lunga fascia divisa in due registri: in quello superiore sono rappresentati i singoli mesi attraverso le occupazioni agricole caratteristiche, settembre, ad esempio, è caratterizzato dalla preparazioni delle botti, luglio dalla battitura del grano; in quello inferiore è rappresentata una serie di undici santi raffigurati nel momento del martirio. L'affresco risale ad un'epoca precedente la costruzione del chiostro ed era situato in origine all'esterno della chiesa.

[modifica] Chiesa di San Rocco

La piccola chiesa, intitolata originariamente ai Santi Fabiano e Sebastiano, sorge fuori dall'abitato sulle pendici del Monte Legnone, quasi a metà strada tra il corso del Perlino e quello dell'Inganna, all'altezza di cinquecento metri. L'impianto è romanico, come evidenziato dall'abside semicircolare, ma a partire dal 1401 subì diversi rimaneggiamenti. Conserva, specialmente nell'abside, tracce pittoriche abbastanza consistenti, dovuto a un ignoto, ma capace pittore che dovrebbe aver operato nei primi anni del XV secolo. Particolarmente notevoli il Cristo in mandorla, o Pantocratore, ai cui lati stanno i profeti Geremia ed Isaia. Nel corso di una campagna di restauro svoltasi negli ultimi anni, è stato rinvenuto un'interessante affresco raffigurante l'Ultima Cena.

[modifica] Ville

[modifica] Villa Malpensata

La villa sorge in posizione isolata, sulla sponda del lago, in località Olgiasca. L'impianto ottocentesco, che incorpora una precedente struttura, è molto semplice. La facciata principale è quella rivolta verso il lago. Attualmente proprietà del Priorato di Piona, è al momento sede della Comunità Il Gabbiano.

[modifica] Villa Osio

La villa si trova alla fine di Via Lungolario Polti e fa da confine per il lido. Attualmente è proprietà privata.

[modifica] Cultura

[modifica] Media

[modifica] Stampa

Le principali testate giornalistiche sono quelle a livello provinciale come La Gazzetta di Lecco o La Provincia di Lecco.

[modifica] Cinema

Non sono stati ancora prodotti film ambientati a Colico.

[modifica] Televisione

Teleunica è la principale televisione locale della provincia.

[modifica] Eventi

L'evento più importante che si svolge a Colico è la tappa italiana della Coppa del Mondo di kitesurfing. A seguire l'importante festival di musica classica Musica sull'Acqua che si svolge a Piazza Garibaldi e all'Abbazia di Piona. Inoltre si ricorda la Notte Bianca di Colico assieme alle serate danzanti. Tra le feste più importanti ricordiamo la festa di San Rocco il 16 agosto nell'omonima chiesa.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Quartieri

[modifica] Centro

Il centro cittadino si sviluppa tra Piazza Garibaldi, Via Vitali, Largo San Giorgio e Via Pontile. Questo quartiere racchiude i principali servizi di Colico. Tra Via Municipio e Piazza Quinto Alpini si trovano municipio, biblioteca, chiesa di San Giorgio e le principali scuole.

[modifica] Lido

Questo quartiere è dotato di una lunga spiaggia, un campo di calcio, dei campi da tennis ed una scuola di vela.

[modifica] Kitesurf

Nel quartiere vi è un parcheggio di camper, una spiaggia e una scuola di surf e kitesurf.

[modifica] Zona Industriale

La zona industriale è sede di numerosi stabilimenti e della discarica cittadina.

[modifica] Frazioni

[modifica] Villatico

A sud di Villatico ha sede l'ufficio postale.

[modifica] Curcio

A Curcio vi è un'importante fonte naturale di acqua. Curcio è la frazione che rappresenta di più il passato in tutta Colico, poiché al suo interno vi sono case di una certa età e un lavatoio pubblico che si usava in passato.

[modifica] Laghetto

Laghetto è l'unione di due località maggiori (Borgonuovo e Fiumarga) con una minore (Corte). A Laghetto ci sono molti camping affacciati al laghetto di Piona

[modifica] Olgiasca

Olgiasca è situata nell'omnima penisola. A Olgiasca si trova l'Abbazia di Piona.

[modifica] Economia

L'economia colichese è principalmente turistica, ma l'industria ottiene un ottimo secondo posto dall'imponenza della zona industriale, sempre in espansione, e inoltre vi è una numerosa presenza di banche. Il turismo è soprattutto incentrato sui numerosi camping. L'industria vanta di importanti marchi di costruzione di autocarri (Iveco) e yacht (Cranchi). Colico è piena di banche grazie alla favorevole posizione e ai numerosi stabilimenti industriali.

[modifica] Infrastrutture e Trasporti

[modifica] Strade

Colico è collegato a Milano con la SS 36 Milano - Lecco - Colico. Colico è infatti punto d'incontro tra la SS 36 e SS 38 dello Stelvio che attraversa la Valtellina. Inoltre la SS 36 prosegue attraversando la Valchiavenna.

[modifica] Ferrovie

La stazione di Colico è posta al terminale della prima linea elettrificata mediante il rivoluzionario metodo trifase a 3000 volt realizzato dalla ditta ungherese Ganz a partire dal 1901, è un perfetto esempio architettonico delle stazioni costruite specificatamente per la linea Sondrio - Colico. Fra il 1885 e il 1886 Colico viene collegata con Sondrio e con Chiavenna, ma per vedere operativo il collegamento con Lecco (e quindi con Milano) si dovette attendere il 1894. La linea era allora esercitata dalla Rete Adriatica, una delle tre grandi compagnie che resteranno attive fino al 1905, anno di nascita delle Ferrovie dello Stato. Lo stesso stile, anche se applicato a minori dimensioni, presenta la stazione di Piona. Colico, nel suo territorio comunale, vanta di avere ben due stazioni ferroviarie.

[modifica] Imbarcadero

Vi sono due imbarcadero a Colico: Colico e Piona.

[modifica] Gemellaggi

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Alfonso Curtoni (lista civica) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 0341 934711
Posta elettronica: segreteria@comune.colico.lc.it

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

  • (IT) Corpo Musicale di Villatico - Sito ufficiale della Banda di Colico[1]
  • (IT) Comune di Colico - Sito ufficiale del Comune di Colico[2]
Strumenti personali