Barzago

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Barzago
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Lecco
Coordinate: 45°45′0″N 9°19′0″E / 45.75, 9.31667Coordinate: 45°45′0″N 9°19′0″E / 45.75, 9.31667
Altitudine: 358 m s.l.m.
Superficie: 3,59 km²
Abitanti:
2.451
Densità: 682,73 ab./km²
Frazioni: Bevera, Verdegò 
Comuni contigui: Barzanò, Bulciago, Castello di Brianza, Cremella, Dolzago, Garbagnate Monastero, Sirone, Sirtori
CAP: 23890
Pref. telefonico: 031
Codice ISTAT: 097005
Codice catasto: A683 
Nome abitanti: barzaghesi 
Santo patrono: San Bartolomeo 
Giorno festivo: 24 agosto 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Barzago (Barzàgh in dialetto brianzolo) è un comune di 2.451 abitanti della provincia di Lecco, ascrivibile all'area del Meratese Barzago è un piccolo paese di 2451 abitanti. È a soli 20’ da Lecco e 45’ da Milano. È composto da due frazioni: Verdegò e Bevera ed è la dimostrazione a che volte le apparenze ingannano. Infatti, nonostante le dimensioni ridotte, racchiude nelle sue corti, nelle sue ville, nei suoi edifici, una miriade di storie. Alcune sfiorano la leggenda, ma tutte hanno un fondo di verità.

Verdegò: il viaggio dalle origini

Il territorio di Barzago, al tempo degli antichi romani, era molto probabilmente un lago o un’ampia palude. Lo testimoniano il suffisso in –ago, il nome del vicino paese Costa Masnaga e la Via Costa D’oro. Il suffisso in –ago è proprio anche di altri comuni della zona come Bulciago, Dolzago e Tabiago, mentre Costa Masnaga e vie come Costa D’oro fanno chiaramente riferimento ad una riva… di un lago? Si pensa di sì, ma ciò che è certo è che quando gli antichi arrivarono nella zona occupata da Barzago costruirono le loro abitazioni sulla collina di Verdegò. Quegli antichi erano quasi certamente i membri di un plotone romano. È infatti stato ritrovato un masso avello risalente a quel periodo che si pensa fungesse da tomba. Questo reperto, scoperto durante gli scavi per un’abitazione, è tuttora conservato presso il sacrato della chiesetta dedicata ai Santi Pietro e Paolo. Questa è situata sulla sommità della collina ed è raggiungibile attraverso una via molto stretta e angusta. Una volta arrivati si può però ammirare lo stile romanico, mentre all’interno è visibile un dipinto raffigurante i Santi Pietro e Paolo davanti al Crocefisso. Nel santuario sono inoltre conservati dei resti di appestati del ’700.

Bevera: santuario e leggende

Spostiamoci ora alla frazione di Bevera, che prende il nome dall’omonimo ruscello che scorre nelle vicinanze. È divisa in tre parti: Bevera di Barzago, Bevera di Castello e Bevera di Sirtori. Ogni zona è frazione di un paese diverso. Nella frazione Barzaghese è situato il santuario di S. Maria Nascente, teatro di una storia ai limiti della leggenda, ma basata sulla realtà. La costruzione è attribuita alla famiglia Sirtori, ma esistono diverse versioni riguardo al motivo. La prima, la più plausibile, racconta che una fanciulla, minacciata da un signorotto locale (molto probabilmente don Alfonso Isacchi, soprannominato l’Orso di Barzago), si sia rifugiata presso un altare dedicato alla Madonna. Maria le sarebbe apparsa e le avrebbe parlato. In seguito la famiglia Sirtori, interessatasi alla vicenda, avrebbe fatto costruire il Santuario, consacrato nel 1603. La seconda versione è quella invece descritta da Cesare Cantù nel suo libro “La Madonna d’Imbevera”. Essa narra degli antichi rancori tra la famiglia Isacchi e la famiglia Sirtori, rispettivamente al potere nei paesi di Barzago e Sirtori. Secondo la storia, l’Orso di Barzago avrebbe tentato di uccidere don Alessandro Sirtori nei boschi di Bevera, finendo, però, col soccombere in un duello. Don Alessandro, volendo ringraziare la Madonna, fece allora costruire il Santuario, dedicandolo a Santa Maria Nascente. È da precisare che il Santuario forma una parrocchia a sé, ma da settembre è unita a quella di Barzago e a quella di Bulciago nella comunità pastorale “S. Maria Regina degli apostoli”

Barzago: storie di corti e di famiglie

Eccoci giunti, finalmente, a Barzago. Il centro paese dall’alto si presenta come un ammasso di case in cui quasi non si riconoscono le vie. Però, percorrendo a piedi una di quelle stradine interne (come via Pirotta) si può osservare una serie quasi ininterrotta di portoni e un ammasso di abitazioni addossate l’una sull’altra. Queste abitazioni sono le corti, vere e proprie insegne della vita comune, tanto che in questi luoghi ci lavoravano e vivevano più famiglie e ci si aiutava a vicenda condividendo gioie e fatiche. Luoghi così, riportano al passato, al tempo in cui il lavoro dominante era il contadino, al tempo in cui ci si conosceva tutti, al tempo in cui si giocava all’aria aperta: a nascondino, gare di corsa, … tutto andava bene pur di divertirsi in compagnia. Quelli erano i tempi di quando si respirava l’aria della natura, il profumo dei fiori e le essenze della terra. Il tempo del dialetto, la lingua perduta, e dei soprannomi. Al tempo in cui ci si fermava, anche solo un attimo, e si assisteva allo spettacolo della vita, si riusciva ad assaporare ogni momento, senza fretta, senza frenesia…

Ma ora torniamo a noi, oltre alle corti e ai loro portoni d’accesso, Barzago è caratterizzato anche dai suoi edifici storici, come la chiesa, dedicata a S. Bartolomeo e ricostruita nel 1778. Il documento più antico riguardante l’edificio è una pianta del 1567, accompagnata da una descrizione di una costruzione cadente e distante dal centro abitato. La chiesa è sarà poi spostata e ritoccata fino ad essere com’è adesso: una costruzione in stile neoclassico, con un imponente mosaico sulla facciata raffigurante San Bartolomeo nell’atto di benedire. Durante le giornate di sole ogni singolo tassello sembra brillare di luce propria, rendendo l’intera immagine luminosa e scintillante. Il campanile, con i suoi 50 metri d’altezza è uno dei più alti della Brianza. All’interno si possono ammirare le quattro cappelle, dedicate rispettivamente a S. Antonio da Padova, a S. Giuseppe, alla Beata Vergine e al S. Cuore. Sul soffitto sono presenti dei dipinti raffiguranti scene della vita di S. Bartolomeo, mentre, intorno al presbitero, troviamo degli affreschi rappresentanti: l’Ultima Cena, lo spezzare del Pane con i discepoli di Emmaus, il sacrificio di Isacco, e la discesa della Manna nel deserto.

È invece tutt’altro che desertico il panorama che si può ammirare dal Belvedere: una sorta di balcone naturale da cui è possibile ammirare le prealpi lecchesi, dal S. Primo al Resegone, passando per il Cornizzolo e per le Grigne. È questa la corona che cinge Barzago, una corona antica e secolare, una corona che cinge tante storie di tante persone: storie antiche, moderne, a lieto fine, tragiche, spassose o spaventose. Tante storie che a volte si confondono con la leggenda, tante storie che sono solo realtà.


[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Mario Tentori (lista civica) dal 07/06/2009
Centralino del comune: 031 860227
Posta elettronica: uffici@comune.barzago.lc.it

[modifica] Evoluzione demografica

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